La Delegazione Tuscia e Sabina partecipa alle celebrazioni della festa di San Lorenzo, patrono della Diocesi e della Città di Viterbo

Lunedì 10 agosto 2026. la Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio prenderà parte alle solenni celebrazioni della festa di San Lorenzo Martire, patrono della Diocesi e della Città di Viterbo, rispondendo al cortese invito della Diocesi di Viterbo. La partecipazione dell'Ordine Costantiniano rappresenta un significativo momento di comunione ecclesiale e di testimonianza della propria vocazione spirituale, nel solco della missione che da secoli caratterizza l'istituzione dinastico-cavalleresca.

La memoria liturgica di San Lorenzo, uno dei martiri più venerati della Chiesa universale, costituisce un'occasione privilegiata per riscoprire il valore della fedeltà a Cristo, del servizio ai fratelli e della testimonianza evangelica fino al dono della vita. San Lorenzo è riconosciuto quale autentico modello di diaconia Cristiana, capace di coniugare la custodia dei beni della Chiesa con l'amore concreto verso i poveri, considerati il vero tesoro della comunità ecclesiale.

La celebrazione assume un particolare significato per la città di Viterbo, che custodisce nella Basilica Cattedrale dedicata al Santo il cuore della propria storia religiosa, civile e culturale. La festa patronale, profondamente radicata nella tradizione locale, unisce liturgia, cultura, fraternità e valorizzazione del patrimonio storico, coinvolgendo l'intera comunità diocesana in un ricco programma di iniziative che culmina nella Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo di Viterbo.

Nel cuore della Chiesa viterbese, la presenza del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio rinnova il legame con la testimonianza del grande diacono e martire della Chiesa, modello di carità, fedeltà al Vangelo e servizio ai poveri.
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Accogliendo l’invito rivolto dalla Diocesi di Viterbo, la Delegazione della Tuscia e Sabina parteciperà con una rappresentanza guidata dal Delegato, Nob. Avv. Roberto Saccarello, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis con Placca d’Oro. alla Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta alle ore 18.30 nella Basilica Cattedrale di San Lorenzo da S.E.R. Mons. Orazio Francesco Piazza, Vescovo di Viterbo, rinnovando così la tradizionale presenza dell’Ordine nelle principali ricorrenze religiose del territorio e confermando il profondo legame della Delegazione con la vita della Chiesa locale.

Con la propria presenza, la Delegazione della Tuscia e Sabina intende testimoniare la piena comunione con il Pastore della Chiesa viterbese e condividere un momento di intensa spiritualità che richiama i valori fondanti del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. La figura di San Lorenzo continua infatti ad indicare ai membri dell’Ordine la via della fedeltà alla Chiesa, della generosa dedizione ai più bisognosi e della testimonianza coraggiosa della Fede, valori che costituiscono ancora oggi il fondamento dell’impegno religioso e caritativo della Sacra Milizia.

Una festa
che unisce Fede, cultura e tradizione

La festa di San Lorenzo rappresenta una delle ricorrenze più sentite dell’intera comunità viterbese. Oltre al profondo significato religioso, essa costituisce un importante momento di incontro per la città, capace di coniugare spiritualità, cultura e valorizzazione del patrimonio storico.

Il programma delle celebrazioni prevede, accanto alla Solenne Liturgia, iniziative dedicate alla conoscenza della Cattedrale attraverso percorsi storico-artistici, momenti di convivialità, eventi musicali e la tradizionale osservazione del cielo nella notte di San Lorenzo, legata alle celebri “lacrime di San Lorenzo”, che ogni anno richiama numerosi fedeli e visitatori.

Le celebrazioni si concluderanno con l’Adorazione Eucaristica e la possibilità di accostarsi al Sacramento della Riconciliazione, offrendo ai fedeli un itinerario spirituale completo che accompagna la memoria del Santo Martire.

San Lorenzo, diacono della carità

Tra le figure più luminose del Cristianesimo delle origini, San Lorenzo occupa un posto del tutto particolare nella storia della Chiesa. Nato a Osca, nell’attuale Huesca, in Spagna, fu chiamato a Roma dal futuro Papa Sisto II, che ne intuì le straordinarie qualità umane e spirituali. Ordinato diacono, gli venne affidata la responsabilità dell’amministrazione dei beni ecclesiastici e dell’assistenza ai poveri, alle vedove e agli orfani.

Durante la persecuzione dell’imperatore Valeriano, dopo il martirio di Papa Sisto II, Lorenzo ricevette l’ordine di consegnare le ricchezze della Chiesa. Egli distribuì invece ogni bene ai poveri e li presentò come il vero tesoro della comunità cristiana. Arrestato e condannato a morte il 10 agosto del 258, affrontò il martirio con straordinaria serenità e incrollabile fede, divenendo nei secoli uno dei santi più venerati dell’intera Cristianità.

La sua testimonianza continua ancora oggi ad essere un riferimento privilegiato per il ministero diaconale e per tutti coloro che sono chiamati a vivere il Vangelo attraverso il servizio, la carità e la fedeltà alla Chiesa. Per questo San Lorenzo è venerato quale patrono dei diaconi ed è considerato uno dei modelli più alti della diaconia Cristiana.

La Basilica Cattedrale di San Lorenzo
cuore spirituale di Viterbo

La Basilica Cattedrale di San Lorenzo costituisce il centro della vita religiosa della Diocesi di Viterbo e uno dei più significativi monumenti dell’intera Tuscia.

Sorta, secondo la tradizione, sui resti di un antico tempio dedicato ad Ercole, la Cattedrale affonda le proprie radici nell’Alto Medioevo e fu elevata al rango di cattedrale nel 1192 da Papa Celestino III. Nel corso dei secoli l’edificio ha conosciuto numerosi interventi architettonici che ne hanno arricchito il patrimonio artistico, pur conservando l’originaria impostazione romanica.

L’interno custodisce preziose opere d’arte, tra le quali spiccano gli affreschi di Giuseppe Passeri e la celebre pala di Giovan Francesco Romanelli, raffigurante San Lorenzo in gloria, capolavoro della pittura barocca dedicato al patrono della città. Accanto al suo valore artistico, la Cattedrale continua ad essere soprattutto il luogo nel quale la comunità diocesana si raccoglie attorno al proprio Vescovo per le principali celebrazioni dell’anno liturgico.

Una testimonianza sempre attuale

La partecipazione della Delegazione della Tuscia e Sabina alle celebrazioni dedicate a San Lorenzo rinnova un’antica tradizione di vicinanza dell’Ordine Costantiniano alle Chiese particolari e ai loro Pastori.

L’esempio del Santo Martire continua ad indicare ai membri della Sacra Milizia Costantiniana una strada fatta di servizio, fedeltà alla Chiesa, amore verso i poveri e disponibilità alla testimonianza cristiana. In un tempo che interpella profondamente i credenti sulla coerenza della propria vita, la figura di San Lorenzo richiama con forza il valore della carità operosa, della generosità e del coraggio evangelico.

Partecipando a questa significativa celebrazione, i Confratelli e Consorelle Costantiniani riaffermano il proprio impegno a vivere concretamente i principi che ispirano l’Ordine, continuando a porre al centro della propria missione la glorificazione della Croce, la propaganda della Fede e il servizio della carità, nella piena comunione con la Chiesa e al servizio del bene comune.

Preghiera a San Lorenzo

O invitto martire San Lorenzo, chiamato ad essere il primo tra i sette diaconi della Chiesa di Roma, hai chiesto ardentemente ed hai ottenuto di seguire il Sommo Pontefice San Sisto nella gloria del martirio. E quale martirio hai sostenuto! Con santa intrepidezza hai sopportato gli slogamenti delle membra, i laceramenti della carne ed infine il lento e penoso arrostimento di tutto il tuo corpo su una ferrea graticola. Ma davanti ai tanti tormenti non hai indietreggiato, perché sostenuto da viva fede e da ardentissimo amore per Gesù Cristo nostro Signore. Deh! O glorioso Santo, ottienici pure la grazia di mantenerci sempre saldi nella nostra fede, malgrado tutte le tentazioni del demonio e di vivere così conformi a Gesù, nostro salvatore e maestro, di giungere così alla beata eternità in paradiso. Amen.

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