Incontro della Sezione dell’Abbazia di Casamari della Delegazione Tuscia e Sabina presso la casa delle Suore Cistercensi della Carità

Sabato 9 novembre 2025, la Sezione dell’Abbazia di Casamari della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha svolto un incontro presso la casa di accoglienza e di ospitalità delle Suore Cistercensi della Carità di Anagni in via Maria 24 a Casamari, dove sono presenti da alcuni decenni, impegnate nel servizio pastorale presso l'Abbazia Cistercense. La Congregazione fu fondata dalla Serva di Dio Claudia De Angelis, nata ad Anagni il 5 aprile 1675. Fu una donna dalla profonda spiritualità e dal forte impegno sociale. Fondatrice della Scuola Pia della Carità, da cui avrebbe avuto origine la Congregazione, Madre Claudia dedicò la sua esistenza all’educazione e all’assistenza delle giovani donne in difficoltà. Nel nome che Gesù consegna a Madre Claudia la notte di Natale del 1699 - “Ti chiamerai Claudia della Croce” si radica la spiritualità della Congregazione. L’amore crocifisso è il mistero portante che innesta nel carisma di una carità educativa da vivere e da testimoniare. Amore-Carità, di cui essere impastate, titolo che Madre Claudia vuole per l’Opera Pia, affinché si riconosca il primato di Dio e l’apertura al prossimo, all’altro vicino e lontano. Educare, per la suora Cistercense della Carità, non è solo istruire, insegnare, trasmettere, concetti, nozioni, sapere, ma è formare all’amore Cristocentrico, cercare di tirar fuori il meglio che vi è in ogni persona. Cercando sempre e in ogni cosa di: “Portarsi bene con Dio; Portarsi bene con se stessi; Portarsi bene con gli altri” (dalle massime di Madre Claudia della Croce).
Foto di gruppo

Durante l’incontro è stata celebrata la Santa Messa, presieduta dal Referente per l’Abbazia di Casamari della Delegazione della Tuscia e Sabina, Prof. Padre Pierdomenico Maria Volpi, S.O.Cist., Cappellano di Merito.

Nella sua omelia Padre Volpi ha ricordato la ricorrenza della festa della Dedicazione della Basilica Lateranense e ha sottolineato, che l’appartenenza ad un Ordine Cavalleresco deve essere vissuta in spirito di verità avendo come fondamento l’umiltà altrimenti si può cadere facilmente nell’ipocrisia. Ha ricordato le parole della Beata Maria Cristina di Savoia che spronano un Cavaliere ad essere umile:

Benché io sia sana, ricca e bella – e poi? E che io possegga argento ed oro – e poi? E che io comandi molti servi – e poi?
E d’ingegno e saper sia sola – e poi? E di fortuna in alto posta – e poi?
E che mille anni il mondo goda – e poi? Presto si muore, e nulla resta – e poi?
Servi a Dio solo, e tutto avrai dappoi.

Poi, Padre Volpi ha ricordato, che con l’appartenenza alla Sacra Milizia, il Signore ha dato un “di più”, di conseguenza chiederà di più.

Dopo la Santa Messa si è tenuta un’agape fraterna, a cui ha partecipato il Padre Abate di Casamari, Dom Loreto M. Camilli, S.O.Cist., sempre vicino alla Sacra Milizia.

All’incontro, organizzato da Angelo Musa, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento, ha partecipato un gruppo di Cavalieri e Dame della Real Irmandade de Sao Miguel Arcanjo, il cui Real Patrono e Gran Maestro è S.A.R. il Principe Don Duarte-Pío de Braganza, Duca di Braganza, Capo della Real Casa del Portogallo, Balì Gran Croce di Giustizia decorato del Collare, Presidente Onorario della Real Deputazione del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.

Le Suore Cistercensi della Carità

Nata in una famiglia di antica nobiltà ormai decaduta, la fondatrice delle Suore Cistercensi della Carità, la Serva di Dio Claudia De Angelis crebbe in un contesto segnato da difficoltà economiche e da una salute fragile. Fin da bambina manifestò una particolare inclinazione alla vita spirituale e, secondo le sue testimonianze, già all’età di dieci anni ebbe una visione mistica che la indirizzò verso un cammino di consacrazione. Nel corso degli anni, riferì di aver avuto ulteriori esperienze mistiche, tra cui incontri con Santa Caterina da Siena, la Vergine Maria e Santa Rosa da Viterbo, che la avrebbero guidata nel suo percorso.

Nonostante lo scetticismo dei suoi concittadini, Madre Claudia della Croce non abbandonò mai la sua vocazione. Attorno al 1698, iniziò a radunare un gruppo di giovani donne desiderose di condividere con lei un percorso di preghiera e assistenza ai bisognosi. Questa esperienza la portò a concepire un progetto educativo, che si concretizzò il 25 maggio 1709 con la fondazione della Scuola Pia della Carità ad Anagni. L’istituzione ottenne il riconoscimento pontificio nel 1713 da Papa Clemente XI, un passo fondamentale per la sua stabilità e crescita.

Nel marzo del 1703, a causa di problemi di salute, Madre Claudia della Croce si trasferì temporaneamente a Marino e successivamente a Roma, dove proseguì la sua opera. Tuttavia, il peggioramento delle sue condizioni la costrinse a fare ritorno ad Anagni. Conscia della gravità della sua malattia, il 9 gennaio 1714 redasse il suo testamento, esprimendo la volontà di garantire la continuità della scuola. Le sue condizioni peggiorarono nei mesi successivi e si spense il 29 giugno 1715.

Dopo la sua morte, l’operato di Madre Claudia della Croce fu portato avanti da coloro che l’avevano seguita, tra cui il padre spirituale Giovanni Marangoni, che consolidò la struttura della scuola e favorì la sua associazione con l’Ordine Cistercense. Da allora, la comunità delle Suore Cistercensi della Carità ha continuato a custodire la sua memoria e a portare avanti la missione educativa e assistenziale da lei iniziata.

La Casa Generalizia della Congregazione ha sede presso il Palazzo dei Papi di Anagni, famoso per lo schiaffo o oltraggio di Anagni, l’umiliazione inflitta a Papa Bonifacio VIII il 7 settembre 1303. La Congregazione, oltre la Casa Madre di Anagni, ha case a Borgo Podgora (impegnata nel servizio alla parrocchia di Santa Maria di Sessano in Diocesi di Latina-Sezze-Priverno-Terracina), a Casamari (impegnata nel servizio all’Abazia Cistercense in Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino) e a Vallepietra (impegnata nel servizio al Santuario della Santissima Trinità in Diocesi di Anagni Alatri), e missioni in Africa (in Nigeria, a Rwenkobe, la Collina delle Scimmie, in Diocesi di Hoima) e in Brasile (nella regione di Minas Gerais, dove i Padri Cistercensi di Casamari sono impegnati dagli anni Cinquanta nella missione della città di Claraval).

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