Il provvedimento di S.A.R. il Gran Maestro, reso pubblico durante la Santa Messa del 26 aprile 2026, rappresenta un passaggio di grande rilievo storico, spirituale e istituzionale, poiché restituisce all’Ordine Costantiniano una sede stabile e ufficiale nella città simbolo della tradizione borbonica e Costantiniana, consolidando il legame tra la Real Casa delle Due Sicilie, la Chiesa di Napoli e le attività religiose e caritative della Sacra Milizia.
Gli eventi Costantiniani organizzati presso la Basilica di San Giovanni Maggiore si inseriscono nell’ampio programma delle attività spirituali, culturali e caritative, che la Delegazione di Napoli e Campania promuove sul territorio, con lo scopo di valorizzare i luoghi sacri e tutelare il patrimonio storico-artistico, e nel contempo esercitare la carità Cristiana e promuovere i valori spirituali, nel sostenere le realtà assistenziali locali e offrire alla comunità momenti di elevazione artistica e riflessione spirituale.
La suggestiva cornice della basilica parrocchiale di San Giovanni Maggiore ha accolto domenica 21 dicembre 2025 il Concerto di Natale organizzato con una chiara e significativa finalità benefica dalla Delegazione di Napoli e Campania, a favore della Caritas parrocchiale.



L’animazione liturgica della Celebrazione Eucaristica, presieduta da Don Salvatore Giuliano, è stata curata dal coro parrocchiale. Tra i ministranti hanno prestato servizio liturgico, l’Avv Stefano D’Ambrosio, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento, e il PI Luigi Scarano, Cavaliere di Ufficio.


La rappresentanza della Delegazione che ha partecipato in modo informale alla celebrazione è stata guidata, in vece del Delegato, Conte Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona dei Duchi di Laurenzana, Patrizio Napolitano, Cavaliere di Giustizia, dal Vice Delegato ad interim, Marchese Don Carlo de Gregorio Cattaneo di Sant’Elia, Marchese di Squillace e Duca di Noja, Principe di Sant’Elia, Cavaliere di Giustizia; con il Segretario Generale ad interim, Nob. Antonio Masselli, Cavaliere de Jure Sanguinis; il Responsabile della Comunicazione ad interim, Prof. Antonio De Stefano, Cavaliere de Jure Sanguinis; il Responsabile della Commissione Araldica ad interim, Nob. Giuseppe Caracciolo di Nicastro, Cavaliere di Giustizia; e la Responsabile delle Attività Operative ad interim, Avv. Valeria Pessetti, Dama di Merito con Placca d’Argento, accompagnata dal marito, Avv. Carmine Capasso, Cavaliere di Merito, Console Onorario dello Sri Lanka a Napoli.

All’inizio del Sacro Rito, Don Salvatore Giuliano ha ricordato con gratitudine quando il 14 maggio 2000 ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale dalle mani dall’Arcivescovo metropolita di Napoli, S.Em.R. il Signor Cardinale Michele Giordano, in occasione della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni.
Nel contesto della festa di San Mattia Apostolo, coincisa con la sua ordinazione sacerdotale, Don Giuliano ha espresso il suo apprezzamento per questo apostolo, eletto dagli altri undici apostoli come dodicesimo, dopo il suicidio di Giuda Iscariota, osservando che da fatti gravissimi, da cose molto brutte, possono nascere cose molto belle. Inoltre, Don Giuliano ha ringraziato la comunità per la vicinanza, sottolineando che il sacerdozio è un dono al servizio della Chiesa e degli altri. Quindi, ha ricordato l’insegnamento ricevuto in seminario nel 1994: il sacerdote non vive per se stesso, ma per il popolo di Dio. Ha manifestato preoccupazione per la diminuzione delle vocazioni sacerdotali e ha invitato a pregare sia per nuove vocazioni sia per la santità dei sacerdoti. Infine, ha chiesto perdono a Dio per le proprie fragilità e mancanze vissute nei suoi 26 anni di ministero sacerdotali, affidandosi alla misericordia divina insieme alla comunità in preghiera.
Nella festa dell’apostolo Mattia riascoltiamo il “comandamento nuovo” (Gv 13,34), ultimo e definitivo, dato da Gesù nell’ultima cena. Qui lo ridice: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri”. Non riamare Lui, ma amare gli altri: così Cristo vuole essere riamato. D’altronde, chi non ama il fratello, la sorella che vede, come può dire di amare Cristo che non vede? “Potresti dirmi che non hai visto Dio, ma non potrai dirmi che non hai mai visto gli uomini. Affermi di amare Cristo? Osserva il suo comandamento e ama il fratello: se non ami il fratello, come puoi amare uno di cui disprezzi il comandamento?” (Sant’Agostino). Quello di Gesù è stato un amore fatto di azioni concrete e ripetute: si è reso prossimo a ogni uomo e donna che aveva di fronte, con misericordia; ha ascoltato e ha parlato; ha cercato di correggere gli errori dovuti all’egoismo e alle immagini distorte di Dio, ma poi ha dovuto arrendersi alla violenza di chi non accettava la sua novità. Questo e molto altro, sempre gratuitamente. Insomma, Gesù ha fatto obbedienza a chi aveva di fronte, accettandone i limiti; si è liberamente sottomesso, senza mai fare violenza, ma anche senza mai cedere alla falsità, all’ipocrisia: si è comportato come un uomo libero. Tutto ciò è così espresso dal brano: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici”. Ecco il ritratto di Gesù e di ogni suo amico.


La Prima Lettura(At 1,15-17.20-26– La sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli), il Salmo Responsoriale (Sal 112 (113)– Il Signore lo ha fatto sedere tra i prìncipi del suo popolo) e la Preghiera dei fedeli sono state lette da alcuni ministranti e membri della comunità parrocchiale. Il Vangelo (Gv 15,9-17– Non vi chiamo più servi, ma vi ho chiamato amici) è stato proclamato dal diacono.

Nella sua omelia, Don Salvatore Giuliano ha condiviso il percorso della sua vocazione sacerdotale, nata gradualmente attraverso la partecipazione alla vita della Chiesa, la meditazione del Vangelo e l’approfondimento della figura di Gesù. Inizialmente vissuta come un’esperienza spontanea e non legata all’idea del sacerdozio, questa crescita spirituale si è trasformata nel tempo in una chiamata più chiara, accolta però con timore e incertezza. L’ingresso in seminario è stato accompagnato da paure, dubbi e profondi turbamenti interiori, legati alla consapevolezza di una scelta di vita definitiva. Tuttavia, accanto alle difficoltà, è maturata una gioia profonda e duratura, percepita come conferma della propria strada. Nel corso degli anni non sono mancate fragilità personali, momenti di inadeguatezza e difficoltà vissute anche all’interno dell’ambiente ecclesiale e comunitario. Proprio queste prove, però, sono diventate occasioni di crescita e discernimento, aiutando a comprendere meglio la propria missione. La consapevolezza dei propri limiti e fragilità non rappresenti un ostacolo, ma uno strumento attraverso cui il Signore continua ad agire nella vita degli altri. Centrale è anche il valore della comunità, della fraternità e della preghiera condivisa, considerate sostegno fondamentale nel cammino sacerdotale e umano. Don Giuliano ha concluso, esprimendo il forte senso di gratitudine verso la comunità parrocchiale, con l’invito a sostenere il suo cammino sacerdotale attraverso la preghiera, la fraternità e la vicinanza spirituale.

Il Sacro Rito si è concluso con la preghiera comunitaria, l’Adorazione del Santissimo Sacramento e la solenne Benedizione Eucaristica.

Successivamente, in una sala annessa alla basilica, sede dell’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento, si è svolta una conviviale con le realtà presenti in parrocchia, per festeggiare il Parroco. Questo momento di fraternità e vicinanza è stata anche l’occasione per offrire notizie sull’Ordine Costantiniano e sulle attività realizzate e proposte.
Ha collaborato alla redazione di questa notizia, il Responsabile della Comunicazione ad interim della Delegazione di Napoli e Campania, Prof. Antonio De Stefano, Cavaliere de Jure Sanguinis, e Lorenza Gargiulo De Stefano, Dama di Merito. Il servizio fotografico è a cura del Cav. Prof. Antonio De Stefano e del Prof. Valerio Stefano Sacco, Cavaliere di Ufficio.
Foto di copertina: foto di gruppo con il Parroco Don Salvatore Giuliano presso la Cappella Magistrale.
