La Delegazione Tuscia e Sabina onora Santa Maria dell’Edera in Viterbo

La Delegazione della Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio come da tradizione parteciperà con delle rappresentanze agli appuntamenti della festa della Madonna dell’Edera 2026 della Comunità Pastorale di Santa Maria dell’Edera, di Santa Maria del Paradiso e di Santa Maria della Quercia di Viterbo.

Sabato 16 maggio alle ore 17.00 presso il Chiostro della Chiesa Santa Maria del Paradiso: Saggio della Banda Musichiamo.

Venerdì 29 maggio alle ore 20.45 presso la Chieda di Santa Maria del Paradiso: Processione con la Sacra Immagine della Madonna dell’Edera per le vie del quartiere, con conclusione presso il campetto della Chiesa di Santa Maria dell’Edera.

Domenica 31 maggio, festa della Madonna dell’Edera: alle ore 09.00 Santa Messa presso la Chiesa di Santa Maria dell’Edera; alle ore 10.00 Santa Messa presso la Chiesa di Santa Maria del Paradiso; e alle ore 12.00 solenne Santa Messa presso la Chiesa di Santa Maria del Paradiso, animata dalla Corale di Santa Maria dell’Edera.

La sacra icona di Santa Maria dell’Edera raffigura la Beatissima Vergine Maria col Bambino, ed è strettamente legata alle origini della chiesa sorta alla fine del Cinquecento, immediatamente fiori le mura della Città dei Papi. Secondo la tradizione, l’effigie venne ritrovata semi nascosta tra i tralci d’edera all’ingresso di una vigna. Il ritrovamento suscitò subito una forte devozione popolare e portò alla decisione di edificare un luogo di culto dedicato alla Madonna. Considerata miracolosa e protettrice degli abitanti del contado, l’immagine fu inizialmente custodita in un oratorio e successivamente trasferita nella nuova chiesa nel 1608. Nei secoli successivi continuò ad essere venerata da fedeli e pellegrini, diventando il principale simbolo religioso e identitario dei popolosi quartieri sorti intorno all'antica chiesa a Lei dedicata.

La festa di Santa Maria dell’Edera offre alla comunità l’occasione di rinnovare il filiale legame con la Mamma celeste, alla cui protezione sono stati affidati soprattutto i ragazzi, le famiglie e i malati della Comunità, con la Supplica che recita: «Come l’edera si avvinghia forte al tronco, così noi vogliamo restare uniti a Te, fonte di amore, consolazione e speranza».
Immagine della Madonna

Supplica a Santa Maria dell’Edera

O dolcissima Vergine Maria, Madonna dell’Edera, rifugio sicuro dei tuoi figli, noi ci rivolgiamo a Te con cuore filiale.

Come l’edera si avvinghia forte al tronco, così noi vogliamo restare uniti a Te, fonte di amore, consolazione e speranza.

Proteggici nei pericoli, sostienici nelle prove, guidaci sempre verso tuo Figlio Gesù.

Madonna dell’Edera, Vergine pura e immacolata, guardaci con amore e misericordia. Sii la nostra guida e il nostro esempio. Affidiamo a te le nostre gioie e le nostre pene, perché tu possa intercedere per noi e per tutti i tuoi figli.

Madonna dell’Edera, siamo spesso stanchi e provati. Concedici la tua forza per affrontare le sfide della vita, per resistere alle difficoltà e per trovare la gioia anche nei momenti più bui. Proteggici dal male e illuminaci con la tua luce di speranza.

Madonna dell’Edera, quando siamo indecisi e incerti. Guida i nostri passi, illumina il cammino e aiutaci a prendere le decisioni giuste. Sii la nostra stella polare e la nostra guida.

Madonna dell’Edera, siamo fragili e bisognosi di protezione. Avvolgici con il tuo manto, difendici da ogni male e pericolo, e donaci la pace di Gesù tuo figlio.

Tu che sei Madre tenerissima, ascolta le nostre suppliche, asciuga le nostre lacrime e ottienici le grazie che con fiducia Ti chiediamo.

Madonna dell’Edera, non ci abbandonare mai. Proteggi le nostre famiglie, intercedi per noi presso il Tuo Figlio Gesù, e donaci la pace del cuore.

Amen.

Santa Maria dell’Edera

La chiesa di Santa Maria dell’Edera fu eretta nel 1589 in onore dell’Immagine della Madonna, immediatamente fiori le mura della Città dei Papi.

Il suo titolo deriva dalla posizione in cui venne ritrovata l’Immagine, mezza nascosta tra i tralicci di edera all’ingresso di una vigna di proprietà della nobile famiglia Verreschi.

L’area venne donata dalla famiglia alla Confraternita di Santa Maria Maddalena per erigervi un oratorio. Nello stesso anno il Comune acquista il sito per donarlo ai Cappuccini.

La costruzione della nuova chiesa avviene velocemente e, sebbene non ancora compiuta, è stata consacrata il 20 settembre 1592 dal Vescovo di Viterbo, Mons. Carlo Montigli. All’epoca della inaugurazione mancava ancora la facciata, terminata soltanto tre anni dopo. L’Immagine della Vergine venne trasportata nella chiesa nel 1608, ma per vedere completata la costruzione dell’interno dell’edificio occorrerà attendere ancora dieci anni.

Nel 1622 Santa Maria dell’Edera viene posta sotto la Parrocchia di San Luca, mentre ad officiarvi, fino al 1627, sono i frati Minori di Santa Maria del Paradiso. La necessità di assicurare meglio la cura delle anime che risiedono fuori dalle mura cittadine, porta alla decisione nel 1639 di erigere Santa Maria dell’Edera a Parrocchia, in cui si riuniscono gli abitanti dei casali del contado siti a nord della Viterbo, ed affidarla ai Silvestrini, che ne prendono possesso l’anno successiva. In cambio, alla Confraternita di Santa Maria Maddalena viene affidata la chiesa di San Silvestro.

Alla metà del XVII secolo la chiesa diviene importante per i rigorosi controlli volti ad impedire che la violenta epidemia di peste, che colpisce il territorio in quegli anni, penetri all’interno della Città. Le porte principali (Porta Fiorentina e Porta Romana) vengono chiuse da cancelli e vi vengono apposti soldati e cittadini. Guardie a cavallo percorrono le campagne per scacciare i vagabondi. Chi proviene da luoghi sospetti è sottoposto alla quarantena da subire negli appositi lazzaretti allestiti in Santa Maria del Carmine, nell’Ospedale di San Lucia fuori Porta Fiorentina, in Santa Maria dell’Edera, in Santa Maria in Gradi e nelle Terme.

Il tempio rimane attivo fino al 1892 quando viene chiuso al culto. Viene restaurata tra il 1901 e il 1908, anno in cui viene nuovamente consacrata, per volere di Mons. Antonio Maria Grasselli, nel 1899 nominato Vescovo di Viterbo e Tuscania da Papa Leone XIII.

L’attenzione dei vescovi – come sempre puntata ad incrementare l’opera parrocchiale fuori dalle mura della Città – nel 1943 porterà il Vescovo Adelchi Albanesi ad aprire una succursale alla parrocchia presso i Cappuccini. L’anno successivo la chiesa viene distrutta dai bombardamenti e sarà riedificata nel 1947 ad opera dell’Impresa Cooperativa Democratico Cristiana con l’utilizzo di alcuni materiali di riuso provenienti dalla chiesa di Santa Maria della Pace.

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Oggi, la Parrocchia di Santa Maria dell’Edera costituisce una Comunità Pastorale insieme alle Parrocchie di Santa Maria del Paradiso e di Santa Maria della Quercia, guidata dal Parroco Prof. Don Massimiliano Balsi, Cappellano di Merito con Placca d’Argento.

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