Accolti ufficialmente dal Sindaco di Vitorchiano, Prof. Ruggero Grassotti, i Cavalieri Costantiniani prima hanno prestato la scorta d’onore alla statua di San Michele Arcangelo nella tradizionale Processione che, partita da piazza Roma, attraverso porta Tiberina ed una caratteristica strada tutta a zig zag, “Le Piagge”, ha raggiunto il grazioso rifugio eremitico dedicato a San Michele Arcangelo, Protettore della cittadina.







Presso il suggestivo santuario è stata celebrata la Santa Messa, durante la quale il Parroco Don Guglielmo Pirri ha ricordato la presenza dei Cavalieri Costantiniani, particolarmente devoti al Principe delle Milizie Celesti. Al termine del Sacro Rito, il Delegato ha curato la distribuzione alle Autorità municipali, alle Confraternite e ai fedeli di un opuscolo con la storia dell’Ordine Costantiniano e delle sue Istituzioni.

Il santuario di San Michele Arcangelo
a Vitorchiano
La chiesetta di San Michele Arcangelo, che sorge su un colle al di fuori del centro abitato di Vitorchiano, venne edificata nel 1358 su un terreno di proprietà di Feneguerra, in un ambiente naturale che ricorda molto da vicino quello del santuario di San Michele Arcangelo al Gargano in provincia di Foggia.
Il santuario è caratterizzato in facciata da una struttura semplice a capanna, con tetto a doppio spiovente e un rosone decorato all’interno con una croce. Ai lati del portale d’accesso realizzato con una semplice struttura trilitica, sono presenti in forma araldica due finestre con arco a tutto sesto. Sulla parte laterale della chiesa che guarda a sud verso il paese è incorporato un campanile a vela con una piccola campana.
All’interno la chiesa è a navata unica con volta a botte, e si presenta semplice e spoglia nelle pareti laterali. Nella zona del presbiterio, una balaustra in peperino separa l’area sacra da quella destinata ai fedeli. Al centro del presbiterio un moderno altare in peperino. Subito dopo, addossato alla parete absidale, l’altare maggiore. Sopra la mensa dell’altare maggiore si sviluppa una decorazione in stucco, con volute laterali decorate da festoni, che sostengono un timpano a mezzaluna aggettante. Qui, all’interno della nicchia, è conservata la statua del XVIII secolo di San Michele Arcangelo, a grandezza naturale, scolpita in peperino e dipinta in epoca recente su tutta la superficie. Il Santo guerriero è in atto di brandire col braccio destro la sua spada sul demonio disteso ai suoi piedi.

Anticamente la Patrona di Vitorchiano era la Madonna Assunta in Cielo, alla quale è dedicata la chiesa principale. In seguito nel 1319 fu scelto l’Arcangelo Michele, che ha difeso la fede in Dio contro le orde maligne di Lucifero che operano la scissione da Dio, precipitando negli Inferi. Sembra che a voler questo cambiamento fu il Parroco del tempo, recatosi nel 1319 a Sant’Angelo del Gargano, in Puglia, dove l’8 maggio 490 nella grotta sul Gargano era avvenuta l’apparizione di San Michele Arcangelo al Vescovo di Siponto, San Lorenzo Maiorano. Da cui la devozione al Principe della Milizia Celeste riprese a diffondersi rapidamente in tutta l’Europa. Al suo ritorno a Vitorchiano, il parroco avrebbe esternato il desiderio di proclamare San Michele nuovo Protettore del Paese e di costruire una chiesa in suo onore. E così, con il consenso del Paese, la costruì.
Prezioso, per ricostruire alcuni dettagli storici, il documento canonico del 28 aprile 1358 custodito presso l’Archivio Vaticano, da cui si apprende: “I canonici del capitolo della Chiesa di S. Giovanni in Laterano concedono a Nicola Blaxii di Vitorchiano che ne aveva fatto preghiera, il diritto di edificare, in un fondo appartenente per diritto di donazione alla stessa Chiesa del Laterano, posto nel distretto di Vitorchiano, presso i beni di Fenaguerra, la via e le rupi, una chiesa, con la capanna, il cimitero e la fonte battesimale, dedicata a S. Michele Arcangelo. Il Laterano si riserva il diritto di riscuotere ogni anno a Pasqua, come forma di censo, un’oncia di zafferano e di approvare la nomina dei rettori eletti”.
La concessione lateranense cita una chiesa con altare, officine, cimitero, battistero. Morto il beneficiario ne veniva eletto un altro e segretario e priori davano l’elezione a carica solenne in pubblico e comunicavano ai Canonici in San Giovanni in Laterano il nome della persona designata. La costruzione eremitica adiacente al santuario, di origine trecentesca, è proprietà privata, ma l’8 maggio, giorno della festa del Patrono, i fedeli hanno libero accesso al bosco sacro.
Fino a non molto tempo fa, dopo la Processione, accadeva la “Pacchia”, pranzo completo e gratuito che il Comitato dei festeggiamenti offriva a tutti i pellegrini, nei locali attigui alla chiesa. A seguire è rimasta ancora l’usanza della “Poggiata”, che consiste nel trattenersi dopo la cerimonia religiosa, a gustare le caratteristiche ciambelle all’anice e il vino che i “Festaroli” distribuiscono gratuitamente ai presenti.
