
I festeggiamenti del 2 settembre
Mercoledì 2 settembre 2026, alle ore 12.00 in Piazza del Plebiscito, Dott.ssa Chiara Frontini, Sindaco di Viterbo, consegnerà l’argentea Mazza del Maggiordomo dei Priori, simbolo del potere temporale del Papato, ai dignitari in costume settecentesco del Corteo Storico. Nel pomeriggio, alle ore 16.00, è prevista la traslazione straordinaria del Corpo di Santa Rosa. Alle ore 17.30, mentre nella Basilica Cattedrale di San Lorenzo si svolgeranno la Venerazione del Cuore di Santa Rosa e la Liturgia della Parola presiedute dal Vescovo, il Corteo Storico partirà dal Santuario di Santa Rosa, attraversando il quartiere medievale di San Pellegrino, per raggiungere Piazza San Lorenzo.
Dopo il suo discorso alla Città, alle ore 18.00 il Vescovo di Viterbo presiederà la Solenne Processione. La rappresentanza Costantiniana accompagnerà il Cuore di Santa Rosa, portato dai Facchini di Santa Rosa e preceduto dal Corteo Storico, dal Sagrato della Cattedrale, con i balconi in festa, unendosi alla preghiera del popolo viterbese affinché la Santa continui a intercedere presso il Padre per la sua Città. La Processione si concluderà nel Santuario con il saluto e la benedizione del Vescovo.
Il 50° anniversario
del Corteo Storico di Santa Rosa
Le celebrazioni del 2026 sono caratterizzate dal 50° anniversario del Corteo Storico di Santa Rosa, composto da circa 300 figuranti con costumi rappresentativi dei diversi secoli, dal Duecento all’Ottocento, che rievocano le autorità civili e militari viterbesi che nel corso della storia hanno reso omaggio alla Santa concittadina.
Il Corteo rinnova un’antica consuetudine con la quale le autorità cittadine e il clero si recavano a rendere omaggio a Santa Rosa. Nel 1512 il Consiglio dei Quaranta deliberò infatti di celebrarne ogni anno e in perpetuo la festa, in memoria della traslazione del corpo incorrotto dalla chiesa di Santa Maria in Poggio al Santuario a lei dedicato.
Nell’anno del cinquantenario è stata inoltre promossa la presentazione del Corteo viterbese per l’iscrizione all’Albo Regionale delle Rievocazioni Storiche, con l’obiettivo di consolidare e tutelare questo importante patrimonio storico, religioso e culturale.
La festa liturgica di Santa Rosa
Venerdì 4 settembre 2026, festa liturgica di Santa Rosa, alle ore 10.30 una rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabina parteciperà presso il Santuario di Santa Rosa alla Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo di Viterbo, animata dall’Unione Musicale Viterbese “A. Ceccarini” diretto da Roberto Bracaccini, con all’organo Ferdinando Bastianini.
Il Santuario è stato restaurato recentemente e ha riaperto le porte ai fedeli e ai pellegrini il 22 agosto 2026 con una Solenne Celebrazione Eucaristica, durante la quale il Vescovo di Viterbo ha officiato il rito di benedizione del luogo sacro restaurato. Il completamento dei lavori ha restituito alla Città uno dei suoi luoghi di Fede e devozione più cari.

Nel dipinto si può osservare uno dei miracoli della Santa, la conversione dell’eretico di Vitorchiano. L’episodio avvenne nel 1250 durante il breve esilio di Rosa a causa delle condizioni politiche dell’epoca. Di fronte alla casa in cui abitava Rosa nel piccolo borgo di Vitorchiano viveva una donna che aveva la fama di essere una strega, considerata eretica e etichettata popolarmente come “la maga”. Dopo vari inutili tentativi di convertirla, tra cui un lunghissimo digiuno a cui Rosa si sottopose senza subire conseguenze per la sua già cagionevole salute, per dimostrare la verità della sua Fede e convertire la donna, affrontò una prova del fuoco. Camminò illesa tra le fiamme da lei stessa fatte preparare, uscendo dal rogo senza alcun danno né al corpo né alle vesti. L’evento impressionò profondamente gli abitanti e portò alla conversione dell’eretica.
Nella tela Rosa è raffigurata, con in mano il Crocefisso, proprio mentre calpesta sul fuoco i libri ereticali, mentre alla sua destra un angelo mostra le Sacre Scritture e tiene in mano il giglio, un simbolo di purezza riferibile alla santa. Dopo questa ennesima prova di forza e di Fede di Rosa la megera, rappresentata ai suoi piedi, finalmente si convertirà.
Il miracolo rappresentato è solo uno dei tanti attribuiti alla santa, sia durante la sua vita che dopo la sua morte. Anche Papa Alessandro IV affermò di averla vista in sogno e fece poi traslare la sua salma dal primo luogo di sepoltura all’attuale Santuario di Santa Rosa. Questa traslazione costituisce l’inizio morale dell’incredibile trasporto della Macchina di Santa Rosa che si ripete ogni anno il 3 settembre e che è stato riconosciuto patrimonio immateriale dell’UNESCO nel 2013.
Santa Rosa da Viterbo
Santa Rosa da Viterbo (1233-1251) visse una vita brevissima, ma segnata da una straordinaria intensità spirituale. Desiderosa di consacrarsi a Dio, ma impossibilitata a entrare tra le Clarisse a causa della salute precaria, aderì al Terz’Ordine francescano e percorse le vie della sua Città con una croce al collo, conducendo una vita di penitenza, predicazione e carità verso i poveri e gli ammalati.
Nel difficile contesto delle lotte tra guelfi e ghibellini prese posizione in difesa del Romano Pontefice e fu costretta all’esilio con la famiglia. Dopo la morte dell’Imperatore Federico II poté fare ritorno a Viterbo, dove morì giovanissima nel 1251.
Sepolta inizialmente presso la Chiesa di Santa Maria in Poggio, il suo corpo fu successivamente ritrovato incorrotto. Papa Alessandro IV ne dispose la traslazione presso la chiesa delle Clarisse, oggi Santuario di Santa Rosa, dove ancora viene venerato. La traslazione, avvenuta il 4 settembre 1258, è all’origine della data nella quale Viterbo celebra solennemente la sua Patrona. La sera del 3 settembre si rinnova inoltre il celebre Trasporto della Macchina di Santa Rosa “Dies Natalis”, imponente struttura illuminata portata a spalla dai Facchini lungo le vie del centro storico: una tradizione nella quale la devozione religiosa della Città si unisce a una manifestazione di straordinaria partecipazione popolare.
Risuonano ancora le parole pronunciate da San Giovanni Paolo II durante la Visita Pastorale a Viterbo del 27 maggio 1984, quando indicò nella giovane Santa viterbese una «grande risposta d’amore» e un modello capace di richiamare, anche nel mutare dei tempi, all’assoluto di Dio e alla piena donazione d’amore.



Foto di copertina: Francesco Podesti, Apoteosi di Santa Rosa da Viterbo (o Gloria di Santa Rosa), olio su tela, 230×500 cm, Presbiterio del Santuario di Santa Rosa, Viterbo.
Collocato sull’altare maggiore dal 1873, l’opera di sapore accademico e romantico riconducibile alla cultura figurativa del Podesti, circoscritta da una cornice in legno dorato. La tela rappresenta l’immagine più cara alla cittadinanza della glorificazione della giovane mistica viterbese, immortalata al centro in abito dell’ordine francescano terziario, con una ghirlanda di fiori sul capo, braccia aperte e lo sguardo rivolto in alto. È circondata da un coro di angeli che l’accompagnano in cielo in un trionfo di luce radiosa, su un fondo di nubi dorate, mentre in basso si scorge un profilo urbano stilizzato.
Il dipinto sostituisce una precedente opera del Romanelli (XVII secolo), che dopo i restauri del 1849 venne conservato nel monastero e successivamente trasferito al Museo civico. Pare che ivi sia andato distrutto per i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, mentre per qualcuno l’opera, invece, è conservata da un privato.
