


La celebrazione della Santa Messa del venerdì della XXXII Settimana del Tempo Ordinario è stata presieduta alle ore 19.00 da Don Giovanni Gattuso, concelebrante Don Giovanni Zappalà, Cappellani di Merito, alla presenza del Vice Delegato per la Calabria, Nob. Dott. Candido Francica di Panaya, Cavaliere di Giustizia; dell’Addetto alle Relazioni Esterne della Delegazione, Avv. Francesco Biasi, Cavaliere de Jure Sanguinis; e del Referente per Reggio Calabria, Avv. Massimo Seminara, Cavaliere di Merito con Placca Argento, che ha organizzato l’incontro con Mario Latella, Cavaliere di Merito.
Nel commentare il brano del Vangelo di Luca proclamato (Lc 17,26-37 – Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà), Don Giovanni Gattuso ha offerto una meditazione sul significato dell’appartenenza alla Sacra Milizia: “Essere Cavalieri Costantiniani significa essere persone nobili e generose nell’animo. Non mi riferisco solo alla generosità che ci spinge a fare le opere di beneficenza; mi riferisco alla generosità che si traduce nell’amore, nell’accoglienza, nel fare spazio nel nostro cuore nei confronti di tutti, nell’andare incontro a tutti”.
Parole che richiamano con chiarezza lo spirito di servizio e di apertura verso chi è nel bisogno, che deve animare ogni membro dell’Ordine Costantiniano, in piena coerenza con la propria identità Cristiana e cavalleresca.

La chiesa di San Giuseppe al Corso
La chiesa di San Giuseppe al Corso ha riaperto le sue porte l’anno scorso – dopo la chiusura forzata dal 2019 a seguito della scoperta di un grave danno al tetto – con la prima Santa Messa celebrata domenica 17 marzo 2024 dall’Arcivescovo metropolita di Reggio Calabria-Bova, Mons. Fortunato Morrone.
La chiesa fu costruita per la prima volta nel 1598, in un sito diverso dall’attuale. Fu per due volte distrutta dai catastrofici terremoti del 1783 e del 1908, quando fu ricostruita nell’attuale stile neogotico.
Il prospetto principale è dominato da un grande portale sormontato da un rosone. Ai bordi del portale sono presenti due edicole.

All’interno si possono ammirare una tela di San Filippo Neri ed un quadro raffigurante la Madonna di Portosalvo del 1838, ad opera di Brunetto Aloi, che si trovava originariamente custodito nella chiesa dedicata alla Madonna di Porto Salvo posta nell’antico lungomare, che dopo il terremoto del 1908 non venne più ricostruita.
