Pellegrinaggio mariano della Delegazione Lombardia al Santuario della Madonna Addolorata della Cornabusa

Dopo la pausa estiva, Il 12 settembre 2026, secondo sabato del mese, la Delegazione della Lombardia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio riprende le attività con il Pellegrinaggio mariano al suggestivo Santuario della Madonna Addolorata della Cornabusa nella Parrocchia di Cepino a Sant’Omobono Terme nella Provincia di Bergamo, un territorio di grande spiritualità e fede religiosa.

Questo santuario naturale dell’anima è incastonato all'interno di una grande grotta naturale (o "corna busa", che in dialetto bergamasco significa "roccia bucata"), in una zona impervia nel verde del valico prealpino del Pertüs, sul versante destro della Valle Imagna, lungo il dorsale del monte Albenza, a 658 metri sul livello del mare. La tradizione vuole che la grotta sia servita da rifugio per gli abitanti del luogo durante le lotte tra Guelfi e Ghibellini nel XIV secolo e che qui sia stata nascosta e poi ritrovata una statuetta della Madonna. Le pareti della cavità naturale sono di roccia e stalattiti, accompagnate dal suono dello scorrere di una sorgente d'acqua sotterranea. Il luogo era particolarmente caro a San Giovanni XXIII, originario della zona, che vi si recava spesso in pellegrinaggio fin da bambino.

Il pellegrinaggio Costantiniano, che si svolge nella stagione dei festeggiamenti della Beata Vergine Maria Addolorata della Cornabusa dal 4 al 18 settembre, sarà guidato da S.E.R. Mons. Enrico dal Covolo, SDB, Vescovo titolare di Eraclea, Cappellano Gran Croce de Jure Sanguinis, già Magnifico Rettore della Pontificia Università Lateranense, Assessore del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, Presidente del Comitato Scientifico dell’Accademia Bonifaciana, Cattedratico dell’Accademia Ambrosiana.
Santuario

Il programma
del Pellegrinaggio

Vengo al monte della Cornabusa,
ti guardo o Madre Addolorata,
ascolto con te il Verbo della Vita,
canto con te la gioia del perdono.

Il Pellegrinaggio della Delegazione della Lombardia alla Madonna della Cornabusa inizierà alle ore 10.00 con una visita guidata ai luoghi dove amava sostare Papa San Giovanni XXIII e breve meditazione. Seguirà alle ore 10.00 la Processione in Grotta e la celebrazione della Santa Messa, che sarà presieduta da S.E.R. Mons. Enrico dal Covolo. Concelebreranno il Cappellano Capo di Delegazione, Prof. Don Maurizio Ormas, Cappellano di Merito con Placca d’Argento; Prof. Don Paolo Maria Giuseppe Lobiati, Cappellano di Merito; e Don Mauro Viganò, Cappellano di Merito. Alle ore 13.00 un pranzo comunitario presso il ristorante adiacente concluderà il Pellegrinaggio.

Gli eventi del 12 settembre 2026
al Santuario della Cornabusa

Come da tradizione, il secondo sabato del mese di settembre, quest’anno in data 12 settembre, vigilia della solennità della Beata Vergine Maria Addolorata della Cornabusa, si terranno le diverse eventi. La celebrazione della Santa Messa alle ore 16.30 in Grotta sarà animata dalla Corale di Almenno San Bartolomeo. Si svolgono diverse fiaccolate dai paesi vicini, che raggiungeranno la piazza di Cepino, da dove alle ore 19.30 parte la fiaccolata organizzata dagli Alpini alla grotta per la solenne Santa Messa delle ore 20.30, presieduta da Don Roberto Trussardi, Direttore della Caritas della Diocesi di Bergamo, e animata dal Coro Polifonico della Cornabusa con ottoni.

Il Santuario della Cornabusa

Il cuore del Santuario è la grotta, una cavità lunga 96 m e larga 20 m, è un vero e proprio luogo di culto naturale, in cui gli elementi dell’acqua, della luce e della roccia la rendono esclusiva, nota anche ad uno dei suoi più cari visitatori, Angelo Giuseppe Roncalli, che definì questa “basilica rupestre” come «il Santuario più bello che esiste, perché non l’ha fatto la mano dell’uomo, ma Dio stesso». Ha spesso dichiarato il suo legame con la Valle Imagna, la sua famiglia infatti proveniva dalla contrada medievale di Roncaglia del Comune di Corna Imagna, come lui stesso ricorda nel suo diario riportato ne Il Giornale dell’anima. Era solito recarsi in ritiro al Santuario, in particolare nell’agosto del 1956 per il cinquantesimo di ordinazione sacerdotale e fino a poco prima dall’elezione al soglio pontificio nel 1958. Dopo 60 anni da quella data, Papa Giovanni XXIII ha fatto ritorno nella sua Valle Imagna: l’urna con le sue spoglie ha fatto tappa al Santuario della Cornabusa durante la peregrinatio concessa da Papa Francesco. Oggi. una statua in bronzo, dello scultore Gregorio Cividini, raffigurante il Papa Santo, veglia dal 2000 la grotta del Santuario.

La “corna busa”, che nel dialetto locale significa cavità naturale, è uno dei fori naturali all’interno delle Orobie, formatasi grazie al fenomeno dell’erosione dell’acqua, che sgorga fino ad arrivare sul fondo della caverna al di sotto della volta, che sostiene tutto il peso della roccia sovrastante. L’acqua, fin dall’antichità fonte di refrigerio per chi raggiungeva qui, è un elemento di purificazione e di speranza: gli stessi emigranti valdimagnini portavano con sé boccette d’acqua benedetta, come prezioso legame con la loro terra nativa.

Niente colonne e niente marmi, solo pareti di roccia e tanta meraviglia di fronte a un prodigio della natura che gli uomini e il tempo hanno voluto rivestire di sacro. L’intero edificato del Santuario spicca per il suo candore nel verde lussureggiante che contraddistingue quest’area orobica. Dal piazzale antistante la sacra grotta, si gode un panorama suggestivo e di ampio respiro su tutta la zona circostante, evocando riflessioni e sensazioni mistiche.

I vari lavori hanno reso il luogo più accessibile ai pellegrini: gli edifici, costruiti prima per eremitaggio e poi per accogliere i fedeli, assieme alla torre campanaria della fine del Settecento, diventano parti di un vero e proprio luogo di culto. Tali edifici risultano già in alcuni disegni di Giacomo Quarenghi, uno degli architetti illustri di origine valdimagnina, realizzati nella seconda metà del Settecento e conservati presso la Biblioteca Civica Angelo Mai di Bergamo.

La Madonna della grotta

Le origini del luogo risalgono ai tempi delle tumultuose lotte tra Guelfi e Ghibellini, tra il 1350 e il 1440, quando alcuni abitanti della zona, per sfuggire alle violenze, si nascosero in una “corna busa”. A Cepino le fonti riportano anche la presenza di San Bernardino da Siena nella sua assidua opera pacificatoria. Una donna anziana molto religiosa avrebbe portato con sé nella grotta la statuetta della Madonna Addolorata, alla quale il gruppo di rifugiati avrebbe rivolto le proprie invocazioni.

La devozione accresce in seguito al primo miracolo, in cui una pastorella sordo-muta, rifugiatasi nella grotta con il suo gregge per sfuggire ad un temporale, fu attratta dall’effigie della Madonna, e inginocchiatasi a pregare, riacquisì voce e udito. Dopo il primo miracolo la devozione a Maria Addolorata accresce portando così, a partire dal Cinquecento, alla costruzione del Santuario dedicato al culto della Madonna della Grotta, che in seguito divenne Madonna della Cornabusa.

La statuetta, raffigurante la Madonna Addolorata, ha un’altezza di quaranta centimetri ed è stata scolpita in un legno di squisita fattura, che le analisi scientifiche hanno datato alla prima parte del XV secolo, di provenienza toscana. Non si conosce il percorso che abbia potuto fare dalla Toscana fino a questo lembo della Valle Imagna. Inoltre racconti popolari riportano che, dopo l’evento miracoloso, la statua venne trasferita prima nella chiesa di Bedulita e successivamente in quella di Cepino e che in entrambe le occasioni sarebbe stata ritrovata miracolosamente nella grotta, da cui non venne più spostata.

Fin dal 1898 in tutte le parrocchie della Valle si raccolsero le firme, oltre 9000, per presentare istanza presso la Santa Sede per ottenere il “privilegio dell’incoronazione del devoto simulacro della Beata Vergine Addolorata, che si venera nel Santuario della Cornabusa”. Il 24 giugno 1900 Don Giuseppe Baretti, Parroco di San Bernardino e Rettore del Santuario, inoltrò al Vescovo di Bergamo, Mons. Giacomo Maria Radini Tedeschi, le firme e la richiesta di ottenere questo privilegio. Ebbe la gioia di comunicarne la concessione il Segretario del Capitolo Vaticano Felice Cavagnis, che era originario proprio della Valle Brembana.

La cerimonia di incoronazione fu fissata per l’anno 1908: per tutto il mese di settembre si svolsero feste solenni. Tra i firmatari del documento, che attesta l’Incoronazione, figura Don Angelo Giuseppe Roncalli, allora Segretario del Vescovo di Bergamo.

A causa delle due Grandi Guerre Mondiali, la festa della Madonna della Cornabusa fu sospesa e ripresa successivamente, a partire dal 1958 ad oggi, in settembre, con grande partecipazione da parte della popolazione e di tutti i fedeli.

I miracoli e gli ex voto

Soldati della Valle Imagna, durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, nelle loro lettere narrano di aver invocato la Madonna della Cornabusa e di aver ricevuto la protezione miracolosa.

Altri segni di tale prodigio sono testimoniati dagli ex-voto, che ricoprono la parete sinistra della grotta: questi “atti di devozione”, come li ha definiti Papa Giovanni XXIII, oggetti artistici di arte minore, sono la storia del Santuario e la manifestazione del bisogno di devozione, che non ha mai smesso dalle origini di questo luogo sacro.

“Un Luogo del Cuore”

Il Santuario della Cornabusa rientra tra “I Luoghi del Cuore” del FAI. Il Comitato “Amici della Cornabusa”, che riunisce la Parrocchia di San Bernardino da Siena di Cepino, la Comunità Montana Valle Imagna, l’Infopoint Valle Imagna e la Pro Loco di Sant’Omobono Terme, nel 2018 ha promosso la raccolta voti in occasione della nona edizione del censimento de “I Luoghi del Cuore”, portando il Santuario ad ottenere il quarto posto su tutto il territorio nazionale. L’opportunità, promossa dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo, ha permesso di migliorare l’esperienza dei pellegrini grazie a un progetto innovativo di comunicazione integrata e di digitalizzazione.

La preghiera
alla Madonna della Cornabusa

Maria, Vergine Addolorata della Cornabusa, madre di Gesù e madre nostra, ti ringraziamo perché sempre accompagni il nostro cammino con l’amore gratuito, fedele, misericordioso e universale a te regalato da Gesù Crocefisso.
Donaci di accogliere con il tuo affetto Gesù morto e risorto per noi, di ascoltarlo con la tua disponibilità, di seguirlo con la tua fiducia, di testimoniarlo con la tua gioia.
Affidiamo a te le nuove generazioni: aiutale a scoprire in Gesù la pienezza della vita, dell’amore, della gioia, assecondando con gratitudine e fiducia la chiamata che Egli rivolge ad ogni persona.
Sostieni le nostre famiglie nell’accettarsi con amore gratuito, nell’ascoltarsi con rispetto e attenzione, nel condividere la tua tenerezza misericordiosa.
Consola i sofferenti donando loro la certezza che tu mai li abbandoni.
Aiuta le nostre comunità a divenire sempre più scuola di preghiera e casa della carità offerta a tutti.
Amen.

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