La Delegazione Sicilia Occidentale partecipa al Pontificale in onore di Sant’Angelo Martire a Licata

La devozione a Sant’Angelo Martire, patrono della città di Licata, continua a rappresentare un punto di riferimento spirituale e identitario per l’intera comunità agrigentina. In questo contesto di profonda religiosità e tradizione, anche il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio rinnova la propria presenza e testimonianza di Fede, partecipando martedì 5 maggio 2026 al solenne Pontificale in onore del santo patrono.

La presenza dell’Ordine, su invito del Rettore del Santuario, Padre Roberto Toni, O.Carm., Cappellano di Merito, si inserisce nel solco di una consolidata collaborazione tra la Sacra Milizia e il territorio, sottolineando il valore della memoria storica, della testimonianza Cristiana e della continuità delle tradizioni religiose.

Sant’Angelo, nato a Gerusalemme nel 1185 da genitori ebrei convertiti, entrò nell’Ordine Carmelitano insieme al fratello gemello Giovanni, emettendo la professione religiosa sul Monte Carmelo, luogo di origine dell’antico ordine monastico contemplativo. Ordinato sacerdote, si distinse per la predicazione e fu inviato in Sicilia per contrastare l’eresia catara. Giunto a Licata, svolse un’intensa attività pastorale fino al martirio, avvenuto il 5 maggio 1225, quando fu aggredito mentre predicava. Morì dopo alcuni giorni, perdonando il suo aggressore, e il suo sepolcro divenne subito meta di pellegrinaggi.

La figura di Sant’Angelo, esempio luminoso di dedizione evangelica e coraggiosa difesa della Fede fino al martirio, continua ancora oggi a ispirare fedeli e istituzioni, rafforzando il senso di appartenenza e di comunione ecclesiale. Le celebrazioni annuali costituiscono così un momento privilegiato di raccoglimento, preghiera e condivisione, nel quale la partecipazione di una rappresentanza Costantiniana assume un significato particolarmente rilevante, quale segno tangibile di vicinanza spirituale e di impegno concreto nella promozione dei valori Cristiani.
Santuario di Sant'Angelo

Il Santuario di Sant’Angelo, edificato sul luogo del martirio, è oggi la chiesa patronale di Licata e custodisce una lunga e significativa storia di Fede, devozione e arte. Elevato a santuario diocesano nel 2010, continua a rappresentare un centro vivo di spiritualità, affidato alla cura dei Padri Carmelitani, dove la memoria del santo offre ai fedeli un modello autentico di Fede, testimonianza e dedizione evangelica.

I festeggiamenti in onore del patrono della città di Licata presso il Santuario diocesano di Sant’Angelo si svolgono nell’ambito dell’Ottavo Centenario 1226-2026 del Beato Transito di San Francesco d’Assisi e della prima approvazione da Papa Onorio III della Regola Carmelitana «formula vitae», dal 26 aprile al 6 maggio 2026.

Al solenne Pontificale di martedì 5 maggio, che sarà celebrato alle ore 11.00 dall’Arcivescovo metropolita di Agrigento, S.E.R. Mons. Alessandro Damiano, parteciperà una rappresentanza della Delegazione della Sicilia Occidentale, guidata, in vece del Delegato Avv. Prof. Salvatore Bordonali, Signore di Pirato, Cavaliere Gran Croce di Giustizia, dalla Referente per la Provincia di Agrigento, Dott.ssa Maria Luisa Tornambè, Dama di Merito con Placca d’Argento, a testimonianza del profondo legame spirituale che unisce l’Ordine Costantiniano al territorio agrigentino e alle sue radicate tradizioni religiose.

La processione dell’arca argentea di Sant’Angelo, che si svolge ogni anno dalle ore 20.00 alle 24.00 del 5 maggio e della domenica successiva al ferragosto, segna il momento culminante della festa in suo onore. L’urna viene posta su un fercolo sorretto da sei strani felini alati patinati d’oro con funzione di cariatidi e tra questi gruppi di tre putti argentati per ogni lato. Molto bello è il baldacchino damascato con lo stemma cittadino, ornato di frange triangolari che lasciano pendere delle campanelline d’argento.

Le reliquie del Santo Martire, vengono portate a spalla dai marinai, a piedi nudi, che sostituiscono i contadini che ne avevano il privilegio fino ad alcuni anni addietro. I portatori del fercolo indossano la candida divisa estiva della Marina Militare.

Un tempo, quando la processione giungeva in piazza della Vittoria, dove una volta si apriva la porta della Marina, i contadini consegnavano l’urna ai marinai. Qui la bara faceva una lunga sosta, necessaria anche per la cerimonia della benedizione del mare e per le preghiere propiziatorie rivolte a Sant’Angelo perché rendesse la pesca sempre più abbondante: “Santangilu è lu nostru protitturi, carma lu ventu e abbunazza lu mari”. Oggi questa tradizione si rinnova solamente ad agosto quando il fercolo viene portato presso la spiaggia della Giummarella e condotto in acqua.

Avanzamento lettura