Tracce di Spiritualità Costantiniana

Tracce di Spiritualità Costantiniana è una nuova opera del Prof. Enzo Cantarano, Cavaliere de Jure Sanguinis, Referente per la Formazione della Delegazione di Roma e Città del Vaticano e Coordinatore del Servizio Podcast dell’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. Il volume, di 142 pagine, reca la Prefazione del Gran Maestro S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, Duca di Calabria, Conte di Caserta e Capo della Real Casa delle Due Sicilie.

L’opera affronta il modo di essere Cavalieri e Dame di un’antichissima istituzione, sacra e militare, nel mondo in cui la Provvidenza di Dio Padre li ha posti quali testimoni attivi e credibili del kerygma: l’annuncio dell’unica Buona Notizia di grazia e di salvezza. Mediante l’opera redentrice del Figlio e l’inabitazione dello Spirito Santo, essi sono chiamati a essere generosi costruttori, nella Fede, nella speranza e nella carità, del Regno di Dio «qui e ora», consapevoli che il tempo della sua edificazione è «già e non ancora».

Questa connaturale incompletezza deve esortare i Confratelli e le Consorelle a esercitare un’alta spiritualità laicale e ad adoperarsi per essere «tutti concordi, partecipi delle gioie e dei dolori degli altri, animati da affetto fraterno, misericordiosi, umili», poiché «gli occhi del Signore sono sopra i giusti e le sue orecchie sono attente alle loro preghiere». Ne discende l’esortazione: «Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi». Una testimonianza da rendere «con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza», affinché la condotta in Cristo manifesti la coerenza della Fede professata.

Riportiamo il testo della Presentazione di S.A.R. il Gran Maestro, seguito dall’indice del volume e dal testo integrale di Tracce di Spiritualità Costantiniana, disponibile in formato PDF per la consultazione online e il download.
Copertina

La Presentazione
di S.A.R. il Gran Maestro

La pubblicazione del nuovo lavoro del Confratello Enzo Cantarano e della sua Consorte e nostra Consorella Luisa Carini Cantarano, Tratti di Spiritualità Costantiniana, mi offre la fausta occasione per manifestare ancora una volta il mio apprezzamento per le molteplici attività formative, che entrambi svolgono ormai da parecchi anni, soprattutto a beneficio dei membri del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, posto sotto la Regola di San Basilio Magno, del quale, per grazia di Dio e diritto ereditario, sono Gran Maestro.

Molti sono i tratti distintivi e caratteristici di una componente fondamentale della personalità umana in tutte le civiltà e in tutti i luoghi della Terra: la spiritualità. Le espressioni di tale dimensione umana hanno segnato, nel corso della storia, le tappe fondamentali dello sviluppo dell’uomo. Si può anzi affermare che proprio tali manifestazioni testimoniano, con la loro presenza, il sorgere di un’autocoscienza che rende l’uomo l’unica creatura capace di esprimere questa caratteristica come tratto essenziale del proprio essere vivente.

La spiritualità, che contraddistingue l’uomo e lo differenzia sostanzialmente da tutti gli altri esseri viventi, ha conosciuto, fin dal suo primordiale manifestarsi sulla Terra, differenti modalità espressive che, nella loro sostanza, risultano sorprendentemente simili, sia in senso sincronico sia diacronico, indipendentemente dalle civiltà nelle quali si sono sviluppate. Esse costituiscono l’espressione dell’anelito ineffabile, eppure così potente da caratterizzare la nostra specie, verso il “sacro” e lo “spirituale”, presente in modo nativo e, oserei dire, quasi geneticamente ed epigeneticamente in ogni essere umano.

Come descritto dagli Autori a proposito della spiritualità dei Christifideles laici, la preghiera rappresenta uno dei modi, e forse il principale, attraverso cui si manifesta l’anelito sopra richiamato verso il “sacro” e il numinoso. Essa costituisce, in ogni caso, la cifra distintiva e identificativa della vita di ogni Cristiano.

Proprio per questo motivo, anche la Preghiera del Cavaliere Costantiniano, pervenutaci per antichissima tradizione, rappresenta per me e per tutti noi, Dame e Cavalieri Costantiniani, un vessillo e una sicura guida per vivere pienamente, e non soltanto nominalmente, l’appartenenza alla Sacra Milizia.

Una vita pienamente vissuta non può prescindere da una profonda spiritualità, alimentata da carismi elevati e impegnativi, che necessita, a causa dei nostri limiti creaturali, di potenti intercessori di grazia. Per noi, tale ruolo appartiene anzitutto alla Beata Vergine di Pompei, Regina delle Vittorie, ma anche al valoroso San Giorgio Martire, glorioso Cavaliere, e a tutti i Santi che ci aiutano a rimanere fedeli alle tradizioni del nostro Ordine, praticando e difendendo la Santa Religione Cattolica e Apostolica contro l’assalto dell’empietà, seguendo la regola aurea del nostro legislatore San Basilio Magno.

Una vita spirituale così santamente connotata trova molteplici e potenti avversari contro i quali combattere con una Fede che è «fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono» (Eb 11,1), e che diviene per noi armatura di fortezza e scudo di buona volontà, sicura difesa contro le insidie di nemici tanto visibili quanto invisibili.

La Fede sarà inoltre fonte certa di speranza, poiché esiste un legame profondissimo tra queste due virtù. La speranza è una possibilità che nasce dalla Fede e non da una visione ottimistica delle cose; la speranza Cristiana si fonda sull’adesione a Cristo risorto e non su una concezione filosofica o antropologica della realtà. Ciò significa che la speranza Cristiana possiede una dimensione eminentemente cristologica ed è certezza in Cristo quale principio di comunione e di aggregazione tra tutti i fedeli.

Ma la Fede e la speranza sono virtù “invisibili” a un occhio e a un cuore poco attenti o insufficientemente educati all’amore-carità, che, come conclude San Paolo, costituisce l’espressione operativa e visibile di ogni autentica vita spirituale, poiché, tra le tre virtù teologali, la più grande è appunto la carità (Cfr. 1Cor 13,13).

E noi, Cavalieri e Dame di un Ordine Sacro e Militare, siamo chiamati a opere di attiva carità, come recitiamo nella nostra antichissima Preghiera, verso il prossimo e specialmente verso i poveri e coloro che sono perseguitati a causa della giustizia.

Apprezzo profondamente, e faccio mio, il forte e costante richiamo degli Autori allo sforzo permanente volto a chiedere al Christus triumphans l’acquisizione e la valorizzazione delle virtù necessarie per realizzare, secondo lo spirito del Vangelo, con animo disinteressato e profondamente Cristiano, questi santi desideri per la maggiore Gloria di Dio, per la glorificazione della Santa Croce e per la Propaganda della Fede, per la pace nel mondo e per il bene dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

Nel mio ruolo di Gran Maestro faccio voti affinché questo ulteriore lavoro dei cari coniugi Cantarano Carini, da sempre operosi nel mettere in pratica le sante indicazioni della nostra Preghiera cavalleresca, conduca tutti i Confratelli e tutte le Consorelle a meditare profondamente e, soprattutto, a vivere una spiritualità alta, nobile ed elevata, la sola degna di appartenenti a un Ordine glorioso come il nostro, Sacro e Militare, che fin dalle sue antiche origini ha saputo meritare il favore dei Sommi Pontefici e che tuttora conserva intatte, per grazia di Dio, le proprie prerogative, i propri scopi e la propria essenza fondativa.

La vita spirituale di tutti noi sia testimonianza perenne e autentica della nostra più intima adesione a quella spiritualità che i cari coniugi Cantarano Carini hanno saputo delineare in questo testo, che mi compiaccio di presentare e di raccomandare vivamente alla lettura.

Pedro di Borbone delle Due Sicilie
Duca di Calabria
Conte di Caserta
Gran Maestro
del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio

Indice

  • Prefazione 9
  • Introduzione 11-14
  • L’umanesimo integrale di Jacques Maritain e la nostra formazione 15-17
  • Santi, non mondani. Papa Francesco sulla corruzione 19-21
  • Il laicato Cristiano e la sua spiritualità 23-34
  • Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà troverà la Fede sulla terra? (Lc 18,8). Discernere la cultura attuale 35-37
  • Spiritualità negli ordini cavallereschi 39-42
  • Le fonti della spiritualità cavalleresca 43-46
  • Meditazioni sulla “Regola” di San Basilio Magno 47-54
  • Typicon del Cavaliere Costantiniano 55-58
  • Il combattimento spirituale secondo Paolo 59-63
  • Tentazioni: combattere la buona battaglia e conservare la Fede! 65-68
  • Dalla tentazione alla conversione: preghiera ed opere. La Lettera di San Giacomo 69-79
  • La preghiera nella vita del Cavaliere e della Dama Costantiniani 81-85
  • L’impegno di vita del Cavaliere e della Dama Costantiniani alla luce di considerazioni Cristiane sulla morte 87-94
  • Virtù e cavalleria: riflessioni per il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio 95-101
  • Le Beatitudini (Mt 5,3-12) e la cavalleria 103-111
  • Spiritualità al femminile 113-117
  • “Carisma” tipico del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio: “La carità specialmente verso i perseguitati a causa della giustizia” 119-128
  • La parabola del Cavaliere Cristiano: Giorgio di Lydda, Martino di Tours 129-133
  • L’Ordine Costantiniano tra le Chiese d’Oriente e d’Occidente 135-140
  • Bibliografia141-142

Avanzamento lettura