






Nella sua dell’omelia, Padre Pierluigi De Lucia, SI, ha offerto una riflessione sul tema del perdono, soffermandosi in particolare sulla figura dell’apostolo Pietro e sul suo rinnegamento di Gesù. Richiamando il passo evangelico secondo Matteo: «Allora Pietro stette fuori, nella corte; e una serva lo avvicinò e gli disse: “Anche tu eri con Gesù il Galilaeo”. Ma egli negò davanti a tutti, dicendo: “Non so quello che dici”. E subito dopo uscì fuori nella piazza, e un gallo cantò. Allora Pietro si ricordò delle parole di Gesù e pianse amaramente» (Mt 26,69-75), Padre De Lucia ha evidenziato come il perdono di Dio sia sempre più grande della fragilità umana. Infine, ha invitato i partecipanti a riconoscersi nella debolezza di Pietro, ma anche ad aprirsi alla misericordia del Signore, che non abbandona mai l’uomo e lo richiama sempre a sé con amore, trasformando il peccato in occasione di conversione e rinascita.
Il Delegato per la Sicilia Occidentale, Nob. Prof. Avv. Salvatore Bordonali, Cavaliere Gran Croce di Giustizia, ha espresso parole di sincero apprezzamento per il significativo cammino spirituale vissuto nei giorni precedenti con gli esercizi spirituali e culminato nella celebrazione della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, sottolineando l’importanza di vivere la Settimana Santa come tempo di autentica conversione e rinnovamento interiore.
Un sentito ringraziamento è stato rivolto infine a Donna Agata Orlando Riva Sanseverino, Superiora della Congregazione delle Nobili Dame dell’Aspettazione del Parto della Vergine Maria, per la cortese accoglienza e la costante disponibilità a rendere ancora più significativa le celebrazioni e i momenti di spiritualità vissuti dai Confratelli e dalle Consorelle Costantiniani in questo luogo, che ha accolto come Dama d’Onore della Congregazione, S.A.R. la Principessa Donna Sofía Landaluce e Melgarejo, Duchessa di Calabria – Consorte di S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, Duca di Calabria, Conte di Caserta, Capo della Real Casa delle Due Sicilie.
La giornata si è conclusa, come da tradizione, con un elegante rinfresco offerto dalle Dame con i dolci di loro preparazione, nella consapevolezza di aver intrapreso, con la Domenica delle Palme e della Passione del Signore, il cammino verso il cuore del mistero pasquale, accompagnati dalla Fede e dalla speranza nel Signore.

La Madonna dell’Aspettazione al Parto
La patrona della Congregazione delle Dame del Giardinello al Ponticello è la Madonna dell’Aspettazione al Parto, raffigurata da anonimo pittore del XVIII secolo nella pala d’altare dell’Oratorio: la Vergine incoronata è in ginocchio davanti all’Onnipotente e ai piedi della Madonna è collocato un canestrino, dove è riposto il corredino di un neonato.
Causa dell’inconvenienza della festa gioiosa dell’Annunciazione, il 25 marzo, in pieno tempo di Passione, i vescovi della Spagna spostarono questa grande festa al 18 dicembre, celebrando sia l’Annunciazione che la Divina Maternità della Beata Vergine Maria. Successivamente, il rito mozarabico si incontrerà con il rito romano e la festa del 25 marzo troverà il suo posto in Spagna. Tuttavia, la devozione dei fedeli era così grande che la Chiesa istituì, il 18 dicembre, otto giorni prima di Natale, una nuova festa intitolata Aspettazione del Parto della Beata Vergine, in ricordo dell’Annunciazione, e serviva anche come preparazione alla Natività.
La Madonna dell’Aspettazione al Parto è detta anche Madonna della Speranza e, certamente, nulla raffigura la speranza quanto una donna in attesa della nascita del Figlio. Aspettazione significa attesa. In effetti, sono due ad aspettare.
L’Immacolata attende il suo divin Figlio. Lo aspetta in pace e gioia. Veramente è benedetta nella sua attesa. Più di tutti i profeti, desidera quest’ora di liberazione, più dei Re dell’Antico e del Nuovo Testamento, vuole dare suo Figlio, il suo Salvatore, al mondo desolato. Lei anela con tutto il suo spirito all’ora in cui Lui, il Signore e il Maestro, aprirà le sue porte: “Sollevate, porte, i vostri frontali, alzatevi, porte eterne, ed entri il re della gloria” (Salmo 23).
Anche Nostro Signore sta aspettando dall’altra parte della porta. Sta aspettando la sua ora come dirà tante volte: “La mia ora non è ancora arrivata!” Con quali infiniti desideri sospira, langue nel grembo vergine dell’Immacolata. Colui che è senza tempo, è diventato prigioniero dell’amore in questo Corpo Immacolato, è diventato prigioniero del tempo.
La Madonna dell’Aspettazione al Parto è detta anche Madonna dell’O. Questa “O”, che segna il vocativo, è usata per la chiamata, l’introduzione alla preghiera e alla supplica. Segna anche stupore, ammirazione e dolore. Stupore della Natura sorpresa che una Vergine possa partorire senza dolore, ammirazione degli angeli e di San Giuseppe davanti a questi misteri della grazia, e gemiti dei figli di Adamo, seduti nelle tenebre della morte.
Nelle antiche antifone che iniziano con l’esclamazione vocativa “O”, recitate negli ultimi sette giorni di Avvento, all’”O” segue un appellativo riferito al Messia: O Sapienza, O Signore, O Radice di Iesse, O Chiave di Davide, O Astro Sorgente, O Re delle Genti, O Emmanuele. In passato tra le antifone in “O” dell’Avvento figurava anche quella indirizzata alla Vergine: O Virgo Virginum, quomodo fiet istud? ed era l’antifona d’introduzione propria del Magnificat.
La Preghiera
alla Madonna dell’Aspettazione al Parto
O Maria, Vergine e Madre, Tu sola hai meritato di portare il Salvatore del mondo e lo hai dato alla luce perché si compisse l’opera della nostra Redenzione. Per questa Tua dignità di Madre di Dio, Tu sei degnissima di ogni nostra lode e di ogni nostro amore. Tu che sei il Tabernacolo vivente di Dio, l’Arca della Alleanza del Nuovo Testamento, la Portatrice di Cristo: mostra anche a noi Gesù, Tuo Figlio.
O Madonna dell’Aspettazione del Parto suscita in noi il Tuo ardente desiderio di vedere Gesù, infondi nei nostri cuori il Tuo amore per Lui, comunicaci la Tua fede, la Tua speranza, la Tua carità per piacere a Lui.
O Gesù vivente in Maria, vieni e vivi nei Tuoi servi, nello spirito della Tua santità, nella verità e pienezza delle Tue virtù, nella Comunione dei Tuoi misteri.
O Gesù, domina il nemico potere, a gloria del Padre.
Amen.
L’Oratorio
delle Dame del Giardinello al Ponticello
L’Oratorio della Congregazione delle Dame del Giardinello al Ponticello si trova a Palermo, nel quartiere dell’Albergheria, lungo la direttrice via Maqueda–chiesa del Gesù a Casa Professa, nel centro storico della città. Costruito tra il 1595 e il 1608 accanto alla chiesa di Santa Maria delle Grazie al Ponticello, l’oratorio nasce insieme alla Nobile Congregazione Segreta delle Dame sotto il titolo dell’«Aspettazione del Parto della Vergine Maria». La Congregazione, formata da nobili dame, aveva lo scopo di assistere spiritualmente e materialmente le partorienti disagiate dell’Albergheria. Il nome “Ponticello” deriva da un piccolo ponte sul fiume Kemonia, che permetteva il passaggio durante le piene invernali.
Nel corso dei secoli, la Congregazione ha mantenuto la sua missione di beneficenza e assistenza sociale, aiutando indigenti, giovani donne e neo-mamme, sia italiane sia straniere. L’Oratorio è stato dichiarato monumento nazionale e ha subito diversi restauri: nel 1873, nel 1957 dopo i danni della guerra, nel 1985 e negli anni 2004-2011 per gli affreschi di Antonio Grano, e nel 2018-2019 per le 36 sedi presbiterali e il tavolo consolle centrale, restaurati da Gerlando Calî.
All’esterno si distingue un elegante portale barocco in pietra di Billiemi con medaglione mariano. All’interno, l’ambiente rettangolare ospita un giardinetto, pavimenti maiolicati ottocenteschi, decorazioni barocche con trompe-l’œil, lampadari, intagli e cornici dorate. L’altare è sormontato da un dipinto della Madonna del Parto, affiancato da San Pietro e San Paolo, con stalli intarsiati e riquadri raffiguranti i Misteri Mariani e episodi dell’infanzia di Gesù. La volta ospita l’affresco del “Trionfo della Vergine” attribuito ad Antonio Grano, mentre la controfacciata presenta l’Ultima Cena e una copia dello Spasimo di Sicilia.
La Congregazione, nata nel 1595 come nobile sodalizio segreto, prevedeva esercizi spirituali mensili, preghiere per le partorienti e le consorelle defunte, e attività caritative durante Natale e Pasqua, come la distribuzione dei “canestri” contenenti corredini per neonati. La guida del sodalizio, chiamata oggi Presidente o Superiora, è stata storicamente affidata alle consorti regnanti e, tra la nobiltà, a principesse e contesse di spicco. Attualmente la Superiora è la contessa Agata Orlando Riva Sanseverino.
La Congregazione e l’Oratorio condividono inoltre un legame con altre istituzioni iberiche e italiane dedicate all’“Aspettazione del Parto della Vergine Maria”, legate alle antiche antifone dell’Avvento che iniziano con l’esclamazione vocativa “O”, come a Siviglia, Malaga, Cordova, Rota e Sanlúcar de Barrameda.
