La celebrazione della Santa Messa della XXVI Domenica del Tempo Ordinario è stata presieduta dall’Assistente Spirituale della Sezione di Potenza, Don Gerardo Lasalvia, Cappellano di Merito. Nella sua omelia – riflettendo sul senso della carità Cristiana come servizio discreto, concreto e quotidiano, con un richiamo alla responsabilità personale – Don Lasalvia ha offerto una meditazione partendo dalla parabola del ricco epulone e il povero Lazzaro. Ha invitato ad interrogarsi sul proprio modo di vivere la Fede, ricordando che la vera ricchezza dell’uomo non si misura nella quantità di beni posseduti, ma nella capacità di donare attenzione, tempo e amore al prossimo, soprattutto a chi si trova in condizioni di fragilità o marginalità.





Il brano del Vangelo proclamato (Lc 16,19-31 – Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti) prende l’avvio dalla profonda sperequazione sociale esistente, tra chi sguazza nell’abbondanza e chi desidera anche poche briciole per saziarsi. Una parabola di Gesù, che è un invito a convertirsi dall’indifferenza e dall’egoismo all’amore, all’accoglienza, alla condivisione, perché tutti fratelli e sorelle. Ricorda, che la distanza tra il ricco epulone e in povero Lazzaro non è solo materiale, ma spirituale. È la distanza che nasce dall’indifferenza, dal non saper più vedere il volto dell’altro. La vera povertà, oggi, è quella del cuore che non sa più commuoversi davanti al dolore umano.


La consegna dei diplomi
Particolarmente significativa è stata la consegna da parte del Referente per Potenza, Dott. Davide Dragonetti, Cavaliere di Merito, del diploma di Cavaliere di Ufficio a Carmine Larossa e di Cappellano di Merito a Don Gerardo Lasalvia.

La cappella del Beato Bonaventura da Potenza
Questo luogo di culto custodisce la memoria del Beato Bonaventura da Potenza, al secolo Carlo Antonio Gerardo Lavanga (Potenza, 4 gennaio 1651-Ravello, 26 ottobre 1711), meglio conosciuto come Fra Bonaventura, frate minore conventuale, noto per la sua umiltà e devozione, e i numerosi episodi di carità e guarigione a lui attribuiti. Questa casa dove è nato in questo luogo. La casa continuò ad essere utilizzata come abitazione privata fino agli inizi del Novecento, quando il Vescovo Tiberio Durante ne dispose la trasformazione in cappella, in omaggio al frate potentino beatificato da Papa Pio VI nel 1775.

Illustre figlio di San Francesco d’Assisi, il Beato Bonaventura da Potenza ne imitò fino all’eroismo la povertà, la purezza, la carità, lo spirito di mortificazione. Si distinse particolarmente nell’obbedienza, tanto da essere definito “il Santo dell’obbedienza”. La sua vita fu arricchita di doni preziosi.

Elemento fondamentale e pregiato della cappella a lui dedicata è il portale in pietra calcarea settecentesco, la cui origine è forse da ricercare nel monastero di San Luca. Impreziosito da vari elementi decorativi, fra di essi spiccano le due teste alate di due cherubini che sormontano lo stipite dell’ingresso. Sopra di esse si trova uno stemma francescano.
Internamente la cappella è divisa in un unico ambiente, ricco di oggetti di valore. Fra di essi spiccano un olio su tela dell’ultima cena, assieme ad altri oli su tela che vanno a rappresentare l’Addolorata, San Giovanni e il Crocifisso. Anche la volta è decorata con alcune opere, che raffigurano i quattro evangelisti. Altro ritratto è quello che rappresenta l’estasi del beato (foto sotto), dietro l’unico altare, in pietra rossa di Avigliano.

La cappella è uno dei luoghi più significativi e suggestivi della spiritualità potentina. Con la sua atmosfera di sacralità silenziosa, la cappella rappresenta un punto di riferimento per i fedeli e un simbolo di continuità tra la fede del passato e quella del presente. Le delicate decorazioni, le luci soffuse e la semplicità francescana dell’ambiente creano un clima di raccoglimento che favorisce la preghiera personale e la comunione spirituale.
Quindi, celebrare la Santa Messa mensile Costantiniana presso la cappella del Beato Bonaventura da Potenza ha un particolare significato, perché ricollega ad una lunga tradizione di santità e di servizio, alla scuola del beato, che ha fatto dell’amore verso il prossimo e della dedizione ai poveri la cifra distintiva della propria vita. “I poveri – disse – vogliono soccorso, gli afflitti consolazione, gli animi e i corpi infermi spirituale e temporale medicina”.
Un momento di comunione e di progettualità
Terminata la Celebrazione Eucaristica, il Referente per Potenza, Dott. Davide Dragonetti, Cavaliere di Merito, ha introdotto la condivisione degli aggiornamenti sulle prossime iniziative e progetti della Sezione.
Tra gli obiettivi illustrati, vi è la volontà di rafforzare il cammino spirituale comune, promuovendo momenti di formazione, incontri di preghiera e occasioni di servizio, intensificando la propria presenza sul territorio e sostenendo attività di solidarietà a sostegno dei più deboli.
Il rinnovato impegno dei Cavalieri e delle Dame, sotto la guida del Referente e l’assistenza spirituale di Don Gerardo Lasalvia, potrà costituire una forza propulsiva per far crescere ulteriormente la presenza Costantiniana in Basilicata, nel solco dei valori fondanti di fede, carità e servizio al prossimo.
L’incontro del 28 settembre ha dunque rappresentato, oltre che un appuntamento liturgico mensile, un segno concreto di comunione, un’occasione per rinsaldare i vincoli spirituali che uniscono i membri della Sezione e per riaffermare l’impegno dell’Ordine Costantiniano nel testimoniare il Vangelo attraverso opere di bene sul territorio.
In un contesto sociale sempre più segnato da individualismo e disattenzione verso le fragilità, l’invito di Don Lasalvia a riscoprire la ricchezza della condivisione e la bellezza del servizio assume un valore ancora più attuale. Ogni gesto di solidarietà, ogni parola di conforto e ogni atto di misericordia diventano strumenti attraverso i quali rendere visibile la presenza di Cristo nella vita quotidiana.
La nomina di Don Gerardo Lasalvia ad Assistente Spirituale della Sezione di Potenza ha rappresentato un momento di grande significato per la vita dell’Ordine Costantiniano in Basilicata, nel segno della fiducia e della continuità spirituale.
Su richiesta presentata il 29 settembre 2023 dal Delegato per le Puglie e Basilicata, Avv. Dario de Letteriis, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis, riconoscendo il ministero di Don Lasalvia nel contesto dell’Ordine Costantiniano, il 10 ottobre 2023 l’allora Arcivescovo metropolita di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, Mons. Salvatore Ligorio, «considerata l’opportunità di favorire la diffusione, nel contesto della Chiesa particolare, della spiritualità connessa alla costituzione e alla natura dell’Ordine Costantiniano», aveva nominato – con decorrenza dal 2 febbraio 2024 – Don Gerardo Lasalvia, ai sensi del Can. 317 del Codice di Diritto Canonico, «ad triennium Cappellano dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio per la diocesi».
Secondo il decreto di nomina, Don Lasalvia è stato chiamato ad adempiere al suo ministero «nel rispetto delle Costituzioni del suddetto Ordine e delle prerogative del Cav. Dott. Davide Dragonetti, Moderatore in diocesi della Delegazione di Puglia e Basilicata». Con parole che denotano profonda stima e conoscenza della natura dell’Ordine Costantiniano, Mons. Ligorio aveva così espresso il suo particolare supporto alle finalità e al carisma della Sacra Milizia, sostenendo – con un gesto di paterna benevolenza – il cammino spirituale dei Cavalieri e delle Dame Costantiniani nella comunità diocesana sotto la sua guida pastorale.
La nomina ad Assistente Spirituale della Sezione di Potenza ha suggellato un percorso di continuità e consolidamento del ruolo di Don Lasalvia quale guida e punto di riferimento spirituale per i membri dell’Ordine in Basilicata, perché ha mostrato fin da subito grande cura e attenzione per la vita spirituale dei Cavalieri e delle Dame; ha sancito un rinnovato impegno nel coniugare fede e testimonianza attiva, rafforzando il percorso di crescita interiore dei membri dell’Ordine e consolidando i legami di fraternità che uniscono i Cavalieri e le Dame sul territorio. Attraverso la sua presenza e la sua parola, Don Lasalvia accompagna i Cavalieri, le Dame e i Postulanti nel proprio cammino personale di Fede, valorizzando la dimensione comunitaria e il senso di appartenenza alla tradizione Costantiniana, profondamente radicata nella spiritualità e nella carità Cristiana, nel servizio al prossimo.
