










Su invito del Governo della Fondazione ha partecipato una rappresentanza della Delegazione di Napoli e Campania della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio è stata guidata dal Delegato, Conte Don Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona dei Duchi di Laurenzana, Cavaliere di Giustizia e Governatore della Fondazione; con il Segretario Generale ad interim, Nob. Antonio Masselli, Cavaliere de Jure Sanguinis; il Responsabile della Comunicazione ad interim, Prof. Antonio De Stefano, Cavaliere de Jure Sanguinis; il Responsabile della Commissione Araldica ad interim, Nob. Giuseppe Caracciolo di Nicastro, Cavaliere di Giustizia; il Responsabile della Cultura ad interim, Don Antonino Sersale dei Marchesi Sersale, Cavaliere di Giustizia; la Responsabile delle Attività Operative ad interim, Avv. Valeria Pessetti, Dama di Merito con Placca d’Argento, accompagnata dal consorte, Avv. Carmine Capasso, Cavaliere di Merito e Console Onorario dello Sri Lanka a Napoli.
Ha presenziato inoltre il Governatore Don Girolamo Carignani di Carignano, Duca di Novoli, Cavaliere di Giustizia, Deputato della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro; il Governatore Nob. Alberto De Vargas Machuca dei Duchi de Vargas Machuca, Cavaliere di Giustizia, insieme al padre, Conte Don Giuseppe de Vargas Machuca dei Duchi de Vargas Machuca, Governatore della Reale Arciconfraternita del Monte del Santissimo Sacramento dei Nobili Spagnoli, accompagnati dall’Avv. Attilio Barone, Cavaliere di Merito; nonché il Nob. Alfredo Buoninconti, Barone di Santa Maria Jacobi, Cavaliere di Giustizia, Delegato per la Campania del Real Circolo di Francesco II di Borbone, accompagnato dalla consorte, Donatella Pessetti.
La presenza di una rappresentanza della Delegazione di Napoli e Campania a questo solenne evento conferma, ancora una volta, la particolare sensibilità e l’attenzione che l’Ordine Costantiniano dedica alle iniziative capaci di promuovere i valori della cultura, della solidarietà e dell’identità Cristiana, nonché di tutelare e valorizzare il prezioso patrimonio di tradizioni che caratterizza il territorio. Tale partecipazione esprime la vicinanza dell’Ordine a tutte le espressioni della vita civile e religiosa che contribuiscono a custodire e tramandare i principi della Fede, della memoria storica e della coesione sociale, in piena conformità con le finalità spirituali, assistenziali e caritative che ne ispirano l’azione e la missione istituzionale
Il Governatore Decano uscente, il Duca di San Felice, Don Ignazio Frezza di San Felice, Cavaliere di Giustizia e Tesoriere ad interim della Delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, nel prendere la parola ha ringraziato i presenti per la loro partecipazione e vicinanza alla Fondazione.
Successivamente, il Duca di San Felice ha illustrato le varie attività promosse dalla Fondazione, soffermandosi in particolare sul progetto sostenuto dal Gran Maestro, S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, Duca di Calabria, Conte di Caserta, Capo della Real Casa delle Due Sicilie, attraverso la Fondazione San Giorgio Italia E.T.S., finalizzato alla catalogazione e al riordino dell’Archivio della Reale Arciconfraternita del Monte del Santissimo Sacramento dei Nobili Spagnoli, antica e prestigiosa istituzione religiosa e culturale, che ha sede a Napoli presso la Pontificia Reale Basilica di San Giacomo degli Spagnoli in Piazza Municipio. A curare questo prestigioso intervento storico, ed anch’essi presenti in sala, ai quali il Duca di San Felice ha rivolto i saluti di tutti i Governatori, sono il Prof. Mario Quarantiello, Cavaliere di Merito, Archivista presso la Fondazione Real Monte Manso di Scala e la Fondazione Pio Monte della Misericordia; il Prof. Giovanni Muto, Cavaliere di Gran Croce di Merito, Ordinario di Storia Moderna presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II; e la Prof.ssa Encarnación Sánchez García dell’Università L’Orientale di Napoli.


È seguito l’insediamento nell’incarico di Governatore Decano e legale rappresentante della Fondazione del Nob. Don Giuseppe Carignani di Carignano dei Duchi di Novoli, Cavaliere di Giustizia, e la presa di possesso della carica di Governatore, per il quinquennio giugno 2026-giugno 2031, di S.E. Don Flavio Borghese dei Principi di Sulmona e di Montecompatri, Nobile Romano, Nobile di Corneto, Patrizio Napoletano, Patrizio Veneto, Patrizio Genovese, Balì Gran Croce di Giustizia.


Il prestigioso evento si è concluso con un recital, Il Canto di Napoli, dedicato alla grande canzone napoletana, cui ha fatto seguito un vin d’honneur offerto dalla Fondazione nel Salone-Museo antistante la Cappella, con vivo compiacimento dei partecipanti.
Si è esibito il baritono Maestro Felice Tenneriello, accompagnato alla chitarra dal Maestro Giovanni Dell’Aversana, che hanno eseguito vari brani classici della tradizione napoletana: Munasterio ’e Santa Chiara di M. Galdieri e A. Barberis, Era de Maggio di Salvatore Di Giacomo e M. P. Costa, ’O marenariello di S. Gambardella e I’ te vurria vasà di V. Russo ed E. Di Capua. L’intermezzo musicale si è concluso, tra gli applausi dei presenti, con il celeberrimo brano Torna a Surriento di E. De Curtis.

La Cappella del Real Monte Manso
La Cappella del Real Monte Manso presenta una duplice particolarità.
La prima particolarità consiste nel fatto di essere situata al terzo piano dell’edificio. Esistono in altri palazzi nobiliari cappelle private, ma la Cappella del Monte Manso, per dimensioni e struttura, costituisce a tutti gli effetti una chiesa. Ciò si spiega con la sua origine: nel palazzo aveva sede il Seminario dei Nobili. A metà del Settecento il numero dei seminaristi era cresciuto al punto da rendere necessario un riassetto dell’intero complesso, dotando il Seminario di una propria chiesa. Fino ad allora i seminaristi, per le loro attività spirituali, venivano condotti dai Padri Gesuiti, che gestivano il Seminario dei Nobili, alla Chiesa del Gesù Vecchio o addirittura al Collegio Massimo di Pizzofalcone.
La seconda particolarità è che la Cappella del Real Monte Manso è posta esattamente sopra la Cappella Sansevero.
Alla cappella si accede attraverso una galleria lungo la quale si possono ammirare preziosissimi arredi sacri in seta di San Leucio e oro.
Gli imponenti lavori di restauro della Cappella del Real Monte Manso sono iniziati nel 2007 e si sono conclusi in soli due anni, con inaugurazione avvenuta il 26 maggio 2009. Dopo circa sessant’anni, la Cappella è stata riportata al suo antico splendore. Le difficoltà in cui la Fondazione si era trovata dopo la Seconda Guerra Mondiale e dopo il terremoto degli anni Ottanta spiegano perché non sia stato possibile avviare prima l’opera di recupero.
L’accesso alla Cappella è impreziosito da un’elegante balaustra lignea interamente recuperata; notevoli sono anche i portoni d’ingresso, anch’essi lignei. Sopra la lapide che ricorda la concessione di Papa Benedetto XIV si trova lo stemma marmoreo della famiglia Manso.
La cappella subì notevoli danni negli anni Ottanta, quando andarono perduti il pavimento maiolicato di Giuseppe Massa, autore anche del chiostro di Santa Chiara, la cantoria e il soffitto.
La cappella è ricca di opere d’arte e, fra tutte, spicca il magnifico altare ligneo sovrastato dalle statue policrome di Sant’Ignazio di Loyola e San Francesco Saverio ai lati e dei quattro Arcangeli al centro, statue che agli inizi del Novecento erano state ricoperte di cementina, nascondendone la policromia. Sull’altare domina la splendida tela di Francesco De Mura raffigurante la Madonna con Gesù Bambino e Santi Gesuiti (foto di copertina). Nel dipinto è raffigurato San Francesco De Geronimo, che abitò nel Collegio e ne fu Prefetto. Il quadro di De Mura sostituì la precedente pala d’altare, oggi collocata sulla parete di fronte ai portoni d’ingresso. Al lato dell’altare si trova la statua dell’Immacolata Concezione, cui la chiesa è dedicata.
Sulla parete opposta, in cantoria, del prezioso organo degli inizi del XIX secolo era rimasta soltanto l’elegante cassa lignea dalle linee classiche, con cornici superiori e festoni di legatura intagliati e dorati, che il restauro ha riportato alla luce nella sua splendida laccatura originale.
Nella cappelletta laterale si possono infine ammirare due bellissimi crocifissi lignei e una Madonna Addolorata, anch’essa lignea.
