Hanno partecipato il Delegato per Roma e Città del Vaticano, Prof. Giuseppe Schlitzer, Cavaliere Gran Croce di Merito; il Consulente di Diritto Canonico della Real Commissione per l’Italia, Nob. Avv. Alfonso Marini Dettina, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis con Placca d’Oro; il Segretario Generale, Dott. Michele Cantarano, Cavaliere de Jure Sanguinis, Segretario Generale della Cancelleria della Real Commissione per l’Italia; il Tesoriere, Dott. Antonio Fioravanti Cinci Agricola, Cavaliere de Jure Sanguinis con Placca d’Oro; Il Referente per le Attività Culturali, Nob. Carlo Alberto Baracchi Tua di Paullo, Cavaliere Jure Sanguinis con Placca d’Oro; il Referente per i Castelli Romani, Ing. Franco Iacobini, Cavaliere de Jure Sanguinis con Placca d’Oro; inoltre dei Confratelli, Postulanti e amici della Sacra Milizia.

Nella sua omelia, oltre a tracciare un breve profilo della fondatrice dei Carmelitani Scalzi, Santa Teresa di Gesù (al secolo Teresa Sánchez de Cepeda Dávila y Ahumada, 1515-1582), di cui è stata celebrata la memoria liturgica, Don Maurizio Modugno si è soffermato sul brano del Vangelo proclamato (Lc 11,42-46), sottolineandone l’appartenenza alla serie delle dispute e delle invettive di Gesù contro i farisei e i dottori della legge. In particolare ha posto in risalto la falsa dicotomia fra osservanza formale e slancio di carità e di misericordia. L’aderenza alle regole di purità e agli adempimenti della legge esteriori, era giunta in epoca messianica ad una moltiplicazione e ad un rigorismo estremi, trascurando la giustizia e l’amore di Dio. Due relazioni – con Dio e con il prossimo – da praticarsi senza far venir meno la perfezione della forma e la bellezza del culto, ha evidenziato Don Modugno, citando San Giovanni Crisostomo, che ribadisce quanto lo splendore degli edifici sacri e la cura della liturgia debbano essere praticati in pari misura con l’elemosina costante, l’attenzione ai bisognosi, la cura dell’orfano e della vedova. Sono indicazioni tutte che sin dai primi Statuti dell’Ordine Costantiniano sono additate come doveri essenziali del Cavaliere, ha sottolineato Don Modugno.

Conclusa la Celebrazione Eucaristica, l’Ambasciatore Giusandrea Mochi Onory di Saluzzo ha tenuto una conferenza su un tema d’estrema attualità: Europa, Groenlandia e Stati Uniti d’America, introdotto dal Referente per le Attività Culturali, Nob. Carlo Alberto Baracchi Tua di Paullo, Cavaliere Jure Sanguinis con Placca d’Oro, che ha ricordato i punti salienti del curiculum vitae del Relatore.
Attingendo all’esperienza professionale maturata nei paesi nordici e alle visite personali sull’isola, il Relatore ha descritto innanzitutto sinteticamente le peculiarità della Groenlandia, sottolineando come questo vastissimo territorio sia caratterizzato da un ambiente decisamente inospitale, con vaste distese di ghiaccio e tundra nel nord e nell’interno, mentre le zone abitate si concentrano sulla fascia costiera del sud, dove sorge anche la capitale, Nuuk.
Dal punto di vista amministrativo, il Relatore ha evidenziato che la Groenlandia fa parte della Danimarca, e che le sue relazioni estere vengono gestite dal governo danese in cooperazione con il governo groenlandese. Ciò premesso, l’isola gode di uno status molto particolare. le vengono garantiti a livello costituzionale significativi spazi di autogoverno dal Regno di Danimarca. Peraltro, a testimonianza di tale specificità – che affonda le sue radici in un sostrato culturale e non meramente politico-istituzionale – del rapporto con la madrepatria, in larghe fasce della popolazione si rinvengono marcati sentimenti indipendentisti.
Inoltre, a differenza della Danimarca, la Groenlandia non fa più parte dell’Unione Europea e ha lo status in Territorio Speciale dell’Unione Europea (un territorio dipendente che ha una relazione speciale con uno stato membro dell’Unione Europea). La Groenlandia rimane un membro del Consiglio d’Europa e della NATO.
Allacciandosi a quest’ultima considerazione, il Relatore ha poi esposto l’importanza della Groenlandia nei tempi attuali, giungendo al cuore del suo intervento.
Secondo un sondaggio del gennaio 2025, l’84% dei Groenlandesi vorrebbe l’indipendenza dalla Danimarca (il 45% sarebbe a favore solo se non peggiorasse le proprie condizioni di vita), il 9% è contrario e solo un 6% vorrebbe l’annessione agli Stati Uniti.
Ha spiegato come certe pulsioni autonomistiche, se non addirittura schiettamente indipendentistiche, sono state sfruttate recentemente dagli Stati Uniti, i quali sono interessati al Paese per questioni tanto geostrategiche quanto economiche, interesse che peraltro ha radici molto antiche, poiché sorge dapprima nel 1866, ai tempi della compravendita dell’Alaska dall’Impero Russo, e successivamente, una volta terminata la Seconda Guerra Mondiale, in chiave di contenimento delle ambizioni sovietiche sull’area dell’Artico.
A questo interesse geostrategico si è poi aggiunto quello economico, poiché il sottosuolo groenlandese è ricco di terre rare, lo sfruttamento delle quali, anche se reso difficile dalla scarsità delle vie di comunicazione e dal clima inclemente, si è fatto in tempi recenti decisamente appetibile per gli Stati Uniti.
Il Relatore ha evidenziato come il Presidente statunitense in carica abbia ripreso un interesse per l’annessione della Groenlandia, giungendo ad utilizzare un linguaggio carico di tensione, parlando non solo di annessione pacifica ma ventilando in talune occasioni (più o meno velatamente) l’impiego della forza delle armi.
Il Presidente Trump aveva, del resto, espresso l’interesse ad acquistare l’intera Groenlandia già nell’agosto del 2019, all’epoca del suo primo mandato, ottenendo però dal Ministro di Stato danese, Mette Fredriksen, uno sdegnato rifiuto, definendo tale richiesta assurda.
A pochi giorni dalla vittoria alle elezioni statunitensi, il Presidente rieletto Donald Trump aveva rinnovato il suo interesse di annettere la Groenlandia agli Stati Uniti d’America come asset strategico per “ragioni di sicurezza nazionale” e sfruttamento delle sue risorse naturali, ma il Primo Ministro dell’isola Múte Bourup Egede ha risposto che il suo Paese “non è in vendita”, anche se è interessato a rafforzare i legami con Washington.
Il Relatore ha sottolineando come, in questo scenario in rapida evoluzione, l’Europa si sia mostrata purtroppo poco presente ed incisiva, lasciando la Danimarca a difendersi da sola di fronte alle aggressive proposte statunitensi e così facendo, concedendo ampio spazio ad altri attori geopolitici – quali proprio gli Stati Uniti d’America, ma anche la Federazione Russia – per portare avanti iniziative diplomatiche e commerciali. Peraltro, fra questi occorre annoverare la presenza discreta ma incisiva della Repubblica Popolare Cinese. Infatti, non va dimenticato che le rotte artiche, passano attorno alla Groenlandia, stanno acquistando sempre più importanza nei flussi commerciali globali.
In conclusione, il Relatore ha osservato che la lotta per il dominio delle rotte artiche, degli oceani e delle terre rare è già avviata e, a suo giudizio, continuerà anche nei prossimi anni. Quindi, la Groenlandia si configura come un territorio chiave per comprendere in maniera completa e non superficiale le dinamiche geopolitiche venture e le mosse dei vari Paesi coinvolti.
Terminata la Relazione, dopo un breve dibattito con la risposta del Realtore ad alcune domande, l’incontro si è conclusa con un vin d’honneur.

Giusandrea Mochi Onory di Saluzzo è nato a Perugia il 28 settembre 1943. Laureato in Giurisprudenza il 12 luglio 1965 all’Università Cattolica di Milano. Diplomatico di carriera, è stato Ambasciatore a Copenhagen e prima ad Oslo e Reykjavik. È stato a Vienna, a Tunisi, a Monaco di Baviera. Al Quirinale per tutto il settennato del Presidente Sandro Pertini. Ha diretto l’Istituto Diplomatico, Responsabile per la formazione e l’aggiornamento dei funzionari diplomatici e del personale del Ministero degli Esteri. Nel multilaterale ha seguito i lavori delle Nazioni Unite a New York e della Conferenza MBFR Multilateral Balance Forces Redaction. È stato Responsabile per i problemi delle minoranze italiane all’estero e delle minoranze straniere in Italia. Libero docente in Diritto Internazionale, ha insegnato nelle Università di Milano, Genova, Gorizia Trieste e Monaco di Baviera. In pensione dal 1° ottobre 2010, è Presidente della Associazione Nazionale Diplomatici a riposo.
Ha dato alla stampa un volume di ricordi diplomatici dal titolo Diplomazia, ninfa gentile… Bagliori lontani di vita diplomatica (la Bussola 2023, 200 pagine – Amazon), in cui ripercorre gli oltre quaranta anni passati in carriera diplomatica. Ha scelto per il suo libro una narrazione che non segue un percorso temporale e presenta i suoi ricordi, come lui stesso scrive nella avvertenza iniziale, “sparsi nel tempo, ma non nelle emozioni”. È uno stile molto personale e piacevole da leggere, così ricco di personaggi e situazioni originali e talvolta inaspettate.
Sono ricordi di tutta una vita, ma non sono solo ricordi. Sono talvolta sentimenti, affetti, ironie, rimpianti, pensieri, sorrisi, presentati con un po’ di nostalgia e molto disincanto. Piccoli, volutamente non di grandi momenti, ma non per questo meno significativi. Si svolgono per oltre quarantatré anni, in Italia e nei vari paesi in cui egli ha servito e rappresentato il nostro Paese. Personaggi, eventi, incontri cui egli ha avuto modo di assistere e di conoscere. E che ci consegna, brillando lungo tutta quella curiosa avventura che è lo svolgersi della carriera diplomatica.
A poca distanza dal precedente, Giusandrea Mochi Onory ha pubblicato un secondo volume di memorie, dal titolo Ohi vita, ohi vita mia (la Bussola 2024, 156 pagine – Amazon). A differenza del primo volume, questa volta ripercorre alcuni aspetti più intimi e personali della propria vita. Lo fa con lo stesso stile garbato e non scevro di autoironia, che aveva piacevolmente caratterizzato il libro precedente.
Ohi vita, ohi vita mia, con il suo titolo così accattivante dell’antica canzone napoletana, presenta il racconto, fatto per episodi, per ricordi, per riflessioni e per nostalgie di un tempo andato, della vita dell’autore del libro. Il dipanarsi della vita è per ciascuno un fatto si pubblico, ma anche e, soprattutto, intimo, condivisibile solo in parte, porto qui, ora con ritegno, ora con affetto. È difficile guardarsi allo specchio, capire perché siamo e come siamo. Delle tante tessere di questo mosaico questo libro è composto, cercando, per quanto è possibile, di esprimere quello che esse hanno rappresentato, quanto hanno pesato nel multiforme percorso di uomini, di cose, di città e di funzioni, in Italia e all’estero, che è stata la vita di Giusandrea Mochi Onory.
