La Delegazione Napoli e Campania sostiene la Casa della Pace “Don Tonino Bello”. Un gesto di solidarietà, un seme di pace

Una rappresentanza della Delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidata dal Delegato, Conte Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona dei Duchi di Laurenzana, Cavaliere di Giustizia, martedì 25 novembre 2025 ha fatto visita alla Casa della Pace “Don Tonino Bello”. La Delegazione ha scelto di sostenere questa casa famiglia, “adottandone” il progetto e condividendone pienamente la missione.

I responsabili della struttura hanno così commentato il gesto di vicinanza dell’Ordine Costantiniano: «Questo gesto conferma quanto sia fondamentale fare rete, unire forze e valori per generare un impatto concreto e duraturo. Perché solo conoscendo si può agire: solo attraverso la collaborazione, il confronto e il sostegno reciproco possiamo costruire percorsi che portino vero cambiamento. Grazie di cuore per la fiducia e per aver deciso di camminare al nostro fianco».

L’Ordine Costantiniano, storicamente legato alla Real Casa delle Due Sicilie e profondamente radicato nella Città di Napoli, è un ordine equestre religioso dinastico che promuove attività comunitarie ispirate ai principi Cristiani. I Cavalieri e le Dame portano avanti attività a livello comunitario, con iniziative di beneficenza, assistenza, solidarietà, e socio-caritative sociale e impegno umanitario, oltre a promuovere celebrazioni liturgiche, iniziative spirituali, eventi culturali, conferenze, attività storiche, artistiche e formative.
Copertina

La missione
della Casa della Pace
“Don Tonino Bello”

La Casa della Pace “Don Tonino Bello” a Napoli è un presidio permanente dedicato all’accoglienza di mamme con bambini, un luogo stabile, familiare e protetto nel quale avviare un percorso di riscatto, autonomia e reinserimento sociale. La struttura opera con il supporto di figure professionali qualificate e in collaborazione con istituzioni, servizi sociali e realtà del territorio.

La Casa accoglie donne segnate da sofferenze, solitudine e, talvolta, violenza. Donne che, pur ferite dal passato, hanno trovato la forza di scegliere il bene dei propri figli e desiderano un luogo sicuro da cui ripartire. Qui ogni mamma trova ascolto e rispetto; ogni bambino cresce in un clima sereno, tutelato e ricco di speranza.

La collaborazione
con l’Arcidiocesi di Napoli

Nel corso della Conferenza di Presentazione della Delegazione, svoltasi lo scorso 30 ottobre presso il Circolo Nazionale dell’Unione, l’Arcivescovo metropolita di Napoli, Cardinale Domenico Battaglia, tramite Suor Marisa Pitrella, Direttrice della Caritas diocesana, indicò alla Delegazione il progetto della Casa della Pace come opera da sostenere.

In tale occasione fu annunciata anche l’organizzazione di un evento di beneficenza, a cui sarà presente il Gran Maestro, S.A.R. Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, Duca di Calabria e Conte di Caserta, destinato a sostenere le opere caritative dell’Arcidiocesi, fra cui proprio la Casa della Pace.

«Ognuno di noi è un angelo con una sola ala.
Non possiamo volare se non abbracciati all’altro»
(Don Tonino Bello).

Don Tonino Bello:
un testimone di pace

Dichiarato venerabile da Papa Francesco il 25 novembre 2021, è in corso il processo di beatificazione di Don Tonino Bello, Vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi. Pastore, poeta e profeta di pace, è ricordato per il suo instancabile impegno verso i poveri, la promozione della nonviolenza, la fondazione della rivista Mosaico di Pace e la diffusione di una cultura della sobrietà e della solidarietà.

La sede della Casa

La Casa della Pace “Don Tonino Bello” è ospitata nei locali della Parrocchia dei Santi Giovanni e Paolo, in via Ignazio Falconieri 42. Gli ambienti, già sede di un “riformatorio per minori”, e successivamente di una scuola e del gruppo AGESCI, sono stati valorizzati e ristrutturati per l’accoglienza.

La struttura è stata inaugurata il 29 luglio 2022 dal Cardinale Domenico Battaglia, alla presenza del Sindaco di Napoli, Ing. Gaetano Manfredi, con il coordinamento di Suor Marisa Pitrella. In occasione dell’inaugurazione, nella chiesa parrocchiale, il Cardinal Battaglia ha presieduto la celebrazione della Santa Messa e affidata formalmente la guida della Casa al Parroco Don Salvatore Melluso, concelebrante.

Il complesso parrocchiale dei Santi Giovanni e Paolo, situato al termine di via Arenaccia verso Calata Capodichino, nello slargo di piazza Ottocalli, sulla quale si affaccia, comprende l’aula liturgica, la casa canonica, l’ufficio parrocchiale, aule destinate al catechismo, un teatro, la struttura di accoglienza e servizi igienici.

Piazza Ottocalli è una particolare piazza del centro di Napoli, dove confluiscono quattro arterie principali della Città. Si trova nel popoloso rione San Giovanniello del quartiere San Carlo all’Arena, che fa parte della Terza Municipalità di Napoli.

Un’opera nata dalla Provvidenza

Don Salvatore Melluso ha definito la Casa «un sogno divenuto realtà», realizzato in tempi straordinariamente brevi dal suo arrivo in parrocchia nell’ottobre 2021. «Non c’è vocazione, non c’è ministero sacerdotale senza l’attenzione ai poveri» dice. Quando è arrivato è nata l’idea di sfruttare in qualche modo questi locali dismessi, disabitati da tanti anni in un’ala parrocchiale: Nel giorno dell’inaugurazione, il Cardinal Battaglia parlò di un «sogno di Dio che si è realizzato» e, nell’anno che ha sconvolto il mondo con la guerra della Russia in Ucraina, ha evocato nel suo nome la pace e la grande figura, a lui particolarmente cara, del Vescovo Don Tonino Bello. «Basta pensare ai tempi rapidissimi di realizzazione per vedere questa casa come un segno della Provvidenza. Poteva anche essere il sogno mio e del nostro Arcivescovo, ma per come si è realizzato pensiamo che il Signore voleva questa opera. Anche in mezzo a tante difficoltà, penso alla mia vocazione nata con i poveri e con i bambini e sono felicissimo di vivere 24 ore su 24 con i poveri e con i bambini», ha osservato Don Melluso.

L’esigenza prese forma con l’arrivo in Italia di numerosi profughi Ucraini – soprattutto mamme con bambini – in fuga dalla guerra. Su impulso del Cardinal Battaglia, venne predisposto un progetto di ristrutturazione, particolarmente oneroso. Il Cardinale rassicurò. dicendo che “avrebbe provveduto la Provvidenza”. E così fu: i lavori furono finanziati dall’8xmille e dalla Fondazione Grimaldi Onlus.

La gestione della Casa, sostenuta esclusivamente dai benefattori, dai fondi 8xmille e dalla Caritas diocesana, si regge sulla sensibilità e generosità di un team di operatrici, che si prendono cura della vita quotidiana della Casa, dell’accoglienza e del sostegno alle mamme ospiti, con la collaborazione di numerosi volontari, che mettono a disposizione il loro tempo, le loro competenze e il loro cuore, rispondendo insieme al Parroco Don Salvatore Melluso alle esigenze della struttura.

Sin dall’inizio, la comunità del rione San Giovanniello, nonostante le difficoltà diffuse, ha accolto con grande disponibilità questa opera di carità, rendendosi partecipi attivamente in un cammino condiviso di solidarietà. La Casa ospita anche dei giovani del Servizio Civile Universale, che vivono un’esperienza unica di crescita e servizio accanto agli ultimi.

La visita
della rappresentanza Costantiniana

In un incontro con il Delegato, il Cardinal Battaglia aveva espresso apprezzamento per un coinvolgimento dell’Ordine Costantiniano a favore della Casa, invitandolo a conoscerne da vicino le attività.

La rappresentanza intervenuta nella visita comprendeva il Delegato, accompagnato dalla consorte Donna Annalisa, il Segretario Generale ad interim Don Antonio Masselli, Cavaliere de Jure Sanguinis, e la Responsabile delle Attività Operative ad interim Avv. Valeria Pessetti, Dama di Merito con Placca d’Argento.

La delegazione è stata accolta da Don Salvatore Melluso, che ha illustrato la missione della Casa, che attualmente ospita otto mamme e tredici bambini, che hanno vissuto terribili esperienze quali guerra, persecuzioni, sfruttamento ed altro. Don Melluso ha spiegato che la casa nasce da un’esigenza venutasi a creare dopo la prima guerra tra l’Ucraina e la Russia, quando arrivarono in Italia numerosi profughi Ucraini, specialmente mamme con bambini scappati dalla guerra, che avevano perso tutto e bisogno di tutto, di un letto e di una casa in cui rifugiarsi, di scarpe, di vestiario, di generi alimentari e di quant’altro occorre per la sopravvivenza. Fu la scintilla da cui nacque l’idea di allestire una casa di accoglienza nei locali parrocchiali. Su esortazione del Cardinal Battaglia, Don Melluso fece approntare un progetto di ristrutturazione, che risultò abbastanza costoso, occorrendo più di 200.000 euro per la realizzazione. Informato il Cardinal Battaglia, egli rispose che a queste esigenze “avrebbe provveduto direttamente la Provvidenza”. E così fu, ha concluso Don Melluso. Le opere furono avviate e completate grazie alla collaborazione tra la Curia, con i fondi dell’8xmille, e la Fondazione Grimaldi Onlus, che finanziò i lavori di ristrutturazione dell’immobile. Questo senza ricevere, sia nella ristrutturazione che nel sostenere la gestione della Casa, alcun contributo da parte pubblica.

Il Delegato, dopo aver presentato brevemente storia e carismi dell’Ordine Costantiniano, ha confermato il sostegno concreto della Delegazione alle esigenze presenti e future della Casa. Ha inoltre assicurato la possibilità di ricevere cure mediche e odontoiatriche tramite la Fondazione Santa Maria della Misericordia, da lui presieduta, con particolare attenzione a un bambino di due anni affetto da Sindrome di Down.

Successivamente, Don Meluso ha accompagnato la rappresentanza Costantiniana in una visita guidata alla Casa, incontrando operatrici e volontari, e le otto mamme attualmente ospitati, alcune Italiane, la maggioranza straniere, con tredici bambini, di cui cinque maschi: Rabah di 10 anni dall’Algeria, Souleyman di 4 anni dalla Guinea, Salvatore di 7 anni dall’Italia, Saif di 2 anni dalla Tunisia, Haron di 1 anno dalla Tunisia; e otto femmine: Isabela di 13 anni dall’Albania, Aurora di 9 anni dall’Italia, Nicoletta di 9 anni dall’Italia, Praise di 2 anni e 6 mesi dalla Nigeria, Almas di 1 anno dall’Algeria, Alima di 10 mesi dalla Guinea, Loise di 6 mesi dalla Costa D’Avorio, Dina di 5 mesi dall’ Algeria.

Durante l’incontro, i componenti della rappresentanza Costantiniana hanno donato ai bambini alcuni regali: il Calendario dell’Avvento con cioccolatini per i più grandi e giochi per i più piccoli. È stato un momento di grande emozione, in cui i sorrisi dei bambini e delle loro mamme hanno testimoniato la forza della solidarietà e la bellezza della speranza condivisa.

Il  segreto della carità Cristiana:
prima di essere per gli altri,
essere con gli altri,
in una condivisione
basata sulla fraternità.

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