La Delegazione Tuscia e Sabina partecipa al rinnovo del Patto d’Amore con la Madonna della Quercia a Viterbo

La Festa della Madonna della Quercia - una celebrazione religiosa e tradizionale di grande importanza che anima la città di Viterbo – quest’anno si è svolta dal 5 al 20 settembre, con il culmine domenica 13 settembre con la tradizionale Celebrazione del Patto d’Amore della Diocesi e della Città con la Madonna della Quercia, Patrona della Diocesi e Custode della Città.

La solenne celebrazione della Santa Messa è stata presieduta alle ore 10.30 dal Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi S.Em.R. il Signor Cardinale Marcello Semeraro, concelebrata dal Vescovo di Viterbo S.E.R. Mons. Orazio Francesco Piazza, dal Vescovo Emerito S.E.R. Mons. Lino Fumagalli, Cappellano Gran Croce di Merito, e dal Segretario del Dicastero delle Cause dei Santi S.E.R. Mons. Fabio Fabene.

Alle ore 16.30 ha avuto inizio la Grande Processione e di rinnovo del Patto d’Amore, partita dalla Chiesa di Santa Maria del Paradiso verso la Basilica Santuario di Santa Maria della Quercia, aperta dalla banda musicale e dal Corteo Storico delle Famiglie nobili, con Musici e Sbandieratrici. Vi hanno partecipato le associazioni del territorio, le confraternite con i loro stendardi, gli Ordini Cavallereschi e Religiosi, il Clero, le Autorità civili e militari e i fedeli. Una novità di quest'anno è stata la partecipazione di 50 Facchini di Santa Rosa che si sono alternati nel portare l’effige della Madonna della Quercia.

Nella Basilica, è stata rinnovata la secolare tradizione del Patto d’Amore che ricorda il legame di Fede nato nel 1467, quando i Viterbesi invocarono la Vergine durante l’epidemia di peste e, dopo la cessazione del flagello, accorsero a ringraziarla.<

La ricorrenza del rinnovo del Patto d’Amore ha assunto quest’anno un significato particolare per il 40° anniversario della costituzione della nuova Diocesi di Viterbo e della proclamazione della Madonna della Quercia quale sua Patrona.
Madonna della Quercia

La Santa Messa

La Processione
e il Rinnovo del Patto d’Amore

La Processione è stata aperta dalla Banda “S.M. Edera-Paradiso. Musichiamo APS” e dal Corteo Storico delle Famiglie nobili, insieme ai Musici e alle Sbandieratrici dell’Associazione Culturale Pilastro. Sono seguiti le associazioni del territorio, le confraternite con i rispettivi stendardi, gli Ordini Cavallereschi, gli Ordini Religiosi, il Clero e il Vescovo di Viterbo. Erano presenti i Gonfaloni del Comune e della Provincia, i rappresentanti delle Amministrazioni locali, le Autorità civili e militari e i fedeli.

Giunta nella Basilica Santuario di Santa Maria della Quercia, la Processione si è conclusa con il solenne atto del rinnovo del Patto d’Amore mediante il quale la comunità diocesana e le Istituzioni locali hanno rinnovato il loro affidamento alla Patrona.

La rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio che ha partecipato alla Processione su invito del Parroco della Basilica di Santa Maria della Quercia Don Massimiliano Balsi, Cappellano di Merito con Placca d’Argento, è stato guidata dal Consigliere di Delegazione Prof. Bruno Dimitri, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento, che ha letto la Prima lettura nel corso della Santa Messa celebrata al termine del rinnovo del Patto d’Amore.

Un anniversario significativo
per la Diocesi di Viterbo

Il Patto d’Amore del 2026 si colloca nel 40° anniversario della costituzione della nuova Diocesi di Viterbo e della proclamazione della Madonna della Quercia quale sua Patrona. L’attuale Diocesi venne costituita il 27 marzo 1986 da San Giovanni Paolo II con la Bolla unitiva delle precedenti circoscrizioni ecclesiastiche del territorio (le Diocesi di Viterbo, Tuscania, Acquapendente, Montefiascone e Bagnoregio, e l’Abbazia di San Martino al Monte Cimino). Nello stesso anno, San Giovanni Paolo II proclamò la Madonna della Quercia principale Patrona della nuova comunità diocesana, confermando una devozione già profondamente radicata nella storia religiosa e civile della Tuscia.

L’anniversario conferisce pertanto un particolare valore ecclesiale al Sacro Rito, nel quale confluiscono la memoria storica, la devozione mariana e il comune affidamento alla protezione della Madre di Dio.

Un legame di Fede
lungo oltre sei secoli

La devozione alla Madonna della Quercia ebbe origine attorno a una sacra immagine della Vergine con il Bambino, dipinta nel 1417 su una tegola e collocata da Mastro Battista Magnano Luzzante sopra una quercia, lungo la strada che da Viterbo conduceva a Bagnaia.

Nel 1467, mentre una grave epidemia di peste colpiva Viterbo e l’Etruria meridionale, la popolazione si raccolse in preghiera davanti all’immagine per invocare l’intercessione della Vergine. Dopo la cessazione del flagello, una moltitudine di fedeli tornò sul luogo per renderle grazie.

Da quell’esperienza ebbero origine una devozione destinata a estendersi ben oltre il territorio viterbese e il Santuario, che ancora oggi custodisce la venerata immagine.

La Processione e il Patto d’Amore rappresentano la manifestazione visibile del legame spirituale, tramandato attraverso i secoli e condiviso dalla Chiesa locale, dalle Istituzioni e dalla popolazione.

Preghiera
a Maria Santissima della Quercia

Vergine Santa, Madonna della Quercia,
Patrona della Diocesi di Viterbo,
raccolti in questo santuario a Te consacrato,
Ti rivolgiamo una supplice e confidente preghiera:
vigila sul Successore di Pietro e sulla Chiesa affidata alle sue cure;
vigila su questa comunità diocesana e sui suoi pastori,
sull’Italia, sull’Europa e sugli altri continenti.
Regina della pace, ottieni il dono della concordia e della pace
per i popoli e per l’intera umanità.
Vergine obbediente, Madre di Cristo,
che, con il tuo docile “si” all’annuncio dell’Angelo,
sei diventata Madre dell’Onnipotente,
aiuta tutti i tuoi figli ad assecondare
i disegni che il Padre celeste ha su ciascuno,
per cooperare all’universale progetto di redenzione,
che Cristo ha compiuto morendo sulla croce.
Vergine di Nazareth, Regina della famiglia,
rendi le nostre famiglie cristiane fucine di vita evangelica,
arricchite dal dono di molte vocazioni
al sacerdozio e alla vita consacrata.
Mantieni salda l’unità delle nostre famiglie,
oggi tanto minacciata da ogni parte,
e rendile focolari di serenità e di concordia,
dove il dialogo paziente dissipi le difficoltà e i contrasti.
Veglia soprattutto su quelle divise e in crisi,
Madre di perdono e di riconciliazione.
Vergine Immacolata, Madre della Chiesa,
alimenta l’entusiasmo di tutte le componenti
della nostra Diocesi: delle parrocchie e dei gruppi ecclesiali,
delle associazioni e delle nuove forme di impegno apostolico
che il Signore va suscitando con il suo Santo Spirito;
rendi ferma e decisa la volontà di quanti
il Padrone della messe continua a chiamare
come operai nella sua vigna, perché,
resistendo a ogni lusinga ed insidia mondana,
perseverino generosamente nel seguire il cammino intrapreso,
e, con il tuo materno soccorso, diventino testimoni di Cristo
attratti dal fulgore del suo Amore, sorgente di gioia.
Vergine Clemente, Madre dell’umanità,
volgi il tuo sguardo sugli uomini e le donne del nostro tempo,
sui popoli e i loro governanti, sulle nazioni e i continenti;
consola chi piange, chi soffre, chi pena per l’umana ingiustizia,
sostieni chi vacilla sotto il peso della fatica
e guarda al futuro senza speranza;
incoraggia chi lavora per costruire un mondo migliore
dove trionfi la giustizia e regni la fraternità,
dove cessino l’egoismo e l’odio, e la violenza.
Ogni forma e manifestazione di violenza
sia vinta dalla forza pacificatrice di Cristo!
Vergine dell’ascolto, Stella della speranza,
Madre della Misericordia,
sorgente attraverso la quale è venuto nel mondo Gesù,
nostra vita e nostra gioia,
noi Ti ringraziamo e Ti rinnoviamo l’offerta della vita,
certi che non ci abbandoni mai,
specialmente nei momenti bui e difficili dell’esistenza.
Accompagnaci sempre: ora e nell’ora della nostra morte.
Amen!

Papa Benedetto XVI
Viterbo, 6 settembre 2009

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