Alla riscoperta del Rosario



Dopo la preghiera iniziale, guidata dal Can. Lorenzo Gallo, il Prof. Italo Valente nel suo saluto ha ricordato che la festa della Madonna del Rosario è nata dalla storica vittoria della battaglia di Lepanto, lo scontro navale avvenuto il 7 ottobre 1571 nel corso della guerra di Cipro, quando la flotta Cristiana della Lega Santa, federata sotto le insegne pontificie, sconfisse quella musulmana dell’Impero ottomano. Questa vittoria fu attribuita all’intercessione della Madonna, invocata attraverso la recita del Rosario. Prima della battaglia di Lepanto, Papa Pio V fece benedire e distribuire un rosario a tutti i soldati e marinai della flotta Cristiana. Su ordine del Comandante Don Giovanni d’Austria, prima dello scontro le truppe si raccolsero in preghiera e i rematori scandirono i colpi dei remi recitando devotamente le decine del Rosario chiedendo l’intercessione della Beata Vergine Maria. Per questo motivo, dopo la vittoria della Lega Santa, Papa Pio V istituì la festa della Madonna della Vittoria, poi divenuta la festa della Madonna del Rosario, celebrata il 7 ottobre. Infine, il Prof. Valente ha sottolineato la sua devozione alla Madonna di Pompei e il legame con l’Ordine Costantiniano, evidenziando il valore della preghiera quale guida spirituale quotidiana e strumento di pace.

Quindi, il Prof. Salvatore Campitello ha posto l’attenzione sul ruolo del giornalismo, inteso come servizio alla collettività, fondato sulla responsabilità dell’informazione e sulla necessità di valorizzare anche esempi positivi, soprattutto a beneficio delle nuove generazioni. Ha evidenziato l’importanza della cultura e della lettura, ricordando che in Italia si legge poco e che iniziative culturali come la presentazione del libro servono a far crescere la società. Ha proposto, poi, una riflessione sul rapporto tra comunicazione e Intelligenza Artificiale, ribadendo che le tecnologie devono rappresentare strumenti al servizio della persona e non sostituire il valore della presenza e della voce umana. Infine, ha ricordate alcune figure di rilievo del giornalismo campano, sottolineandone il contributo umano, culturale e professionale, nonché il valore dell’amicizia e dell’impegno sociale.

Poi, il Nob. Antonio Masselli – che è intervenuto in vece del Delegato per Napoli e Campania, il Conte Don Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona dei Duchi di Laurenzana, Patrizio Napolitano, Cavaliere di Giustizia – ha espresso apprezzamento per l’opera del Prof. Valente, considerata uno strumento di riflessione spirituale e riscoperta del valore del Santo Rosario. Ha sottolineato l’impegno dell’Ordine Costantiniano nella promozione della cultura come mezzo di evangelizzazione, dialogo e crescita spirituale. Ha rivolto, infine, ringraziamenti agli organizzatori, ai relatori e ai partecipanti, anche a nome del Delegato, con l’augurio che l’incontro rafforzi la devozione mariana e la pratica della preghiera del Rosario. Ha concluso con l’auspicio che questo momento potesse offrire occasione di riflessione spirituale e di approfondimento del valore del Rosario nella vita Cristiana.

In occasione della partecipazione di una rappresentanza della Delegazione di Napoli e Campania alla Santa Messa della I Domenica di Quaresima, insieme alla comunità parrocchiale, ai membri dell’ACR e della Caritas parrocchiale, e ai bambini del Catechismo, accompagnati dalle catechiste e dai genitori, domenica 22 febbraio 2026, nella splendida cornice della chiesa parrocchiale di Santa Maria Regina Pacis a Fuorni, frazione alla periferia di Salerno, accogliendo l’invito del Parroco Can. Lorenzo Gallo, il Prof. Italo Valente aveva donato al Delegato il suo volume Il Rosario e la Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae.

Il Prof. Italo Valente è professore di ruolo ordinario nelle scuole statali in quiescenza. Scrittore, giornalista-pubblicista iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti. È Cavaliere di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e insignito di varie onorificenze, tra cui la Medaglia d’Argento del Capo dello Stato e il Premio Giornalistico “Mimmo Castellano”, per “l’informazione culturale”. Già collaborare di quotidiani e periodici e già Direttore responsabile di vari giornali, riviste e reti televisive e radiofoniche, ha ricoperto la carica di Direttore del Centro Studi di Cultura, Arte e Pubblicità (Studio CAP). Ha ricoperto la carica di Addetto Stampa e Pubbliche Relazioni del Comune di Pellezzano. È Fondatore e Direttore responsabile del periodico di Attualità e Cultura Noi e gli altri e Fondatore dell’omonimo Premio Letterario, nonché redattore del mensile Riparazione Eucaristica dell’Associazione Eucaristica Riparatrice (ALER) di Loreto. È Onorevole Deputato Membro dell’Assenblea, nonché Consigliere al Dipartimento per i Problemi Culturali, dell’Istruzione e dell’Università, del Consiglio Internazionale per la Diplomazia e la Giustizia (ICDJ). Ha conseguito il titolo professionale di Ingegnere presso il British Institute of Engineering Technology – Italian Division, già iscritto, quale Membro associato, presso l’Ordine degli Ingegneri di Londra. Ha frequentato, dall’anno accademico 1989/90 all’anno 1993/94, il Corso per Diaconi Permanenti presso Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Matteo” dell’Arcidiocesi di Salerno.
L’intervento del Can. Lorenzo Gallo
La presenza di Maria
nella Liturgia Occidentale

Il Can. Lorenzo Gallo ha osservato che riflettere sul culto mariano significa riscoprire il ruolo essenziale della Vergine Maria nella vita della Chiesa. Maria non è un elemento accessorio della Fede Cristiana, ma la via che conduce a Cristo e il modello perfetto del discepolo. Come insegna la tradizione della Chiesa: ad Iesum per Mariam.
La devozione mariana è profondamente cristocentrica: ogni titolo e ogni celebrazione dedicata a Maria trovano il loro significato nel mistero dell’Incarnazione. Con il dogma della Theotokos, proclamato a Efeso nel 431, la Chiesa afferma che in Maria il Verbo si è fatto carne, rendendo concreta e storica la salvezza.
Maria è anche figura ed immagine della Chiesa. In lei la comunità Cristiana contempla il proprio destino di santità e speranza. La liturgia la presenta infatti come modello di Fede, di ascolto e di accoglienza della Parola.
Particolare importanza assume il Magnificat, nel quale Maria proclama la giustizia e la misericordia di Dio, insegnando ai credenti a vivere la Fede come responsabilità verso il mondo e verso gli ultimi.
Anche il Santo Rosario, definito da Papa San Paolo VI eco contemplativa della liturgia, aiuta il fedele a meditare i misteri di Cristo con gli occhi di Maria, unendo la preghiera alla vita quotidiana.
Significativa è inoltre la testimonianza di Don Tonino Bello, che definiva Maria “Donna feriale”: modello di servizio, di speranza e di silenziosa fedeltà nelle difficoltà della vita.
In conclusione, Maria nella liturgia rappresenta il modello della Chiesa che vive pienamente il mistero di Cristo. Ella ci insegna che la liturgia non si conclude nel rito, ma continua nella vita quotidiana attraverso il servizio, la carità e la speranza.
L’intervento di Mons. Antonio Montefusco
Maria nelle Sacre Scritture


Mons. Antonio Montefusco ha approfondito il significato teologico e biblico del Rosario alla luce della Lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae e del commento del Prof. Italo Valente, evidenziando il ruolo centrale di Maria nella Sacra Scrittura e nella spiritualità Cristiana.
Il Rosario viene presentato non come una semplice pratica devozionale, ma come un autentico “compendio del Vangelo”, orientato alla contemplazione del mistero di Cristo attraverso lo sguardo di Maria. In questa prospettiva, la figura della Vergine assume un valore profondamente cristologico ed ecclesiale.
L’analisi biblica mostra come Maria sia inserita nell’intera economia della salvezza. L’Antico Testamento contiene numerose figure e prefigurazioni mariane – quali Eva, Sara, Anna, Rut, Ester e Giuditta – che anticipano simbolicamente la missione della Madre del Redentore. Particolare rilievo assumono inoltre alcuni testi profetici, come Genesi 3,15 e Isaia 7,14, tradizionalmente interpretati in chiave mariana.
Maria è presentata come figura teologicamente centrale. I racconti dell’infanzia nei Vangeli di Matteo e Luca evidenziano il suo ruolo nel mistero dell’Incarnazione, mentre il Vangelo di Giovanni la presenta come “Donna” a Cana e ai piedi della croce, sottolineandone la dimensione simbolica e materna nei confronti della Chiesa.
Dal punto di vista teologico, Maria appare come modello della Fede: accoglie la Parola di Dio con obbedienza, custodisce il mistero nel cuore e accompagna il cammino della comunità cristiana nascente. In tal senso, ella diviene icona della Chiesa e riferimento spirituale per ogni credente.
La Rosarium Virginis Mariae ribadisce inoltre la natura profondamente cristologica del Rosario: Maria non costituisce il fine della preghiera, ma guida alla contemplazione della vita, della passione e della gloria di Cristo. Anche l’introduzione dei Misteri luminosi contribuisce ad ampliare questa prospettiva, includendo momenti significativi della vita pubblica di Gesù.
La figura di Maria, radicata nella Sacra Scrittura, non è soltanto oggetto di devozione, ma autentico modello ecclesiale e via privilegiata alla conoscenza del mistero di Cristo. Il Rosario si conferma così una preghiera di profondo valore biblico, teologico e spirituale.
Conclusioni
Le Relazioni hanno posto in rilievo gli elementi pastorali e spirituali contenuti nella Lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae, soffermandosi sull’attualità del messaggio di Papa San Giovanni Paolo II e sull’importanza del Rosario quale strumento di meditazione evangelica e di educazione alla fede.
Il dibattito conclusivo ha consentito un proficuo confronto tra i Relatori e i partecipanti, favorendo ulteriori approfondimenti sui temi trattati e mettendo in evidenza l’interesse suscitato dall’opera presentata.
L’incontro è stata un’importante occasione di riflessione sul significato ecclesiale, spirituale e pastorale del Rosario, con particolare riferimento alla Lettera Apostolica sul Santo Rosario promulgata da Papa San Giovanni Paolo II il 16 ottobre 2002. La presentazione ha offerto un significativo contributo alla valorizzazione degli studi mariani e all’approfondimento del magistero pontificio relativo alla preghiera del Rosario, confermandone la perdurante rilevanza nel contesto della vita spirituale contemporanea.

Il servizio fotografico è a cura del Prof. Antonio De Stefano e dell’Avv. Claudia Valente.
