

Il Corteo
Alle ore 10.30, accompagnato dalle Litanie Lauretane, si è mossa il Corteo processuale dei Cavalieri e delle Dame secondo l’ordine di grado e dignità proprio, dei Postulanti, dei familiari, degli amici e simpatizzanti della Sacra Milizia, sfilando per 250 metri dal piazzale Giuseppe Clementi fino alla basilica dedicata alla Madre del Buon Consiglio, lungo le stradine del centro storico di Genazzano, preceduti dall’Alfiere con la Bandiera, dai Cappellani, dal Presidente, dal Cancelliere, dal Luogotenente per il Centro Italia della Real Commissione per l’Italia e dai Delegati per la Tuscia e Sabina, per Roma e Città del Vaticano e per Napoli e Campania.








Giunti al santuario, presso la cappella della Madonna è stata recitata l’Orazione conclusiva del Corteo, cui è seguito un passaggio silenzioso di preghiera e venerazione della Sacra Immagine di Maria Santissima Madre del Buon Consiglio, prima di prendere posto tra i banchi.


La Santa Messa nella festa
di San Francesco d’Assisi
Patrono d’Italia
San Francesco ha veramente realizzato il Vangelo, che la liturgia ci fa proclamare nella sua festa: ha ricevuto la rivelazione di Gesù con il cuore semplice di un bambino, prendendo alla lettera tutte le parole di Gesù. Ascoltando il passo evangelico nel quale Gesù invia i suoi discepoli ad annunciare il regno, ha sentite rivolte a sé quelle parole, che diventarono la regola della sua vita. Ed anche a quelli che lo seguirono egli non voleva dare altra regola se non le parole del Vangelo, perché per lui tutto era contenuto nel rapporto con Gesù, nel suo amore. Le stimmate che ricevette verso la fine della sua vita sono proprio il segno di questo intensissimo rapporto che lo identificava con Cristo. Francesco fu sempre piccolo, volle rimanere piccolo davanti a Dio e non accettò neppure il sacerdozio per rimanere un semplice fratello, il più piccolo di tutti, per amore del Signore.
Per lui si sono realizzate in pieno le parole di Gesù: “Il mio giogo è dolce e il mio carico leggero”. Quanta gioia nell’anima di Francesco, povero di tutto e ricco di tutto, che accoglieva tutte le creature con cuore di fratello, che nell’amore del Signore sentiva dolci anche le pene. Anche per noi il giogo del Signore sarà dolce, se lo riceviamo dalle sue mani.
Nella Lettera ai Galati San Paolo ci dà la possibilità di capire meglio alcuni aspetti di questo giogo con due espressioni che sembrano contradditorie ma sono complementari. La prima è: “Portate i pesi gli uni degli altri, così adempirete la legge di Cristo”. I pesi degli altri: questo è il giogo del Signore. San Francesco l’aveva capito agli inizi della sua conversione. Raccontò alla fine della vita: “Essendo io in peccato, troppo amaro mi sembrava vedere i lebbrosi, ma lo stesso Signore mi condusse fra loro ed io esercitai misericordia con loro”. Ecco il giogo, che consiste nel caricarsi del peso degli altri, anche se farlo ci sembra duro. E continua: “E partendomene, ciò che mi era apparso amaro mi fu convertito in dolcezza nell’anima e nel corpo”. Per chi se ne è veramente caricato, il giogo diventa dolce.





Alle ore 11.00 la Processione d’ingresso ha dato inizio alla Concelebrazione Eucaristica, presieduta dal Priore per l’Italia, S.Em.R. il Signor Cardinale Dominique Mamberti, Balì Gran Croce di Giustizia, Cardinale Protodiacono, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, concelebranti i Cappellani della Delegazione della Tuscia e Sabina, Prof. Padre Pierdomenico Maria Volpi, S.O.Cist., Cappellano di Merito, dell’Abbazia di Casamari e Padre Giuseppe Ave, CO, Cappellano di Merito, della Congregazione dell’Oratorio di Perugia; e della Delegazione di Roma e Città del Vaticano, Prof. Mons. Carlo dell’Osso, Cappellano di Giustizia, Cappellano Capo per il Centro Italia, Canonico del Capitolo Cattedrale Lucera, Segretario del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, e Don Maurizio Modugno, Cappellano di Merito con Placca d’Argento, Parroco di San Valentino al Villaggio Olimpico in Roma; alla presenza del Presidente della Real Commissione per l’Italia, S.E. il Principe Don Flavio Borghese dei Principi di Sulmona e di Montecompatri, Balì Gran Croce di Giustizia; il Luogotenente per l’Italia Centrale, S.E. l’Ambasciatore Alfredo Bastianelli, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis con Placca d’Oro Gentiluomo di Sua Santità; il Delegato per la Tuscia e Sabina, Nob. Avv. Roberto Saccarello, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis con Placca d’Oro, Consulente di Diritto Civile della Real Commissione per l’Italia; il Delegato per Roma e Città del Vaticano, Prof. Giuseppe Schlitzer, Cavaliere Gran Croce di Merito; il Delegato per Napoli e Campania, Conte Don Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona dei Duchi di Laurenzana, Cavaliere di Giustizia. Hanno presenziato, il Sindaci di Genazzano, Nemi e Ariccia, Dott. Alessandro Cefaro XXXX, Alberto Bertucci , Cavaliere di Ufficio, e Dott. Ing. Gianluca Staccoli, decorato della Medaglia di Merito d’Argento, il picchetto d’onore dell’Arma dei Carabinieri alla presenza del Capitano Colucci Francesco, della Tenenza di Palestrina, e del Maresciallo Pasquale Gravino, della Stazione di Genazzano.
Dopo il Saluto liturgico, il Rettore del santuario e il Rettore del santuario, Padre Ludovico M. Centra, OSA, ha rivolto un saluto ai presenti a nome della comunità Agostiniana, che ha espresso la sua viva gioia per la partecipazione dei Cavalieri Costantiniani al Pellegrinaggio in onore della Madre del Buon Consiglio. Padre Centra ha poi rivolto uno speciale pensiero ai Confratelli della Tuscia e Sabina per l’intensa attività da loro svolta presso la chiesa della Santissima Trinità-Santuario della Madonna Liberatrice in Viterbo, dove egli è stato Parroco per diversi anni.




Il Presidente della Real Commissione per l’Italia, S.E. il Principe Don Flavio Borghese dei Principi di Sulmona e di Montecompatri, Balì Gran Croce di Giustizia. ha rivolto un commosso saluto al Cardinal Priore per l’Italia, ai Confratelli e alle Consorelle, e alle autorità civili e militari partecipanti al Pellegrinaggio. Anche il Sindaco di Genazzano, Dott. Alessandro Cefaro, ha rivolto un indirizzo di saluto ai presenti, esprimendo a nome dell’Amministrazione comunale uno speciale ringraziamento ai Cavalieri e Dame Costantiniani per aver onorato con la loro presenza Genazzano.


La Prima Lettura (Sir 50,1.3-7) e il Salmo Responsoriale (Sal 15) sono stati letti dal Delegato per la Tuscia e Sabina. La Seconda Lettura (Gal 6,14-18) sono stati letti dal Delegato per Roma e Città del Vaticano.
Sequenza
Prodigi nuovi di santità, degni di lode, apparvero, stupendi e per noi propizi, affidati a Francesco.
Agli iscritti al nuovo gregge è data una nuova legge, si rinnovano i decreti del Re, ritrasmessi da Francesco.
Un nuovo ordine, una nuova vita, sconosciuti al mondo, sorgono; la regola emanata ripropone il ritorno al Vangelo.
Conforme ai consigli del Cristo, è dettata la regola; la norma data ricalca la vita degli Apostoli.
Corda rude, veste dura cinge e copre senza cura; il cibo si dà in parsimonia, son gettati i calzari.
Povertà soltanto cerca, niente vuole di terrestre; quaggiù Francesco tutto calpesta: rifiuta il denaro.
Cerca luoghi solitari, ove sfogarsi in pianto; geme per il tempo prezioso sciupato nel secolo.
In un antro della Verna piange, prega, prostrato a terra, finché l’anima è irradiata di celeste arcana luce.
Là, protetto dalle rupi, è immerso nell’estasi; il Serafico alla terra preferisce il cielo.
È trattato con rigore, il corpo si trasfigura; nutrìto della parola di Dio, rifiuta ciò che è terreno.
Dall’alto, un Serafino alato gli appare: è il grande Re; sbigottisce il Padre, atterrito dalla visione.
Nelle membra di Francesco, tutto assorto in orazione, imprime il Serafino i segni del Crocifisso.
È suggello al sacro corpo: piagato mani e piedi, il lato destro è trafitto, si irrora di sangue.
Si parlano; gli son rivelati i segreti celesti; il Santo li comprende in sublime estasi.
Ecco chiodi misteriosi, fuori neri e dentro splendidi; punge il dolore, acute straziano le punte.
Non c’è opera di uomo sulle piagate membra; non i chiodi, non le piaghe impresse la natura.
Per le piaghe che hai portato, con le quali hai trionfato sulla carne e sul nemico con inclita vittoria,
O Francesco, tu difendici fra le cose che ci avversano, per poter godere il premio nell’eterna gloria.
Padre santo e pietoso, il tuo popolo devoto con la schiera dei tuoi figli, ottenga il premio eterno.
Tutti quelli che ti seguono, siano un giorno uniti in cielo ai beati comprensori nella luce della gloria. Amen. Alleluia.
Alleluja, alleluja. Francesco, povero e umile, entra ricco nel cielo, onorato con inni celesti. Alleluja.


Dopo la proclamazione del Vangelo (Mt 11,25-30), il Cardinal Priore per l’Italia ha tenuto l’Omelia. Dopo aver sottolineato il profondo significato del Pellegrinaggio Costantiniano al santuario della Madre del Buon Consiglio, visitato da molti Pontefici tra cui recentemente Sua Santità Leone XIV, il Cardinal Priore ha ricordare anche la coincidenza della festa di San Francesco d’Assisi, di cui ricorrerà nel 2026 l’ottavo centenario del transito.
Il Segretario, Responsabile della Comunicazione e Referente per le attività caritatevoli della Delegazione di Roma e Città del Vaticano, Prof. Ing. Luca Mazzola, Cavaliere di Merito, ha recitato la Preghiera dei fedeli:
Fratelli, auspice la Beata sempre Vergine Maria, nel celebrare la festa del serafico padre San Francesco, rivolgiamo al Padre di ogni consolazione le nostre suppliche, fiduciosi nella sua intercessione e nel suo esempio.
Per la Chiesa, perché ispirata dall’umiltà e dalla carità di San Francesco, sia nel mondo testimonianza viva del Vangelo, così che le comunità cristiane risplendano di unità e di fervente carità fraterna, preghiamo.
Per il nostro Santo Padre Leone, per il Cardinale celebrante, per il Pastore di questa Diocesi, per tutti i vescovi e i sacerdoti: possano fidare sempre della materna protezione della Vergine Santissima e da Lei trarre fruttuosa ispirazione per la fecondità del loro ministero affinché sia zelante come l’opera di San Francesco, preghiamo.
Per l’Ordine Costantiniano di San Giorgio, perché fedele alle sue secolari tradizioni sia strumento efficace per la propagazione della fede cattolica e i suoi membri siano sempre capaci di animare e ordinare le realtà temporali secondo Dio, preghiamo.
Per l’Italia, perché riconosca sempre nelle sue solide radici cristiane il fondamento di una società giusta, e quanti la guidano guardino alla suprema legge della carità come snodo essenziale per costruire una vera pace solidale e assicurare ai cittadini una piena concordia, preghiamo.
Per coloro che soffrono nel corpo e nello spirito, e per quanti sono afflitti da ogni sorta di tribolazione: possano trovare nel Signore il conforto e la forza che San Francesco sperimentò nella sua vita portando impressi sul suo corpo i segni della salvifica Passione del Redentore, preghiamo.
Perché ciascun Cristiano, contemplando la bellezza e la perfezione del Creato, riconosca l’azione onnipotente di Dio, e avverta vivo il dovere di custodirlo come un dono prezioso che il Padre ci ha dato quale mezzo per adempiere alla Sua volontà, preghiamo.
Per tutti noi che partecipiamo a questo pellegrinaggio mariano nella festa del Santo Patrono d’Italia, perché volgendo devoti il nostro sguardo alla tenerezza di Maria e sforzandoci di imitare l’umiltà e la docilità del Poverello di Assisi, sappiamo essere fedeli costruttori di pace e di concordia, preghiamo.
O Dio, che in San Francesco d’Assisi hai offerto alla tua Chiesa un’immagine viva del tuo Figlio, ascolta le preghiere che ti rivolgiamo per la sua intercessione e concedici, con l’ausilio di Maria Santissima Madre del Buon Consiglio, di seguire la via del Vangelo nella letizia e nell’amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.









Verso la fine della Santa Messa, dopo l’Orazione dopo la comunione, il Presidente della Real Commissione per l’Italia ha recitata la Preghiera del Cavaliere Costantiniano:
Signore Gesù, che Vi siete degnato di farmi partecipare alla Milizia dei Cavalieri Costantiniani di San Giorgio, Vi supplico umilmente per l’intercessione della Beata Vergine di Pompei, Regina delle Vittorie, del valoroso San Giorgio Martire, Vostro Glorioso Cavaliere, e di tutti i Santi, di aiutarmi a restare fedele alle tradizioni del nostro Ordine, praticando e difendendo la Santa Religione Cattolica Apostolica Romana contro l’assalto dell’empietà.
Essa diventi per me armatura di fede e scudo di buona volontà, sicura difesa contro le insidie dei miei nemici tanto visibili quanto invisibili.
Vi prego affinché possa avere la grazia di esercitare la carità verso il prossimo e specialmente verso i poveri ed i perseguitati a causa della Giustizia.
Datemi infine le virtù necessarie per realizzare secondo lo spirito del Vangelo, con animo disinteressato e profondamente cristiano, questi santi desideri, per la maggior gloria di Dio, la Glorificazione della Santa Croce e la Propaganda della Fede, per la Pace del Mondo ed il bene dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.
Amen.
L’Omaggio alla Madre del Buon Consiglio
Dopo che il Cardinal Priore per l’Italia ha impartito la solenne Benedizione conclusiva, i partecipanti si sono recati processionalmente alla cappella della Madonna per l’Omaggio Maria Santissima Madre del Buon Consiglio, preceduti dal Turiferario, dal Crocifero e dai Ceroferari.





La cappella della Madonna, protetta da una cancellata in ferro battuto, al termine della navata sinistra della basilica, fu realizzata nel 1630 su commissione del Cardinale Girolamo Colonna. L’altare all’interno della cappella è in forma di tempietto e racchiude la nicchia di rame, prima argentato e poi dorato, costruita nel 1819, nella quale si trova l’immagine della Madre del Buon Consiglio. L’immagine è stata incoronata il 25 novembre 1681 dal Capitolo Vaticano e nel 1867 dal Cardinale Luigi Amat di San Filippo e Sorso. L’altare fu eseguito nel 1734 per volontà del Cardinale Alessandro Albani, con paliotto di alabastro fiorito, specchi laterali nel corpo dell’altare in lumachellone inquadrato africano, due colonnine di verde antico e pilastri di alabastro orientale di Portovenere. È sovrastato da una tribuna marmorea, la quale poggia su tre colonne di alto valore, probabilmente provenienti dalla villa dell’imperatore Antonino Pio. Il muro della cappella è ricoperta da affreschi raffiguranti alcune delle molte visite papali, di Urbano VIII, Pio IX e Giovanni XXIII.


Giunti nella cappella della Madonna, il Cardinal Priore per l’Italia ha recitato la Preghiera alla Madre del Buon Consiglio composta dal Venerabile Papa Pio XII:
Vergine Santa, ai cui piedi ci conduce la nostra affannosa incertezza nella ricerca e nel conseguimento del vero e del bene, per invocarti col dolce titolo di Madre del Buon Consiglio, vieni, te ne preghiamo, in nostro soccorso, mentre, per le vie del mondo, le tenebre dell’errore e del male congiurano alla nostra rovina, fuorviando le menti e i cuori.
Tu, sede della sapienza e stella del mare, dà lume ai dubbiosi e agli erranti, affinché i falsi beni non li seducano; rendili saldi contro le forze ostili e corruttrici delle passioni e del peccato.
Ottieni per noi, o Madre del Buon Consiglio, dal tuo Divin Figliuolo, l’amore della virtù e, negli incerti e difficili passi, la forza di abbracciare ciò che conviene alla nostra salvezza.
Se la tua mano ci sorregge, cammineremo incolumi per i sentieri segnatici dalla vita e dalle parole del Redentore Gesù; e dopo aver seguito liberi e sicuri, pur nelle lotte terrene, sotto la tua materna stella, il Sole della Verità e della Giustizia, godremo con Te nel porto della salute la piena ed eterna pace. Così sia.

Terminata la Preghiera, il Cardinal Priore per l’Italia ha incensato la Sacra Immagine, mentre la Schola intonava l’antifona Sub tuum praesidium:
Sub tuum praesidium confugimus, sancta Dei Genetrix; nostras deprecationes ne despicias in necessitatibus; sed a periculis cunctis libera nos semper, Virgo gloriosa et benedicta [Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta].
Il Pellegrinaggio si è concluso con il canto dell’Inno alla Madonna del Buon Consiglio:
Vergine Santa, nostro orgoglio, Tu che Signora sei del Buon Consiglio, rimira noi dal tuo stellato soglio, illumina le menti e guida i cuor.
Rit. Tra tutti i fiori della primavera, Madonna Santa, tu sei il più fior: d’argento son le stelle della sera, ma tu risplendi di una luce d’or.
Proteggi il nostro popolo che spera nel tuo consiglio e vive nel tuo amor. Accogli la sua fervida preghiera, o Figlia, o Sposa, o Madre del Signor!
Vergine pia di Genazzano, rivolgi a noi lo sguardo tuo sereno, ai figli tuoi distendi la tua mano, conferma il giusto, salva il peccator.
Tu nel momento del periglio, nell’ora dell’affanno e del travaglio, sorreggi, o Madre pia, col tuo consiglio, preserva noi dal dubbio e dall’error.

Per approfondire: Il santuario della Madre del Buon Consiglio in Genazzano.
