Gli incontri prenatalizi nelle Sezioni della Delegazione Sicilia Orientale a Enna, Messina e Catania

Come da tradizione, i Cavalieri, le Dame e i Postulanti delle Sezioni delle Province di Enna, di Messina e di Catania della Delegazione della Sicilia Orientale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, si sono riuniti per gli incontri in preparazione del Santo Natale.

Domenica 14 dicembre 2024, III Domenica di Avvento “Gaudete”, la solenne Santa Messa è stata celebrata presso il santuario di San Giuseppe di Enna. Sabata 20 dicembre 2024, presso la chiesa di San Giuseppe al Palazzo di Messina è stata celebrata la solenne Santa Messa vespertina della IV Domenica di Avvento, e presso la chiesa di San Giuseppe al Transito di Catania è stata celebrata nel rito Vetus Ordo la solenne Santa Messa vigiliare vespertina della IV Domenica di Avvento, incentrata sull’Annunciazione e l’Incarnazione, e sul ruolo della Beata Vergine Maria.

Avvento è sinonimo di attesa, il tempo liturgico di preparazione spirituale che inizia quattro domeniche prima di Natale, segnando l'inizio del nuovo anno liturgico. È un'attesa duplice e gioiosa: la memoria della nascita di Gesù (passato) e l'anticipazione della sua seconda venuta gloriosa (futuro). È un invito alla speranza, alla conversione e all'apertura del cuore per accogliere la luce di Dio che viene, attraverso figure come Isaia, Giovanni Battista, Giuseppe e Maria.
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Sezione di Enna

La Sezione della Provincia di Enna si è riunita domenica 14 dicembre, alle ore 10.30, presso il santuario di San Giuseppe di Enna. La solenne celebrazione della Santa Messa è stata presieduta dal Parroco di San Giovanni Battista e Cappellano della Casa Circondariale di Enna, Don Giacomo Zangara, Cappellano di Merito con Placca d’Argento.

I Cavalieri, le Dame e i Postulanti della Sezione della Provincia di Enna sono stati guidati dai Referenti, Dott.ssa Salvatrice Lucia Giunta, Dama di Merito con Placca d’Argento e Dott. Filippo Cuda, Cavaliere di Merito, che ha recitato la Preghiera del Cavaliere Costantiniano al termine della Santa Messa (foto sopra). La Seconda Lettura è stata recitata dall’Avv. Carmelo Mirisciotti, Cavaliere di Merito.

Il santuario di San Giuseppe

La costruzione della chiesa e del monastero avvenne intorno al 1390, ma l’aspetto attuale del Santuario di San Giuseppe di Enna è da ricondurre ad una ristrutturazione effettuata nel Seicento. La facciata è in stile barocco.

La chiesa, a navata unica, custodisce opere di notevole fattura, tra cui il settecentesco paliotto argenteo dell’altare maggiore, i dipinti di Santa Scolastica e di San Benedetto, il grande quadro della Madonna del Rosario, la statua della Madonna del Carmelo, un Crocifisso del XV secolo, la Deposizione di Cristo e la statua della Sacra Famiglia, che è portata in processione il 19 marzo. Nella sacrestia è custodita una grande tela riproducente l’Ultima Cena. Le opere presenti nella chiesa e nella sacrestia provengono dal monastero delle Benedettine, di cui la chiesa faceva parte.

Dal 1934 la chiesa è sede della Confraternita di San Giuseppe, mentre il monastero dal 1955 è affidato ai Padri Carmelitani Scalzi. Nel 1965, con l’approvazione di Mons. Antonino Catarella, Vescovo di Piazza Armerina, la chiesa fu elevata a santuario.

Sezione di Messina

La Sezione della Provincia di Messina si è riunita sabato 20 dicembre 2025, alle ore 17.30, presso la chiesa di San Giuseppe al Palazzo di Messina. La solenne celebrazione della Santa Messa vespertina della IV Domenica di Avvento è stata presieduta dal Rettore, Mons. Santi Musicò, Cappellano di Merito con Placca d’Argento, concelebrante il Parroco di Santa Maria Annunziata di Merì, Padre Damiano La Rosa, Cappellano di Merito.

I Cavalieri, le Dame e i Postulanti della Sezione della Provincia di Messina sono stati guidati dal Segretario Generale di Delegazione, Dott. Michele Lauro, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento, con il Tesoriere, Matteo Santoro, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento; il Responsabile della Comunicazione, Antonino Lauro, Cavaliere di Merito, che ha recitato il Salmo Responsoriale (prima foto sopra); il Responsabile delle Attività Culturali, Dott. Attilio Borda Bossana, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento; e il Referente per la Provincia di Messina, Dott. Giuseppe Tortorici, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento. La Prima Lettura è stata recitata dalla Prof.ssa Donatella Romeo, Dama di Merito (seconda foto sopra), la Seconda Lettura è stata recitata dal Prof. Salvatore Italiano, Cavaliere de Jure Sanguinis (terza foto sopra). La preghiera dei fedeli è stata recitata dall’Avv. Francesco Russo, Cavaliere di Merito (quarta foto sopra). La Preghiera del Cavaliere Costantiniano al termine della Santa Messa è stata recitata dal Prof. Riccardo Millemaggi Palatini, Cavaliere de Jure Sanguinis (quinta foto sopra.

La chiesa di San Giuseppe al Palazzo

La chiesa di San Giuseppe al Palazzo è sede della Confraternita di San Giuseppe al Palazzo, tra le più antiche della Città di Messina. Essa si costituiva nell’anno 1485 e sorse in origine come “Fratria dei legnaiuoli” nella quale si raggruppavano i “maestri d’ascia di poteca”, i “maestri d’ascia di noce” ed i “maestri d’ascia dell’opera della Marina”.

L’antica chiesa di San Giuseppe al Palazzo – che in origine era chiamata “al Palazzo Reale” poiché sorgeva in prossimità del Palazzo Reale – era stata edificata dopo la rivolta antispagnola del 1674-78, “circa un anno dopo la rioccupazione di Messina” quando “il governo borbonico determinò di fare del largo di terranova una vera piazza d’armi” (C.D. Gallo, Annali della Città di Messina). Il Senato di Messina, con decreto del 19 marzo 1775, proclamava San Giuseppe Patrono della Città. Nell’isolato dove si trovava l’antico tempio ancora oggi esiste una via San Giuseppe.

L’antica chiesa di San Giuseppe al Palazzo e le opere in esso racchiuse seguirono le stesse sorti dell’intero patrimonio storico – artistico – architettonico messinese devastato dal terremoto di Messina del 29 gennaio 1908. Rimase indenne il prezioso simulacro del Santo, intorno al quale si ricompose l’antica Confraternita dei Falegnami, il cui proposito fu da quel giorno quello di ridare a San Giuseppe una nuova e degna sede. I confrati il 9 febbraio 1935 acquistarono una porzione di un altro isolato dove venne edificata l’odierno tempio, in via Cesare Battisti a Messina.

La nuova chiesa di San Giuseppe al Palazzo fu consacrata il 29 gennaio 1938 dall’Arcivescovo ed Archimandrita Angelo Paino. Tra il 1956 ed il 1960 furono realizzati i lavori di rinnovo nelle sue linee architettoniche e di artistiche decorazioni a stucco ed oro dell’interno. La statua lignea di San Giuseppe – che in quell’occasione trovò la sistemazione definitiva nella nicchia presso l’Altare Maggiore – nel 1903 è stata rivestita di una lamina d’argento cesellato. Terminati i lavori, il 9 marzo 1960 il tempio fu riaperta al culto.

La chiesa di San Giuseppe al Palazzo si presenta a navata unica, con una nicchia sulla sinistra dove è custodito l’antico fercolo su cui veniva posta la statua di San Giuseppe per la processione che si svolgeva un tempo. Sulla parete destra: prima arcata con l’altare di San Michele Arcangelo; seconda arcata con l’altare del Crocifisso e della Madonna Addolorata; terza arcata con l’altare della Madonna del Rosario.

Sezione di Catania

La Sezione della Provincia di Catania si è riunita sabato 20 dicembre 2025, alle ore 18.30, presso la chiesa di San Giuseppe al Transito di Catania. La Santa Messa è stata celebrata nel rito Vetus Ordo dal Cerimoniere religioso di Delegazione, Mons. Carmelo Asero, Cappellano di Merito con Placca d’Argento, Vicario Giudiziale dell’Arcidiocesi di Catania, alla presenza di Don Guglielmo Fenolla, Cappellano di Merito, e del Referente per la Provincia di Catania, Dott. Luigi Lauriola, Cavaliere di Merito.

Officiando la solenne liturgia vigiliare vespertina della VI Domenica di Avvento, Domenica dell’Incarnazione, Mons. Carmelo Asero ha incentrato la sua omelia sul silenzio di San Giuseppe, non come accettazione, ma come contemplazione della venuta del Messia.

La liturgia nel rito Vetus Ordo in questa domenica è caratterizzata da Letture che sottolineano l’attesa del Messia che sta per nascere e da Antifone che richiamano le profezie messianiche e la figura di Maria, come “Stillate, cieli, dall’alto” (Introito), il Vangelo di Matteo sull’Annunciazione a Giuseppe e l’Antifona alla Comunione “Ecco, la Vergine concepirà e darà alla luce un figlio” (Emmanuele). La liturgia prepara alla venuta del Signore, sottolineando il mistero dell’Incarnazione e il ruolo di Maria come “Nuova Eva”, con una forte enfasi sulla preparazione spirituale e la gioia per la presenza di Dio che si fa uomo.

La chiesa di San Giuseppe al Transito

La chiesa di San Giuseppe al Transito di Catania è la cappellania per il rito romano antico dell’Arcidiocesi di Catana, dove le Sante Messe vengono celebrate regolarmente con il Missale Romanum del 1962, con il permesso dell’Arcivescovo di Catania e l’autorizzazione dalla Santa Sede. Mercoledì 18 marzo 2026, l’Arcivescovo di Catania, S.E.R. Mons. Luigi Renna, verrà in visita pastorale alla chiesa di San Giuseppe al Transito, a conclusione delle Sacre Quarantore e nei Primi Vespri della solennità di San Giuseppe.

La settecentesca chiesa di San Giuseppe al Transito, piccolo gioiello pieno di interessanti curiosità poco conosciute, sorge a pochi passi dal castello Ursino, a piazza Maravigna e accostata alla via Naumachia, dove un tempo c’era uno di torrioni dello stadio romano, poi trasformato nel Medioevo in porta d’accesso alla città, la celebre porta della Decima, di cui restano tracce sulla fiancata settentrionale dell’edificio.

Le porte di Catania erano moltissime, ma quella della Decima è una delle più importanti nella storia della Città. Conosciuta nel Medioevo come porta Ariana, la porta della Decima o porta Siracusa era considerata il principale ingresso alla città dalle campagne. Per accedere da questa porta bisognava pagare la tassa del coltivato, cioè la Decima, ossia un decimo del totale del raccolto che doveva essere versato come tributo al sovrano. Da qui è originario il nome della porta, che sorgeva all’interno di un torrione a pianta quadrangolare.

Le mura della Naumachia, facenti parte di un antico edificio di ignoto uso, prima di essere totalmente sepolte dall’eruzione del 1669, erano addossate alla porta della Decima. Fino al 1883 la porta della Decima era ben visibile. In seguito ai lavori di lastricazione di piazza Maravigna avvenuti nel 1871, venne demolita. Ruderi della suddetta porta sono ancora visibili in via Naumachia, appoggiati alla fiancata della chiesa di San Giuseppe al Transito.

A seguito del terremoto del 1693 sarà posta un’edicola votiva rinascimentale. Qui sarà poi eretta una piccola chiesa dedicata a San Giuseppe. La costruzione della chiesa impose la demolizione di parte delle mura in quella che oggi è via Naumachia, sostituendole con un’elegante facciata curvilinea con armoniose curve, che sarà completata solo nel 1934 dall’Architetto Carmelo Aloisi, e l’insolito portale a timpano rovesciato. L’intera architettura della chiesa è fine ed elegante. La classica semplicità dell’interno svela un sottile disegno architettonico ispirato a misura e armonia.

Il muro perimetrale dell’antica porta della Decima è in parte visibile non solo all’esterno della chiesa in zona via Naumachia, ma anche al suo interno. Scendendo una ripida scala posta al centro della chiesa si scende nella cripta. Qui sono visibili le diverse stratificazioni dell’antica porta, che ci permettono di conoscere la particolare storia della porta, più volte ricostruita in diverse epoche e da diversi popoli ma sempre nello stesso luogo.

La storia della chiesa è legata alla Confraternita di Santa Maria della Raccomandata, che lì si trasferì dopo il terremoto del 1693.

Foto di copertina: la bandiera della Delegazione della Sicilia Orientale e il quadro di Beate Heinen, Giuseppe e l’Incarnazione di Dio, 1991.

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