La Delegazione Napoli e Campania svolge il Ritiro Spirituale di Quaresima presso l’eremo dei Camaldoli in Napoli

Il 28 febbraio 2026, Sabato della I Settimana di Quaresima, la Delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio terrà il Ritiro Spirituale di Quaresima presso l'eremo del Santissimo Salvatore delle Suore Brigidine dell’Ordine del Santissimo Salvatore di Santa Brigida in via dell'Eremo 87 sulla collina dei Camaldoli in Napoli.

Il programma prevede, dopo il ritrovo alle ore 09.30, la preghiera e la meditazione, seguita dal tempo di silenzio e di meditazione con adorazione eucaristica. Alle ore 12.15 verrà celebrata la Santa Messa. L’incontro si concluderà con il pranzo.

Il Ritiro Spirituale verrà guidato dal Parroco di San Giovanni Maggiore in Napoli, Don Salvatore Giuliano, che presiederà anche la Celebrazione Eucaristica.

L'eremo del Santissimo Salvatore, fondato nel 1585, è un complesso monastico di elevato valore storico, artistico e paesaggistico, situato sulla sommità della collina dei Camaldoli a 458 m.s.l.m., il rilevo più elevato delle colline di Napoli, da cui si gode un bellissimo panorama di Napoli e del suo golfo, dei Campi Flegrei e della penisola Sorrentina, con una visuale che si estende dal Somma-Vesuvio ai Monti Lattari fino a Capri, Procida ed Ischia.

È stato sede, per 400 anni, dei monaci Camaldolesi, fondati da San Romualdo, che con la loro vita santa, eremitica e cenobitica hanno dato al luogo un'impronta ascetica e mistica, che continua ancora oggi ad attirare uomini, donne e soprattutto giovani in cerca del sacro. Affidato per secoli ai monaci Camaldolesi, dopo essere stato ristrutturato e rinnovato, l’eremo dei Camaldoli dal 1998 è abitato dalle Suore Brigidine.
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L’eremo dei Camaldoli

Costruito nel 1585 su progetto di Domenico Fontana, il complesso monastico dei Camaldoli rispecchia i canoni dell’architettura cinquecentesca del tardo rinascimento campano. Fu eretto sui ruderi di un’antica cappella, fondata da San Gaudioso nel 439, dedicata alla trasfigurazione di Gesù Cristo. Giovanni d’Avalos, figlio di Alfonso d’Aragona, Marchese del Vasto, ne fu fondatore e benefattore.

Oltre alla chiesa, fanno parte del complesso monastico la cinta muraria esterna, l’antica foresteria principale con ampie camere che si affacciano sul Belvedere, inoltre 16 celle e gli orti dei monaci, che internamente restaurate offrono a chi lo desidera un clima di pace e serenità. L’edificio è dotato di due sale mensa, sala di ritrovo e lettura, una biblioteca e una sala convegni.

L’eremo nel corso della sua storia è stato soppresso due volte: nel 1807, durante il periodo napoleonico, nel 1866 dai Savoia. Nel 1885 fu restituito ai monaci.

Superato il portale d’ingresso e percorso il portico, attraverso una rampa di scale, si raggiunge l’ampio sagrato sul quale prospetta la facciata della chiesa. Presenta una navata e sei cappelle laterali, tre per ogni lato; l’altare maggiore, con intarsi di marmi policromi, probabilmente realizzato su progetto di Cosimo Fanzago.

Nella chiesa sono presenti opere di alcuni importanti rappresentanti della pittura napoletana di circa due secoli. Pregevoli sono una tela di Massimo Stanzione rappresentante L’Ultima Cena, affreschi di Angelo Mozzillo e dipinti attribuiti ad Antiveduto Gramatica. La pala sulla parete di fondo, rappresentante La Trasfigurazione di Cristo, è cinquecentesca, ma di attribuzione incerta. Tra le tele che ornano le cappelle si segnalano opere di Luigi Rodriguez, Luca Giordano, Fabrizio Santafede, Giovanni Bernardo Azzolino, Cesare Fracanzano e Ippolito Borghese.

Da un ingresso posto alla sinistra dell’altare maggiore si accede alla sala capitolare. A destra, una porta sormontata da un dipinto ovale di Cesare Fracanzano immette nel vestibolo della sacrestia.

La chiesa è aperta al culto pubblico e le Suore Brigidine invitano tutti coloro che lo desiderano a partecipare con loro alla Santa Messa, alla Preghiera delle Ore, all’Adorazione Eucaristica e a momenti di incontri spirituali. Esse offrono accoglienza tutto l’anno e ospitano singoli e gruppi di ogni età, nazionalità e confessione. Il loro scopo principale è quello di creare un centro culturale e spirituale perché ogni singolo o gruppo possa trovare l’armonia con sé stesso, con Dio e con i fratelli.

Le Brigidine

L’Ordine del Santissima Salvatore di Santa Brigida fu fondato da Santa Brigida di Svezia nella seconda metà del Trecento e rifondato nel 1911 da Santa Maria Elisabeth Hesselblad (Faglavik, 4 giugno 1870-Roma, 24 aprile 1957). Nata in Svezia da famiglia luterana, iniziò dalle scuole elementari a percepire su di sé la frattura tra le Chiese, cominciando a pregare per riuscire a trovare il “vero Ovile” di cui aveva letto nel Vangelo. Dopo avere per lungo tempo prestato servizio in un ospedale, riformò l’Ordine di Santa Brigida, dedicandosi in particolare alla contemplazione, alla carità verso i bisognosi e all’unità dei Cristiani.

La felice sintesi tra vita attiva e contemplativa ha permesso un equilibrio che, ben prima del Concilio Vaticano II, ha connotato le comunità nascenti, perché basato su una grande attenzione alla Parola, nell’esercizio dell’apostolato e nella formazione religiosa, su un Cristocentrismo inteso come perno della vita ecclesiale e su una forte sottolineatura della dimensione Eucaristica.

Le eredi della guida spirituale della Santa Madre Elisabetta Hesselblad hanno saputo interpretare il pensiero e lo spirito della loro Fondatrice, sviluppandone sia l’ansia ecumenica che missionaria.

Con l’Abbadessa Generale Madre Tekla Famiglietti, alla guida dell’Ordine dal 1979 al 2016, la vita religiosa nel suo senso profondo è stata consolidata e sviluppata con una grande tensione alla perfezione, che lo stato religioso vincolato ai tre voti evangelici richiede. In un clima di fiducia e di cooperazione fra le varie componenti dell’Ordine e in un grande spirito di Fede è stato intensificato il clima di carità fraterna, di formazione, contemplazione e di fiducia per la crescita dell’Ordine, che dal 2016 è retto dall’attuale Abbadessa Generale, Madre M. Fabia Kattakayam.

L’Ordine è presente oggi in Europa, Asia, Medio Oriente, America del Nord, America Centrale e Cuba.

Riunione dei Cappellani

Al Ritiro Spirituale dei Cavalieri, delle Dame, dei Postulanti e degli amici della Delegazione di Napoli e Campania, seguirà il 2 marzo 2026, Lunedì della II Settimana di Quaresima, presso la basilica Costantiniana di San Giovanni Maggiore in Napoli alle ore 09.00, un Incontro del Delegato per Napoli e Campania, il Conte Don Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona dei Duchi di Laurenzana, Cavaliere di Giustizia, con i Cappellani iscritti alla Delegazione.

Questa riunione conoscitiva-organizzativa, oltre a momenti di conoscenza, di meditazione e di scambio, sarà l’occasione per condividere i programmi e le iniziative poste e da porre in essere sul territorio della Delegazione.

I partecipanti inizieranno la mattinata con la celebrazione dell’Ora Media, lasciandosi guidare dalla Parola di Dio, unitamente alla meditazione.

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