La Delegazione Tuscia e Sabina ha fatto memoria presso la chiesa della Santissima Trinità in Viterbo dei Confratelli ritornati alla Casa del Padre

Nella domenica del 9 novembre 2025, festa della Dedicazione della Basilica Lateranense, come da tradizione i Confratelli e le Dame della Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha fatto memoria dei Confratelli ritornati alla Casa del Padre. Al termine della Santa Messa delegatizia mensile, celebrata presso la chiesa della Santissima Trinità-santuario cittadina della Madonna Liberatrice di Viterbo, prima della recita della Preghiera del Cavaliere Costantiniano, il Delegato, Nob. Avv. Roberto Saccarello, Cavaliere Gran Croce de Jure Sanguinis con Placca d’Oro, in particolare ha ricordato Padre Renato Maria Saveri, O.S.A, Sirio Scheller, Carmelo Sandomenico e Francesco Aghevli. Con loro, il Delegato ha fatto anche memoria, ricordando il suo speciale legame con la Delegazione della Tuscia e Sabina, del Cappellano Capo per il Nord Italia, Don Fabio Fantoni, Cappellano Gran Croce de Jure Sanguinis, tornato alla Casa del Padre giovedì 30 ottobre 2025, all’età di 62 anni, le cui esequie sono state celebrate lunedì 3 novembre .
Foto di gruppo

La Celebrazione Eucaristica è stata presieduta dal Parroco della Santissima Trinità, Padre Giuseppe Cacciotti, O.S.A. La Prima Lettura (Ez 47,1-2.8-9.12 – Vidi l’acqua che usciva dal tempio, e a quanti giungeva quest’acqua portò salvezza) è stata letta dal Dott. Franco Vitellozzi, Cavaliere di Merito e il Salmo Responsoriale (Sal 45 – Un fiume rallegra la città di Dio) è stato recitato dalla Dott.ssa Maria Alessandra Ciammaichella, Dama di Merito. Inoltre, i Confratelli Costantiniani hanno provveduto al servizio liturgico nella processione offertoriale e all’altare. Il Sacro Rito è stato concluso con il canto dell’antifona marina Salve Regina nella cappella dedicata alla Madonna Liberatrice, protettrice di Viterbo.

In questa seconda domenica di novembre, la Chiesa ha ricordato in tutto il mondo l’erezione della Basilica Lateranense, l’Arcibasilica del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano. La festa della cattedrale del Vicario di Cristo Gesù, la cattedrale del Papa, è simbolo della potestà di insegnamento, che è obbedienza e servizio alla Verità, alla Chiesa, a Cristo Gesù.

Un rito per riconoscere a Dio gloria e onore è “dedicargli” un luogo. Più volte distrutta durante il corso dei secoli, la basilica di San Giovanni in Laterano fu sempre ricostruita, e l’ultima sua riconsacrazione avvenne nel 1724. In quell’occasione venne stabilita ed estesa a tutta la Cristianità la festa che in questa domenica è stata celebrata.

Ora, è interessante che proprio per questa festa la Chiesa scelga di proclamare liturgicamente il brano della “purificazione del tempio” da parte di Gesù (Seconda Lettura: 1Cor 3,9-11.16-17 – Voi siete il tempio di Dio. Vangelo: Gv 2,13-22 – Parlava del tempio del suo corpo). Gesto accompagnato nel Vangelo di Giovanni da queste parole: «”Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere”… Egli parlava del tempio del suo corpo». Ecco la grande rivelazione: ormai la dimora di Dio non si trova più nel tempio di Gerusalemme – né in alcun altro luogo “sacro” –, ma il corpo di Gesù è la vera dimora di Dio.

Il luogo dove tutti gli umani possono incontrare Dio è Gesù, un uomo, una carne umana che è anche la Parola di Dio, il Figlio stesso di Dio. Grazie alla fede post-pasquale possiamo confessare che il Cristo morto e risorto è il tempio escatologico, il luogo di incontro, alleanza e comunione tra Dio e noi!

Dio è presente ovunque, ma c’è un luogo in cui Egli abita in modo unico e speciale: se nell’antica economia tale luogo era il tempio di Gerusalemme, ora è Gesù, dimora del Dio invisibile. Ecco perché – secondo le parole di Gesù alla samaritana – ormai chi adora Dio non lo adora più né a Gerusalemme né sul monte Garizim, ma in Spirito Santo e nella Verità, che è Gesù stesso (Gv 4,23-24).

Avanzamento lettura