Il Te Deum di ringraziamento per l’anno 2024 dei Cavalieri Costantiniani della Delegazione Sicilia Orientale

Un anno si è concluso ed è doveroso per i Cristiani unirsi alla Santa Chiesa nello sciogliere un inno di ringraziamento a Dio onnipotente per le innumerevoli grazie elargite nel corso del 2024. Così, in ossequio alla tradizione, martedì 31 dicembre 2024 alle ore 11.00 nella basilica cattedrale Sant’Agata V.M. di Catania, è stata celebrata il solenne Te Deum presieduta da S.E.R. Mons. Luigi Renna, Arcivescovo metropolita di Catania, a cui ha partecipato una rappresentanza della Delegazione della Sicilia Orientale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. Il Te Deum laudamus (Dio ti lodiamo) è un inno Cristiano di ringraziamento, che viene tradizionalmente cantato per ringraziare dell’anno appena trascorso il 31 dicembre, oppure in altre particolari occasioni solenni, come nella Cappella Sistina ad avvenuta elezione del nuovo pontefice, prima che si sciolga il Conclave oppure a conclusione di un Concilio.
Foto di gruppo

Su invito di Mons. Barbaro Scionti, Parroco-Procuratore della basilica cattedrale, rivolta al Delegato per la Sicilia Orientale, il Nob. Avv. Ferdinando Testoni Blasco, Cavaliere Gran Croce di Giustizia, ha partecipato una rappresentanza di Cavalieri Costantiniani, guidati dal Segretario Generale di Delegazione, Dott. Michele Lauro, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento; con il Cerimoniere laico di Delegazione, Sebastiano Antonio Ponzio, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento; il Referente per la Provincia di Catania, Dott. Luigi Lauriola, Cavaliere di Merito; il Referente per la Provincia di Enna, Dott. Filippo Cuda, Cavaliere di Merito; il Referente per le Provincie di Siracusa e Ragusa, Dott. Giuseppe Agricola; ed i Cavalieri di Merito Giovanni Picone, Carmelo Mirisciotti e Maurizio Allù.

Sono diversi gli autori che si contendono la paternità del testo. Tradizionalmente veniva attribuito a San Cipriano di Cartagine. Oggi, gli esperti attribuiscono la redazione finale a Niceta, Vescovo di Remesiana (Dacia inferiore) alla fine del IV secolo. Secondo una leggenda (risalente al più tardi a una cronaca milanese del XI secolo, falsamente attribuita al Vescovo Dacio) il Te Deum è stato intonato da Sant’Ambrogio e Sant’Agostino il giorno di battesimo di quest’ultimo, avvenuto a Milano nel 386, e per questo è stato chiamato anche “inno ambrosiano”.

Il Te Deum è stato musicato da diversi autori: Giovanni Pierluigi da Palestrina, de Victoria, Händel, Mendelssohn, Mozart, Haydn e Verdi. Da sempre le note del Te Deum sono state utilizzate in diverse occasioni: il preludio del Te Deum H. 146 di Charpentier viene usato come sigla di inizio e fine delle trasmissioni in Eurovisione.

L’inno si può dividere in tre parti:

  • La prima parte, fino a Paraclitum Spiritum, è una lode trinitaria indirizzata al Padre. Letterariamente è molto simile ad un’anafora eucaristica, contenendo il triplice Sanctus.
  • La seconda parte, da Tu rex gloriæ a sanguine redemisti, è una lode a Cristo Redentore.
  • La terza parte, da Salvum fac, è un seguito di suppliche e di versetti tratti dal libro dei salmi.

Te Deum laudamus:
te Dominum confitemur.
Te aeternum patrem,

omnis terra veneratur.
Tibi omnes angeli,
tibi caeli et universae potestates:
tibi cherubim et seraphim,
incessabili voce proclamant:
“Sanctus, Sanctus, Sanctus
Dominus Deus Sabaoth.
Pleni sunt caeli et terra
majestatis gloriae tuae”.
Te gloriosus Apostolorum chorus,
te prophetarum laudabilis numerus,
te martyrum candidatus laudat exercitus.
Te per orbem terrarum
sancta confitetur Ecclesia,
Patrem immensae maiestatis;
venerandum tuum verum et unicum Filium;
Sanctum quoque Paraclitum Spiritum.
Tu rex gloriae, Christe.
Tu Patris sempiternus es Filius.
Tu, ad liberandum suscepturus hominem,
non horruisti Virginis uterum.
Tu, devicto mortis aculeo,
aperuisti credentibus regna caelorum.
Tu ad dexteram Dei sedes, in gloria Patris.
Iudex crederis esse venturus.
Te ergo quaesumus, tuis famulis subveni,
quos pretioso sanguine redemisti.
Aeterna fac cum sanctis tuis in gloria numerari.
Salvum fac populum tuum, Domine,
et benedic hereditati tuae.
Et rege eos, et extolle illos usque in aeternum.
Per singulos dies benedicimus te;
et laudamus nomen tuum in saeculum,
et in saeculum saeculi.
Dignare, Domine, die isto
sine peccato nos custodire.
Miserere nostri, Domine, miserere nostri.
Fiat misericordia tua, Domine, super nos,
quemadmodum speravimus in te.
In te, Domine, speravi:
non confundar in aeternum.

Noi ti lodiamo, Dio,
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre,
tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli
e tutte le potenze dei cieli:
“Santo, Santo, Santo
il Signore Dio dell’universo.
I cieli e la terra sono pieni
della tua gloria”.
Ti acclama
il coro degli apostoli
e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono
nella tua lode;
la santa Chiesa proclama
la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio,
e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria,
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti
dalla Vergine Madre
per la salvezza dell’uomo.
Vincitore della morte,
hai aperto
ai credenti
il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio,
nella gloria del Padre.
Verrai a giudicare il mondo
alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore,
che hai redento
col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria
nell’assemblea dei santi.
Salva il tuo popolo, Signore,
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno
ti benediciamo,
lodiamo il tuo nome
per sempre.
Degnati oggi, Signore,
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi
la tua misericordia:
in te abbiamo sperato.
Pietà di noi,
Signore,
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza,
non saremo confusi in eterno.

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