La Delegazione Napoli e Campania partecipa alla Missione Decanale di evangelizzazione nelle famiglie a Napoli nell’ottobre 2026

Lunedì 7 settembre 2026, alle ore 19.15, una rappresentanza della Delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha partecipato, insieme ai rappresentanti delle Parrocchie del Primo Decanato dell’Arcidiocesi di Napoli, a un incontro con il Parroco Don Salvatore Giuliano, Cappellano di Merito, presso la Basilica di San Giovanni Maggiore, Rampe San Giovanni Maggiore, Largo San Giovanni Maggiore, sede della Cappella Magistrale Costantiniana in Napoli.

L’incontro era finalizzato all’organizzazione operativa della Missione Decanale del Primo Decanato dell’Arcidiocesi di Napoli, prevista per ottobre 2026. L’iniziativa comprende un’attività di evangelizzazione rivolta alle famiglie, invitate a partecipare alle varie Tende: occasioni di ascolto, preghiera, servizio, festa e coinvolgimento nella sequela del Vangelo.

Don Giuliano ha illustrato lo scopo della Missione Decanale e il significato concreto che essa assume nel dare attuazione al Sinodo Diocesano svoltosi a Napoli, attraverso l’esperienza missionaria che coinvolgerà il Primo Decanato, con particolare riferimento all’evangelizzazione. In virtù del Battesimo, ciascuno diventa missionario. Il mandato che verrà conferito al Primo Decanato si configura, dunque, come un invito ad assumere questa responsabilità e, al tempo stesso, a riscoprire la dimensione missionaria propria di ogni battezzato. Compito della Chiesa è incontrare le persone nella loro quotidianità, per ricostruire e rafforzare la fiducia nella Chiesa stessa, nella comunità cristiana e, naturalmente, in Gesù Cristo. Tutto ciò è stato pensato e condiviso in presbiterio e con i Vescovi, con il desiderio di vivere e promuovere una Chiesa capace di andare incontro a tutti.
Logo della Missione Decanale

La Missione Decanale è un’occasione di Grazia per vivere l’esperienza di una Chiesa «in uscita», che si rivolge al mondo con una postura «estroversa», senza richiudersi soltanto nelle sue belle e storiche strutture. È un’opportunità per incarnare lo spirito del XXXI Sinodo della Chiesa di Napoli, che ha indicato l’orizzonte della comunione di chi «cammina insieme», soprattutto accanto agli ultimi, ai più fragili e ai poveri.

La Delegazione di Napoli e Campania, invitata all’incontro dal Parroco Don Salvatore Giuliano, Cappellano di Merito, in quanto parte dei gruppi parrocchiali, è stata guidata, in rappresentanza del Delegato Conte Don Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona dei Duchi di Laurenzana, Patrizio Napolitano, Cavaliere di Giustizia, dal Segretario Generale ad interim, Nob. Antonio Masselli, Cavaliere de Jure Sanguinis, e dal Responsabile della Comunicazione ad interim, Prof. Antonio De Stefano, Cavaliere de Jure Sanguinis. Hanno inoltre partecipato il LgT AM Dott. Ciro Sommella e il Magg. CC Ing. Luigi Tullio, Cavalieri di Ufficio; Roberta Di Biase, Dama di Ufficio; e alcuni Postulanti.

Durante l’incontro, Don Salvatore Giuliano ha illustrato i momenti salienti e i vari appuntamenti della Missione Decanale:

Invio missionario

Domenica 20 settembre 2026, alle ore 19.00, presso la Chiesa del Carmine Maggiore, si terrà uno dei principali appuntamenti che darà inizio alla Missione: la Santa Messa, presieduta dal Vescovo ausiliare di Napoli, S.E.R. Mons. Gaetano Castello, Vescovo titolare di Nove, Vicario Generale per l’Ambito Educazione, Presidente della Commissione Episcopale per l’ecumenismo e il dialogo della Conferenza Episcopale Italiana. Nel corso della celebrazione sarà consegnata la Croce missionaria a coloro che incontreranno le famiglie delle Parrocchie del Decanato.

«Gesù chiamò i Dodici e li mandò a due a due» (Mc 6,7). È questa, ha spiegato Don Salvatore, la missione affidata ai laici: incontrare le famiglie, come insegna il Vangelo, mandati da Cristo a due a due, per raggiungere ogni uomo.

Lo stesso invito si ritrova nel Vangelo di Luca: «In quel tempo, il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi» (Lc 10,1-12).

La missione dei discepoli è portare a tutti l’annuncio che il Regno di Dio è vicino, tanto vicino da poter essere riconosciuto in noi: nel modo in cui ci muoviamo, nella nostra povertà, nella comunione che viviamo tra noi e nel fatto che non siamo degli sprovveduti, ma confidiamo in Colui che ci ha mandato.

Aiutare Cristo a raggiungere ogni uomo: è questo il senso fondamentale della chiamata alla quale i discepoli di Cristo sono invitati a rispondere. Significa prendere a cuore il mondo e ogni uomo che vi abita, affinché tutti possano ricevere ciò di cui hanno più bisogno: l’amore di Gesù Cristo.

Don Giuliano ha spiegato il significato dell’invio dei discepoli «a due a due». Gesù manda i missionari a coppie principalmente per tre motivi, legati alla validità della testimonianza, al sostegno reciproco e alla dimensione comunitaria della Fede:

  • La validità della testimonianza. Secondo la legge ebraica dell’Antico Testamento, in particolare quanto previsto dal Deuteronomio, la testimonianza di una sola persona non era ritenuta sufficiente in tribunale. Per stabilire una verità era necessario che vi fossero almeno due testimoni. Inviando i discepoli a coppie, Gesù conferisce dunque alla loro predicazione del Vangelo una testimonianza credibile, sia dal punto di vista giuridico sia da quello spirituale.
  • Il sostegno reciproco e la fraternità. Il cammino della missione era lungo, faticoso e spesso anche pericoloso. Viaggiare in due permetteva di offrirsi un aiuto concreto in caso di malattia, stanchezza o pericolo lungo il percorso; garantiva inoltre conforto spirituale e incoraggiamento reciproco nei momenti di rifiuto e difficoltà, oltre alla possibilità di vivere la correzione fraterna e un discernimento comune nelle scelte da compiere.
  • Manifestare la Chiesa e l’amore Cristiano. I discepoli non erano chiamati soltanto ad annunciare una dottrina, ma anche a testimoniare, attraverso la propria vita, uno stile cristiano. Presentandosi insieme, offrivano un primo esempio concreto di comunità, comunione e amore reciproco. Come ricorderà Gesù stesso, è proprio l’amore tra i fratelli il segno attraverso il quale tutti avrebbero riconosciuto i suoi discepoli.

«I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: “Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome” (Lc 10,17-20). Questa è certamente la gioia che condivideranno anche i nostri missionari», ha sottolineato Don Salvatore Giuliano. I missionari si recheranno nelle famiglie senza raccogliere alcuna offerta. Il loro unico scopo sarà leggere un brano del Vangelo e pregare insieme un Padre Nostro con le famiglie che lo desidereranno. Saranno inoltre fornite indicazioni sugli appuntamenti previsti nelle due settimane di ottobre, mese missionario, lasciando alle famiglie la brochure di presentazione dell’evento.

«Pace a questa casa!» È la pace del Cristo Risorto, «una pace disarmata e disarmante, umile e perseverante», come ha ricordato Papa Leone XIV.

«La pace sia con tutti voi! Fratelli e sorelle carissimi, questo è il primo saluto del Cristo Risorto, il Buon Pastore, che ha dato la vita per il gregge di Dio. Anch’io vorrei che questo saluto di pace entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie, tutte le persone, ovunque siano, tutti i popoli, tutta la terra. La pace sia con voi! Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente» (Papa Leone XIV – Prima Benedizione “Urbi et Orbi”, Loggia esterna della Benedizione della Basilica Vaticana, 8 maggio 2025).

Ecco il brano del Vangelo che i missionari leggeranno con le famiglie:

«Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli.
Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi» (Mt 5,1-12).

«La Chiesa di Napoli si presenta così: non perfetta, non compiuta, ma vera. Con le sue fatiche, le sue lentezze, le sue fragilità. Ma anche con un desiderio sincero e ostinato: tornare al Vangelo vivo. Un Vangelo che non si lascia addomesticare. Che consola, ma anche converte. Che rialza gli ultimi e inquieta i tranquilli. Che chiede a questa Chiesa di non vivere per conservarsi, ma per donarsi. Una Chiesa che vuole restare accanto, ascoltare prima di parlare, abitare le notti degli uomini senza fuggirle» (S.Em.R. il Signor Cardinale Domenico Battaglia, Arcivescovo metropolita di Napoli – Saluto a Papa Leone XIV, Cattedrale di Napoli, 8 maggio 2026).

Don Giuliano ha illustrato poi come la Missione Decanale si svolgerà nelle varie «Tende»:

Tende dell’ascolto

Sabato 10 ottobre 2026, alle ore 20.00, in Piazza San Domenico Maggiore, si terrà un incontro di ascolto dei giovani con l’Arcivescovo metropolita di Napoli, S.Em.R. il Signor Cardinale Domenico Battaglia, e i sacerdoti del Primo Decanato.

Lunedì 12 ottobre 2026, alle ore 19.30, presso la Chiesa di San Lorenzo Maggiore, si terrà la Catechesi alle famiglie con il Vescovo ausiliare di Napoli, S.E.R. Mons. Francesco Beneduce, S.I., Vescovo titolare di Gaudiaba, Vicario Generale per gli Ambiti Vocazione e Corresponsabilità, Presidente della Commissione Episcopale per il Clero e la Vita Consacrata della Conferenza Episcopale Italiana.

Martedì 13 ottobre 2026, alle ore 19.30, presso la Chiesa di San Giovanni Maggiore, si terrà un incontro di introduzione alla Sacra Scrittura con il Pro-Vicario Generale, Mons. Gennaro Matino, già Delegato per i lavori del XXXI Sinodo della Chiesa di Napoli, nel quale ha rivestito il ruolo di Segretario Generale.

Tenda della carità

Dal 5 al 29 ottobre 2026 si svolgeranno varie attività caritative con l’ausilio della Caritas Diocesana, dell’Associazione Amaria, del Centro di Accoglienza Diurno Binario della Solidarietà, della Comunità di Sant’Egidio, dei Medici di Strada e della Mensa Fraterna del Carmine Maggiore: distribuzione di cibo ai senza dimora, aiuto presso la mensa del Carmine Maggiore e le docce per i senza dimora, supporto e assistenza medica alle persone senza dimora.

Tende della preghiera

Sabato 24 ottobre 2026, dalle ore 20.00 alle 23.00, si terrà una Notte bianca della preghiera, con l’adorazione eucaristica animata in tutte le Parrocchie del Decanato.

Tenda della festa

Venerdì 30 ottobre, alle ore 20.00, presso la Chiesa monumentale di Santa Maria Donnaregina, si terrà il musical «Forza venite gente», a cura della Pastorale giovanile decanale, al quale parteciperanno i giovani del Decanato in veste di attori, cantanti, ballerini e musicisti.

«Forza venite gente» è un musical teatrale incentrato sulla vita di San Francesco d’Assisi, messo in scena nel 1981 da Mario Castellacci con Silvio Spaccesi e Michele Paulicelli nel ruolo di San Francesco. I testi in prosa e in versi sono di Mario Castellacci, Renato Biagioli, Piero Castellacci e Piero Palumbo, mentre le musiche sono di Michele Paulicelli, Giancarlo De Matteis e Giampaolo Belardinelli.

A conclusione dello spettacolo teatrale e dell’intera manifestazione decanale, seguirà un momento di convivialità fraterna, organizzato dai volontari del Primo Decanato.

La partecipazione
della Delegazione di Napoli e Campania

I Cavalieri, le Dame e i Postulanti Costantiniani saranno chiamati a svolgere attività di assistenza e gestione dei flussi dei partecipanti durante lo svolgimento delle varie Tende, oltre a essere impegnati a supporto dei diversi servizi, quali le docce per i senza dimora e la Mensa Fraterna, come parte integrante della fraternità e delle diverse componenti della Parrocchia di San Giovanni Maggiore.

A conclusione dell’intera manifestazione, presso la Tenda della festa, contribuiranno a garantire un servizio ordinato ed efficace in una giornata caratterizzata da una notevole affluenza, nonché da momenti festosi e di convivialità.

Anche in questa occasione, i Cavalieri, le Dame e i Postulanti Costantiniani confermeranno il concreto impegno al servizio delle persone più bisognose e della comunità parrocchiale e decanale, attraverso una presenza attiva, discreta e partecipe, vissuta nello spirito della fraternità e della condivisione.

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