
Hanno concelebrati con l’Ordinario diocesano, il Priore della Comunità Agostiniana del convento della Santissima Trinità, Padre Vito Logoteto, O.S.A.; il Parroco della Santissima Trinità, Padre Giuseppe Cacciotti, O.S.A.; il Vicario Generale della Diocesi di Viterbo, Don Luigi Fabbri; il Segretario particolare vescovile, Don Roberto Bracaccini; il Delegato episcopale per gli Ordini Cavallereschi, Don Alfredo Cento; il Parroco della basilica di Santa Maria della Quercia, Don Massimiliano Balsi, Cappellano di Merito con Placca d’Argento, Cerimoniere; e Don Emanuele Germani, Cappellano di Merito.
Hanno presenziato, il Prefetto di Viterbo, Dott. Sergio Pomponio; il Questore Vicario di Viterbo, Dott. Fabio Zampaglione; il Presidente della Provincia di Viterbo, Dott. Alessandro Romoli; il Procuratore Capo di Viterbo, Dott. Mario Palazzi, l’Assessore Giancarlo Martinengo in rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Viterbo; il Vicepresidente del Consiglio regionale Enrico Panunzi; i Consiglieri regionali Daniele Sabatini e Giulio Zelli; il Comandante provinciale della Guardia di Finanza, Colonello Carlo Pasquali; il Comandante del Comando Aviazione dell’Esercito (AVES) e del Presidio militare, Generale di divisione Salvatore Annigliato; il Comandante della Scuola sottufficiali dell’Esercito, Generale di divisione Maurizio Taffuri; i sindaci e i rappresentanti di Civita Castellana, Tuscania, Ronciglione e Montefiascone, sedi delle compagnie distaccate; esponenti del mondo accademico e dell’istruzione, delle forze armate e di polizia, nonché delle associazioni ed enti del territorio che, con la loro partecipazione, hanno tangibilmente dimostrato il loro legame con l’Arma.









In questo giorno si celebra anche la Giornata dell’orfano. Ed è agli orfani, e alle vedove dell’Arma, che portano l’indelebile dolore per i gravi lutti patiti, che il Comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Colonnello Alfredo Antro, ha rivolto un affettuoso pensiero, sottolineando come questo momento di vicinanza e solidarietà venga espresso da tutti i carabinieri non solo in questa giornata, ma in ogni circostanza, anche con il costante sostegno offerto dall’Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari dell’Arma dei Carabinieri.
Nel suo saluto, il Colonello Antro ha posto al centro il valore della fedeltà, richiamando il significato più profondo del motto Nei Secoli Fedele, che deve animare l’operato dei Carabinieri: una fedeltà che significa saper tenere fede ai valori e agli ideali che hanno spinto ciascuno alla scelta di vita professionale fatta, e che deve muovere tutti gli appartenenti all’Arma anche nei piccoli gesti quotidiani, un impegno fondato su coerenza, perseveranza, coraggio e dedizione al bene collettivo, a onorare ogni giorno il giuramento prestato, anteponendo sempre il bene collettivo agli interessi personali, anche a costo dell’estremo sacrificio, come insegna la memoria dei tanti Carabinieri caduti.



La giornata ha coinciso, inoltre, con la Giornata Nazionale degli Alberi, ricorrenza che l’Arma celebra ogni anno attraverso le iniziative dei Carabinieri Forestali, impegnati nella tutela del patrimonio naturale e nella promozione della cultura ambientale, con varie iniziative sul territorio nazionale. Una ricorrenza che vuole celebrare la vitalità degli alberi e, con essa, porsi a riferimento della salvaguardia dell’ambiente.
Al termine del Sacro Rito, ai numerosi partecipanti che si sono raccolti in preghiera nella cappella del Santissimo Crocifisso, dove sono esposti il vessillo e le insegne Costantiniane, il Delegato ha illustrato brevemente la storia e le attività della Sacra Milizia nel territorio.

Maria Virgo Fidelis
“Vergine fedele” è un titolo di onore e di lode con il quale la Chiesa invoca la Beatissima Vergine Maria nelle Litanie Lauretane. Un titolo che insigni mariologi fanno risalire al XI–XII secolo e che esprime tutto il significato della vita della Santissima Madre di Dio.
Il titolo “Vergine fedele” non ha avuto una risonanza universale e un culto o festa particolare nella Chiesa. Il merito maggiore della diffusione e dell’affermazione del culto alla Virgo Fidelis è della Benemerita e Fedelissima Arma dei Carabinieri d’Italia, in un binomio che evoca rassicurazione e fiducia nel cuore degli Italiani, sentimenti dai quali, ora più che mai, non si può prescindere.
Nell’Arma il culto a “Maria Virgo Fidelis” iniziò subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, per iniziativa dell’Ordinario Militare per l’Italia, S.E.R. Mons. Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, e del Cappellano Militare Capo, Padre Luigi Apolloni, S.I.
L’8 dicembre 1949 Sua Santità Pio XII, accogliendo l’istanza dell’Ordinario Militare, stabilì la “Beatissima Vergine Maria invocata con il titolo di Virgo Fidelis massima Patrona Celeste verso Dio dell’intera famiglia militare italiana che è chiamata Arma dei Carabinieri”.
La scelta della Virgo Fidelis, come celeste patrona dell’Arma dei Carabinieri, è ispirata alla fedeltà, che propria di ogni soldato che serve la Patria, è caratteristica peculiare dell’Arma, che ha per motto Nei secoli fedele.
Papa Pio XII fissò la celebrazione della festa della patrona dell’Arma dei Carabinieri al 21 novembre, giorno in cui la Chiesa celebra la festa della Presentazione di Maria Vergine al Tempio.
Nella stessa data del 21 novembre ricorre anche anniversario dell’eroica battaglia a difesa del caposaldo di Culqualber in Africa Orientale, svoltasi tra agosto e novembre 1941 durante la Seconda Guerra Mondiale, in cui il 1° Battaglione Carabinieri Reali si distinse per il suo eroismo e oltre duecento carabinieri dettero la vita. Posti a difesa di un estremo baluardo in Abissinia, stremati dalle fatiche e dalla mancanza di viveri, dopo aver a lungo resistito agli incessanti bombardamenti britannici, pur esaurite le munizioni, continuarono a combattere in un gesto estremo di eroismo. Il 23 novembre 1941, il Comando Supremo delle Forze armate italiane emetteva il seguente bollettino: “Gli indomiti reparti di Culqualber, dopo aver continuato a combattere anche con le baionette e le bombe a mano, sono stati infine sopraffatti dalla schiacciante superiorità numerica avversaria. Nell’epica difesa di è gloriosamente distinto, simbolo del valore dei reparti nazionali, il battaglione carabinieri, il quale, esaurite le munizioni, ha rinnovato fino all’ultimo i suoi travolgenti contrattacchi all’arma bianca. Quasi tutti i carabinieri sono caduti”. La battaglia, combattuta da due compagnie carabinieri, valse alla Bandiera dell’Arma la seconda Medaglia d’oro al valor militare con la motivazione che esalta “l’indomito valore e l’epica resistenza” dei carabinieri impegnati, fino al sacrificio estremo. Questo episodio rimane uno dei simboli delle gloriose tradizioni dell’Arma.
Lo stesso Comandante Generale dell’Arma prese a cuore l’iniziativa e bandì un concorso artistico per un’opera che raffigurasse la Vergine Fedele, Patrona dell’Arma dei Carabinieri. A vincerlo fu lo scultore architetto Giuliano Leonardi, che con un’opera del 1948 rappresentò la Vergine in un bassorilievo in gesso dorato di 85×50 cm, archetipo di tutte le successive effigi della Virgen Fidelis, in atteggiamento raccolto mentre, alla luce di una lampada, legge in un libro le parole “Sii fedele sino alla morte”, prese dal libro dell’Apocalisse: «Non temere ciò che stai per soffrire: ecco, il diavolo sta per gettare alcuni di voi in carcere, per mettervi alla prova e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita» (Ap 2,10).

L’immagine rappresenta l’evento dell’Annunciazione, ovvero il momento dell’accettazione, da parte della Vergine, della volontà di Dio: un sì accogliente, umile, senza riserve, fedele. La festa della Presentazione della Beata Vergine Maria al Tempio del 21 novembre ricorda – secondo i Vangeli apocrifi – il giorno in cui Maria, ancora bambina, si reca al tempio di Gerusalemme e si offre a Dio. Ciò che interessa alla Chiesa è il sottolineare non tanto l’evento storico in sé, di cui non c’è traccia nei vangeli, quanto il dono totale di sé che, nell’ascolto, che preparò la giovane donna di Nazaret a diventare “tempio del Figlio”. «Ma egli disse: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!”» (Lc 11,28).
In questo stesso giorno, 21 novembre, si celebra anche la festa della Madonna della Salute, istituita nella Repubblica Veneta nel 1630, ma poi diffusasi ovunque. Tale ricorrenza e tradizione trae origine dopo la peste che colpì tutto il Nord Italia tra il 1630 e 1631, di cui ne fa cenno anche Alessandro Manzoni in I Promessi Sposi. Di fronte al diffondersi della malattia e non sapendo come porvi rimedio, il governo della Repubblica organizzò una processione di preghiera alla Madonna a tal punto che il 22 ottobre 1630 il Doge fece voto di erigere un tempio a lei dedicato se la città fosse sopravvissuta. Poche settimane dopo, ci fu un brusco crollo dell’epidemia e nel novembre 1631 si dichiarò superata l’emergenza dovuta all’epidemia. Da allora fu stabilito di chiamare la Madonna con il titolo “della Salute”. Individuata l’area, venne eretta la basilica secondo il voto del Doge, inaugurata il 28 novembre 1687.
Sempre il 21 novembre, per volontà di Papa Pio XII, dal 1953 la Chiesa celebra anche la Giornata Pro Orantibus, dedicata alla vita claustrale.
Preghiera del Carabiniere alla Virgo Fidelis
Dolcissima e gloriosissima Madre di Dio e nostra, noi Carabinieri d’Italia, a Te eleviamo reverente il pensiero, fiduciosa la preghiera e fervido il cuore!
Tu, che le nostre Legioni invocano confortatrice e protettrice col titolo di “Virgo Fidelis”,
Tu accogli ogni nostro proposito di bene e fanne vigore e luce per la Patria nostra,
Tu accompagna la nostra vigilanza, Tu consiglia il nostro dire, Tu anima la nostra azione, Tu sostenta il nostro sacrificio, Tu infiamma la devozione nostra!
E da un capo all’altro d’Italia suscita in ognuno di noi l’entusiasmo di testimoniare, con la fedeltà sino alla morte, l’amore a Dio e ai fratelli italiani.
E così sia!
[Testo: Arcivescovo Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone]
Inno alla Virgo Fidelis
In una luce fulgida di fiamma
Con ali bianche nell’azzurro ciel
Al tuo trono corrusco o dolce mamma
Sale il palpito del figlio tuo fedel
Egli in silenzio preparò il suo cuore
Ed in silenzio veglia l’avvenir
Su lui rivolgi gli occhi tuoi d’amore
Rendi nobile e lieve il suo soffrir
Tu sei regina dell’eterna corte
Perché salisti il monte del dolor
Il cuore mio non temerà la morte
Perché ha giurato fede al tricolor (Rit.)
Se di baleno è il simbolo d’argento
Sulla tua fronte a raggi guizzerà
E la bandiera a raffiche di vento
Nel tripudio di luce ondeggerà
Allor più ardente dalle tue legioni
Un grido sol a te si leverà
O nostra stella che nel ciel risuoni
Giuramento d’amore e fedeltà
[Testo: Prof. Mario Scotti – Musica: Maestro Domenico Fantini]
