La Delegazione di Napoli e Campania onora San Salvatore da Horta ad Orta di Atella

Martedì 10 giugno 2025, nella splendida cornice del santuario diocesano di San Salvatore da Horta ad Orta di Atella in provincia di Caserta, si sono svolti i solenni festeggiamenti in onore del santo, uomo di preghiera che fin dalla giovinezza ha cercato Dio nella Fede, laico professo dell'Ordine dei Frati Minori Osservanti, venerato come taumaturgo, testimone di fede e di amore del Signore. Alla solenne Celebrazione Eucaristica, con cui la sua figura è stata ricordata come esempio di carità operosa e preghiera profonda, ha partecipato una rappresentanza della Delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidata dal Delegato, il Conte Don Gianluigi Gaetani dell'Aquila d'Aragona dei Duchi di Laurenzana, Cavaliere di Giustizia, che ha risposto con prontezza e gratitudine all’invito del Rettore del santuario, Fra Olivier Machosi Mbusa, OFM. La presenza Costantiniana all’incontro dove la fede si è resa visibile, concreta e pubblica, non è stata una formalità, ma segno di un impegno concreto per la Fede e la memoria.
Altare maggiore

La rappresentanza della Delegazione di Napoli e Campania è stata accolta dal Rettore del Santuario, Fra Olivier Machosi Mbusa, OFM, dal Sindaco di Orta di Atella, Dott. Antonino Santillo, e dalle autorità cittadine e militari presenti, oltre che dal Presidente del Comitato Festeggiamenti, il Prof. Angelo Cervone, Ministro dell’Ordine Francescano Secolare di Orta di Atella, e dalla comunità, che anche quest’anno ha risposto con straordinaria partecipazione e coinvolgimento nei festeggiamenti, promossi dal Comitato Festeggiamenti San Salvatore in sinergia con l’Associazione Francescani Ortesi, con il patrocinio del Comune di Orta di Atella. L’evento ha visto dei momenti di grande intensità spirituale, culturale e popolare, riaffermando il forte legame che unisce la comunità ortese al suo Santo, figura di profonda devozione per il popolo di Orta di Atella.

All’inizio del Sacro Rito, il Rettore ha ringraziato per la loro presenza, anche a nome della comunità, Fra Carlo Maria D’Amodio, OFM, e gli altri Francescani intervenuti, la rappresentanza della Delegazione di Napoli e Campania dell’Ordine Costantiniano, le autorità civili e militari, gli organizzatori e coloro che si sono spesi per la realizzazione dei festeggiamenti, tra cui i Cavalieri di Merito Arch. Carlo Iavazzo e LgT Maurizio Barbato, che hanno curato il collegamento tra la comunità francescana, l’organizzazione dei festeggiamenti e la Delegazione di Napoli e Campania.

Con il Delegato, il Conte Don Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona dei Duchi di Laurenzana, Cavaliere di Giustizia, hanno partecipato tra altri alcuni Consiglieri ad interim della Delegazione: il Segretario Generale ad interim, Nob. Antonio Masselli, Cavaliere de Jure Sanguinis; il Responsabile della Comunicazione ad interim, Prof. Antonio De Stefano, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento; il Responsabile delle Attività Operative ad interim, Avv. Valeria Pessetti, Dama di Merito con Placca d’Argento, ed il Responsabile delle Sezioni campane ad interim, Arch. Francesco Baratta, Cavaliere di Merito.

Inoltre, a dare lustro all’evento, la presenza di S.E. il Marchese Don Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, Luogotenente per l’Italia Meridionale Peninsulare della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e Presidente del Corpo Internazionale di Soccorso (C.I.S.), del Capitano Antonio Costanzo e del Tenente Giorgia Varesano, rispettivamente Comandante della Compagnia e Comandante del Nucleo Operativo della Guardia di Finanza di Aversa, e di una rappresentanza dell’Arma dei Carabinieri con Ufficiali e Sottufficiali.

La solenne Celebrazione Eucaristica è stata presieduta da Fra Carlo Maria D’Amodio, OFM, Provinciale dell’Ordine dei Frati Minori della Provincia Napoletana del Sacro Cuore di Gesù, concelebranti il Rettore del Santuario, Fra Olivier Machosi Mbusa, OFM; il Parroco della Real Basilica di Santa Chiara in Napoli, Fra Massimiliano Scarlato, OFM; Fra Nunzio Ammirati, OFM; Fra Luigi Santulli, OFM; Fra Jean Baptiste Kambale, OFM; Fra Kakule Kamate Faustine, OFM; e il Cappellano Militare dell’Arma dei Carabinieri, Responsabile del Servizio Assistenza Spirituale dei Comandi Provinciali di Benevento, Avellino e Caserta, Don Salvatore Varavallo; assistiti dal Diacono permanente Carmine Ziello e dai ministranti parrocchiali. L’animazione liturgica è stata curata dalla Corale del santuario, diretta da Elvira Di Giorgio. Hanno prestato picchetto d’onore all’altare due militari della Guardia di Finanza e due militari dell’Arma dei Carabinieri in alta uniforme.

La Prima Lettura (2Cor 1,18-22 – Gesù Cristo non fu “sì” e “no”, ma in lui vi fu il “sì”) è stata letta da Paola Lampitelli. Il Salmo Responsoriale (Sal 118 (119) – Risplenda su di noi la luce del tuo volto, Signore) è stato recitato da Maria Vincenza Antignoli. Il Vangelo (Mt 5,13-16 – Voi siete la luce del mondo) è stato proclamato da Carmine Ziello. La Preghiera dei fedeli è stata recitata da Filomena Lampitelli.

Prendendo spunto dalla vita di San Salvatore da Horta, che ha dedicato la sua vita alla preghiera, alle opere di carità e alla ricerca della pace, Fra D’Amodio nella sua omelia ha evidenziato l’importanza di essere – come il santo taumaturgo ha testimoniato con la sua vita – portatori di pace a cominciare da noi stessi, dai nostri gesti quotidiani, nella famiglia e nella società, l’unico modo per raggiungere una pace duratura in un mondo senza guerre. Un messaggio diretto, disarmante nella sua semplicità, ma incisivo nel contesto di un mondo inquieto.

Al termine della Celebrazione Eucaristica, il Prof. Angelo Cervone ha espresso sentiti ringraziamenti degli organizzatori e dell’intera comunità ai partecipanti. «Il nostro intento non era solo quello di organizzare una festa folkloristica, bensì di proporre un evento che portasse alla riscoperta delle nostre radici, delle tradizioni più antiche legate alla figura amata di San Salvatore, che ci unisce nella fede e nella storia».

È seguita l’uscita del simulacro di San Salvatore da Horta, guidata da Don Salvatore Varavallo, che ha tenuto un breve discorso in piazza Belmonte, dove è stata deposta una corona di alloro e fatto l’atto di affidamento dei caduti di tutte le guerre a San Salvatore. A fare da cornice la Fanfara dei Carabinieri del 10° Reggimento Carabinieri Campania, che ha eseguito vari inni e marce militari.

I membri della Delegazione della Campania proseguono così, con sobrietà e decisione, il loro servizio tra liturgia e testimonianza, nel solco della Tradizione e del dovere. Non si tratta solo di partecipazione formale ad un evento di fede, identità e comunità, ma di un’affermazione pubblica di ciò in cui credono.

San Salvatore da Horta

Salvatore Grionesos nacque a Santa Coloma de Farners, nel centro della Catalogna, nel dicembre 1520. Dopo un periodo trascorso nel monastero benedettino di Montserrat, il 3 maggio 1541 entrò nel convento francescano di Barcellona. Nel 1542 fece la professione religiosa e venne trasferito nel convento di Tortosa. In seguito fu trasferito più volte in diversi conventi, tra cui quelli di Bellpuig, Horta, dove rimase per dodici anni.

Alcune cronache dell’epoca raccontano che, una volta, un amico lo mise in guardia dal pericolo della vanagloria, ma Salvatore rispose: «Non sono che un sacco di paglia, il cui valore rimane lo stesso sia che si trovi nell’attico, nelle fondamenta o nella stalla!». Subì persecuzioni e fu persino denunciato all’Inquisizione spagnola, ma il processo si risolse a suo favore. Intanto la gente continuava numerosa a visitare il frate, in quanto gli venivano riconosciute doti di taumaturgo e si diceva potesse compiere miracoli. Per quanto fosse diventato assai famoso e molte persone, nobili o del popolo, si recassero in vista da lui dalla Spagna, dal Portogallo e dalla Francia, Salvatore restò una persona molto umile: continuò a camminare scalzo, a pregare, a svolgere i lavori più umili e a digiunare rigorosamente. Era devoto particolarmente alla Madonna degli Angeli e a San Paolo, che gli sarebbe apparso in diverse occasioni e sicuramente sul letto di morte.

La sua ultima destinazione fu il convento di Santa Maria di Gesù a Cagliari, dove giunse nel novembre 1565. Qui morì in fama di santità in seguito a una malattia il 18 marzo 1567. Venne proclamato beato, su richiesta di Re Filippo III di Spagna, il 15 febbraio 1606 da Papa Paolo V. Il 17 aprile 1938 venne canonizzato da Papa Pio XI.

Ad Orta di Atella il culto per San Salvatore da Horta è molto antico e profondo, anche per le tante grazie celesti ottenute per sua intercessione. La sua figura continua fino a nostri giorni ad essere esempio di carità silenziosa e fede operosa.

Il santuario di San Salvatore da Horta

La chiesa di San Donato-santuario diocesano di San Salvatore da Horta ad Orta di Atella, in provincia di Caserta, è un luogo di grande valore storico e spirituale. Questo complesso architettonico risale al 1643 e comprende l’antica chiesa e il convento francescano. Al suo interno si trovano affreschi databili tra il XVII e il XVIII secolo, opere di Luca Giordano e Francesco De Maria, oltre a un affresco del XIV secolo della Madonna delle Vergini. All’ingresso sono presenti le statue di San Donato, San Salvatore da Horta e San Francesco, contribuendo a creare un’atmosfera di devozione e raccoglimento, a testimoniare la continuità di una devozione viva, che resiste e si rinnova nei secoli.

Servizio fotografico a cura del videografo del Santuario Max Russo, dei Cavalieri Antonio De Stefano e Maurizio Barbato, e dei Postulanti Dario Taranto e Giovanni Tartaglione.

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