Riflessioni sulle letture festive – Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo

È stato pubblicato sul canale Spreaker dell’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio il Podcast con la meditazione per XXXIV Domenica del Tempo Ordinario-Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo, a cura del Prof. Don Pietro Pisciotta, letta dalla Dott.ssa Valentina Villano, Dama di Ufficio, di cui riportiamo di seguito l’audio e il testo. La solennità di oggi è un momento di profonda riflessione sul significato della regalità di Gesù Cristo nel nostro vivere quotidiano. In questo giorno, siamo chiamati a riconoscere Cristo non solo come Re dell'Universo, ma anche come Re dei nostri cuori. La sua presenza ci invita a costruire un regno di amore, giustizia e pace, dove ogni azione è guidata dalla sua luce. Riflettiamo su come possiamo incarnare i valori del suo regno nella nostra vita, abbracciando la compassione e il servizio verso gli altri. Che questa giornata ci ispiri a rinnovare il nostro impegno nella fede e a lasciarci guidare dalla sua saggezza, affinché possiamo essere strumenti di amore e speranza in un mondo che ne ha tanto bisogno. Che la benedizione di Cristo Re riempia i nostri cuori di gioia e la nostra vita di significato. Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat.
Copertina

Podcast 3-19 – 23 novembre 2025 – Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo

Prima Lettura: 2Sam 5,1-3 – Unsero Davide re d’Israele. Salmo responsoriale: Sal 121 – Andremo con gioia alla casa del Signore. Seconda Lettura: Col 1,12-20 – Ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore. Vangelo: Lc 23,35-43 – Signore, ricordarti di me quando entrerai nel tuo regno.

O Padre, che ci hai chiamati a regnare con te nella giustizia e nell’amore, liberaci dal potere delle tenebre perché, seguendo le orme del tuo Figlio, possiamo condividere la sua gloria nel paradiso.

Cristo Gesù, Re d’amore

Con la solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, XXXIV Domenica del Tempo Ordinario, si chiude l’anno liturgico. Gesù, Figlio di Dio, si è incarnato, si è fatto uomo per realizzare il Regno di Dio sulla terra. Il popolo ebreo attendeva la nascita di questo bimbo, che avrebbe tenuto il Regno di David: un regno eterno ed universale.

Nel Vangelo la Chiesa oggi ci presenta il Cristo morente in croce, dove è posta una scritta: I.N.R.I. (Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum: Gesù il Nazareno, Re dei Giudei). Essere re è l’accusa principale con la quale Gesù viene deferito dai suoi avversari (il Sinedrio e i Sommi sacerdoti) ed accusato   davanti al Tribunale di Ponzio Pilato, Governatore romano. Con questa accusa Gesù viene schernito dai Capi del popolo, dai Sommi sacerdoti e dalle autorità. Dopo averlo fatto flagellare, Pilato presenta Gesù al popolo dicendo: ecco il vostro Re.

Gesù aveva rifiutato il titolo di re, dopo la moltiplicazione dei pani, ed ogni volta che questo titolo era inteso in senso politico, alla stregua dei “capi delle nazioni”. Davanti al governatore che lo interroga: “Sei tu il Re dei Giudei?”, Gesù risponde in modo assai chiaro: “Sì, tu lo dici, Io sono Re!”

La regalità di Gesù è rivelazione ed attuazione del disegno del Padre, che governa tutte le cose con amore e giustizia. Dio Padre ha affidato a Gesù, vero uomo e vero Dio, la missione di conferire la vita eterna a tutti gli uomini, che ha amato sino all’estremo sacrificio della croce, e il potere di giudicare tutti gli uomini da vero uomo e vero Dio. Un “giudizio” da giudice in chiave di amore.

Il linguaggio di Gesù è assai semplice. Egli dirà ai buoni, che hanno amato n modo vero e concreto: “Venite, benedetti dal Padre mio perché avevo fame, sete, ero nudo, solo, carcerato, malato… e vi ho trovato sempre accanto a me”. Gesù è un Re che giudica, regna, dopo essere stato esempio vivo a tutti. Se mettiamo in pratica l’amore verso il prossimo, solo allora facciamo spazio alla Signoria di Cristo Gesù e il suo Regno si realizza in mezzo a noi.

Gesù ha instaurato il Regno con il suo grande amore: il sacrificio della croce; amore con amore si paga. Gesù è veramente il nostro Re e lo stesso Pilato fece scrivere sulla croce: I.N.R.I.

La storia registra molti regni, che sono esistiti e poi sono stati rovesciati; il Regno di Cristo è regno eterno: le porte degli inferi non prevarranno mai. La stabilità di questo regno non è dovuta ad eserciti o a bombe ed armi di qualsiasi sorta; regna solo l’amore: l’amore verso Dio e i fratelli trasforma il peccato in grazia, la morte in risurrezione, la paura in fiducia.

Nel brano del Vangelo ascoltato figurano tre gruppi:

a. Il popolo, che sta lontano a guardare (una volta correva dietro a Gesù implorando grazie e guarigioni).

b. I Capi del popolo, dei soldati e un malfattore, crocifisso accanto a Gesù ma che non parla.

c. Un terzo personaggio crocifisso con Gesù, che si rivolge con fede e pentimento: Signore, ricordati di me quando sarai nel tuo regno. E Gesù a lui: “Oggi sarai con me in paradiso”. In questo terzo gruppo ci sono anche Maria, sua madre; Giovanni, uno dei dodici apostoli e le pie donne.

Il malfattore, crocifisso accanto a Gesù, pentito, riceve da Gesù il grande dono.

Per il popolo, per i Capi del popolo, per i soldati, Gesù ha solo parole di comprensione: “Padre, perdona loro!”

Prima che si conclude il dramma del suo sacrificio, rivolgendosi a sua madre Gesù esclama: “Donna, ecco tuo figlio” e a Giovanni: “Ecco tua madre”. Per questo motivo, amici carissimi, oggi rivolgiamoci supplici a Maria invocandola: “Rivolgi a noi, Madre, gli occhi tuoi misericordiosi”.

Indice dei podcast trasmessi.

Foto di copertina: immagine di Tadeusz Serednicki degli anni Sessanta, nel presbiterio a destra della chiesa di San Nicola a Siedliska, Polonia.
La figura di Gesù Re rimanda all’invocazione «Gesù, Re di tutte le nazioni», tratta dalla Sacra Scrittura e coerente con la Tradizione della Chiesa, dove Gesù è chiamato «Governatore, Re della terra» (Ap 1,5). Ci ricorda dell’onnipotenza e dell’amore di Cristo, che indica il suo Sacro Cuore.
O Redentore del genere umano, in questo giorno solenne, eleviamo a Te una fervida preghiera: riguarda a noi, umilmente prostrati innanzi a Te, Signore, e sii il Re non solo dei fedeli, che non si allontanarono mai da Te, ma anche di quei figli prodighi che Ti abbandonarono e permetti che questi, quanto prima, ritornino alla casa paterna, per non morire di miseria e di fame o per discordia da Te separati e vengano richiamati al porto della verità, all’unità della fede, affinché in breve si faccia un solo ovile sotto un solo pastore e per questo largisci, o Gesù, incolumità e libertà sicura alla Tua Chiesa, che sia guidata da santi e fedeli pastori, ed infine concedi a tutti i popoli la tranquillità dell’ordine affinché ovunque si canti lode al Tuo Cuore Divino, da cui venne la nostra eterna salvezza.

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