Il venerabile corpo di San Salvatore da Horta, appena giunto a Napoli, è stato portato alla Real Basilica di Santa Chiara in Napoli, per un momento di preghiera e venerazione da parte dei Frati Minori e delle Clarisse.


Ha fatto seguito il trasferimento ad Orta di Atella, accompagnato dal Rettore del Santuario di Cagliari Fra’ Simone Farci, OFM, Custode del Corpo di San Salvatore da Horta.


Giunta alle ore 14.30 ad Orta di Atella, l’urna contenente le Sacre Reliquie è stata accolta dai fedeli in preghiera, con i saluti del Sindaco, Dott. Antonino Santillo, del Vicario provinciale dell’Ordine dei Frati Minori Fra’ Giuseppe Sorrentino, OFM, e del Parroco di San Massimo Vescovo e Vicario foraneo, Don Paolo Gaudino. Alle 15.00 è iniziata la Processione e, ad ogni sosta nei vari rioni della città, le sacre reliquie sono state accolte con lancio di fiori, manifestazioni di giubilo e di Fede.



L’urna con il corpo di San Salvatore da Horta è stata accolta nel santuario gremito dai fedeli, dal Rettore Fra’ Olivier Machosi Mbusa, OFM, dal Sindaco, Dott. Antonino Santillo, dal Ministro dell’Ordine Francescano Secolare di Orta di Atella, Prof. Angelo Cervone, Presidente del Comitato Festeggiamenti, e dalle autorità cittadine, tra cui assessori ed esponenti dell’amministrazione comunale, e autorità militari, tra cui una rappresentanza della Compagnia e del Nucleo Operativo della Guardia di Finanza di Aversa, guidata dai rispettivi Comandanti, il Capitano Antonio Costanzo e il Tenente Giorgia Varesano, e la rappresentanza della Delegazione di Napoli e Campania, presente per onorare San Salvatore da Horta come già l’anno scorso, guidata dal Delegato, Conte Don Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona dei Duchi di Laurenzana, Patrizio Napolitano, Cavaliere di Giustizia, con il Segretario Generale ad interim, Nob. Antonio Masselli, Cavaliere de Jure Sanguinis; e il Responsabile della Comunicazione ad interim, Prof. Antonio De Stefano, Cavaliere de Jure Sanguinis.

La solenne Celebrazione Eucaristica è stata presieduta dal Vescovo di Aversa, S.E.R. Mons. Angelo Spinillo, Presidente della Commissione episcopale per il laicato della Conferenza Episcopale Italiana, concelebranti il Provinciale dell’Ordine dei Frati Minori della Provincia Napoletana del Sacratissimo Cuore di Gesù, Fra’ Carlo Maria D’Amodio, OFM; il Rettore del Santuario, Fra’ Olivier Machosi Mbusa, OFM; il Vicario provinciale dell’Ordine dei Frati Minori della Provincia Napoletana, Fra’ Giuseppe Sorrentino, OFM; il Cancelliere della Curia arcivescovile di Napoli, Fra’ Luigi Ortaglio, OFM, Cappellano de Jure Sanguinis con Placca d’Oro; Fra’ Vincenzo Palumbo, OFM; Fra’ Luigi Campoli, OFM; Fra’ Giovangiuseppe Cecere, OFM; Fra’ Michele Giuliano, OFM; Fra’ Giovannipaolo Bianco, OFM; Fra’ Antonio D’Aniello, OFM; Fra’ Antonio Scafuto, OFM; Fra’ Massimiliano Scarlato, OFM; Fra’ Luigi Santulli, OFM; Fra’ Kakule Kamate Faustine, OFM; e Don Roberto Comune, Parroco di San Michele Arcangelo; assistiti dal diacono permanente Carmine Ziello e dai ministranti parrocchiali. L’animazione liturgica è stata curata dalla Corale “Franciscus” del Santuario, diretta da Elvira Di Giorgio, con l’accompagnamento dell’organista Maestro Nico Tranchino.






Hanno prestato picchetto d’onore all’altare due militari della Guardia di Finanza.



All’inizio del Sacro Rito, il Rettore del Santuario, Fra’ Olivier Machosi Mbusa, OFM, definendolo un momento di grande grazia e comunione per la comunità, ha rivolto un ringraziamento ai presenti, in particolare al Vescovo di Aversa, per aver accettato di presiedere. Poi, ha espresso riconoscenza verso i volontari e il popolo di Orta di Atella per la Fede semplice e sincera che continua a testimoniare, così come verso i frati francescani, i sacerdoti, i religiosi e le religiose. Infine, ha rivolto un ringraziamento speciale alle autorità civili e militari presenti, al Comitato Festeggiamenti 2026, presieduto dal Ministro dell’Ordine Francescano Secolare di Orta di Atella, Prof. Angelo Cervone, OFS, all’Ordine Francescano Secolare e alla rappresentanza Costantiniana. Ha concluso con l’augurio che San Salvatore continui a intercedere per la comunità, guidandola nel cammino della Fede, della pace e della fraternità.



La Prima Lettura (At 18,9-18 – In questa città io ho un popolo numeroso), il Salmo Responsoriale (Sal 46 (47) – Dio è re di tutta la terra) e la Preghiera dei fedeli sono stati recitati da membri del Terzo Ordine Francescano.

Il Vangelo (Gv 16,20-23a – Nessuno potrà togliervi la vostra gioia) è stato proclamato dal diacono Carmine Ziello.

Nella sua omelia, Mons. Angelo Spinillo ha anzitutto rivolto un saluto affettuoso ai presenti, ringraziando tutta la comunità civile e religiosa per la partecipazione a un momento così significativo per l’intera città e per la terra profondamente legata a San Salvatore. Ha sottolineato come la figura del santo rappresenti non solo una presenza cara e vicina, ma soprattutto un modello di santità a cui ispirarsi. Ha poi espresso gratitudine verso coloro che hanno promosso questo evento nato dal popolo, riconoscendo in esso il desiderio di custodire la devozione e di alimentare la spiritualità francescana.
Ha ricordato anche il legame missionario, che per anni ha visto partire molti religiosi dalle comunità locali per annunciare il Vangelo in terre lontane, sottolineando come oggi quel dialogo continui grazie alla presenza di nuove comunità religiose. Proseguendo, ha evidenziato la crisi delle vocazioni religiose, specialmente in Italia, precisando però che non è Dio a smettere di chiamare l’uomo, ma è l’uomo che spesso fatica a rispondere. Riprendendo un pensiero di Papa Francesco, ha affermato che il Signore continua sempre a donare misericordia e a chiamare, mentre l’umanità moderna, immersa nella società dei consumi e nell’individualismo, tende a chiudersi in sé stessa, perdendo la capacità di guardare a un ideale più alto. Poi, ha spiegato che la vocazione nasce proprio dalla capacità di guardare oltre il presente, verso ciò che si desidera diventare. A questo proposito ha richiamato l’esempio di San Francesco d’Assisi, che, scegliendo di spogliarsi delle proprie ricchezze e di indossare il saio, ha assunto una nuova forma di vita, modellata su Cristo crocifisso. La vera vocazione, ha precisato Mons. Spinillo, consiste nel configurare la propria esistenza a quella di Cristo, vivendo nella carità, nella fraternità e nell’umiltà.
Poi, Mons. Spinillo ha invitato a interrogarsi sul senso profondo della propria vita, ricordando che anche in età avanzata l’uomo è chiamato a continuare il proprio cammino spirituale. Ha ricordato la preghiera pronunciata a novant’anni da Sant’Arsenio Abate: “Mio Dio, nulla di buono ho fatto ai tuoi occhi, ma nella tua bontà concedimi di cominciare”.
Una società sempre più concentrata sul presente e incapace di riconoscere la vocazione alla fraternità, ha continuato Mons. Spinillo, è portata a condannare ogni forma di violenza, egoismo e sopraffazione, affermando che chi vive nel male non può dirsi veramente fedele al Vangelo, anche se esteriormente pratica la religione. La Fede autentica consiste nel vivere la comunione con Dio e con gli altri, riconoscendosi figli dello stesso Padre.
Ha spiegato che la vita religiosa non è fatta di rinunce sterili, ma rappresenta una forma nuova di esistenza, modellata sull’amore di Cristo. La povertà, la castità e l’obbedienza non devono essere viste come privazioni, ma come espressioni di libertà interiore e partecipazione alla volontà di Dio.
Mons. Spinillo ha evidenziato la semplicità e l’umiltà di San Salvatore. La semplicità, ha spiegato, consiste nel non aver bisogno di apparenze per affermare il bene, mentre l’umiltà è il riconoscimento sincero della verità. San Salvatore avrebbe vissuto queste virtù in modo spontaneo, diventando così segno di bene e di speranza per gli altri.
Ha poi riflettuto sul significato del miracolo, definendolo come un dono di Dio che richiama l’attenzione dell’uomo verso il bene e verso il divino. I santi stessi rappresentano un miracolo vivente, perché attraverso la loro vita semplice e umile diffondono amore, carità e speranza.
Infine, ha invitato a guardare a San Salvatore come modello di Fede e di vita Cristiana, chiedendo di imparare da lui ad alzare lo sguardo verso Dio e a vivere una Fede autentica, fondata sulla fraternità, sulla carità e sulla fiducia nella chiamata del Signore. Ha concluso ricordando che Dio chiama ogni uomo a diventare parte di un’umanità nuova, illuminata dal Vangelo e dalla santità.
Al termine della Celebrazione Eucaristica, il Ministro dell’Ordine Francescano Secolare di Orta di Atella, Prof. Angelo Cervone, ha espresso i suoi ringraziamenti, quelli degli organizzatori e quelli dell’intera comunità al Vescovo di Aversa, S.E.R. Mons. Angelo Spinillo, al Provinciale dei Frati Minori della Provincia Napoletana del Sacratissimo Cuore di Gesù, Fra’ Carlo Maria D’Amodio, OFM, al Rettore del Santuario, Fra’ Olivier Machosi Mbusa, OFM, agli altri concelebranti, al Sindaco, Dott. Antonino Santillo, alle autorità civili e militari presenti, alla Guardia di Finanza, alla rappresentanza Costantiniana, inoltre gli organizzatori, i collaboratori e gli appartenenti alla fraternità, i ministranti, il Coro del Santuario ed il suo Direttore, nonché il popolo dei fedeli che ha partecipato con Fede alla festività del santo.

Dopo il Sacro Rito nella Sagrestia, il Delegato per Napoli e Campania e i Cavalieri Costantiniani hanno salutato il Vescovo di Aversa, illustrando anche le attività svolte dalla Delegazione. Mons. Angelo Spinillo si è congratulato con il Delegato, Conte Don Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona, incoraggiandolo a proseguire nelle attività programmate dalla Delegazione di Napoli e Campania nello spirito del carisma Costantiniano e della missione umanitaria e spirituale che la Sacra Milizia porta avanti secondo il Tuitio fidei et obsequium pauperum, nella difesa della Fede e nel servizio e assistenza ai poveri e meno fortunati.

Hanno collaborato alla redazione di questa notizia il Responsabile della Comunicazione ad interim della Delegazione di Napoli e Campania, Prof. Antonio De Stefano, Cavaliere de Jure Sanguinis, Lorenza Gargiulo De Stefano, Dama di Merito, e Maurizio Barbato, Cavaliere di Merito. Il servizio fotografico è a cura del videografo del Santuario, Max Russo, e dei Cavv. Antonio De Stefano e Maurizio Barbato.
San Salvatore da Horta

San Salvatore da Horta nacque a Santa Coloma de Farners, centro della Catalogna, nel dicembre 1520. Dopo un periodo trascorso nel monastero benedettino di Montserrat, il 3 maggio 1541 entrò nel convento francescano di Barcellona. Nel 1542 fece la professione di laico professo dell’ordine dei Frati Minori Osservanti e venne trasferito nel convento di Tortosa. In seguito fu trasferito più volte in diversi conventi, tra cui quelli di Bellpuig e Horta de Sant Joan, dove rimase per dodici anni. Era sempre destinato a svolgere i lavori più umili e faticosi. Intanto la gente giungeva numerosa a visitare il frate, in quanto gli venivano riconosciute doti di taumaturgo e si diceva potesse compiere miracoli. La sua ultima destinazione fu il convento di Santa Maria di Gesù a Cagliari, dove giunse nel novembre 1565. Qui, il 18 marzo 1567, morì in fama di santità, a seguito di una malattia. Su richiesta del Re Filippo III di Spagna, il 15 febbraio 1606 fu proclamato beato da Papa Paolo V. Il 17 aprile 1938 fu canonizzato da Papa Pio XI.
Ad Orta di Atella il culto per San Salvatore da Horta è molto antico e profondo, anche per le tante grazie celesti ottenute per sua intercessione.

La Chiesa San Donato-Santuario diocesano di San Salvatore da Horta ad Orta di Atella è un luogo di grande valore storico e spirituale. Questo complesso architettonico risale al 1643 e comprende un’antica chiesa e un convento francescano. Al suo interno si trovano affreschi databili tra il XVII e il XVIII secolo, opere di Luca Giordano e Francesco De Maria, oltre a un affresco del XIV secolo della Madonna delle Vergini. All’ingresso sono presenti le statue di San Donato, San Salvatore da Horta e San Francesco di Assisi, contribuendo a creare un’atmosfera di devozione e raccoglimento.
Preghiera a San Salvatore da Horta
Oh glorioso Santo e Taumaturgo ammirabile, noi vi esaltiamo e vi glorifichiamo per la vostra eroica umiltà.
Per questa virtù che è il fondamento di tutte le altre, Voi non cercaste mai gli onori, ma li fuggiste; Voi non aborriste mai le umiliazioni, ma le ricercaste; Voi non aveste mai una grande opinione di voi stesso, ma vi consideraste sempre come un povero peccatore indegno di essere stimato ed amato dagli altri.
Umile negli affetti, umile nelle parole, umile nelle vesti, umile nella abitazione, umile negli impieghi, umile perfino in mezzo ai miracoli ed in mezzo alla venerazione dei grandi della terra.
Oh Beato Salvatore, per questa umiltà la quale tanto vi ha esaltato nel cielo, intercedete per noi, affinché dispregiando l’ambizione, la vanagloria e la stima del mondo, non cerchiamo giammai altro che la gloria di Dio, la grazia di Dio ed il Paradiso.
Gesù Cristo Re degli umili, Maria Santissima Regina degli umili, e voi, o ammirabile Santo, mettete nel cuor nostro il vero spirito della santa umiltà.
