L’incontro con il Vescovo di Cefalù
Accolta dal Segretario Vescovile, Dott. Valerio Di Vico, la rappresentanza della Delegazione della Sicilia Occidentale dell’Ordine Costantiniano è stata ricevuta in Udienza dal Vescovo di Cefalù, S.E.R. Mons. Giuseppe Marciante, il quale ha espresso apprezzamento e benevolenza verso il progetto di costituire una Sezione della Delegazione nella città normanna, che fu sede del Parlamento Generale del Regno di Sicilia il 9 luglio 1774 e, fino al 1860, Distretto amministrativo del Regno delle Due Sicilie, subordinato alla Provincia di Palermo.

Nel corso del colloquio, il Presule ha richiamato con forza il valore della solidarietà, dell’accoglienza e della vicinanza a quanti vivono situazioni di sofferenza o disagio sociale, sottolineando come la testimonianza cristiana debba tradursi quotidianamente in opere concrete, nel solco del Vangelo.
In tale prospettiva, è stata individuata una realtà diocesana alla quale offrire sostegno mediante la fornitura di generi alimentari e beni di prima necessità destinati alle persone in difficoltà, senza distinzione alcuna, accompagnando l’aiuto materiale con quella “carezza evangelica” che rappresenta il segno più autentico della carità Cristiana.
È stata inoltre manifestata la volontà di individuare un Cappellano Costantiniano che possa guidare spiritualmente la futura Sezione, affinché l’azione associativa sia costantemente sostenuta da una solida dimensione pastorale.

Al termine dell’Udienza, il Delegato ha consegnato al Vescovo una placca in ceramica, dipinta a mano con le insegne dell’Ordine Costantiniano, quale segno tangibile di stima e comunione d’intenti.

S.E.R. Mons. Giuseppe Marciante
Nato a Catania il 16 luglio 1951. Ha compiuto gli studi filosofico-teologici presso lo Studio Teologico San Paolo di Catania. Ha conseguito la Licenza in Missionologia presso la Pontificia Università Gregoriana. Ha ricevuto l’ordinazione presbiterale il 5 ottobre 1980, incardinandosi nell’Arcidiocesi di Catania.
Nell’Arcidiocesi di Catania è stato Vicario Parrocchiale di Santa Maria in Ognina (1980-1986) e di Santa Maria in Cibali (1986-1987). È stato Parroco di San Giuseppe nella Diocesi di Albano (1987-1989). Il 1° luglio 1993 si è incardinato nella Diocesi di Roma. Nella Diocesi di Roma è stato Parroco di San Romano Martire a Roma (1989-2009), Prefetto della XII Prefettura di Roma (1995-2009), Membro del Collegio dei Consultori e del Consiglio Presbiterale diocesano di Roma (2008-2009). Dal 1998 al 2009 è stato Assistente Nazionale Ecclesiastico dell’Associazione dei donatori di sangue Fratres. Nel 2001 è stato nominato Cappellano di Sua Santità.
Nominato Vescovo titolare di Tagora ed Ausiliare di Roma il 1° giugno 2009, ha ricevuto la consacrazione episcopale l’11 luglio successivo. Nella Diocesi di Roma ha ricevuto l’incarico della cura pastorale del Settore Est. Il 16 febbraio 2018 Papa Francesco lo ha nominato Vescovo di Cefalù. Ha preso possesso canonico della Diocesi nella Basilica Cattedrale di Cefalù il successivo 14 aprile divenendone il 74° Vescovo. In seno alla Conferenza Episcopale Siciliana è delegato per l’Ufficio Regionale per i Problemi Sociali, il Lavoro, la Giustizia, la Pace e la Salvaguardia del Creato. È membro della Commissione Episcopale per i Problemi Sociali e il Lavoro, la Giustizia e la Pace della Conferenza Episcopale Italiana.
L’Episcopio di Cefalù
Edificato nel XII secolo, l’Episcopio di Cefalù fu oggetto di ampliamenti e rinnovamenti nel corso dei secoli, in particolare a partire dal 1793 per iniziativa di Mons. Francesco Vanni, dei Principi di San Vincenzo. Il suo stemma con la data campeggia sopra il portale d’ingresso.

Durante la visita della rappresentanza della Delegazione della Sicilia Occidentale sono state ripercorse le origini della Diocesi di Cefalù, risalenti al primo millennio dell’era Cristiana, con episcopati documentati già nel IX secolo, e successivamente rifondata dal Normanno Ruggero II d’Altavilla, primo Re di Sicilia, con l’edificazione della Cattedrale il 7 giugno 1131, giorno di Pentecoste.
Il Duomo di Cefalù
Voluta nel 1131 da Ruggero II in concomitanza con la restaurazione della Diocesi, la Cattedrale di Cefalù rappresenta uno dei più straordinari esempi di arte e spiritualità del Medioevo.



Secondo la tradizione, la sua edificazione sarebbe legata al voto pronunciato dal Sovrano durante una violenta tempesta in mare: partito da Salerno e approdato salvo nella baia di Cefalù nel giorno della Trasfigurazione, Ruggero II avrebbe avviato la costruzione del tempio in segno di riconoscenza.
Al di là della narrazione tradizionale, la scelta rispondeva anche a precise motivazioni strategiche: la posizione geografica della città, tra Palermo e Messina, e la naturale conformazione difensiva ne facevano un centro di primaria importanza nel Regno di Sicilia.

Concepita secondo il modello dell’*ecclesia munita*, la Cattedrale avrebbe dovuto fungere anche da mausoleo per il Sovrano e la dinastia Altavilla. Nel 1145 furono realizzati due sarcofagi in porfido, sormontati da baldacchini decorati a mosaico, destinati ad accogliere le spoglie reali; tuttavia, alla morte improvvisa di Ruggero II nel febbraio 1154, egli fu sepolto nella Cattedrale di Palermo.

Domina l’abside il celebre Cristo Pantocratore, raffigurato nella triplice veste di Re, Sacerdote e Profeta. Il nimbo gemmato richiama la regalità, la stola il sacerdozio, il libro aperto la missione profetica. I colori delle vesti esprimono la duplice natura, divina e umana. Con la mano destra benedicente, Cristo richiama al silenzio; con la sinistra regge il Vangelo aperto al passo di Giovanni 8,12: «Io sono la luce del mondo; chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Apostoli e santi tengono i libri chiusi, poiché in Lui si compiono le profezie.

I mosaici dell’abside risalgono al 1148, come attestato dall’iscrizione dedicatoria. Sotto il regno di Guglielmo I di Sicilia furono completati lungo le pareti laterali; nel Seicento venne aggiunta la decorazione a stucco ad opera degli scultori Scipione Li Volsi e Antonio Marchisi.
Ha collaborato alla redazione di questa notizia, Dott. Giovanni Azzara, Cavaliere di Ufficio.
