La Delegazione Piemonte e Valle d’Aosta celebra a Torino l’ultima Santa Messa mensile prima della pausa estiva

Il 14 giugno 2026, XI Domenica del Tempo Ordinario, una rappresentanza della Delegazione del Piemonte e Valle d’Aosta del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha partecipato, presso la Cappella dei Mercanti di Torino, chiesa di riferimento per il cammino spirituale della Sacra Milizia in questa regione, all’ultima Santa Messa prima della pausa estiva, presieduta dal Cappellano per la Città di Novara della Delegazione, Mons. Giampiero Rampin, Cappellano di Merito.

Stiamo ormai giungendo alle soglie dell’estate: per molti, un tempo di riposo dalle fatiche e dagli impegni lavorativi, utile a ritemprare il corpo e a nutrire la mente e lo spirito, spesso anche attraverso la bellezza dei luoghi e degli affetti che ritroviamo o scopriamo. Con questa Celebrazione Eucaristica di giugno, la Delegazione ha offerto al Signore il cammino percorso insieme e ha affidato a Lui quello che ancora la attende.

Il Vangelo di questa domenica (Mt 9,36-10,8) racconta che Cristo comincia la sua azione apostolica raccogliendo attorno a sé dei discepoli, che diventeranno i diffusori del suo insegnamento. Gesù, davanti all’enormità del compito e all’esiguo numero di coloro che sono chiamati a svolgerlo, si impietosisce delle folle che sono «come pecore senza pastore», dona poteri ai suoi Apostoli e li manda per il mondo. Il motivo principale della riunione e della successiva dispersione degli Apostoli è il grande amore di Dio per l’uomo. Lo scopo del ministero apostolico è il Regno di Dio: «Predicate che il Regno dei Cieli è vicino». Al momento dell’Ascensione, Cristo dirà agli Apostoli: «Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni» (Mt 28,19).
Foto di gruppo

La rappresentanza della Delegazione Piemonte e Valle d’Aosta è stata guidata, in vece del Delegato Don Andrea dei Marchesi Serlupi Crescenzi, Cavaliere di Giustizia, dal Tesoriere Dott. Riccardo Bracco, Cavaliere di Merito; con il Responsabile della Comunicazione ad interim e Referente per le Attività Culturali Prof. Claudio Musso, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento; il Referente per il Cerimoniale Enrico De Santis, Cavaliere di Merito; la Referente per le Relazioni Esterne Renata Perino, Dama di Ufficio; il Consigliere Massimo Trasforini, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento; il Referente per la Città di Torino Arch. Paolo Giannetto, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento; il Referente per la Città di Aosta Dott. Mirco Ciccarese, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento; e il Referente per la Diocesi di Novara Lino Mortarino, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento.

Sin dalle primissime parole con cui si apre la pagina del Vangelo di Matteo, proclamata in questa XI Domenica del Tempo Ordinario, ci viene consegnato un sentimento di Cristo: la compassione. «In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione» (Mt 9,36). Attraversando città e villaggi, lo sguardo d’amore di Gesù si posa sempre sulle persone, sulle loro fragilità, sulle loro fatiche e sofferenze. In quello sguardo Egli assume lo stesso sentire profondo di Dio Padre, la Misericordia di Dio. L’Evangelista ci descrive una particolare situazione: le folle erano «stanche e sfinite, come pecore che non hanno pastore», e lo stesso Maestro paragona questa moltitudine alla messe nei campi, al grano pronto per essere raccolto.

La mietitura di cui parla il Signore, ha spiegato Mons. Giampiero Rampin nel corso dell’omelia, allude al giudizio di Dio. È Lui a raccogliere il grano nel suo granaio. Questo campo è sterminato, perché i credenti sono sparsi nel mondo, ma Cristo raduna in unità tutti coloro che credono in Lui e, attraverso Lui, nel Padre.

L’iniziativa della mietitura spetta solo a Dio, ma sono necessari operai che annuncino la sua volontà. Ecco quindi il comando di Gesù ai discepoli: «Pregate dunque il Signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!». Ai Dodici che Egli chiama, come dodici erano le tribù di Israele, affida innanzitutto il compito di annunciare che, in Gesù, il Regno di Dio è vicinissimo all’uomo e, usando il potere dato da Dio, di sottrarre terreno al maligno. Tutto il resto è gratuità.

Ma all’inizio della missione troviamo il comando della preghiera. Questa priorità suscita una domanda: perché supplicare Dio che conceda qualcosa per Lui, ossia inviare operai per compiere la sua volontà? Egli conosce la realtà dell’uomo, gli sbandamenti e i bisogni della sua Chiesa. Perché allora pregarLo, se già sa? Il Signore chiede questo, ha spiegato Mons. Rampin, perché siamo noi uomini ad averne bisogno. Nella preghiera si manifesta la sua volontà nei nostri confronti, come Gesù stesso ha insegnato con il Padre Nostro. Ecco dunque che non può esserci missione autentica se questa non è preceduta dalla preghiera.

In questa XI Domenica del Tempo Ordinario, la Chiesa invita a pregare in modo particolare per le vocazioni. Aderire alla chiamata del Signore, indipendentemente da ciò a cui si è chiamati, non può avvenire secondo criteri e logiche umane: la chiamata di Dio è più grande del soddisfare un bisogno o dell’assolvere un servizio. Questo non avvicina al Mistero di Dio. L’autentica preghiera per le vocazioni è quella che, con perseveranza, chiede a Dio il dono di avere fiducia in Lui, perché Egli sa ciò di cui abbiamo realmente bisogno.

Anche i Cavalieri e le Dame Costantiniani, che portano la Croce di Cristo e in essa la promessa della vittoria, devono essere perseveranti nel chiedere al Padre: «Sia fatta la tua volontà», nonostante ciò che vediamo, ciò che sentiamo e ciò che sperimentiamo nella vita di ogni giorno. Occorre andare avanti con fiducia nella volontà di Dio, perché in essa si trova la gloria della Risurrezione.

Al termine della Celebrazione Eucaristica, la Preghiera del Cavaliere Costantiniano è stata letta dal Consigliere Massimo Trasforini, che si è fatto portavoce della Delegazione nel ringraziare sia Mons. Giampiero Rampin per aver presieduto la Celebrazione Eucaristica, sia la Cappella dei Mercanti per l’accoglienza sempre offerta.

Alla Santa Messa è seguito un pranzo conviviale presso il ristorante La Concordia, durante il quale i partecipanti hanno potuto condividere riflessioni sul cammino percorso e su quello che ancora li attende, per poter essere sempre più una «famiglia» riunita sotto il segno della Croce di Cristo, al servizio della volontà del Padre.

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