La Delegazione Calabria celebra l’Esaltazione della Santa Croce presso il Santuario di Dipodi

Sabato 14 settembre 2024, festa dell'Esaltazione della Santa Croce - che costituisce, insieme alla festa di San Giorgio, l’evento religioso più importante e sentito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio – una rappresentanza della Delegazione della Calabria del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha celebrato la Santa Messa per la ricorrenza della festa dell’Esaltazione della Santa Croce in Feroleto Antico, presso il Santuario della Beata Vergine Maria di Dipodi, che su una piccola collina domina solitaria e incontrastata un paesaggio d’incomparabile bellezza, a circa 7 km da Lamezia Terme.
Madonna di Dipodi

La celebrazione della Santa Messa è stata presieduta alle ore 11.00 da Don Carlo Cittadino, Cappellano di Merito, concelebranti il Can. Antonio Astorino, Rettore del Santuario e Don Domenico Cicione Strangis, Cappellano di Merito.

A guidare la rappresentanza della Delegazione della Calabria, il Vice Delegato, Nob. Dott. Candido Francica di Panaya, Cavaliere de Jure Sanguinis, accompagnato dal Segretario Generale, Dott. Domenico D’Auria, Cavaliere di Merito; dal Responsabile della Comunicazione e Addetto alle Attività Culturali, Dott. Roberto Maria Naso Naccàri Carlizzi, Cavaliere di Merito; dal Cerimoniere, Avv. Massimo Seminara, Cavaliere d’Ufficio; dalla Referente per la Città di Vibo Valentia, Nob. Dott.ssa Concetta Lombardi Satriani, Dama de Jure Sanguinis; dal Referente per le Città di Lamezia Terme e Cosenza, Maestro Raffaele Mazza, Cavaliere di Ufficio; dal Referente per l’Alto Ionio Cosentino, Antonio Coiro, Cavaliere di Ufficio; dal Cavaliere di Ufficio Maurizio Capano; e dai Postulanti Avv. Domenico Roberto Galati, i Dott.ri Francesco Andreacchi, Paolo Bagalà, Gaetano Carlizzi e Mario Loria, Giovanbattista Rindelli, Vincenzo Formaro, Maria Francesca Falcone.

A termine del Sacro Rito, il Cerimoniere ha letto il messaggio del Priore della Delegazione, S.E.R. Mons. Salvatore Nunnari, Cappellano Gran Croce di Merito, Arcivescovo emerito di Cosenza-Bisignano, fatto giungere per il tramite del Cappellano di Delegazione, Don Carmine Vitolo, Cappellano di Merito: “Come appartenenti della Sacra Milizia, siamo chiamati a farci vicino all’uomo che vive il disagio del dolore per infondere speranza e per contemplare il volto del Signore Gesù che ci attira tutti a sé. Continuate a fate del bene con la preghiera e le opere di misericordia e carità, (che sono l’anima della nostra vita di fede). Ringrazio il Signore per il dono della nostra bella Delegazione calabra. Una realtà, che va sempre custodita, amata e arricchita ma anche sostenuta in tutte le belle opere di carità che compie”.

Il Vice Delegato ha portato i saluti del Delegato ad Interim, S.E. il Marchese Don Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, Cavaliere Gran Croce di Giustizia, Luogotenente per l’Italia Meridionale Peninsulare: “Il simbolo della Croce dev’essere motivo di ispirazione, testimonianza e fede, non solo del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, ma di tutto il popolo di Cristo, oggi assediato dal relativismo e dalla secolarizzazione”.

Successivamente, il Segretario Generale ha letto la Preghiera del Cavaliere Costantiniano.

A seguire, presso la canonica del Santuario, è stata effettuata una donazione di generi alimentari per contribuire alle necessità ed esigenze di alcune famiglie bisognose, da parte della Sezione di Lamezia Terme e Cosenza, resa possibile grazie alla generosità del Maestro Raffaele Mazza, di Maurizio Capano e di Massimo Seminara, Cavalieri d’Ufficio. Il Rettore del Santuario ha ringraziato l’Ordine Costantiniano e la Sezione di Lamezia Terme e Cosenza della Delegazione della Calabria, donando ai presenti, l’immaginetta sacra della Madonna di Dipodi.

A conclusione si è tenuta un’informale conviviale, come momento di unione e fratellanza tra i membri della Sacra Milizia accorsi dalle diverse parti della Calabria.

La scelta del piccolo Santuario Mariano di Dipodi per la celebrazione della festa dell’Esaltazione della Santa Croce non è stata casuale. La tradizione narra, così come riporta un’antica cronaca greca, che la chiesa di Dipodi sia stata fatta edificare dall’Imperatore Costantino e da Papa Silvestro attorno all’anno 314. Tuttavia, le prime notizie certe riportano come il santuario sia stato costruito intorno all’anno 1020.

Durante una delle numerose incursioni turchesche, cui la Calabria era flagellata, in questi luoghi si consumarono numerosi scontri armati tra Cristiani ed infedeli. Un’apparizione della Vergine, poco prima di uno scontro armato, poi felicemente vinto, fece che a devozione e ringraziamento, venisse edificata la chiesetta.

La chiesa è a navata unica e nell’Abside vi è un dipinto che rappresenta la Vergine con il Bambinello, con ai lati, un personaggio con la corona reale ed un Papa con la tiara poggiata per terra mentre a destra della Madonna, in atto di pregare, sta un vescovo con la mitra tenuta tra le mani da un angelo.

L’autore del dipinto ha voluto rappresentare in questi personaggi Ruggero il Normanno, Papa Callisto II e il Vescovo di Nicastro, Enrico.

Infatti, il Santuario venne visitato nel dicembre del 1121 da Papa Callisto II. Dopo aver consacrato la cattedrale di Nicastro, il Papa si stava dirigendo verso Mileto, per la consacrazione dell’Abazia della Santissima Trinità, e si fermò per alcuni giorni in questo Santuario, elargendo diverse indulgenze.

Il dipinto, risalente alla metà del 1600, venne restaurato tra il 1957 e il 1958 ad opera del Prof. Giorgio Pinna e nel 2013 dalla Dott.ssa Romana Buttafuoco di Stefanaconi.

Il Santuario, meta di pellegrinaggi e profonda devozione tra la popolazione locale, nel corso dei secoli oltre a cambiare più volte l’intitolazione, ha subito numerosi rimaneggiamenti nella struttura, fino alle attuali forme.

Ulteriori informazioni sul Santuario della Madonna di Tripodi [QUI]

La celebrazione per l’Esaltazione della Santa Croce si collega alla dedicazione delle basiliche costantiniane costruite sul Golgota e sul Sepolcro di Cristo e in ricordo del ritrovamento della Croce di Gesù da parte di Sant’Elena, madre dell’Imperatore Costantino, avvenuto, secondo la tradizione, il 14 settembre 320 e della successiva consacrazione il 13 settembre 335 a Gerusalemme delle chiese della Risurrezione e del Martyrium. Il giorno seguente con solenne cerimonia si fece l’ostensione della Santa Croce.

Secondo la tradizione, Sant’Elena avrebbe portato una parte della Croce a Roma, in quella che diventerà la basilica di Santa Croce in Gerusalemme, e una parte rimase a Gerusalemme. Nel 614, il Re dei Persiani, Cosroe II, mosse guerra ai Romani e dopo aver sconfitto Gerusalemme, portò via con sé, tra i tesori, anche la Croce di Gesù. Eraclio, Imperatore bizantino, propose a Cosroe la pace, che venne però respinta: di fronte al diniego, mosse guerra e vinse presso Ninive, chiedendo la restituzione della Croce, che fu riportata trionfalmente a Gerusalemme.

“Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me”, dice il Signore (Gv 12,32).

O Croce Santa, per te il mondo è rinnovato, abbellito, in virtù della verità che splende e della giustizia che regna in Lui.

Non ci sia per noi altro vanto che nella Croce del Signore nostro Gesù Cristo. Egli è nostra salvezza, vita e risurrezione; per mezzo di lui siamo stati salvati e liberati (Cf. Gal 6,14).

Con la festa della Santa Croce non si esalta la crudeltà della Croce, ma dell’Amore che Dio ha manifestato agli uomini accettando di morire in Croce. Pur essendo Dio, Cristo umiliò se stesso facendosi servo. Questa è la gloria della Croce di Gesù. Per questo la celebrazione nel tempo moderno assume un significato ben più alto del semplice seppur favoloso ritrovamento da parte della pia madre dell’Imperatore Costantino, Sant’Elena.

Riflessioni sulle letture festive – Festa dell’Esaltazione della Santa Croce: “Vexilla regis prodeunt, fulget crucis mysterium” [QUI]

Foto di copertina: il quadro della Madonna nell’abside della chiesa di Dipodi e la statua di fattura napoletana.

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