Ritiro spirituale della Delegazione Marche e Romagna nel santuario della Madonna della Rosa presso Ostra

Nella prossimità della solennità della Natività di San Giovanni Battista, che la Chiesa celebra il 24 giugno, la Delegazione delle Marche e Romagna del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio si è riunita sabato 22 giugno 2024 per il periodico ritiro spirituale presso il santuario campestre della Madonna della Rosa presso Ostra, dove si sente il profumo della fede. Il Padre ha mandato Giovanni Battista a preparare a Cristo Signore un popolo ben disposto. Gesù stesso ne indicò la eccezionale umanità, quando disse di lui: “In verità vi dico: fra i nati di donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista” (Mt 11, 11). Ultimo dei grandi profeti d’Israele; primo testimone di Gesù; iniziatore di un battesimo per il perdono dei peccati e, in questo contesto, battezzatore di Gesù; martire per la difesa della legge morale.
Foto di gruppo

San Giovanni Battista è l’ultimo dei grandi profeti d’Israele; precursore e primo testimone di Gesù Signore; predicatore della conversione e dell’amore del prossimo perché è vicino il regno dei cieli; impartisce ai discepoli il battesimo di conversione in remissione dei peccati (Matteo 3, 2; Marco 1, 4) e in questo contesto battezzatore di Gesù; martire per la difesa della legge morale.

Podcast – Riflessioni sulle letture festive – Solennità della Natività di San Giovanni Battista: “Ti renderò luce delle nazioni” (Isaia 49, 6) [QUI]

I Cavalieri e le Dame accorsi per condividere i valori dell’Ordine Costantiniano e rafforzare i vincoli confraterni, guidati dal Delegato Nob. Carlo dei Conti Cicconi Massi, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis con Placca d’Oro, con il Cappellano di Delegazione, Mons. Umberto Gasparini, Cappellano di Merito, sono stati accolti da Don Patrick Ekeh, Vicario parrocchiale della Basilica Collegiata di Santa Croce di Ostra, chiesa di riferimento della Delegazione.

Don Ekeh ha illustrato le caratteristiche storiche e devozionale del santuario mariano, a partire dal 1666, quando la Beata Vergine Maria “diede principio ad operare meraviglie stupende in una piccola cappelletta dedicata al suo nome”, intorno alla quale fu edificato l’attuale santuario, a seguito della generosità di tantissimi benefattori per le grazie corporali e spirituali ricevute.

Successivamente Mons. Gasparini ha tenuto una meditazione sullo Spirito Santo, dal titolo Cristiano è chi si lascia trovare dal Padre-Amore, s’innamora di Gesù, si fa modellare dallo Spirito. A conclusione della sua meditazione, Mons, Gasparini ha officiato la Celebrazione Eucaristica,

È seguita un’agape fraterna presso l’attigua Casa del Pellegrino, durante la quale i convenuti hanno ringraziato Don Patrick Ekeh per la squisita accoglienza, con una donazione a favore delle necessità della parrocchia.

Il santuario della Madonna della Rosa di Ostra è il secondo santuario diocesano delle Marche. La sua storia di fede e di devozione popolare inizia nel 1666 e prosegue ininterrotta fino ad oggi. Si trova non molto fuori delle mura di Ostra, a destra della strada collinare che porta a Senigallia.

Alle origini dell’attuale grande ed artistico santuario campestre della Madonna della Rosa si trova un’antica, modesta edicola sacra del 1600 dedicata alla Madonna.

Nel 1666, una mano devota pose innanzi all’immagine della Beata Vergine Maria un giglio, il quale per più mesi rimase fresco e profumato. Tanti accorrevano sul luogo per vedere il fatto e fra questi una bambina, Anna. La ragazza attinse dell’acqua presso l‘edicola e ne portò alla madre gravemente ammalata. La donna, appena ne ebbe bevuta, all’istante risanò perfettamente. Il gran numero di pellegrini che iniziò ad accorrere alla Madonna della Rosa portò già nel 1668 alla costruzione della prima chiesetta, sino al 1755 quando il Vescovo Ippolito De’ Rossi aprì l’attuale santuario, realizzato in perfetto stile classico con pianta a croce greca e racchiudente al suo interno la primitiva chiesetta. Nel 1887 fu innalzato l’imponente campanile e, su disegno dell’architetto Francesco Vespigiani di Roma, nel 1891 fu terminata la facciata, divisa in due ordini e caratterizzata da un piacevole gioco di masse pure e nitide.

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