La Delegazione Tuscia e Sabina onora la Madonna del Carmelo a Viterbo

La memoria liturgica della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo è la festa annuale di quanti in qualsiasi modo sono uniti al Carmelo per riconoscere la Vergine Santissima quale dispensatrice di ogni grazia, via e aiuto nell'arduo cammino verso la salvezza. Questa festa è molto sentita a Viterbo, con radici che affondano nel passato della città. È celebrata con una solenne processione serale della statua della Madonna del Carmelo portata a spalla in trionfo per le vie cittadine dai confratelli dell'Arciconfraternita del Gonfalone e Araldi Madonna del Carmelo, un evento molto partecipato, di grande importanza di Fede e di tradizione per la comunità viterbese.

È una ricorrenza particolarmente importante per il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e anche quest'anno, su invito della Curia di Viterbo, giovedì 16 luglio 2026 una rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, dopo la recita del Santa Rosario meditato alle ore 21.00 presso la chiesa di San Giovanni Battista al Gonfalone in via Cardinal La Fontaine, come da tradizione ha preso parte alle ore 21.30 alla solenne Processione in onore della Madonna del Carmelo.

La partecipazione della Delegazione testimonia ancora una volta il profondo legame dell'Ordine Costantiniano con la vita delle Chiese locali e con quelle espressioni della pietà popolare che, quando autenticamente vissute, costituiscono un prezioso cammino di evangelizzazione e di crescita nella Fede. La presenza dei Confratelli Costantiniani accanto alla comunità parrocchiale assume infatti il significato di una testimonianza concreta di comunione ecclesiale, nel segno della devozione alla Madre di Dio e dell'impegno a vivere quotidianamente i valori evangelici che ispirano la vocazione Costantiniana.
Madonna del Carmelo

La Processione

Dopo la recita del Santo Rosario, la Processione in onore della Madonna del Carmelo è partita dalla chiesa del Gonfalone, ha attraversato via Cardinal La Fontaine, via Annio, via Cavour e piazza del Plebiscito, per poi proseguire su via San Lorenzo e tornare al punto di partenza, con un’ultima sosta davanti al tempio.

A portare a spalla la statua della Madonna del Carmelo, gli Araldi dell’Arciconfraternita del Gonfalone, guidata dal Governatore Franco Chiaravalli.

Hanno preso parte alla processione il Vicario Generale della Diocesi Don Luigi Fabbri, il Parroco di Santa Maria Nuova Don Nicola Migliaccio, il Parroco dei Santi Valentino e Ilario Don Emanuele Germani, Cappellano di Merito, il Viceparroco della Comunità pastorale Ellera-Paradiso-La Quercia Don Daniele Silvestri, il Parroco dell’Abbazia di San Martino al Cimino Don Fabrizio Pacelli, la Comunità dei Padri Cappuccini e la rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidata dal Delegato Nob. Avv. Roberto Saccarello, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis con Placca d’Oro, con il Vice Delegato, Dott. Sandro Calista, Cavaliere de Jure Sanguinis con Placca d’Oro.

La chiesa del Gonfalone

Nel cuore di Viterbo, la chiesa di San Giovanni Battista al Gonfalone è una testimonianza viva della tradizione viterbese, un luogo ricco di arte, storia e spiritualità in un’esperienza unica. Una delle più importanti della città, vero gioiello del barocco viterbese, la chiesa venne costruita nel XVII secolo, per sostituire il vecchio oratorio ormai inadeguato, dalla Confraternita del Gonfalone nota per le sue opere di beneficenza, come il riscatto dei prigionieri e il sostegno alle orfane. L’interno è un tripudio di arte barocca, con decorazioni simboliche, allegorie e ricchi stucchi e affreschi, in netto contrasto con l’austera facciata.

L’edificazione fu voluta nel 1665 dal Vescovo Francesco Maria Brancaccio e fu completata nel 1720. Il nome “Gonfalone” deriva dalla Confraternita che ne promosse la costruzione per conservare il gonfalone cittadino.

Nel 14 aprile 1769, la Confraternita deliberò di affidare allo Stringelli l’esecuzione dello stendardo processionale da dipingersi su entrambi i lati. La morte dell’artista, sopraggiunta il 1° agosto di quell’anno, ne impedì l’esecuzione che in seguito fu affidata a Giovan Francesco Romanelli. Lo stendardo riproduce sul davanti il battesimo del Cristo e sul retro Maria Santissima del riscatto (detta Madonna del Gonfalone) insieme a San Bonaventura. Secondo l’uso, giunto fino ai nostri giorni, lo stendardo è esposto con il battesimo del Cristo rivolto versoi la chiesa per tutto l’anno, fa eccezione il periodo che va dal 15 agosto (festa dell’Assunzione) fino al 1° novembre (festa di tutti i Santi) periodo durante il quale viene esposto e rovescio. Data l’importanza artistica della tela, nel 1663, fu realizzata da Francesco Ciaci, una copia per essere portata in processione e non rovinare così l’originale. Ai lati dell’altare maggiore, due figure monocrome, realizzate nel 1772 dal pittore Sebastiano Carelli, rappresentano la scienza quella di sinistra e la Religione quella di destra.

La Confraternita del Gonfalone

L’Arciconfraternita del Gonfalone e Araldi della Madonna del Carmelo di Viterbo ha sede nella splendida Chiesa di San Giovanni Battista del Gonfalone in via Cardinale La Fontaine. Nata originariamente nel 1561 e ricostituita il 20 gennaio 2015, la confraternita gestisce il culto pubblico, organizza opere di carità e cura la solenne Processione cittadina in onore della Madonna del Carmelo ogni 16 luglio.

La Madonna del Carmelo
e lo scapolare
che libera dal Purgatorio

La memoria liturgica della Madonna del Carmelo fu istituita per commemorare l’apparizione il 16 luglio 1251 a San Simone Stock, all’epoca Priore generale dell’Ordine Carmelitano, durante la quale la Madonna gli consegnò uno scapolare (dal latino scapula, spalla) in tessuto, rivelandogli notevoli privilegi connessi al suo culto.

L’apparizione ad Elia
sul Monte Carmelo

Nel Capitolo 18 del Primo Libro dei Re dell’Antico Testamento si racconta che il profeta Elia, che raccolse una comunità di uomini proprio sul monte Carmelo (in aramaico “giardino”), operò in difesa della purezza della fede in Dio, vincendo una sfida contro i sacerdoti del dio Baal. Qui, in seguito, si stabilirono delle comunità monastiche cristiane.

I Crociati, nell’XI secolo, trovarono in questo luogo dei religiosi, probabilmente di rito maronita, che si definivano eredi dei discepoli del profeta Elia e seguivano la regola di San Basilio. Nel 1154 circa si ritirò sul monte il nobile francese Bertoldo, giunto in Palestina con il cugino Aimerio di Limoges, Patriarca di Antiochia, e venne deciso di riunire gli eremiti a vita cenobitica.

I religiosi edificarono una chiesetta in mezzo alle loro celle, dedicandola alla Vergine e presero il nome di Fratelli di Santa Maria del Monte Carmelo. Il Carmelo acquisì, in tal modo, i suoi due elementi caratterizzanti: il riferimento ad Elia ed il legame a Maria Santissima.

La sosta della Sacra Famiglia

Il Monte Carmelo, dove secondo la tradizione la Sacra Famiglia sostò tornando dall’Egitto, è una catena montuosa, che si trova nell’Alta Galilea, una regione dello Stato di Israele e che si sviluppa in direzione nordovest-sudest da Haifa a Jenin.

La Regola dei Carmelitani

Fra il 1207 e il 1209, il Patriarca latino di Gerusalemme (che allora aveva sede a San Giovanni d’Acri), Alberto di Vercelli, redasse per gli eremiti del Monte Carmelo i primi statuti (la cosiddetta Regola primitiva o Formula vitae).

I Carmelitani non hanno mai riconosciuto a nessuno il titolo di fondatore, rimanendo fedeli al modello che vedeva nel profeta Elia uno dei padri della vita monastica.

La Regola, che prescriveva veglie notturne, digiuno, astinenza rigorosi, la pratica della povertà e del silenzio, venne approvata il 30 gennaio 1226 da Papa Onorio III con la bolla Ut vivendi normam. A causa delle incursioni dei Saraceni, intorno al 1235, i frati dovettero abbandonare l’Oriente per stabilirsi in Europa e il loro primo convento trovò dimora a Messina, in località Ritiro.

Le notizie sulla vita di San Simone Stock (Aylesford, 1165 circa – Bordeaux, 16 maggio 1265) sono scarse. Dopo un pellegrinaggio in Terra Santa, maturò la decisione di entrare fra i Carmelitani e, completati gli studi a Roma, venne ordinato sacerdote.

Intorno al 1247, quando aveva già 82 anni, venne scelto come sesto Priore generale dell’Ordine. Si adoperò per riformare la Regola dei Carmelitani, facendone un ordine mendicante: Papa Innocenzo IV, nel 1251, approvò la nuova Regola e garantì all’Ordine anche la particolare protezione da parte della Santa Sede.

Lo scapolare
che libera
dalle pene del Purgatorio

Proprio a San Simone Stock – che propagò la devozione della Madonna del Carmelo e compose per Lei un bellissimo inno, il Flos Carmeli – la Madonna assicurò, che a quanti si fossero spenti indossando lo scapolare sarebbero stati liberati dalle pene del Purgatorio, affermando: «Questo è il privilegio per te e per i tuoi: chiunque morirà rivestendolo, sarà salvo».

La consacrazione alla Madonna, mediante lo scapolare, si traduce anzitutto nello sforzo di imitarla, almeno negli intenti, a fare ogni cosa come Lei l’avrebbe compiuta.

Canti
alla Madonna del Carmelo

1. Flos Carméli, vitis florigera, splendor caeli, Virgo puérpera Singuláris. Mater mitis, sed viri néscia, carmelítis esto propítia, stella maris. Radix Iesse gérminans flósculum, nos adésse tecum in saeculum patiáris. Inter spinas quae crescis lílium, serva puras mentes fragílium, tuteláris! Armatúra fortis pugnantium, furunt bella, tende praesídium scapuláris. Per incérta prudens consílium, per advérsa iuge solátium largiáris. Mater dulcis Carméli dómina, plebem tuam reple laetítia qua beáris. Parádisi clavis et iánua, fac nos duci quo, Mater, coronáris. Amen.

Fior del Carmelo, vite fiorente, splendor del cielo, tu solamente vergine Madre. O Madre dolce, Vergine pura, ai figli tuoi sii propizia, stella del mare. Ceppo di Jesse, che doni il fiore, a noi concedi di rimanere con te per sempre. Giglio cresciuto tra molte spine, conserva pure le nostre menti e dona aiuto. Forte armatura dei combattenti, la guerra infuria: poni a difesa lo scapolare. Nell’incertezza saggio consiglio, nella sventura consolazione dona dal cielo. Madre e Signora del tuo Carmelo, riempi il cuore dei tuoi fedeli con la tua gioia. O chiave e porta del Paradiso, fa’ che giungiamo dove di gloria sei coronata. Amen.

2. O Maria, sulla vetta del Carmelo sei apparsa come nube all’orizzonte per portare a noi la pioggia della grazia, tu pura senza macchia. Il profeta ed i santi del Carmelo ci han portati sulle vie di questo monte: qui noi siamo i tuoi piccoli fratelli, o madre di bontà. Gesù dice: “Ecco, Madre, i tuoi figli”, tu ci accogli con amore nel tuo manto; noi davvero di esser tuoi abbiamo in cuore il desiderio ardente. A noi tutti dice: “Ecco la tua madre”, e lo sguardo rivolgiamo verso il cielo: allor vivido nell’anima si accende il fuoco dell’amore. Sii la guida per noi tutti al paradiso, alla fonte dell’amore che ti ha resa uno specchio intatto e puro del suo amore, il Dio trino ed unico. Amen (Santa Teresa Benedetta della Croce).

3. Figlia di Sion, che compi le Scritture, il Dio eterno è sceso nel tuo grembo, la sua Parola dimora nel tuo cuore, la sua presenza è ormai in mezzo a noi. Sorella nostra, che vivi nella fede, che porti in cuore gli eventi e le parole, le tue orme seguiamo nella notte, faremo sempre ciò che dirà il Signore. Sposa fedele, votata a Dio solo, sei come giglio cresciuto tra le spine, lui è l’Amato che colma il tuo cuore: la nostra vita rivesti del suo amore. Madre feconda, che ami i tuoi figli, a noi donata da Cristo sulla croce, noi ti accogliamo, tesoro più prezioso: genera in noi la vita della grazia. Regina mite, che vegli su di noi, donaci sempre la tua protezione; stella del mare, che orienti i naviganti, i tuoi fratelli conduci su nel cielo. Eterno Padre, tu l’hai creata e scelta, Gesù Signore, in lei hai preso carne, Spirito Santo, l’hai resa tutta bella, a voi la gloria cantiamo per Maria. Amen.

4. O Madre che il Carmelo onori col tuo nome sorridici dal cielo, o vergine Maria. Rinati nel battesimo, lavacro della grazia, vestiamo il tuo abito, per vivere in purezza. Maestra di orazione, uniscici al tuo Figlio, rivelaci il mistero dell’intimo suo amore. O Madre premurosa, Regina provvidente, proteggi i tuoi figli in lotta col maligno. O Sposa dello Spirito, infiammaci d’amore, distoglici dal male e aprici il tuo cielo. Tu, porto di salvezza, ottienici il perdono, illumina il cammino, rafforza i nostri passi. Lodiamo il Padre e il Figlio insieme con lo Spirito, che ti hanno ricolmata di grazia e di gloria. Amen.

5. Vergine madre, figlia del tuo Figlio, umile e alta più che creatura, termine fisso d’eterno consiglio, tu se’ colei che l’umana natura nobilitasti sì, che ‘l suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura. Nel ventre tuo si raccese l’amore per lo cui caldo ne l’eterna pace così è germinato questo fiore. Qui se’ a noi meridïana face di caritate, e giuso, intra i mortali, se’ di speranza fontana vivace. Donna, se’ tanto grande e tanto vali, che qual vuol grazia ed a te non ricorre, sua disïanza vuol volar sanz’ali. La tua benignità non pur soccorre a chi domanda, ma molte fiate liberamente al dimandar precorre. In te misericordia, in te pietate, in te magnificenza, in te s’aduna quantunque in creatura è di bontate (Dante Alighieri, nella sua Preghiera di San Bernardo alla Vergine nel XXXIII canto del Paradiso della Divina Commedia, esprime poeticamente i più alti concetti dell’esistenza di Maria, concepita da Dio nel disegno della salvezza dell’umanità, sin dall’inizio del mondo).

6. Tu d’amore sei stella splendente e di grazia sei Madre, Maria. Tu per noi intercedi materna, mediatrice di misericordia. Tanto grande è il tuo amore per noi, che previeni le nostre preghiere; tu ci guidi, sorreggi e conforti, sei speranza che mai non delude. Trinità, che compisti in Maria meraviglie di grazia divina, salga a te dal profondo del cuore l’inno nostro perenne di lode. Amen.

7. Nel mistero di Cristo il perdono è il trionfo d’amore di Dio; nel peccato che porta alla morte il suo sangue è lavacro di vita. Sulla croce ci è data Maria, vera Madre di grazia divina; dal costato di Cristo si apre la sorgente che dona salvezza. Gloria al Padre, datore di vita, e al Figlio, Gesù Redentore, allo Spirito Santo, amore, a Maria, l’eletta di Dio. Amen.

8. Con il sole della grazia sei vestita, o Maria, ai tuoi piedi è la luna con le fioche cose umane, la corona che hai sul capo son le stelle degli eletti. Sulla terra non è ancora pace eterna, ma tempesta, il dragone infernale cerca ancor di divorare chi rinasce nel tuo grembo alla vita della grazia. Per i tuoi tu prepari un rifugio nel deserto, separandoli dal mondo, dalle fiamme del peccato: solitudine e silenzio li proteggono dal male. Tu ci doni in nutrimento la Parola del Signore ed il pane della vita, che ci dà la vita eterna, la bevanda fresca e ardente dello Spirito di Dio. Tu ci insegni ad alzare all’Eterno il nostro sguardo, ci rivesti di salvezza, ci proteggi da ogni male, con la mano tua materna ci conduci alla meta. Amen (Santa Teresa Benedetta della Croce).

9. Un arcangelo dal cielo il Signore giù mandava a una giovane ragazza che Maria si chiamava. Ed in seguito al suo assenso il mistero si compiva: dentro il grembo di Maria Dio, il Verbo si incarnava. Quando il tempo fu compiuto in cui nascere doveva, la sua madre amorosa nel presepio lo adagiava. Canto e musica dagli uomini e dagli angeli saliva, Dio invece nel presepio le sue lacrime versava. È l’umanità, sua sposa, che tal gemme gli donava, e la madre era stupita per lo scambio che vedeva: pianto umano era in Dio, e nell’uomo gioia piena, una cosa che finora ad entrambi era aliena. Alla Trinità d’amore eleviamo il nostro canto: la sua vita ci ha offerto in meraviglioso scambio, nel suo Verbo fatto carne uno sposo ci ha donato con Maria vera madre che ci copre col suo manto. Amen (San Giovanni della Croce).

10. Come noi, viandanti nella Fede, Maria, tu attendi il disegno di Dio: fa’ che dimorino in noi silenzio e adorazione. Come noi, chiamati ad esser figli, Maria, tu attendi il Dio vicino: fa’ che rinnovi in noi la sua incarnazione. Come noi, sui passi del tuo Figlio, Maria, tu attendi la sua Parola: fa’ che germogli in noi il Regno del Signore. Come noi, nel sabato di morte, Maria, tu attendi la risurrezione: fa’ che rinascano in noi speranza e vita nuova. Come noi, dispersi e impauriti, Maria, tu attendi lo Spirito Santo: fa’ che sostenga in noi la forza e la missione. Come noi, chiamati alla gloria, Maria, tu attendi il cielo per tutti: fa’ che lodiamo il Signore con te per tutti i secoli. Amen.

11. O Maria, sorella nostra nel cammino di questa vita, ti preghiamo: sii nostra guida con la luce di Gesù.

O Madre dolce, Vergine pura, sii propizia stella del mare. Fior del Carmelo, vite fiorente, splendor del cielo, tu solamente vergine Madre.

Giglio cresciuto tra molte spine, conserva pure le nostre menti. Ceppo di Jesse che doni il fiore, a noi concedi di rimanere con te per sempre.

Nell’incertezza saggio consiglio, nella sventura consolazione. Madre e Signora del tuo Carmelo, riempi il cuore dei tuoi fedeli con la tua gioia.

Forte armatura dei combattenti, poni a difesa lo scapolare. O chiave e porta del Paradiso, fa’ che giungiamo dove di gloria sei coronata.

12. O Madre del Creatore, tu sei la porta del cielo, al tuo materno splendore gioisce tutto il Carmelo. Mistica stella del mare, dolce castello di Dio, guidaci nel contemplare il volto del tuo Gesù. O Mater amabilis, Regina mirabilis, O Virgo pulcherrima, O Mater dulcissima, O Virgo purissima, Maria carissima.

Vergine figlia di Sion, tu ci hai donato il Signore, fa’ che il volere di Dio ci sia scolpito nel cuore. O Madre di ogni famiglia, specchio di vera bellezza, al Figlio che ti assomiglia consacra tu il nostro cuor.

13. Ave decus Carmeli, Mater nostra, Maria. Dulcis Regina caeli, Soror, doceas viam. Virgo prudentissima, Mater carissima. Ora pro nobis, pro nobis Christum exora. Amen.

Mentre celebriamo la Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, condividiamo un momento di riflessione su quanto sia preziosa la nostra relazione con Maria, Madre e Regina del Carmelo.

Il Monte Carmelo, un luogo sacro di ritiro e contemplazione, è stato testimone della presenza divina fin dai tempi antichi. Già il profeta Elia vi cercava la voce di Dio, e da allora ha continuato a essere un rifugio per anime in cerca di verità e spiritualità. Lì, gli eremiti si ritiravano per onorare la Vergine Madre di Dio, prima ancora della sua nascita, riconoscendo in lei la fonte di ogni grazia e protezione.

In questo giorno, possiamo riflettere sul significato profondo dello scapolare, quel segno tangibile della nostra appartenenza a Maria. Quando indossiamo lo scapolare, non solo abbracciamo la protezione che ci offre, ma ci impegniamo anche a vivere secondo i suoi insegnamenti, cercando di incarnare le virtù che lei ha vissuto. Lo scapolare diventa così un simbolo della nostra consacrazione a lei, una chiamata a camminare nel suo amore e nella sua luce.

La storia di San Simone Stock, che ricevette lo scapolare direttamente dalla Madonna, ci ricorda la forza di questa devozione. In un momento di bisogno e incertezza, Maria si manifestò come Madre amorevole, promettendo protezione e conforto a tutti coloro che avrebbero indossato il suo scapolare. Le sue parole, «Proteggo in vita, aiuto in morte, salvo dopo la morte», ci infondono speranza e ci ricordano che non siamo mai soli nel nostro cammino.

Oggi, quindi, rivolgiamo a te, dolcissima Madre, la nostra supplica. Ti chiediamo di guardare con misericordia le nostre fragilità, le nostre paure e le nostre ansie. In un mondo che spesso sembra privo di pace, permettici di trovare rifugio nel tuo abbraccio materno. Fa’ che la tua protezione ci accompagni in ogni istante della nostra vita, specialmente nei momenti di prova e difficoltà.

Ti preghiamo di intercedere per noi, per le nostre famiglie e per coloro che amiamo. Sii nostra guida nei momenti di incertezza e confusione, e aiutaci a rimanere saldi nella fede. Fa’ che, indossando il tuo scapolare, possiamo non solo ricevere la tua grazia, ma anche essere strumenti del tuo amore nel mondo. Insegnaci a vivere con generosità e compassione, affinché possiamo riflettere il tuo volto nei nostri rapporti quotidiani.

O Vergine Maria, Madre e Regina del Carmelo, ti chiediamo anche di benedire la Chiesa, in particolare i nostri pastori e coloro che si dedicano al servizio degli altri. Illumina le menti e i cuori di chi è in cerca di verità, e sostieni quelli che lottano per la giustizia e la pace. Libera le anime del Purgatorio attraverso la tua intercessione, affinché possano godere della visione beatifica di Dio. In questo giorno di festa, rinnoviamo il nostro impegno a seguirti e a imitare le tue virtù. Siamo grati per il dono dello scapolare e per la tua continua presenza nelle nostre vite. Fa’ che, anche nei momenti più bui, possiamo sempre rivolgerci a te con fiducia, certi che la tua luce ci guiderà verso la salvezza.

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