Il concerto si è svolto sotto il patrocinio dell’Associazione Corpo Diplomatico Consolare Napoli-Campania e si è avvalsa della collaborazione logistica, strumentale e musicale della Fondazione “Il Canto di Virgilio”. Oltre alla raccolta fondi promossa tra i partecipanti al concerto, l’iniziativa è stata sostenuta da sponsorizzazioni di associazioni, enti benefici, fondazioni e aziende private che hanno accolto l’appello della Delegazione per Napoli e Campania per la realizzazione dell’evento, in particolare: Real Circolo Francesco II di Borbone; Rotary Distretto 2101 e Rotary International–Uniti per fare del bene; Nobili delle Due Sicilie–Enodelta del Cav. Antonio Caputo; AP Commerciale.

Accogliendo la richiesta del Parroco, Don Salvatore Giuliano, l’intero ricavato del concerto e quanto donato dagli sponsor, è stato destinato alla Caritas parrocchiale della basilica, a sostegno delle attività di assistenza rivolte alle famiglie in difficoltà del territorio. Un gesto concreto che traduce in azione il messaggio evangelico del Natale, trasformando la bellezza della musica in strumento di solidarietà.
L’evento musicale, che ha inteso coniugare la bellezza della musica sacra e cameristica con un concreto gesto di carità Cristiana, traducendo il messaggio evangelico del Natale in un’azione solidale rivolta ai più bisognosi nel cuore del centro storico partenopeo, si inserisce nell’ampio programma delle attività spirituali, culturali e caritative, che la Delegazione di Napoli e Campania promuove sul territorio, con lo scopo di valorizzare i luoghi sacri e tutelare il patrimonio storico-artistico, e nel contempo esercitare la carità Cristiana e promuovere i valori spirituali, nel sostenere le realtà assistenziali locali e offrire alla comunità momenti di elevazione artistica e riflessione spirituale.










Hanno partecipato al concerto, Cavalieri, Dame, Postulanti e amici dell’Ordine Costantiniano insieme ai loro familiari e amici, tra cui i Consiglieri ad interim della Delegazione di Napoli e Campania, guidati dal Delegato, il Conte Don Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona dei Duchi di Laurenzana, Cavaliere di Giustizia, accompagnato dalla consorte; il Vice Delegato ad interim, il Marchese Don Carlo de Gregorio Cattaneo di Sant’Elia, Marchese di Squillace e Duca di Noja, Principe di Sant’Elia, Cavaliere di Giustizia; il Segretario Generale ad interim, il Nob. Antonio Masselli, Cavaliere de Jure Sanguinis, accompagnato dalla consorte e dai figli; il Responsabile della Comunicazione ad interim, il Prof. Antonio De Stefano, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento; il Responsabile agli Affari Legali ad interim, l’Avv. Don Francesco Procaccini di Montescaglioso, Cavaliere di Giustizia; il Responsabile alla Cultura, Avv. Don Antonino Sersale dei Marchesi Sersale, Cavaliere di Giustizia; la Responsabile delle Attività Operative ad interim, l’Avv. Valeria Pessetti, Dama di Merito con Placca d’Argento, accompagnata dal marito.
A dare lustro alla manifestazione, la presenza di esponenti del mondo della cultura, autorità civili e militari, tra cui: l’Avv. Daniela Farone, Presidente del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Napoli; il Prof. Giovanni Muto, del Comitato scientifico del Real Monte Manso, storico e docente dell’Università di Milano e dell’Università “Federico II” di Napoli, Cavaliere Gran Croce di Merito; il Tenente Colonnello José Manau, Responsabile culturale del Contingente spagnolo del Comando NATO, in rappresentanza dell’Ammiraglio Isidro Carrara Navas, Comandante del Contingente Spagnolo NATO a Napoli; il Capitano di Fregata Raffaele Sorrentino, accompagnato dalla moglie e dal figlio, in rappresentanza del Contrammiraglio Gennaro Carola, Presidente del Circolo Ufficiali del Quartier Generale della Marina di Napoli.
In rappresentanza dell’ente patrocinatore, l’Associazione Corpo Diplomatico Consolare Napoli-Campania, hanno partecipato: il Notaio Giancarlo Iaccarino, Console Onorario del Granducato del Lussemburgo; l’Avvocato Gerry Danesi, Console Onorario della Repubblica del Nicaragua; e l’Avv. Carmine Capasso, Console Onorario della Repubblica Democratica Socialista dello Sri Lanka, Cavaliere di Merito; nonché lo stesso Delegato, il Conte Don Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona, Console Onorario della Repubblica del Sudafrica.
Per la Fondazione Il Canto di Virgilio, che ha offerto la collaborazione logistica, strumentale e musicale, ha partecipato il Presidente, l’Avv. Carlo Maria Faiello, Postulante, accompagnato dalla consorte.
Presenti anche alcuni rappresentanti degli sponsor che hanno sostenuto l’iniziativa: per il Real Circolo Francesco II di Borbone, il Delegato della Delegazione della Campania, il Nob. Dott. Alfredo Buoninconti, Barone di Santa Maria Jacobi, Cavaliere di Giustizia, accompagnato dalla consorte; per le Cantine Enodelta-I Nobili delle Due Sicilie, il P.I. Antonio Caputo, Cavaliere di Merito, accompagnato dalla consorte.




Il pomeriggio è iniziato alle ore 17.15 con una visita guidata alla basilica, riservata ai partecipanti, che ha consentito di ripercorrere la lunga e affascinante storia dell’edificio sacro. Al termine della visita, prima dell’inizio del concerto, il Parroco, Don Salvatore Giuliano, ha rivolto un saluto ai presenti e ha illustrato la storia millenaria della basilica di San Giovanni Maggiore e il suo ruolo centrale nella vita religiosa e sociale del territorio. Inoltre, ha ricordato le numerose attività pastorali e caritative promosse dalla parrocchia, tra cui l’assistenza ai poveri, il sostegno alle famiglie in difficoltà, l’accoglienza dei senza fissa dimora e l’attenzione costante agli anziani soli, sottolineando l’importanza di una Chiesa che sappia farsi prossima e solidale. Quindi, ha richiamato il particolare significato simbolico della data, ricordando come il concerto si svolgesse nell’anno del 2500° anniversario della fondazione della Città di Napoli, rievocando il mito di Parthenope, figura leggendaria legata alle origini della Città, e ha ricordato come l’area su cui sorge la basilica fosse in antico affacciata sul mare, luogo di approdo e di incontro tra popoli, culture e civiltà. Infine, Don Giuliano ha espresso l’auspicio di una proficua e duratura collaborazione tra la comunità parrocchiale e il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, nel comune impegno a servizio della Fede, della cultura e della carità.



Successivamente, il Delegato, il Conte Don Gianluigi dell’Aquila d’Aragona, ha illustrato la missione storica e attuale dell’Ordine Costantiniano fondata sull’esercizio della carità Cristiana, sul sostegno ai più deboli e sulla testimonianza dei valori della Fede Cattolica nella società contemporanea. Inoltre, ha ricordato l’incontro avuto con l’Arcivescovo metropolita di Napoli, S.Em.R. il Signore Cardinale Domenico Battaglia, sottolineando come da tale dialogo siano emerse concrete prospettive di collaborazione tra l’Ordine Costantiniano e la l’Arcidiocesi di Napoli, in particolare nell’ambito delle attività assistenziali e pastorali. In tale contesto, ha annunciato con gratitudine l’assegnazione della basilica di San Giovanni Maggiore a sede operativa della Delegazione per Napoli e Campania, quale segno di fiducia e di rinnovato impegno al servizio della comunità ecclesiale e civile.







Alle ore 18.00 è iniziato il concerto, affidato all’interpretazione del soprano Chiara Polese e del pianista Nicola Polese, musicisti di solida formazione e intensa sensibilità artistica, che hanno proposto un itinerario musicale di grande suggestione attraversando epoche e linguaggi diversi, ispirato alla tradizione natalizia europea, alternando brani sacri e composizioni cameristiche capaci di evocare il clima dell’Avvento e della Natività, in un dialogo costante tra parola, suono e spiritualità.

Il concerto si è aperto con il Laudate Dominum di Wolfgang Amadeus Mozart, pagina di limpida bellezza e profonda devozione, in cui la voce del soprano si è elevata come canto di lode e ringraziamento. È seguito l’Agnus Dei di Georges Bizet, intenso e raccolto, caratterizzato da un clima di dolce implorazione. L’Ave Maria di William Gomez ha offerto un momento di intima contemplazione mariana, mentre l’Intermezzo da Suor Angelica di Giacomo Puccini ha evocato una spiritualità segnata dal dolore ma trasfigurata dalla speranza. Particolarmente toccanti sono risultati l’Ave Maria dall’Otello di Giuseppe Verdi e La Vergine degli Angeli da La Forza del Destino, pagine in cui la musica si fa autentica preghiera collettiva. Vissi d’arte da Tosca di Giacomo Puccini ha rappresentato un vertice espressivo di intensa partecipazione emotiva.
La seconda parte del concerto ha condotto il pubblico verso atmosfere luminose e gioiose, con Il Walzer: tra l’Opera e il Natale di Giacomo Puccini e Johann Strauss, seguito da Have Yourself a Merry Little Christmas di Hugh Martin e Ralph Blane, Dormi benigne Jesu di Carlo Giordano e la celeberrima White Christmas di Irving Berlin, che hanno suggellato il clima di attesa e speranza proprio del Natale.

Al termine del concerto, accolta da lunghi e calorosi applausi, è nuovamente intervenuto il Parroco, Don Salvatore Giuliano, per invitare i presenti alle prossime celebrazioni eucaristiche del 24 e 25 dicembre, e per comunicare, insieme al Delegato, che durante la celebrazione del 28 dicembre la Delegazione per Napoli e Campania sarà ufficialmente presentata alla comunità parrocchiale.

Quindi, anche il Delegato, il Conte Don Gianluigi dell’Aquila d’Aragona, è intervenuto nuovamente, che ha ringraziato anzitutto le autorità presenti e i vari esponenti del mondo della cultura, autorità civili e militari italiani e spagnoli, nonché i rappresentanti degli enti patrocinatori e di sponsorizzazione del concerto.

La serata si è conclusa con un momento di convivialità e un brindisi augurale in una sala attigua alla basilica, quale ulteriore occasione di incontro e condivisione fraterna.
Ha collaborato con il Cav. Prof. Antonio De Stefano, Responsabile della Comunicazione ad interim della Delegazione di Napoli e Campania, per la redazione di questa notizia, il Postulante Avv. Carlo Maria Faiello. Il servizio fotografico è a cura dei Cavv. Gennaro Napoletano e P.I. Luigi Scarano.

21 dicembre 2025
Solstizio d’inverno
Napoli compie 2500 anni
Certamente una coincidenza, ma comunque suggestivo, la data del Concerto di Natale della Delegazione di Napoli e Campania, il 21 dicembre 2025, solstizio d’inverno e il giorno in cui Napoli celebra ufficialmente i 2500 anni dalla fondazione, nato come insediamento di Partenope su Pizzofalcone, fondato dai Cumani alla fine dell’VIII secolo a.C, che tra la fine del VI e l’inizio del V secolo a.C. si trasforma in Neapolis (Nuova Città). Oggi, Napoli è una delle più popolose e densamente popolate aree metropolitane d’Europa, nonché il terzo comune d’Italia per popolazione, dopo Roma e Milano, e il primo per densità abitativa tra i grandi comuni italiani.
«21 dicembre. Napoli compie 2500 anni.
Lo stesso giorno in cui, da sempre, le società umane segnano il minimo della luce.
Non è suggestione: è una coincidenza strutturale.
Le città antiche nascono quando l’uomo smette di inseguire il sole e comincia a organizzare la vita anche quando il sole manca.
Napoli è questo da 2500 anni: un insediamento che funziona perché non aspetta condizioni ideali.
Spazi stretti, tempi sovrapposti, ruoli fluidi, memoria incorporata nei gesti.
Qui nulla è lineare perché la sopravvivenza non lo è mai stata.
Il solstizio non è festa: è calcolo.
Si osserva, si registra, si va avanti.
Domani la luce tornerà a crescere di impercettibile.
Oggi basta saperlo.
Forse per questo Napoli dura: non perché spera, ma perché sa aspettare senza fermarsi.
2500 anni.
Una città che ha imparato presto a vivere nel punto più corto del giorno»
(Don Doriano Vincenzo De Luca, Parroco dell’Immacolata Concezione a Capodichino in Napoli).



La basilica di San Giovanni Maggiore
La basilica di San Giovanni Maggiore sorge a Napoli lungo il Decumano Inferiore, nell’area delimitata a nord dal vico Pallonetto a Santa Chiara, a sud da via Sedile di Porto, a ovest dalle strade Santa Chiara, Banchi Nuovi e Pendino Santa Barbara, e a est da via Mezzocannone.
L’ingresso principale si trova in cima alle rampe San Giovanni Maggiore, alle spalle di via Mezzocannone, dove è visibile la facciata sobria, ricostruita nel Novecento e priva di elementi di particolare rilievo artistico. L’ingresso laterale secondario si apre invece nell’omonimo largo, tra la cappella Pappacoda e il monumentale palazzo Giusso, sede dell’Istituto Universitario Orientale.
Luogo di culto di straordinaria importanza storica e artistica, testimonianza dei principali periodi della storia di Napoli, la basilica è rimasta chiusa per decenni a causa di complessi interventi di restauro e indagini archeologiche. Nel gennaio 2012, dopo quattro decenni, è stata riaperta grazie all’impegno della comunità e delle istituzioni. Oltre a essere tornata luogo di culto consacrato, è oggi frequentemente utilizzata per ospitare eventi culturali. Nel 2020, anniversario della sua fondazione, è stata definitivamente restituita alla comunità parrocchiale.
Ad accogliere la sfida dell’impegnativo progetto di rilancio culturale e spirituale della basilica è stato il Parroco, Don Salvatore Giuliano, alla guida della Parrocchia da oltre dieci anni. Dopo quindici anni di ministero nella periferia cittadina, è stato chiamato a vivere e rinnovare profondamente la propria missione pastorale nel cuore del centro storico di Napoli, trasformando la basilica in un luogo di rinascita, incontro e cultura, a servizio dell’intero territorio.
Don Giuliano ha promosso la creazione di un polo culturale e formativo, con un itinerario museale sostenibile e una particolare attenzione rivolta ai giovani. Tra le iniziative più significative si segnala l’evangelizzazione notturna, con adorazione eucaristica, confessioni e servizio di ascolto psicologico in collaborazione con il Comune. Ispirandosi al concetto di “ospedale da campo” di Papa Francesco, la Basilica è divenuta un luogo di accoglienza nel cuore della movida cittadina. Forte è anche l’impegno socio-caritativo, espresso attraverso la Mensa dei Poveri “Don Bosco”, l’Emporio Solidale e il sostegno abitativo alle famiglie più fragili del centro storico.
In questo luogo, a partire dal IX secolo a.C. circa, realtà storica e leggenda si intrecciano. Per la sua antichità, la basilica ha attraversato numerose stratificazioni artistiche e architettoniche, superando terremoti e distruzioni causate dal tempo.
Secondo alcune ipotesi storiografiche, l’area su cui sorge la basilica coinciderebbe con il primo insediamento dei coloni greci dediti al culto della sirena Partenope. Essi avrebbero edificato un complesso monumentale nell’area oggi compresa tra il transetto della basilica e palazzo Giusso, collocandovi il sepolcro della sirena, che, secondo alcuni studiosi, sorgeva “sopra un colle battuto dai venti”.
Tale colle fu spianato in epoca adrianea per consentire la costruzione di un tempio voluto dall’Imperatore Adriano in onore di Antinoo, il giovane da lui amato, morto in circostanze misteriose. Il dolore per la perdita spinse Adriano a divinizzare Antinoo e a istituire un culto che si diffuse rapidamente in tutto l’Impero.
Dalla Cronica di Giovanni Villani, redatta nel 1320, apprendiamo che il tempio adrianeo fu trasformato in basilica Cristiana, dedicata ai Santi Giovanni Battista e Lucia, per volontà dell’Imperatore Costantino, come ex voto per lo scampato naufragio della figlia Costantina, successivamente venerata come Santa Costanza. Poco dopo l’Editto di Milano del 313, il tempio pagano fu consacrato da Papa Silvestro I il 15 marzo 320, data tradizionalmente considerata quella di fondazione.
Un’importante ricostruzione ebbe luogo nel VI secolo ad opera del Vescovo Vincenzo, quando la chiesa fu annoverata tra le quattro maggiori della città. Ricca di mosaici e cupole, fu successivamente rimaneggiata in epoca normanna e poi angioina; a quest’ultimo periodo risalgono l’ampliamento delle navate laterali e il rifacimento completo del transetto.
Il terremoto del 1870 arrecò gravi danni all’edificio, in particolare alla navata destra, quasi interamente distrutta, provocando il crollo della volta. Per volontà del Municipio, la chiesa rischiò di essere demolita per far spazio a una piazza; tuttavia, nel 1872 furono avviati lavori di ristrutturazione in stile neoclassico, conclusi nel 1888. Il soffitto ottocentesco, realizzato dopo il sisma, presentava tre grandi scene pittoriche: al centro il Battesimo di Gesù, ai lati la nascita e la morte di San Giovanni Battista.
Nel 1970 un ulteriore cedimento della volta distrusse completamente la decorazione ottocentesca, costringendo alla chiusura della chiesa per quarantadue anni. Durante tale periodo furono avviati importanti restauri che portarono alla scoperta, nel 1978, dell’abside paleocristiana al di sotto del coro ligneo seicentesco, successivamente trasferito nell’Oratorio dei LXVI Sacerdoti.
La cripta, accessibile da una scala posta a sinistra dell’ingresso principale, risale al Seicento e occupa quasi interamente l’area dell’aula superiore, articolandosi in tre navate coperte da volte a vela.
L’altare maggiore settecentesco è impreziosito dalla pala raffigurante la Madonna del Rosario con San Rocco e San Giovanni.

Foto di copertina: dal transetto sinistro si accede, tramite una porta a sinistra dell’altare, all’oratorio della Confraternita dei LXVI Sacerdoti. Sull’altare maggiore c’è la statua lignea intagliata e dipinta dell’Immacolata, databile ante 1630, avanti la quale sono disposti quattro busti argentei dei santi napoletani San Carlo, San Benedetto, San Gennaro e Sant’Eusebio.
