





La rappresentanza della Delegazione era guidata dal Delegato, Conte Don Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona dei Duchi di Laurenzana, Cavaliere di Giustizia, con il Segretario Generale ad interim, Nob. Antonio Masselli, Cavaliere de Jure Sanguinis, accompagnato dalla consorte Ornella de Paulis; il Responsabile della Comunicazione ad interim, Prof. Antonio De Stefano, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento, accompagnato dalla consorte Lorenza Gargiulo, Dama di Merito; il Responsabile alla Cultura ad interim, Don Antonino Sersale dei Marchesi Sersale, Cavaliere di Giustizia; la Responsabile delle Attività Operative ad interim, Avv. Valeria Pessetti, Dama di Merito con Placca d’Argento, accompagnata dal marito, Avv. Carmine Capasso, Cavaliere di Merito, Console Onorario dello Sri Lanka; e l’Avv. Vincenzo Esposito, Postulante.

All’inizio della Celebrazione Eucaristica, il Parroco ha espresso i ringraziamenti personali e della comunità parrocchiale al Cardinale per la sua vicinanza alla Parrocchia e alla Casa di accoglienza, fondata sulle orme di Don Tonino Bello, vescovo al quale è molto legato come a un padre spirituale, per offrire accoglienza a tutti, secondo il suo insegnamento. Lo ha poi ringraziato per aver accettato a presiedere la celebrazione, esprimendo gratitudine anche ai concelebranti, al cerimoniere, ai diaconi e ai ministranti, al Presidente della Terza Municipalità di Napoli e ai Consiglieri, nonché alla rappresentanza Costantiniana e all’intera comunità parrocchiale, per la presenza e il sostegno offerto alla Parrocchia e alla Casa di accoglienza.
Rivolgendosi al Cardinal Battaglia, Don Melluso ha affermato:
«In questo Tempo di Avvento, la Sua presenza ci illumina e ci sostiene nel cammino che abbiamo intrapreso. La nostra comunità si sforza di crescere e di essere segno concreto dell’amore di Dio nei bambini, negli adulti e negli anziani. Questo è un luogo di carità viva, capace di ridare speranza nonostante le avversità della vita. Questa mattina, il Battesimo di Loise Manuela è un segno di nuova vita e di grazia divina anche nelle vicende più tragiche. La ringraziamo per aver contribuito a rendere questo luogo un luogo di pace e di speranza».
La Prima Lettura (Is 11,1-10 – Giudicherà con giustizia i miseri), il Salmo Responsoriale (Sal 71 [72] – Vieni, Signore, re di giustizia e di pace) e la Seconda Lettura (Rm 15,4-9 – Gesù Cristo salva tutti gli uomini) sono stati letti da alcuni ministranti e membri della comunità parrocchiale. Il Vangelo (Mt 3,1-12 – Convertitevi: il regno dei cieli è vicino!) è stato proclamato da un diacono.
Iniziando la sua omelia, il Cardinale Domenico Battaglia ha salutato e ringraziato tutti i presenti, in modo speciale Don Salvatore Melluso, per il suo ministero nella Parrocchia dei Santi Giovanni e Paolo e per la sua guida della Casa della Pace “Don Tonino Bello”.
Quindi, ha espresso la sua gioia per il Battesimo della piccola Loise Manuela.
Successivamente, il Cardinal Battaglia ha recitato, insieme ai bambini seduti a terra davanti ai banchi, Un signore di Scandicci, una filastrocca di Gianni Rodari:
Un signore di Scandicci
un signore di Scandicci
Buttava le castagne
buttava le castagne
E mangiava i ricci
Quel signore di Scandicci
Un suo amico di Lastra a Signa
un suo amico di Lastra a Signa
Buttava via i pinoli
buttava via i pinoli
E mangiava la pigna
Quel suo amico di Lastra a Signa
Tanta gente non lo sa,
non ci pensa e non si cruccia.
La vita la butta via
e mangia soltanto la buccia
Suo cugino in quel di Prato
suo cugino in quel di Prato
Buttava il cioccolato
buttava il cioccolato
E mangiava la carta
Suo cugino in quel di Prato
Un parente di Figline
un parente di Figline
Buttava via le rose
buttava via le rose
E odorava le spine
Quel parente di Figline
Tanta gente non lo sa,
non ci pensa e non si cruccia.
La vita la butta via
e mangia soltanto la buccia
Un suo zio di Firenze
un suo zio di Firenze
Buttava in mare i pesci
buttava in mare i pesci
E mangiava le lenze
Quel suo zio di Firenze
Un compare di Barberino
un compare di Barberino
Mangiava il bicchiere
mangiava il bicchiere
E buttava il vino
Quel compare di Barberino
Tanta gente non lo sa,
non ci pensa e non si cruccia
La vita la butta via
e mangia soltanto la buccia!
La vita la butta via
e mangia soltanto la buccia!
Ha così evidenziato, dialogando con i piccoli, la necessità di non buttare via la parte buona (la vita, le cose essenziali) per conservare solo la buccia (le cose superficiali), veicolando un messaggio morale universale di fede sull’importanza di ciò che conta veramente nella vita e invitando a valorizzare le realtà spirituali rispetto a quelle materiali.
Proseguendo, e commentando i brani della Liturgia della Parola, il Cardinal Battaglia ha sottolineato che nella II Domenica di Avvento spicca la figura di Giovanni Battista, l’ultimo dei profeti:
«Giovanni Battista va a predicare nel deserto e le prime parole che dice a coloro che vogliono mettersi alla sua sequela sono: convertitevi perché il regno di Dio è vicino. Giovanni Battista è un uomo che si spoglia di tutto, anche degli abiti sacerdotali, e sceglie il deserto per predicare. Un gesto rivoluzionario. Il deserto come luogo dell’essenziale per ritrovare la propria autenticità e la propria libertà. Nel deserto predicava la conversione, conversione che noi uomini non dobbiamo attuare una volta e per sempre, ma tutti i giorni. Giovanni Battista invita ad un cambiamento di mentalità, ad orientare la propria vita per il bene degli altri. Per poterlo fare, per poter cambiare direzione della nostra vita, per poterla trasformare da infelice in autentica, è necessario dare una svolta al nostro modo di pensare, abbandonare i sentieri bui e tortuosi per guardare verso la luce. Ma cosa significa cambiare mentalità? Significa lasciarci alle spalle ciò che ci appesantisce, vivendo con un cuore accogliente. Solo in questo modo sarà possibile trovare il senso profondo del nostro cammino».
Quindi, il Cardinal Battaglia ha amministrato il sacramento del Battesimo.







Il servizio fotografico è del Cav. Prof. Antonio De Stefano e del Postulante Avv. Vincenzo Esposito.
