È deceduto Don Vincenzo Capasso Torre, Conte delle Pastene

La Real Deputazione e la Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio annunciano, che è deceduto a Roma, nelle prime ore di questa mattina, 13 maggio 2026, all’età di 95 anni, S.E. Don Vincenzo (Enzo) Maria Giuseppe Francesco Giovanni Nicola Capasso Torre, XVI Conte delle Pastene, V Conte di Caprara, Conte Palatino, Patrizio Napolitano e Patrizio di Benevento.

Fu insignito delle più alte onorificenze cavalleresche e dinastiche: Balì Gran Croce di Giustizia decorato del Collare, la più alta decorazione del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio; Cavaliere dell’Insigne Reale Ordine di San Gennaro; Gran Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro; Commendatore con Placca dell’Ordine di San Gregorio Magno; Cavaliere d’Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta.

Ricoprì incarichi di particolare prestigio nel mondo cavalleresco e dinastico. Nel Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio dimostrò rara competenza, capacità organizzative e tratto squisitamente signorile che si rivelò estremamente importante nel relazionarsi con le istituzioni laiche ed ecclesiastiche ai fini del riconoscimento dell’Ordine nei vari ambiti istituzionali. Contribuì in modo significativo alla riorganizzazione e al consolidamento istituzionale dell’Ordine nella seconda metà del Novecento e nei primi decenni del XXI secolo, in qualità di Gran Cancelliere e Presidente della Real Deputazione e della Real Commissione per l’Italia che istituì nella forma attuale, ricoprendone la carica di Presidente fino a quando venne succeduto, su sua indicazione, dal Duca Don Diego de Vargas Machuca.

Sarà ricordato non solo per aver servito con dedizione e professionalità l’Ordine Costantiniano, ma soprattutto per la sua devozione alla Real Casa delle Due Sicilie e alla storia di quel Regno.
Don Vincenzo Capasso Torre

Don Vincenzo Capasso Torre nacque a Roma il 14 ottobre 1930 – figlio unico del Conte Don Carlo Federico Capasso Torre (1891-1977) e della Nobildonna Maria Antoinetta Macario, discendente per parte materna dai Duchi di Novoli – in una delle più antiche famiglie nobili del Mezzogiorno d’Italia, documentata nel territorio napoletano già a partire dal IX secolo e ricordata quale feudataria in epoca sveva. Discendente della famiglia Capasso, aggiunse ufficialmente al cognome Torre, con Decreto del Presidente della Repubblica Italiana dell’8 novembre 1977.

La famiglia Capasso è famiglia storica napoletana e romana di ultra millenaria tradizione, presente in Napoli dal secolo IX (anno 875) e con genealogia certificata dagli inizi del secolo XIII. Dai primordi, illustre e potente per signoria, feudi, patriziati, cariche, privilegi e, dai primi tempi angioini, ha ripetutamente ricoperto grandi uffici del Regno. Ritenuta di ceppo capetingio, ovvero derivata da quello normanno originario dei Sanseverino. Patrizia Napolitana tra le fondatrici del Seggio di Portanova, compresa nel Libro d’Oro del 1807, alla chiusura dei Sedili nel 1800. Plurifeudataria nel Napoletano, esiliatasi in Francia – nella linea principale e superstite – con l’ultimo Aragonese, ebbe Marchesato nel 1497 e Ducato di Ariano nel 1501, non trascritti in Regno. Dopo un onorato servizio all’Impero, con comandanti generali nei maggiori teatri di guerra, prende dimora nella pontificia Benevento alla metà del ‘500 e viene ascritta al Patriziato di quella città il 12 ottobre 1578. Ottiene, con amplissima giurisdizione, la Contea delle Pastene, creata il 18 aprile 1633 da Papa Urbano VIII e confermata il 28 luglio 1668 da Papa Clemente IX, già signoria-stato e poi unico feudo del territorio beneventano. Nella reputata corte feudale, compaiono, almeno dal 1683, nomi nobili e notabili quali cancellieri, balì, camerlenghi, e, tra i governatori, iscritti al Patriziato.

Nel 1961 Don Vincenzo sposò la Nobildonna Nicoletta dei Conti Grizi, Nobile di Jesi, Dama dell’Ordine della Croce Stellata (una delle pochissime dame italiane di questo ordine supremo asburgico), Dama Gran Croce di Giustizia dell’Ordine Costantiniano, Dama di Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta e Dama di Commenda dell’Ordine dei SS, Maurizio e Lazzaro. Era figlia del Conte Piero Grizi e della Contessa Donna Gabriella dei Conti Lucchesi Palli, Principi di Campofranco, discendenti della Principessa Maria Carolina delle Due Sicilie, Duchessa di Berry, antenata dell’attuale Gran Maestro, S.A.R. il Principe Don Pedro, Duca di Calabria. Sempre presente agli eventi Costantiniani accanto al marito e la sua scomparsa, avvenuta il 1°giugno 2017, costituì per lui un profondo dolore da cui non si riprese.

Decano dei membri dell’Ordine Costantiniano, il Conte delle Pastene era l’ultimo Cavaliere ammesso all’Ordine il 25 giugno 1959 da S.A.R. il Principe Don Ferdinando Pio, Duca di Calabria, Gran Maestro dal 1934 al 1960. Suo zio, il Conte Giovanni Fabio Capasso Torre, Conte delle Pastene (1883-1973), già Ambasciatore d’Italia durante il Regno di Vittorio Emanuele III, fu nominato Balì Gran Croce dell’Ordine Costantiniano tra le prime nomine conferite dall’Infante Don Alfonso, Duca di Calabria, nel marzo 1960. Don Vincenzo ricevette lo stesso onore pochi mesi dopo, in occasione della sua nomina, tra i più giovani membri della Real Deputazione, alla carica di Vice Gran Inquisitore, incarico preposto alla regolamentazione delle prove nobiliari.

Il Conte delle Pastene è stato uno dei protagonisti più importanti e fondamentali dell’Ordine Costantiniano, gestendo con determinazione e competenza le difficili circostanze che lo hanno accompagnato fin dagli Sessanta, allorquando ebbe inizio la disputa dinastica per la successione alla primogenitura della Real Casa delle Due Sicilie e al Gran Magistero del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. Fu un periodo difficile, ma la sua lealtà agli Infanti Don Alfonso e Don Carlos rimase incrollabile e venne ricompensata con il Collare dell’Ordine Costantiniano e dell’Ordine di San Gennaro (conferito in un’unica classe con collare). Al lungo servizio prestato come Gran Cancelliere seguì la nomina a Presidente della Real Deputazione durante la minore età dell’allora Duca di Noto, S.A.R. il Principe Don Pedro, oggi Duca di Calabria, Capo della Real Casa delle Due Sicilie e Gran Maestro.

Figura di grande rilievo nel mondo della nobiltà storica, degli ordini cavallereschi e degli studi araldico-documentari, Don Vincenzo Capasso Torre fu considerato uno dei maggiori conoscitori italiani delle tradizioni genealogiche e della storia nobiliare contemporanea. La sua formazione e i suoi interessi si orientarono soprattutto verso le scienze documentarie della storia, la genealogia, l’araldica e la ricostruzione delle vicende delle famiglie storiche italiane ed europee. Nel corso della sua lunga attività culturale e istituzionale collaborò con numerosi enti nobiliari e araldici, divenendo un autorevole punto di riferimento in tali ambiti.

Nutriva un profondo interesse e una vasta conoscenza della nobiltà dell’Italia meridionale ed è stato autore di numerosi articoli sulla storia della propria famiglia, nonché su istituzioni storiche e ordini cavallereschi. Fu Presidente, e prima ancora Cancelliere e Delegato, della Commissione Araldica per la Provincia di Roma del Corpo della Nobiltà Italiana, membro del Consiglio di Presidenza del Collegio Araldico, nonché sostenitore di altre società storiche, religiose e nobiliari. Fu inoltre membro a vita del Consolato dei Senatori del Regno, carica che lo pose al centro delle dispute sulla successione sabauda.

Partecipò inoltre ad organismi nobiliari internazionali, tra cui l’Asociación de Hidalgos a Fuero de España. Nel Collegio Araldico svolse un’intensa attività di studio e promozione culturale, contribuendo alla tutela delle tradizioni araldiche italiane e alla diffusione della ricerca genealogica.

Era socio del Circolo della Caccia di Roma dal 1952 – quindi socio decano e ultra settantennale – e dal 1970 socio del Circolo Nazionale dell’Unione di Napoli.

Era molto legato a Napoli e a Benevento, da cui la Famiglia Capasso proveniva e dove si recava spesso fin quando le sue forze fisiche glielo hanno consentito.

Don Vincenzo Capasso Torre è ricordato negli ambienti istituzionali e nobiliari per il rigore scientifico, la profonda conoscenza delle fonti documentarie, la riservatezza personale e la capacità di mantenere vivi gli aspetti storici, religiosi e caritativi degli ordini dinastici ai quali apparteneva.

La sua figura si colloca tra quelle che, nel secondo dopoguerra, contribuirono maggiormente alla continuità delle istituzioni nobiliari e cavalleresche italiane, mantenendo un saldo collegamento con la tradizione storica del Regno delle Due Sicilie e con il patrimonio araldico europeo.

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