Al termine del Sacro Rito, Mons. Fumagalli, i Concelebranti, i Ministri e i Cavalieri Costantiniani si sono recati processionalmente all’altare della Madonna Liberatrice per il canto dell’Antifona Salve Regina e per la recita dell’Atto di affidamento a Maria.



Omelia di Mons. Lino Fumagalli
Fratelli e sorelle
Fatima è sempre una novità per coloro che cercano di penetrare, sempre più a fondo, nei misteri del messaggio della Madonna, – la Donna “più spendente del sole” – offerto all’umanità nelle apparizioni del 1917 ai tre Pastorelli. Costoro sono stati costituiti “destinatari della compiacenza materna di Maria”, diceva San Giovanni Paolo II. Con quale emozione ascoltiamo queste parole oggi qui nella Chiesa della Trinità-Santuario mariano cittadino, sentendoci uniti a tutti coloro che non cessano di accogliere il suo amore materno!
Per questo è, per me, particolarmente commovente presiedere a questa celebrazione eucaristica su invito dei cari Padri Agostiniani. Con il cuore pieno di gioia ed emozione, desidero salutare tutti voi qui presenti. Così, uniti intimamente a Maria, vogliamo annunciare e ringraziare per le piccole e grandi meraviglie della grazia che Dio ha operato attraverso il suo messaggio a favore dell’umanità e della Chiesa.
Ne ricaviamo tre dimensioni che costituiscono un’ispirazione per la nostra vita.
Primo: Fatima, é, innanzitutto, il riflesso della Luce e della Bellezza di Dio Nelle apparizioni del 13 maggio e giugno, la Vergine Madre ha offerto ai tre veggenti una straordinaria esperienza mistica, l’esperienza dell’intimità di Dio e del suo amore. La luce che irradiava dalle sue mani le immergeva nell’immenso oceano della luce di Dio, della bellezza del suo amore, della sua intimità e santità. In questo momento in cui viviamo una certa indifferenza religiosa, una sorta di eclissi culturale di Dio, Maria ci invita oggi a scoprire il gusto e il fascino di Dio. La nostra vita non è oppressa, ma elevata e dilatata: diventa grande nella bellezza e nella grandezza dell’Amore che salva. È perché Dio è grande che anche gli esseri umani sono grandi, in tutta la loro dignità. Questa è la prima conversione che il messaggio di Fatima richiede: aprire il cuore a Dio Amore è affidarsi a Lui con la preghiera dei Pastorelli: “Mio Dio, io credo, adoro, spero e vi amo”. Questa è la grande priorità per il futuro della fede cristiana: rendere Dio presente, vicino e intimo al cuore umano.
In secondo luogo, Fatima, é annuncio della Misericordia. Nell’inno del Magnificat, Maria proclama la misericordia di Dio che si estende di generazione in generazione. Nelle Apparizioni di Fatima ha fatto eco di questo messaggio all’umanità, minacciata di sprofondare nell’inferno di due guerre mondiali, con il genocidio di milioni di innocenti, e anche alla Chiesa perseguitata in rischio di essere annientato dai regimi totalitari. “È il dolore della madre che la fa parlare; è in gioco il destino dei vostri figli”, ha detto Papa San Giovanni Paolo II in Cova da Iria. Ma la figura della “donna vestita di sole e coronata di dodici stelle”, simbolo della Chiesa e di Maria, ci dice che questi poteri non sono invincibili. Perché la misericordia di Dio è più potente della forza del male. Dio non vuole lasciare il mondo abbandonato, immerso nella tristezza e nel dolore, nello sconforto e nella solitudine. Con il Cuore suo Immacolato, la Madre celeste mostra di sentire il dolore dei suoi figli e viene in loro aiuto con il conforto della misericordia divina. Allo stesso tempo, questo messaggio è accompagnato da un appello alla conversione e alla riparazione.
Terzo, Fatima é un messaggio di pace. Fatima ci affida un messaggio profetico di speranza e non un intimidatorio segreto di paura; ci rivolge una parola di benedizione e non di maledizione; ci offre una consolante promessa di pace e non di distruzione: “Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà… e al mondo sarà concesso un periodo di pace”. Vale a dire: «In fondo, il Signore è più forte del male e la Madonna è per noi la garanzia visibile e materna della bontà di Dio, che è sempre l’ultima parola nella storia» (Benedetto XVI). La pace sta nel cuore del messaggio. Quando chiede di recitare ogni giorno il rosario per la pace, la Madonna vuole innescare, attraverso la preghiera, una mobilitazione generale che porti a un impegno attivo per la concordia, la giustizia e quindi la pace.
Vorrei concludere con l’appello urgente che allora, nel lontano 1967, Papa Paolo VI fece in Cova da Iria, rivolgendosi alle persone di buna volontà di tutto il mondo. Un appello così attuale, oggi che la guerra dilania nuovamente in suolo europeo, oggi che le tensioni tra le grandi potenze persistono, che i conflitti continuano a configurare una “terza guerra mondiale”, che il terrorismo dilaga e la minaccia nucleare è, come allora, nell’ordine del giorno. Sentiamo cosa disse Paolo VI: “Uomini, noi diciamo in questo singolare momento, uomini, procurate d’essere degni del dono divino della pace. Uomini, siate uomini. Uomini, siate buoni, siate saggi, siate aperti alla pace senza compromessi”.
Affidiamo allora oggi alla Madre di Dio i nostri desideri per l’avvento della pace e la realizzazione della giustizia in tutto il mondo!
Atto di affidamento
a Maria Santissima Liberatrice
Santa Madre di Gesù, dolce Madonna Liberatrice, in Te noi confidiamo e a te ci consacriamo.
Sii presente in ogni casa ad ispirare l’amore fedele degli sposi, il rispetto per la vita, la gioia sana degli affetti familiari.
Guidaci nel cammino della vita Cristiana, conforta gli ammalati e gli anziani, e fa’ che nessuno si senta solo, dimenticato o abbandonato per colpa nostra.
Affidiamo a Te le nostre parrocchie, i sacerdoti, il seminario, le comunità religiose insieme al bisogno e alla speranza di nuove vocazioni per il sacerdozio e la vita consacrata.
A Te affidiamo la nostra Città perché cresca nella concordia, sempre fedele alle tradizioni cristiane.
Proteggila da ogni pericolo e dona a tutti salute, lavoro, serenità o nostra cara Maria Santissima Liberatrice.
La commemorazione
delle apparizioni di Fatima
La memoria liturgica di Nostra Signora del Rosario di Fatima è celebrata sempre con grande devozione presso la Parrocchia della Santissima Trinità di Viterbo, storico santuario custode anche della venerata icona di Maria Santissima Liberatrice. Questo momento di Fede si inserisce nei solenni festeggiamenti mariani della Parrocchia, che culminano poi il 28 maggio con la memoria liturgica di Maria Santissima Liberatrice, patrona e protettrice di Viterbo.

La commemorazione delle apparizioni di Fatima richiama una delle più significative esperienze spirituali del XX secolo. Dal 13 maggio al 13 ottobre 1917, la Vergine Maria apparve per sei volte ai tre pastorelli portoghesi Lucia dos Santos e ai cugini Francesco e Giacinta Marto nella località di Cova da Iria, presso Fatima, in Portogallo. Il messaggio affidato dalla Madonna ai bambini fu un forte richiamo alla conversione, alla penitenza, alla preghiera – in particolare alla recita quotidiana del Santo Rosario – e alla devozione al Cuore Immacolato di Maria per la salvezza delle anime e la pace nel mondo. Le apparizioni culminarono il 13 ottobre 1917 con il celebre “miracolo del sole”, al quale assistettero decine di migliaia di persone, evento che contribuì alla diffusione universale della devozione fatimita. Il 13 ottobre 1930 il Vescovo di Leiria dichiarò le apparizioni “degne di Fede”, autorizzando ufficialmente il culto alla Madonna di Fatima. Sul luogo delle apparizioni è oggi sorto uno dei più importanti santuari mariani del mondo.
«Beata Maria Vergine di Fatima in Portogallo, la cui contemplazione nella località di Aljustrel come Madre clementissima secondo la grazia, sempre sollecita per le difficoltà degli uomini, richiama folle di fedeli alla preghiera per i peccatori e all’intima conversione dei cuori» (Martirologio Romano).
Il 13 maggio 1917, in una luminosa domenica di primavera, Lucia dos Santos, di dieci anni, insieme ai cugini Francesco e Giacinta Marto, di nove e sette anni, dopo aver partecipato alla Santa Messa nella parrocchia di Fatima, conduceva al pascolo il gregge nella località di Cova da Iria. Dopo la recita del Rosario, un improvviso bagliore li spaventò; credendolo un fulmine, si prepararono a tornare a casa. Poco dopo, però, un nuovo bagliore attirò la loro attenzione e apparve loro una Signora vestita di bianco, splendente di luce, sopra un piccolo leccio.
La Vergine invitò i tre bambini a ritornare nello stesso luogo il giorno 13 dei sei mesi successivi, promettendo di rivelare in seguito la propria identità e il motivo delle apparizioni. Alla richiesta di offrirsi a Dio per sopportare sofferenze in riparazione dei peccati e per la conversione dei peccatori, i tre pastorelli risposero con generosa disponibilità. Maria annunciò loro che avrebbero sofferto molto, ma che la grazia di Dio sarebbe stata il loro conforto.
Nonostante lo scetticismo iniziale delle famiglie, delle autorità civili e persino di parte del clero locale, la notizia delle apparizioni si diffuse rapidamente. Già il 13 giugno una piccola folla accompagnò i bambini alla Cova da Iria, mentre nei mesi successivi il numero dei presenti aumentò considerevolmente. Durante le apparizioni la Madonna esortò incessantemente alla preghiera del Rosario, alla penitenza e alla conversione del cuore, mostrando ai veggenti anche la visione dell’inferno e affidando loro i celebri “tre segreti” di Fatima.
Nel mese di agosto 1917 i tre pastorelli vennero arrestati dalle autorità civili di Vila Nova de Ourém nel tentativo di costringerli a ritrattare. Non poterono quindi recarsi alla Cova da Iria il 13 agosto, ma la Vergine apparve loro il 19 agosto nella località di Valinhos, rinnovando le sue richieste di preghiera e sacrificio e chiedendo la costruzione di una cappella nel luogo delle apparizioni.
L’ultima apparizione avvenne il 13 ottobre 1917 davanti a circa settantamila persone, tra fedeli, curiosi, giornalisti e fotografi provenienti anche dall’estero. In quella circostanza Maria si presentò come “la Madonna del Rosario” e, al termine dell’apparizione, ebbe luogo il prodigioso fenomeno conosciuto come il “miracolo del sole”: l’astro sembrò ruotare su se stesso, cambiare colore e precipitare verso la terra, mentre gli abiti dei presenti, fino a poco prima completamente bagnati dalla pioggia, risultarono improvvisamente asciutti.
Soltanto tredici anni più tardi, il 13 ottobre 1930, l’autorità ecclesiastica riconobbe ufficialmente le apparizioni come soprannaturali e autorizzò il culto della Madonna di Fatima. Francesco Marto morì il 4 aprile 1919 e Giacinta il 20 febbraio 1920. Lucia entrò nella vita religiosa il 17 giugno 1921 tra le Suore di Santa Dorotea e successivamente nel Carmelo di Coimbra, dove morì il 13 febbraio 2005 all’età di 97 anni. San Giovanni Paolo II beatificò Francesco e Giacinta il 13 maggio 2000, mentre Papa Francesco li canonizzò il 13 maggio 2017, nel Centenario delle apparizioni.
Oggi Fatima rappresenta uno dei principali centri della devozione mariana mondiale. Il Santuario, edificato nel luogo delle apparizioni, custodisce la Cappellina delle Apparizioni e la Basilica di Nostra Signora del Rosario di Fatima, dove riposano i tre veggenti.
Il messaggio di Fatima continua ancora oggi a richiamare i fedeli alla conversione, alla preghiera e alla fiducia nella misericordia di Dio, attraverso la materna intercessione della Vergine Maria.
