Al loro arrivo al Palazzo Reale di Madrid, le LL.MM. il Re e la Regina e le LL.AA.RR. la Principessa delle Asturie Leonor e l’Infante Sofía sono stati ricevuti dalla Presidente del Consiglio di Amministrazione del Patrimonio Nazionale, Ana de la Cueva. Quindi, si sono recati alla Sala Teniers, dove sono stati accolti dal Primo Ministro, Pedro Sánchez; dalla Presidente del Congresso dei Deputati, Francina Armengol; dal Presidente del Senato, Pedro Rollán; dal Presidente della Corte Costituzionale, Cándido Conde-Pumpido; e dalla Presidente della Corte Suprema e del Consiglio Generale della Magistratura, María Isabel Perelló.


Poi, si sono poi recati nella Sala del Trono per dare inizio alla Cerimonia di Investitura con il discorso di S.M. il Re, in cui ha sottolineato che “il fermo impegno della Corona ha contribuito in modo decisivo ad aprire la strada alla democrazia nel nostro Paese (…). Questo impulso iniziale, essenziale, ha reso l’istituzione il catalizzatore chiave che ha permesso di incanalare e guidare il processo di trasformazione democratica”. Concludendo ha detto – affermando che in occasione dei suoi 10 anni sul trono, ha scelto come motto permanente le parole “Servizio, Impegno e Dovere”: “La monarchia riafferma la sua finalità quando la condotta esemplare si traduce in un esercizio costante di coerenza con i principi e i valori della società che serve. È così che acquisisce significato e rafforza il suo vincolo di lealtà e rispetto con la stessa società. La Corona ribadisce oggi la sua gratitudine a coloro che, ciascuno secondo le proprie responsabilità, hanno contribuito a consolidare la libertà, la democrazia e il prestigio del nostro Paese. Perché nel riconoscere questi contributi si riconosce anche un omaggio collettivo: un omaggio a una generazione che ha saputo dare priorità al dialogo rispetto al confronto e al bene comune rispetto a qualsiasi altro interesse. Questo spirito – lo spirito della Transizione, lo spirito dell’Intesa – rimane il fondamento più solido su cui continuare a costruire il futuro della Spagna”.

Dopo il discorso di S.M. il Re, sono stati letti i Decreti Reali di conferimento del Collare dell’Insigne Ordine del Toson d’Oro a S.M. la Regina Sofía, per “la sua dedizione e il suo impegno al servizio della Spagna e della Corona”; a Miquel Roca i Junyent, per “la sua dedizione e il suo impegno al servizio della Spagna e della Corona, attraverso i suoi sforzi per promuovere la coesistenza e l’ordine costituzionale”; a Miguel Herrero y Rodríguez de Miñón per “la sua dedizione e il suo impegno al servizio della Spagna e della Corona, attraverso i suoi sforzi per promuovere la coesistenza e l’ordine costituzionale”; e a Felipe González per “la sua dedizione e il suo impegno al servizio della Spagna, della Corona e dell’integrazione del nostro Paese in Europa e nella comunità internazionale”.
Al termine della Cerimonia di Investitura, la banda musicale della Guardia Reale ha suonato l’Inno Nazionale. Dopo una foto di gruppo con i nuovi Cavalieri dell’Insigne Ordine del Toson d’Oro, la Cerimonia si è conclusa.

L’Insigne Ordine del Toson d’Oro
L’Insigne Ordine del Toson d’Oro (Orde van het Gulden Vlies) è un ordine cavalleresco dinastico, istituito il 10 gennaio 1430 nel Prinsenhof a Brugge, nelle Fiandre, dal Duca di Borgogna Filippo III il Buono, in occasione del suo matrimonio con la principessa portoghese Isabella d’Aviz. Con l’istituzione di questo Ordine, Il Duca di Bologna voleva raggiungere diversi obiettivi, innanzitutto il culto di Dio e la difesa della religione Cristiana. Legato alla Famiglia, e non al Ducato di Borgogna, passò, attraverso il matrimonio della Duchessa Maria con l’Imperatore Massimiliano, al nipote Carlo I di Spagna, l’Imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V. Da allora, i Re di Spagna sono stati Sovrani e Gran Maestri dell’Ordine.
Il Collare dell’Ordine – ispirato al mito di Giasone e degli Argonauti, che partirono alla ricerca del vello d’oro – consiste in un collare d’oro recante le armi dei Duchi di Borgogna, da cui pende il Toson d’Oro. I collari sono di proprietà dell’Ordine, a cui devono essere restituiti alla morte del Cavaliere. Sovrani e membri delle Famiglie Reali, così come personaggi di spicco dell’aristocrazia, della politica e dell’esercito, sia Spagnoli che stranieri, hanno ricevuto il Toson d’Oro fin dalla sua fondazione. Il numero di Collari conferiti da allora ammonta a circa 1.200.
Foto di copertina: S.A.R. il Duca di Calabria saluta S.M. il Re Filipe VI.
