Il Círculo Ecuestre di Barcellona
Fondato nel 1856 da un gruppo di esponenti della borghesia catalana accomunati dalla passione per l’equitazione, il Círculo Ecuestre è una delle istituzioni sociali più longeve di Barcellona. Dal 1950 ha sede al numero 169 bis di Carrer de Balmes, all’angolo con Avinguda Diagonal, nell’antica residenza della famiglia Pérez-Samanillo, costruita nel 1910 su progetto dell’architetto Juan José Hervás Arizmendi e decorata da Joan Esteva. Nel corso della sua storia il Club si è consolidato come luogo d’incontro e di dialogo per esponenti della vita economica, professionale, istituzionale e culturale della città e della Catalogna. Oggi conta circa 1.500 soci ed è collegato a oltre 250 circoli corrispondenti nei cinque continenti.
Un impegno concreto
per l’istruzione in Terra Santa

Non sarà necessario finanziare interamente una singola borsa di studio: ciascun contributo, anche parziale, potrà concorrere a rispondere alle esigenze degli alunni e delle loro famiglie. Nell’attuale situazione della Terra Santa, segnata da instabilità e difficoltà economiche, tale sostegno può risultare determinante per consentire ai giovani di non interrompere il proprio percorso formativo.

Cavalieri, Dame, Cappellani, Postulanti, familiari e sostenitori dell’Ordine Costantiniano potranno aderire all’iniziativa attraverso tre differenti modalità: prendendo parte alla cena di beneficenza a Barcellona; contribuendo mediante il cosiddetto “Tavolo Zero”, riservato a quanti desiderino effettuare una donazione pur non potendo essere presenti; oppure sostenendo la serata attraverso una sponsorizzazione da parte di aziende e istituzioni.
L’iniziativa benefica intende tradurre in un intervento concreto i principi di carità Cristiana e di assistenza ai più fragili propri dell’Ordine Costantiniano. Sostenere l’accesso all’istruzione significa offrire ai giovani non soltanto conoscenze e competenze, ma anche la possibilità di costruire il proprio futuro in un contesto fondato sull’incontro e sul rispetto reciproco.
Oltre un secolo di presenza educativa
a Gerusalemme

La storia del Colegio Español Nuestra Señora del Pilar è legata alla presenza delle Suore Missionarie Figlie del Calvario nella Città Vecchia di Gerusalemme. La comunità religiosa vi si stabilì nel 1922 e, l’anno successivo, il Governo spagnolo concesse alle religiose l’usufrutto della Casa de España, immobile acquistato dall’Obra Pía durante il regno di Isabella II e utilizzato anche come sede del Consolato Generale di Spagna.
Il 26 gennaio 1923 il Console Generale di Spagna a Gerusalemme e il Procuratore Generale di Terra Santa concordarono l’apertura di una scuola destinata a offrire un’istruzione di qualità alle bambine meno abbienti della città. L’edificio continuò contemporaneamente a ospitare il Consolato Generale fino al suo trasferimento fuori dalle mura della Città Vecchia, avvenuto nel 1949.
A oltre un secolo dalla fondazione, il Colegio del Pilar continua a svolgere la propria missione educativa accogliendo nelle medesime aule alunne cristiane e musulmane, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa. È stata inoltre introdotta l’ammissione dei bambini nella scuola dell’infanzia. La scuola costituisce così uno spazio quotidiano di formazione, incontro e convivenza nel cuore di Gerusalemme.
Il legame dell’Ordine Costantiniano
con Nostra Signora del Pilar
Il sostegno al Colegio Español Nuestra Señora del Pilar di Gerusalemme assume un particolare significato anche alla luce dello speciale legame di devozione che unisce l’Ordine Costantiniano a Nostra Signora del Pilar di Saragozza. Una solenne espressione di questo legame si ebbe il 23 marzo 2019, nell’ambito delle Giornate Nazionali della Commissione per la Spagna, quando il Gran Maestro S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, Duca di Calabria, Conte di Caserta, Capo della Real Casa delle Due Sicilie, offrì a nome della Sacra Milizia un manto alla venerata immagine della Vergine. Realizzato in seta bianca damascata e ricamato con la Croce Costantiniana, il manto fu imposto alla sacra immagine nel corso di una cerimonia alla presenza del Capitolo della Basilica. In tale occasione, il Gran Maestro pronunciò un’allocuzione, quindi venerò la sacra immagine e baciò il Pilar, la colonna sulla quale, secondo un’antichissima e pia tradizione, la Beata Vergine Maria apparve, ancora vivente, all’Apostolo San Giacomo. Le sue parole, che riportiamo di seguito, richiamano il significato di questa devozione mariana e il vincolo inscindibile tra la saldezza nella Fede e l’esercizio concreto della carità, che trova espressione anche nell’impegno a favore degli alunni e delle famiglie della scuola di Gerusalemme.

Allocuzione di S.A.R. il Gran Maestro in occasione dell’offerta e dell’imposizione del manto dell’Ordine alla Sacra Immagine di Nostra Signora del Pilar di Saragozza, il 23 marzo 2019
Illustrissimo Signor Canonico,
l’11 agosto 1723 Papa Innocenzo XIII, lo stesso che concesse ai Gran Priori del nostro Ordine l’insigne privilegio di ordinare sacerdoti, esaudì finalmente un antico desiderio del Municipio di Saragozza, delle antiche Cortes d’Aragona, del Capitolo Metropolitano e dei sovrani, concedendo un ufficio liturgico proprio in onore della Vergine del Pilar per il giorno 12 ottobre.
Un altro Romano Pontefice, di felice memoria, il Venerabile Papa Pio XII, che fu Balì Gran Croce di Giustizia della nostra Sacra Milizia, concesse il titolo di basilica minore a questo tempio che oggi ci accoglie con generosità.
Secondo un’antichissima e pia tradizione, Maria, quando era ancora in vita, apparve nella sua carne mortale e confortò l’Apostolo Giacomo, che predicava il Vangelo presso il fiume Ebro, nel tratto che attraversa Saragozza. Ella incoraggiò Giacomo nei difficili inizi della sua missione. La propagazione della Fede, insieme alla Glorificazione della Croce e alla difesa della Santa Romana Chiesa, è anche la nostra finalità, sancita nei nostri Statuti.
Il Pilar di Saragozza – disse San Giovanni Paolo II in questa splendida città il 6 novembre 1982 – «è sempre stato considerato simbolo della saldezza della fede degli spagnoli».
Noi Cristiani, come Maria, siamo chiamati ad accogliere tutti, specialmente i poveri e quanti soffrono. La povertà e la sofferenza umana, come ben sappiamo, hanno molti volti e molti nomi: disoccupazione, tossicodipendenza, alcolismo, fallimento familiare, disadattamento sociale, abbandono degli anziani, donne maltrattate, bambini abbandonati… Nessuna di queste persone può trovare chiusa la porta di una comunità cristiana. La Fede che non produce il frutto della carità è una Fede morta. La Fede è viva quando si traduce in opere di carità costante, nella responsabilità personale in famiglia, nel lavoro, nella partecipazione sociale e civile.
Prostrati davanti a Nostra Signora, Le chiediamo di aiutarci a contribuire alla creazione di una società fondata sulla Verità, edificata nella Giustizia, sostenuta dalla Libertà e capace di comunicare nell’Amore.
Purtroppo, oggi la nostra Fede vacilla spesso di fronte alle difficoltà che incontriamo nel viverla in un mondo in trasformazione, che tante volte volta le spalle a Dio; per questo abbiamo bisogno, in questi momenti, di elevare il nostro sguardo e il nostro cuore a Maria, la donna forte, salda, credente, specialmente nei momenti di dolore.
Quando si diffondono lo scoraggiamento e la disperazione, quando molti credono che non si possa fare nulla e che non valga la pena lavorare e impegnarsi per un mondo nuovo e migliore, Maria è la donna che spera in Dio, anche quando sembra che la speranza rimanga senza fondamento. La speranza attraversa la fitta oscurità; Maria, assunta in cielo in corpo e anima, ci precede come la prima cristiana salvata. Ella ci sprona, nel nostro pellegrinaggio, a superare la stanchezza, il fallimento, il peccato e la morte stessa, perché Maria «rimane tra noi come la colonna che guidava giorno e notte il popolo nel deserto».
Oggi vorremmo inginocchiare la nostra anima ai piedi di Santa Maria e chiedere a Nostra Signora che, quando giungerà il giorno dell’ira, nel quale Nostro Signore, Giusto Giudice, ci chiamerà alla Sua presenza, voglia tenderci la mano, una mano forte e dolce come quella di tutte le madri, e voglia coprire la nudità della nostra anima e la moltitudine delle nostre colpe con il Suo manto materno, quello stesso manto che oggi devotamente Le offriamo, affinché il Signore, Giusto Giudice, voglia essere per noi Padre di Misericordia e Dio di ogni consolazione.
Chiediamo a Maria, sotto il dolcissimo titolo del Pilar, di aiutarci a essere saldi nella fede, nonostante le difficoltà; a sentirci e a mostrarci sicuri nella speranza riposta nella persona di Cristo e nel Suo messaggio; a essere costanti nel vivere l’amore verso Dio e verso i fratelli. Santissima Vergine del Pilar, prega per noi!
Grazie di cuore.
Per approfondire
Ulteriori informazioni sull’attività dell’istituto sono disponibili attraverso il profilo Instagram del Colegio Español Nuestra Señora del Pilar. È possibile inoltre vedere il breve video di presentazione della scuola e approfondire il programma delle borse di studio.
