Il messaggio del Parroco
«Vogliamo prepararci quest’anno a vivere la solennità della nostra celeste patrona, la Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, attraverso due straordinarie ricorrenze che coinvolgono la Fede e la storia, la tradizione e la devozione che hanno da sempre contrassegnato l’identità della significativa presenza carmelitana a Messina, ossia il Centesimo anniversario della posa della prima pietra ed il Settantesimo anniversario della elevazione della Parrocchia a Santuario mariano diocesano.
Affidiamo pertanto alla Madre di Dio le ansie e le attese, le gioie e le speranze delle nostre famiglie e dell’intera comunità affinché mediante la sua materna intercessione possiamo riscoprire la bellezza di una vita contemplativa e la verità di una testimonianza ispirata alla fraternità, all’amicizia, alla concordia, all’unità, alla pace.
“Fiore del Carmelo, ispiraci ogni giorno propositi giusti e santi, alimenta in ciascuno uno spirito di comunione e condivisione, suggerisci alle nostre coscienze il prezioso dono di un consiglio sano e costruttivo e cosi manifestare al mondo intero la gioia di una Chiesa viva, aperta, generosa, disponibile, unanime e credibile. Amen!” Viva Maria”!»
Accorriamo ai piedi del Vergine Santissima
e nel renderle omaggio,
rinnoviamo la nostra Fede
nel suo Figlio Gesù, unico Salvatore del mondo.
Una celebrazione che rinnova
una tradizione secolare di Fede
La festività della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo costituisce una delle più antiche espressioni della pietà mariana della Chiesa. Essa richiama le origini dell’Ordine Carmelitano sul Monte Carmelo, in Terra Santa, dove la tradizione individua il luogo della predicazione del profeta Elia e dove, già nei primi secoli del Cristianesimo, alcuni eremiti scelsero di vivere una vita di preghiera e contemplazione sotto la protezione della Vergine Maria.
Secondo l’antica tradizione carmelitana, il 16 luglio 1251 la Vergine apparve a San Simone Stock, allora Priore Generale dell’Ordine, consegnandogli lo Scapolare quale segno della sua speciale protezione e della promessa di particolare assistenza spirituale a quanti lo avessero portato con Fede e perseveranza. Da quell’evento la devozione alla Madonna del Carmine conobbe una straordinaria diffusione in tutto il mondo Cristiano, dando origine a confraternite, santuari, opere di carità e manifestazioni popolari, che ancora oggi rappresentano un patrimonio vivo della spiritualità Cattolica.
Messina custodisce una consolidata tradizione di culto verso la Madonna del Carmine. Il Santuario di Santa Maria del Carmine costituisce uno dei principali punti di riferimento della devozione mariana cittadina, animato dall’opera pastorale della comunità parrocchiale e del Terz’Ordine Carmelitano, che promuovono durante tutto l’anno iniziative di formazione spirituale, celebrazioni liturgiche e attività di evangelizzazione ispirate al carisma carmelitano.
La partecipazione della Delegazione della Sicilia Orientale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio alla solenne Celebrazione Eucaristica testimonia ancora una volta il profondo legame dell’Ordine con la vita delle Chiese locali e con quelle espressioni della pietà popolare che, quando autenticamente vissute, costituiscono un prezioso cammino di evangelizzazione e di crescita nella Fede. La presenza dei Cavalieri e delle Dame Costantiniani accanto alla comunità parrocchiale assume infatti il significato di una testimonianza concreta di comunione ecclesiale, nel segno della devozione alla Madre di Dio e dell’impegno a vivere quotidianamente i valori evangelici che ispirano la vocazione Costantiniana.

La spiritualità carmelitana
e il significato dello Scapolare
La devozione alla Beata Vergine Maria del Monte Carmelo occupa un posto di particolare rilievo nella storia della spiritualità Cristiana. Essa affonda le proprie radici nella tradizione degli eremiti che, fin dai primi secoli, scelsero il Monte Carmelo come luogo di preghiera e contemplazione, ispirandosi al profeta Elia, il grande difensore della Fede nell’unico Dio vivente. Proprio quel monte, celebrato dalla Sacra Scrittura per la sua bellezza e fertilità, divenne il luogo nel quale nacque una comunità che pose la propria vita sotto la speciale protezione della Beata Vergine Maria.
Con il trasferimento dei Carmelitani in Europa, avvenuto nel XIII secolo a causa dell’avanzata musulmana in Terra Santa, la spiritualità del Carmelo si diffuse rapidamente in tutto il continente, contribuendo in maniera determinante allo sviluppo della devozione mariana. Nacquero monasteri, confraternite e santuari che fecero conoscere il messaggio del Carmelo, fondato sulla contemplazione del mistero di Dio, sull’ascolto della sua Parola e sull’affidamento filiale alla Madre del Signore.
Elemento distintivo di questa tradizione è lo Scapolare, comunemente chiamato abitino, consegnato – secondo l’antica tradizione dell’Ordine – dalla Vergine Maria a San Simone Stock il 16 luglio 1251. Più che un semplice oggetto devozionale, lo Scapolare rappresenta un autentico segno di consacrazione a Maria e di adesione al Vangelo. Esso richiama il desiderio di rivestirsi di Cristo, vivendo nella fedeltà ai suoi insegnamenti sotto la protezione materna della Vergine.
Nel corso dei secoli numerosi Pontefici hanno incoraggiato questa devozione, sottolineandone il profondo valore spirituale. Tra essi Papa Pio XII ricordò come lo Scapolare costituisca un segno di particolare comunione con la famiglia carmelitana e un invito permanente alla conversione, alla preghiera e alla pratica della carità. Anche San Giovanni XXIII e altri Successori di Pietro ne hanno favorito la diffusione, riconoscendovi una preziosa scuola di vita Cristiana.
Il 5 luglio, inizio della novena di preparazione alla festività, la Parrocchia-Santuario ha accolto l’insigne reliquia dello scapolare indossato da San Giovanni Paolo II. Durante la novena, i fedeli che visitano il Santuario possono lucrare l’indulgenza plenaria alle seguenti condizioni: Confessione, Comunione, Credo, preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice e gesto di carità.
La spiritualità carmelitana ha inoltre donato alla Chiesa figure di straordinaria santità e di altissimo spessore teologico. Basti ricordare Santa Teresa d’Avila e San Giovanni della Croce, entrambi Dottori della Chiesa, Santa Teresa di Gesù Bambino, anch’essa proclamata Dottore della Chiesa, Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein), Santa Maria Maddalena de’ Pazzi, il Beato Tito Brandsma e numerosi altri religiosi e religiose che hanno testimoniato con la propria vita la fecondità del carisma del Carmelo.
La presenza dell’Ordine Costantiniano
nel segno della devozione mariana
La partecipazione della Delegazione della Sicilia Orientale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio assume un significato che va oltre la semplice presenza istituzionale. Essa rappresenta l’espressione concreta della spiritualità mariana che accompagna da secoli la vita dell’Ordine equestre-religioso, chiamato a testimoniare la Fede mediante la glorificazione della Croce, la difesa della Santa Romana Chiesa e l’esercizio della carità.
La Vergine Maria occupa un posto privilegiato nella tradizione spirituale Costantiniana quale modello perfetto di adesione al disegno di Dio e di servizio al prossimo. La sua figura accompagna il cammino dei Cavalieri e delle Dame come esempio di umiltà, fedeltà e fortezza, virtù che costituiscono il fondamento dell’impegno cavalleresco vissuto secondo il Vangelo.
La solenne celebrazione del 16 luglio offrirà pertanto ai membri dell’Ordine un’occasione privilegiata per rinnovare il proprio affidamento alla Madre di Dio, invocandone la protezione sull’intera famiglia Costantiniana e sulle numerose opere religiose, culturali e caritative promosse dalla Real Commissione per l’Italia e dalle sue 16 Delegazioni territoriali.
La presenza del Cardinale Rolandas Makrickas, Arciprete della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, conferirà alla liturgia un particolare significato ecclesiale, richiamando idealmente il profondo legame che unisce la Chiesa di Messina alla Basilica romana dedicata alla Madre di Dio, il più antico santuario mariano dell’Occidente, custode di una tradizione plurisecolare di Fede, di pellegrinaggi e di devozione che continua ancora oggi ad attirare fedeli provenienti da ogni parte del mondo.
La celebrazione della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo diventa così non soltanto memoria di un’antica tradizione, ma rinnovata occasione per riscoprire il ruolo della Vergine Maria nella vita della Chiesa, riconoscendola quale Madre, Maestra di vita spirituale e guida sicura nel cammino verso Cristo.

Il Cardinale Rolandas Makrickas
Il Cardinale Rolandas Makrickas è nato il 31 gennaio 1972 a Biržai, in Lituania, ultimo di cinque figli. È cresciuto negli anni del regime sovietico, durante i quali la pratica religiosa era fortemente limitata e la formazione Cristiana poteva essere trasmessa soltanto in ambito familiare e in forma riservata. Dopo il ristabilimento dell’indipendenza della Lituania è entrato nel Seminario maggiore di Kaunas nel 1990 e, dall’anno successivo, ha proseguito la propria formazione presso il Collegio lituano di San Casimiro a Roma, conseguendo gli studi filosofici e teologici presso la Pontificia Università Gregoriana.
È stato ordinato sacerdote per la Diocesi di Panevėžys il 20 luglio 1996. Negli anni immediatamente successivi ha ricoperto l’incarico di Sottosegretario della Conferenza Episcopale della Lituania, coordinando anche il Comitato nazionale per il Grande Giubileo dell’Anno 2000. Nel 2004 ha conseguito il dottorato in Storia della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana.
Dopo la formazione diplomatica presso la Pontificia Accademia Ecclesiastica, il 1º luglio 2006 è entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede. Nel corso della sua attività ha prestato servizio nelle Rappresentanze Pontificie in Bolivia, Georgia, Svezia, Stati Uniti d’America, Gabon e Repubblica del Congo, maturando una significativa esperienza nel campo delle relazioni internazionali e della diplomazia pontificia.
Nel 2019 Papa Francesco lo ha chiamato alla Segreteria di Stato, affidandogli l’incarico di Capo dell’Amministrazione della Sezione per gli Affari Generali, mentre nello stesso anno gli è stato conferito il titolo onorifico di Prelato d’Onore di Sua Santità.
Il 15 dicembre 2021 Papa Francesco lo ha nominato Commissario Straordinario della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, con il compito di risanare e riorganizzare la gestione economica e amministrativa del Capitolo Liberiano.
L’11 febbraio 2023 Papa Francesco lo ha nominato Vescovo titolare di Tolentino, con il titolo personale di Arcivescovo, ricevendo l’ordinazione episcopale il 15 aprile dello stesso anno.
Il 20 marzo 2024, concluso il mandato commissariale, Papa Francesco lo ha designato Arciprete Coadiutore della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore.
Nel Concistoro del 7 dicembre 2024 Papa Francesco lo ha creato cardinale, ricevendo la Diaconia di Sant’Eustachio.
L’11 gennaio 2025 Papa Francesco lo ha nominato membro del Dicastero per i Vescovi.
Ha preso parte, quale Cardinale elettore, al Conclave del 7-8 maggio 2025, che ha eletto Papa Leone XIV.
Il 4 luglio 2025 è succeduto per coadiutoria come Arciprete della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, meta ogni anno di milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo e custode della venerata icona della Salus Populi Romani, una delle immagini mariane più care alla devozione del popolo Cristiano.
La Beata Vergine Maria del Monte Carmelo
La Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, comunemente venerata come Madonna del Carmine, è uno dei titoli mariani più antichi e più diffusi della tradizione Cristiana. Le sue origini affondano nella storia biblica del Monte Carmelo, la catena montuosa che domina il Mediterraneo presso l’odierna Haifa, in Terra Santa, luogo legato alla figura del profeta Elia, il quale vi difese la Fede nell’unico Dio d’Israele e vi implorò la pioggia che pose fine a una lunga siccità. La tradizione Cristiana ha sempre riconosciuto nella piccola nube che il servo di Elia vide salire dal mare (cfr. 1Re 18,44) una figura profetica della Vergine Maria, dalla quale sarebbe nato il Salvatore del mondo. Per questo il Monte Carmelo è stato considerato fin dai primi secoli come luogo privilegiato della contemplazione e dell’attesa del Messia.
Tra il XII e il XIII secolo un gruppo di eremiti occidentali, riuniti presso la sorgente del profeta Elia, diede origine all’Ordine dei Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, ricevendo una Regola di vita da Sant’Alberto Avogadro, Patriarca latino di Gerusalemme. L’Ordine, costretto successivamente a lasciare la Terra Santa, si diffuse rapidamente in Europa, contribuendo in maniera determinante alla crescita della devozione mariana.
Secondo la tradizione carmelitana, il 16 luglio 1251 la Vergine Maria apparve a San Simone Stock, Priore Generale dell’Ordine, consegnandogli lo Scapolare quale segno della propria protezione. Da questo episodio ebbe origine la memoria liturgica della Madonna del Carmine, oggi celebrata in tutta la Chiesa il 16 luglio.
Lo Scapolare, conosciuto popolarmente come abitino, è un sacramentale della Chiesa: un segno di consacrazione a Maria, di adesione al Vangelo e di appartenenza alla spiritualità carmelitana. Indossarlo significa assumere l’impegno di vivere una vita Cristiana coerente, alimentata dalla preghiera, dalla partecipazione ai Sacramenti e dalla pratica della carità.
Alla tradizione dello Scapolare è collegato anche il cosiddetto privilegio sabatino, antica pia convinzione secondo la quale la Vergine Maria assiste con particolare sollecitudine coloro che hanno vissuto fedelmente la spiritualità dello Scapolare, accompagnandoli nel cammino verso la piena comunione con Dio. La Chiesa invita a comprendere tale tradizione alla luce della speranza Cristiana e della misericordia divina.
La devozione alla Madonna del Carmine è oggi presente in tutto il mondo attraverso migliaia di santuari, confraternite e parrocchie. In Italia essa è particolarmente radicata, soprattutto nelle regioni meridionali, dove le celebrazioni del 16 luglio rappresentano un importante momento di Fede, di partecipazione popolare e di testimonianza ecclesiale.
Anche a Messina, il Santuario di Santa Maria del Carmine costituisce da generazioni uno dei principali centri della spiritualità mariana cittadina, mantenendo viva una tradizione che continua a richiamare fedeli, confraternite e associazioni ecclesiali nel segno della preghiera, della devozione e della fiducia nell’intercessione della Madre di Dio.
La partecipazione della Delegazione della Sicilia Orientale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio alla solenne celebrazione del 16 luglio si inserisce pienamente in questa lunga storia di Fede, riaffermando la centralità della Vergine Maria nel cammino spirituale dell’Ordine e il valore della devozione mariana quale scuola di vita Cristiana, di servizio alla Chiesa e di autentica testimonianza evangelica.

Foto di copertina: il venerato simulacro della Beata Vergine Maria e San Simone Stock.
