Conferenza della Delegazione Lombardia su “La musica è cultura… e l’università ne è la prova” a Milano

Giovedì 4 luglio 2024, in chiusura del primo semestre dell’anno sociale, avrà luogo il consueto incontro mensile della Delegazione di Lombardia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. L’incontro inizierà alle ore 18.45 con la celebrazione della Santa Messa, presieduta da un Cappellano della Delegazione, ospitato dai Padri Barnabiti presso la basilica di Sant’Alessandro in Zebedia nella piazza omonima dietro piazza Missori, che funge in questo periodo come chiesa delegatizia. L’incontro proseguirà con la conferenza tenuta da un illustre docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Basilica esterno

Su invito del Responsabile delle Attività Culturali della Delegazione, Prof. Edoardo Teodoro Brioschi, Cavaliere Gran Croce di Merito, il musicologo Prof. Enrico Reggiani tratterà il tema La musica è cultura… e l’università ne è la prova,

La musica è già stata oggetto di qualche intervento della Delegazione in passato, ma questa volta verrà data l’opportunità di approfondire un tema di fondo, La musica è cultura… e l’Università ne è la prova, che verrà trattato dal Relatore alla luce della sua esperienza teorica e operativa.

Poi, la cultura – ovvero la “coltivazione dell’uomo” come diceva il grande studioso Prof. Giuseppe Lazzati – è sicuramente rilevante anche per un Ordine cavalleresco.

La cultura coltiva l’uomo e non lo sottomette in nome della tecnocrazia. La stessa parola cultura deriva dal verbo coltivare: il sapere comporta una semina quotidiana che, immergendosi nei solchi della realtà, porta frutto. La cultura è come un grande fiume: collega e percorre varie regioni della vita e della storia mettendole in relazione, permette di navigare nel mondo e di abbracciare Paesi e terre lontane, disseta la mente, irriga l’anima, fa crescere la società.

Cent’anni fa Romano Guardini, grande intellettuale e uomo di fede, proprio mentre si trovava immerso in un paesaggio reso unico dalla bellezza delle acque del lago di Como, ebbe una feconda intuizione culturale. Scrisse: “In questi giorni ho più che mai compreso che vi sono due forme di conoscenza (…), l’una conduce ad immergersi nell’oggetto e nel suo contesto, per cui l’uomo che vuol conoscere cerca di vivere in lui; l’altra, al contrario, raduna le cose, le decompone, le ordina in caselle, ne acquista padronanza e possesso, le domina”. Distingue tra una conoscenza umile e relazionale, la quale è come “un regnare che si ottiene per mezzo del servire; un creare secondo la natura, che non oltrepassa i limiti stabiliti» e un’altra modalità di sapere, che «non osserva, ma analizza (…) non s’immerge più nell’oggetto, lo afferra”

Il citato Giuseppe Lazzati ha incarnato la figura del christifidelis, il laico che vive nel mondo, che si santifica proprio grazie al suo essere inserito nelle realtà temporali. Il laico che assume dal battesimo la sua vocazione ad essere sale e lievito, attraverso una crescente consapevolezza che deriva dal saper rischiare in proprio, in autonomia di coscienza e con capacità di mediazione, mantenendo una duplice fedeltà: a Dio e all’uomo.

In Lazzati Il Vangelo diventa cifra interpretativa della realtà e bussola per orientare il cammino della persona, personale ed ecclesiale, verso la realizzazione della giustizia, della solidarietà, della pace. Il Cristiano è chiamato a dare un senso unitario alla propria esistenza e al proprio impegno di servizio alla crescita della convivenza umana.

Coerentemente con questa visione, Lazzati ha operato sempre per rigenerare la fede dei credenti: non una fede rifugio rassicurante per superare le paure, ma una fede lieta e coraggiosa in grado di dare un supplemento d’anima per affrontare, con consapevole speranza, una società complessa, frammentata, spesso priva di valori e di mappe di orientamento. Una fede capace di fecondare la vita, di sostenerla e di darle un significato unitario.

In occasione dei festeggiamenti per i suoi settant’anni, Lazzati disse: “La passione per la verità e il servizio nella carità sono la divisa del Cristiano e a questa divisa ho cercato di ispirarmi nella piccola vicenda della mia povera vita”. Lazzati ci ricorda che l’impegno politico si nutre di disinteresse, di servizio gratuito per il bene complessivo della società e per lo sviluppo delle fasce più deboli, alle quali devono essere assicurati tutti quei beni che sono diritto della persona: il diritto ad una vita degna, il diritto all’istruzione e alla formazione, il diritto al lavoro, l’uguaglianza delle opportunità, il diritto alle cure mediche e alla previdenza sociale, il diritto ad essere considerate persone e non sudditi.
Però, la missione fondamentale di Lazzati non fu la politica. Egli si è sempre ritenuto piuttosto un educatore di giovani, un maestro di vocazioni, uno studioso e un insegnante.
Una dimensione fondamentale dell’esperienza di vita di Lazzati, è quella che si potrebbe definire una vera e propria “diaconia della cultura”, intesa come “coltivazione dell’uomo”, come capacità di confrontarsi con le sfide poste dalla ricerca scientifica e dai vasti campi del sapere, che richiedono una continua rielaborazione, anche in termini nuovi e con linguaggi adeguati. La fede deve essere in grado di farsi interpellare dalle domande poste da una società profondamente mutata e che chiede in termini razionali di dar ragione della speranza.

Il Relatore, Prof. Enrico Reggiani, è Ordinario di Letteratura inglese e Cultura e Civiltà dei Paesi di lingua inglese presso la Facoltà di Scienze Linguistiche e Letterature straniere, nonché Docente di Linguaggi Musicali in Prospettiva Storica all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Inoltre, dirige il Seminario Letteratura e Musica e coordina il progetto cultural-musicale Note d’InChiostro dell’ateneo.
È considerato uno dei massimi esperti italiani di William Butler Yeats.
Laureato in Lingue e Letterature straniere presso lo stesso Ateneo, è anche diplomato in pianoforte, ha compiuto studi di composizione musicale e in ambito analitico-musicologico.
È stato docente di Analisi musicale alla Civica Scuola di Musica “Claudio Abbado” di Milano e redattore della rivista Analisi della Società Italiana di Analisi Musicale. Ha insegnato Terminologia musicale inglese e tradotto dall’inglese volumi di ambito storico- e analitico-musicologico.
È regolarmente invitato a tenere conferenze dalla Fondazione La Verdi di Milano.
È stato membro del comitato scientifico del Festival musico-letterario Le Corde dell’Anima ed è tuttora membro della International Association for Word and Music Studies (WMA).

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