La Delegazione Toscana onora Santa Maria del Giglio a Prato

Domenica 8 marzo 2026, presso il santuario di Santa Maria del Giglio in via San Silvestro, adiacente a piazza San Marco a Prato, su invito del Rettore Mons. Giovanni Bartolini, Cappellano di Merito, una rappresentanza della Delegazione della Toscana del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha partecipato alla celebrazione della Santa Messa nella memoria della traslazione della venerata immagine della Madonna del Giglio dal luogo del miracolo — sulla parete esterna dell’edificio sacro — all’Altare Maggiore.

La rappresentanza Costantiniana era guidata dal Responsabile del Cerimoniale della Delegazione, Avv. Cristiano Maria Ciani, Cavaliere di Merito.

La celebrazione della Santa Messa della III Domenica di Quaresima, nel suggestivo santuario di Santa Maria del Giglio, luogo di profonda devozione mariana e autentica oasi di pace nel cuore della città, è stata presieduta dal Vescovo di Prato, S.E.R. Mons. Giovanni Nerbini.

Alla celebrazione hanno partecipato, oltre alla rappresentanza dell’Ordine Costantiniano, anche quella dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, custode del santuario, rappresentanze delle associazioni d’arma e di protezione civile, nonché numerosi fedeli.

La Liturgia della Parola di questa domenica richiama con particolare intensità il cammino di preparazione alla Santa Pasqua, ponendo al centro la chiamata alla conversione e alla vita nuova in Cristo. La Chiesa invita i fedeli a riscoprire il valore della penitenza, della preghiera e delle opere di carità, strumenti privilegiati per purificare i cuori e accogliere la grazia della Risurrezione.
Madonna del Giglio

Nel corso della sua omelia, Mons. Giovanni Nerbini ha commentato la pagina evangelica da lui definita «monumentale»: l’episodio dell’incontro di Gesù presso il pozzo di Giacobbe con la donna samaritana giunta ad attingere acqua (Gv 4,5-42 – Sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna).

Il Presule ha quindi richiamato il senso e lo stile dell’impegno sociale di un Cristiano, sottolineando come l’essenziale non consista nel collocarsi a destra, a sinistra o al centro, ma nel seguire la Croce e Cristo crocifisso. Parole di particolare significato per i Confratelli e le Consorelle dell’Ordine Costantiniano, che annovera tra le proprie finalità la glorificazione della Croce, insieme alla propaganda della Fede e alla difesa di Santa Romana Chiesa, alla quale l’Ordine è strettamente legato per speciali benemerenze e per molteplici attestazioni di riconoscenza e benevolenza ricevute dai Sommi Pontefici.

Al termine della Celebrazione Eucaristica, Mons. Nerbini si è cordialmente intrattenuto con la rappresentanza Costantiniana, invitando in modo particolare alla preghiera affinché cessino le guerre in corso. Da diversi anni la Sacra Milizia fa parte della Consulta delle Aggregazioni Laicali della Diocesi di Prato e il Vescovo si è inoltre soffermato con particolare interesse sui Postulanti costantiniani presenti.

Al Delegato per la Toscana, Dott. Massimo Planera, Cavaliere Gran Croce di Merito, è giunto infine dal Rettore Mons. Giovanni Bartolini un sentito messaggio di ringraziamento per la partecipazione della rappresentanza della Delegazione.

Il santuario di Santa Maria del Giglio

Nel luogo dove oggi si trova il santuario di Santa Maria del Giglio, intorno al 1270 in questo luogo sorgeva la chiesa dello Spedale di San Silvestro, fondato nei pressi di Porta Tiezi alla metà del XIII secolo da Dolce de’ Mazzamuti. Venne sottoposto fino da allora al controllo diretto del Comune di Prato. Non sappiamo se all’epoca l’ospedale, a fianco delle consuete attività di assistenza agli ammalati ed ai pellegrini, svolgesse anche quella di accoglienza di bambini abbandonati, sicuramente praticata dagli inizi del Quattrocento e che ne diverrà l’attività principale. L’ospedale era amministrato da due Rettori, eletti dagli Otto di Prato, ai quali spettava la nomina del Camarlingo, cui era affidata la gestione economica e la tenuta dei registri contabili. Dopo un primo periodo di notevole sviluppo, dovuto soprattutto ai lasciti ed alle donazioni, l’ospedale subì un notevole tracollo economico, legato in particolare al sacco del 1512 operato dalle truppe spagnole e ad una grave epidemia di peste nel 1526. Proprio per rimediare a tale dissesto, il Granduca Cosimo I Medici, che già nel 1537 ne aveva ordinato la chiusura, ne decretò l’unificazione con l’Ospedale della Misericordia.

La storia del santuario ha inizio con un evento straordinario, che ha scosso le anime dei fedeli e ha dato vita a un luogo di devozione unico nel suo genere. Fu il 26 agosto 1664 che accadde il miracolo. Nel modesto oratorio di San Silvestro, un’immagine della Vergine Maria affrescata sul muro esterno dell’edificio, sopra un antico pozzo, si manifestò in tutta la sua potenza divina. Un giglio secco, posto davanti al dipinto, rifiorì in maniera prodigiosa, testimoniando la presenza di una forza sovrannaturale.

Quel segno celeste non poteva essere ignorato. L’oratorio, di cui resta visibile il portale duecentesco sotto il portico, così toccato dalla grazia divina, fu trasformato in un santuario, attraverso un attento processo di ristrutturazione e modifiche su progetto di Pier Francesco Silvani, iniziato nel 1672, che si concluse nel 1680 con il trasporto del venerato dipinto nell’imponente altare maggiore in scagliola del 1665, su disegno di Giovan Battista Balatri.

La struttura, tipica dei santuari dell’epoca, accoglie i visitatori con un bel porticato che precede l’ingresso nell’edificio sacro. La facciata, impreziosita da un portale in arenaria risalente alla prima metà del Quattrocento, affascina e incanta chiunque si avvicini.

Varcando la soglia del santuario, ci si trova immersi in un’atmosfera di profonda spiritualità. L’interno si sviluppa in una navata unica, sostenuta da splendide capriate lignee, che sembrano abbracciare i fedeli con la loro eleganza e maestosità. Al centro dell’altare maggiore, troneggia l’affresco venerato della Madonna del latte, risalente a tempi antichi. L’opera sacra è incorniciata da una tela di Pier Dandini del 1705, che ritrae i Santi Silvestro, Giacinto e Maddalena, e dona un senso di sacralità e bellezza senza tempo.

Il santuario di Santa Maria del Giglio è un luogo che invita alla riflessione e alla preghiera. Le sue mura custodiscono secoli di fede e devozione, che testimoniano la potenza della spiritualità e il legame profondo tra l’umano e il divino. Qui, gli affreschi, le opere d’arte e i simboli religiosi si fondono in un’armonia straordinaria, creando un’esperienza unica per chiunque decida di visitarlo.

È un luogo in cui il sacro si fa tangibile, in cui le emozioni si mescolano all’incanto dell’arte e alla grandiosità della fede. Il santuario di Santa Maria del Giglio è un rifugio per l’anima, un’oasi di pace e serenità in cui trovare conforto e rinnovamento spirituale.

Il santuario fu utilizzato dal 1788 come cappella mortuaria del vicino cimitero, poi dal 1791 come sede della Compagnia di San Bartolomeo. Nella seconda metà del Seicento viene annesso alla Parrocchia di San Marco.

Nel 1944 la basilica fu in parte danneggiata dai bombardamenti alleati e circa un terzo del portico antistante alla chiesa fu distrutto.

Il Canonico Renzo Francalanci, Archimandrita della Chiesa Greco-Melchita Cattolica dei Patriarcati di Antiochia, Alessandria e Gerusalemme, che fu Rettore del santuario dal 1980 per oltre 40 anni fino alla scomparsa il 2 marzo 2021, nel 1982 ha fatto in modo che alla Madonna del Giglio nell’affresco sovrastante l’altare maggiore, fosse apposta una corona d’oro, dando così all’immagine la definizione Maria incoronata Regina.

Il Rettore ha istituito presso il santuario inoltre la comunità dei Cavalieri del Giglio, con lo scopo di assicurare la custodia e il servizio al santuario. Questi Cavalieri e Dame, ogni anno, organizzano attività benefiche a favore delle necessità del santuario e diversi gemellaggi internazionali. Egli ha dato inoltre ospitalità alla Delegazione di Prato dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, che ha curato il restauro del santuario.

La preghiera alla Madonna del Giglio

Ti saluto Maria del Giglio
Sia grazia per noi il tuo cuore
puro come quel fiore
a cui hai reso la vita.
Con gioia ti prego nella tua casa
custode di prodigi e di speranze.
Madre del Giglio
dammi la mano come a un bambino
e mostrami la via del bene,
insegnami a pregare e a credere
insegnami ad amare.
Presso il pozzo
potrò attingere l’acqua della Vita
l’acqua pura e limpida della Salvezza.
Gioia sono le mie preghiere
alla viva luce della tua immagine,
speranza mi doni e coraggio
in un mondo inaridito dal male.
E finché la tenerezza dei tuoi occhi
potrà seguirmi
io non sarò più solo
io non avrò paura.
Madre del Giglio
mostrami con semplicità Gesù
e tutto il suo Amore,
stammi vicino come una mamma,
proteggimi
e fai fiorire nel mio cuore stanco e
un altro giglio
un’altra primavera.
Amen.

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