La Delegazione Roma e Città del Vaticano celebra la Santa Messa mensile di ottobre e presenta il libro «Ricordi Diplomatici»

Mercoledì 21 ottobre 2026, alle ore 18.30, la Delegazione di Roma e Città del Vaticano del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio celebrerà la consueta Santa Messa mensile presso la Basilica Magistrale di Santa Croce al Flaminio, chiesa parrocchiale affidata alla Congregazione delle Santissime Stimmate di Nostro Signore. Presiederà il Cappellano della Delegazione, Prof. Mons. Nob. Carlo Dell’Osso, Cappellano di Giustizia e Cappellano Capo per il Centro Italia della Real Commissione per l’Italia.

Al termine della Celebrazione Eucaristica, il Referente per le Attività Culturali della Delegazione, Conte Carlo Alberto Baracchi Tua di Paullo, Cavaliere de Jure Sanguinis con Placca d’Oro, presenterà il suo ultimo libro, Ricordi Diplomatici, pubblicato nell’agosto 2026. L’appuntamento si inserisce nella consuetudine della Delegazione di Roma e Città del Vaticano di far seguire alla celebrazione delle Sante Messe mensili conferenze e incontri di approfondimento, unendo la vita di Fede alla formazione e alla condivisione culturale. Ne sono recenti esempi le conferenze dedicate a Jacques Maritain e alle Chiese Cattoliche Orientali, svoltesi rispettivamente nel marzo e nel maggio di quest’anno.

Nel volume l’autore ripercorre la propria esperienza di diplomatico e di figlio di diplomatico attraverso i ricordi personali, ordinati secondo le sedi in cui ha vissuto e prestato servizio. Dagli anni giovanili alle missioni all’estero, le pagine raccolgono episodi della vita diplomatica, vicende storiche e incontri con realtà diverse.

Al termine della conferenza sarà offerto il consueto vin d’honneur, quale momento di convivialità e di fraternità tra i partecipanti.
Copertina libro

Ricordi di una vita diplomatica

Nel piccolo volume Ricordi Diplomatici (D’ORO Collection 2026, 82 pagine, fuori commercio), il diplomatico Carlo Alberto Baracchi Tua di Paullo ripercorre gli anni trascorsi all’estero. Nella brevissima Premessa, l’autore precisa: «I Diplomatici-scrittori (con la maiuscola) hanno scritto tanti ricordi (veri), io cerco solamente di riordinare qualche spunto personale di una vita da diplomatico e figlio di diplomatico, sperando di far cosa gradita a chi mi legge».

Figlio di diplomatico, Carlo Alberto Baracchi Tua di Paullo ha seguito il padre nelle sue sedi di servizio, frequentando le scuole a Madrid, a Mogadiscio, in Marocco e al Cairo, dove ha conseguito la maturità. Entrato nella carriera diplomatica nel 1978, ha prestato servizio ad Addis Abeba e a Berlino Est, dal 1984 al 1989, dove ha diretto anche la Cancelleria consolare. È stato poi a Berna, a capo dell’Ufficio economico-commerciale, a Bangkok e a Lima come Console generale, e a L’Aja come Vicario del Capo Missione.

Il libro è organizzato per sedi, in ordine cronologico. I primi capitoli, dedicati a Sana’a e a Gibuti, riguardano gli anni Settanta, quando il padre era Ambasciatore d’Italia nello Yemen. Seguono Addis Abeba e Asmara, Berlino Est fino alla caduta del Muro, Berna, Bangkok, le missioni in Cambogia e in Laos, Lima e L’Aja.

I capitoli sono per lo più suddivisi in brevi episodi, ciascuno con un proprio titolo. Si va dalla sorveglianza della Stasi sui diplomatici occidentali ai funerali reali a Bangkok, ai quali l’autore rappresentò l’Italia come Incaricato d’Affari, fino alle visite ai connazionali detenuti in Perù. Trovano spazio anche i traslochi, i pranzi ufficiali e i piccoli equivoci legati alle abitudini dei diversi Paesi.

Berlino Est e la sorveglianza della Stasi

Alle pagine 24 e 25 del capitolo dedicato a Berlino Est, l’autore ricorda:

«Spiati – Lo spionaggio della famigerata Stasi (STAatsSIcherheit – Sicurezza dello Stato) era onnipresente e non risparmiava i diplomatici occidentali, anzi. Eravamo tutti abituati a venir messi sotto ascolto telefonico, seguiti più o meno discretamente e talvolta provocati ad arte. Gli appartamenti ed il personale di servizio domestico ci erano assegnati dal braccio “civile” della Stasi, i cui agenti entravano in casa nostra liberamente e lasciavano poi di proposito un oggetto fuori posto a dimostrare il loro passaggio.

Ancora spiati – Il mio omologo sovietico (uno pseudo Segretario d’ambasciata, senza dubbi del KGB sotto copertura) mi marcava a uomo in tutti i ricevimenti diplomatici ponendomi domande indiscrete che riteneva di certo compromettenti (che età ha la moglie del tuo ambasciatore?) Che delusione, e io che credevo che il suo obiettivo fossero i codici della cifra! Mentre alcuni agenti della Stasi – con un inconfondibile impermeabile ed il cappello sugli occhi – mi avvistarono un giorno nei pressi di una manifestazione di dissidenti politici (candidati all’espatrio il che in DDR era illegale) ovviamente non autorizzata, che io “coprivo” per motivi di servizio e cercarono di indurmi a convenire con loro che anch’essi avevano gran voglia di partire dalla DDR, Paese di m… Candidati all’emigrazione nel 1989 (pochi mesi prima della caduta del Muro), quando erano incominciati i primi tentativi d’invasione presso le ambasciate della Germania in Ungheria e Polonia, nella DDR i potenziali candidati all’espatrio si riunivano nelle chiese (erano extraterritoriali) a Berlino Est, Lipsia e Dresda /dove il responsabile dell’ufficio locale del KGB era un tal Vladimir Vladimirovic Putin».

La versione digitale del volume Il volume è fuori commercio e non è disponibile per l’acquisto in formato cartaceo, né nelle librerie né attraverso le librerie online. La versione digitale è stata pubblicata in formato PDF dalla biblioteca digitale dei libri di diplomatici italiani:

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