L’incontro è stato spostato a data da destinarsi,
a causa di forza maggiore
dovuta alle restrizioni sulla viabilità in Centro Città
per la sicurezza in occasione
delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026.
Il Relatore

Il Prof. Manlio d’Agostino Panebianco è specializzato nel “valore delle informazioni” e Consulente di direzione di Business Intelligence e di Data Protection. È docente in corsi di specializzazione (post diploma e post-lauream) ed in masters. Ha da diversi anni collaborazioni con l’Università degli Studi di Milano Bicocca.
La Chiesa di Santa Maria presso San Satiro

La Chiesa di Santa Maria presso San Satiro venne edificata tra il 1476 e il 1482 per custodire un’icona miracolosa, un affresco votivo della Madonna con Bambino (XIII secolo) legato a un miracolo avvenuto nel 1242, su commissione del Duca Galeazzo Maria Sforza e su progetto del giovane architetto Donato Bramante. Questi, pur avendo a disposizione un’area di piccole dimensioni, edifica un tempio di respiro monumentale, con un corpo longitudinale a tre navate e una cupola all’incrocio dei bracci (immancabile motivo bramantesco). Al fine di mantenere le corrette proporzioni tra i diversi elementi, Bramante ha “allungato” illusionisticamente l’abside in cui è custodita l’immagine della Madonna sull’altare maggiore, con l’utilizzo di un finto coro in stucco dipinto, per dare l’impressione al visitatore che l’abside, coperta da volta a botte con cassettoni, sia profonda 9,70 metri. In realtà, l’abside occupa solo 97 cm di profondità. L’illusione ottica viene svelata solo mettendosi di lato rispetto all’altare.

Secondo la tradizione, l’immagine della Madonna avrebbe versato sangue dopo essere stata colpita con un coltello da Massanzio da Vigonzone il 25 marzo 1242. Nella chiesa è ancora conservato il presunto pugnale di Massanzio.
L’affresco miracoloso della Vergine con il Bambino originariamente era collocato all’esterno del sacello di San Satiro, sulla contrada del Falcone, e qui trasportato in seguito alla costruzione della nuova chiesa di Santa Maria. Al centro della rappresentazione è la Madonna con in braccio il Bambino collocati sotto quelli che sembrerebbero i resti di un’architettura, forse un arco. In realtà ciò che possiamo scorgere oggi è il risultato di vari interventi successivi che hanno modificato i caratteri originari dell’opera. Infatti il manto azzurro della Madonna – dove ricorrono in oro le scritte MARIA e VIRGO -, le figure ai lati della scena – forse due donatori -, gli angeli in alto e lo sfondo in pastiglia dorata sono tutte aggiunte successive. Sulla gola e sulla mano della Madonna sono evidenti le tracce del sangue sgorgato miracolosamente a seguito della pugnalata.
