«La nostra gloria è la Croce di Cristo»
Il Martirologio Romano ricorda il 14 settembre la «Festa della esaltazione della Santa Croce, che, il giorno dopo la dedicazione della basilica della Risurrezione eretta sul sepolcro di Cristo, viene esaltata e onorata come trofeo della sua vittoria pasquale e segno che apparirà in cielo ad annunciare a tutti la seconda venuta del Signore».
«Non ci sia per noi altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo. Egli è nostra salvezza, vita e risurrezione; per mezzo di lui siamo stati salvati e liberati» (cfr. Gal 6,14).
La Festa dell’Esaltazione della Santa Croce, che viene celebrata il 14 settembre da molti Cristiani d’Oriente e d’Occidente, è una ricorrenza di antichissima origine gerosolimitana, legata alla dedicazione del complesso basilicale della Risurrezione edificato per volontà dell’Imperatore Costantino e al ritrovamento, secondo la tradizione, della reliquia della Croce di Cristo da parte di Sant’Elena, madre dell’Imperatore, nel IV secolo.
Nel luogo del ritrovamento Costantino fece edificare un grande complesso comprendente l’Anastasis, la rotonda in corrispondenza del Santo Sepolcro, il triportico attorno alla roccia del Golgota e il Martyrium. La dedicazione delle basiliche costantiniane veniva celebrata a Gerusalemme con grande solennità e, in tale occasione, era proposta alla venerazione dei fedeli la reliquia della Croce del Signore. Progressivamente questa venerazione assunse un rilievo tale da dare origine alla Festa dell’Esaltazione della Santa Croce.
La tradizione della Chiesa ricorda anche la restituzione della preziosa Reliquia a Gerusalemme da parte dell’Imperatore Eraclio, dopo che la Croce era caduta nelle mani dei Persiani durante la conquista della Città Santa nel 614.
In Occidente veniva celebrata anche il 3 maggio la festa dell’Inventio Crucis, dedicata al ritrovamento della Vera Croce, ricorrenza che non figura più nel calendario liturgico romano. Nella tradizione bizantina, invece, l’«Universale Esaltazione della Croce preziosa e vivificante» del 14 settembre conserva un’importanza particolare; la Santa Croce viene inoltre venerata in altri momenti dell’anno liturgico, tra cui il 1° agosto e la terza domenica della Grande Quaresima.
Dallo strumento del supplizio
all’albero della vita
Con la Festa dell’Esaltazione della Santa Croce non viene esaltata la crudeltà di uno dei più terribili strumenti di supplizio dell’antichità, ma l’Amore che Dio ha manifestato agli uomini attraverso il sacrificio di Cristo. Pur essendo Dio, Cristo umiliò se stesso facendosi servo. Questa è la gloria della Croce di Gesù.
La Croce, già segno di morte e di ignominia, diventa per il Cristiano albero della vita, trono e altare della Nuova Alleanza. Dal Cristo, nuovo Adamo, che sulla Croce dona se stesso per la salvezza dell’umanità, nasce il popolo della Nuova Alleanza. La Croce diventa così segno della signoria di Cristo e della vocazione di quanti, attraverso il Battesimo, sono configurati a Lui nella morte per partecipare alla sua Risurrezione e alla sua gloria.
«Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me» (Gv 12,32).
La preghiera alla Santa Croce
che ha accolto Dio
La Croce del Signore nostro Gesù Cristo sia l’unico vanto del Cristiano (Cfr. Gal 6,14).
In Cristo, la Croce è divenuta strumento di vittoria. Il vero Signore della nostra terra è Cristo. Egli ci esorta a pregare sempre, senza stancarci (Cfr. Lc 18,1). L’Apostolo ammonisce: «Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono le stesse sofferenze di voi» (1Pt 5,8-9).
Seguendo l’esempio del Salmo, nel quale è scritto «Sette volte al giorno io ti lodo, per i tuoi giusti giudizi» (Sal 119 [118],164), ci raccogliamo in preghiera.
Benedetto sia il Signore nostro Gesù Cristo.
Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di noi peccatori.
Dio, santo e potente, santo e immortale, che sei stato crocifisso per noi, abbi pietà di noi.
Gloriosa e benedetta, sempre beata Vergine Maria, Madre di Dio, presenta le nostre suppliche al Figlio tuo e nostro Dio, affinché ci liberi dalla tentazione e da ogni nostro pericolo.
Per mezzo della Santa Croce supplichiamo il Signore, affinché mediante essa ci liberi dai peccati e ci doni la vita con la grazia della sua misericordia. Signore Dio nostro onnipotente, donaci la vita e abbi pietà di noi.
Confidando nella Santa Croce, supplichiamo il Signore affinché ci liberi dai peccati e, con la sua misericordia, ci doni la vita e ci faccia vivere. Signore Dio nostro onnipotente, donaci la vita e abbi pietà di noi.
La tua Croce sia per noi rifugio, Signore Gesù. Quando apparirai nella gloria del Padre, tra nubi luminose, noi che speriamo in te non saremo confusi, ma, per la tua grande potenza, gioiremo alla tua destra, come figli della luce e figli del giorno.
Preghiera alla Santa Croce che ha accolto Dio
Mediatrice della nostra salvezza, pegno della speranza del mondo intero, luce radiosa dell’universo, sole dell’amore, rifugio della speranza, santo e tremendo segno della benevolenza di Dio verso di noi, spada pervasa dalla potenza divina che abbatte il nostro avversario, sigillo dei nostri sensi, saldo rifugio della nostra speranza: la tua potenza divina, che mantiene salde le fondamenta del mondo, tenga le nostre anime e i nostro corpi lontani dall’ira, dalla concupiscenza, dall’odio e da tutte le prove e tentazioni spirituali e corporali, e ci custodisca con la tua tremenda potenza nei secoli dei secoli. Amen.
Foto di copertina: Lázaro Pardo Lagos o sua bottega, Esaltazione della Croce, 1640–1660, olio su tela con applicazioni di foglia d’oro, 191,10×148,10 cm, Fundación Pedro y Angélica de Osma, Museo Pedro de Osma, Lima, Perù.
L’opera non raffigura uno specifico episodio storico legato al ritrovamento o alla restituzione della Vera Croce, ma propone una complessa rappresentazione allegorica della Croce come strumento universale della Redenzione.
Il sacro legno, scuro e circondato da raggi dorati, domina la composizione e congiunge simbolicamente la terra al cielo. In alto appare la Santissima Trinità, mentre gli angeli mostrano diversi strumenti della Passione di Cristo. Sopra la Croce, il pellicano che si ferisce il petto per nutrire i piccoli con il proprio sangue richiama il sacrificio del Salvatore e il mistero dell’Eucaristia. Ai piedi del legno, il teschio e le ossa alludono ad Adamo e alla tradizione secondo la quale il Calvario sarebbe sorto nel luogo della sua sepoltura: Cristo, nuovo Adamo, redime con il proprio sangue il peccato dell’umanità. Le corone e gli altri segni del potere deposti a terra esprimono la sottomissione di ogni autorità alla signoria salvifica della Croce.
Tra le figure raccolte in adorazione si riconoscono anche esponenti della spiritualità francescana, probabilmente San Bonaventura e Sant’Antonio di Padova.
Nel trattamento allungato ed elegante delle figure permane il gusto manierista, mentre la ricchezza delle dorature annuncia uno dei caratteri più riconoscibili della pittura cusqueña dell’età vicereale.
