La Delegazione Roma e Città del Vaticano celebra la Santa Messa mensile di marzo e svolge la Conferenza “Jacques Maritain intellettuale profetico”

Mercoledì 18 marzo 2026, la Delegazione di Roma e Città del Vaticano del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha celebrato presso la basilica magistrale di Santa Croce al Flaminio, chiesa parrocchiale affidata alla Congregazione delle Santissime Stimmate di Nostro Signore, la terza Santa Messa mensile dell’anno, presieduta da Don Maurizio Modugno, Cappellano di Merito con Placca d’Argento.

Al termine della Celebrazione Eucaristica, Dott. Piero Doria, Officiale dell'Archivio Apostolico Vaticano, storico della Chiesa dell’età moderna e contemporanea e storico del pensiero politico contemporaneo, ha tenuto una Conferenza sul tema Jacques Maritain intellettuale profetico.

Nei suoi studi, il filosofo, scrittore, teologo Cattolico e pedagogista francese Jacques Maritain è interpretato dal Dott. Doria come un intellettuale profetico, fondamentale nel traghettare la Chiesa Cattolica verso una nuova comprensione dei diritti umani e della persona nel XX secolo. Dagli studi del Dott. Doria su Maritain emerge, che il filosofo francese ha avuto il merito di far ritrovare alla Chiesa Cattolica il senso e il significato dei diritti della persona, agendo quasi come un "ghostwriter" per Paolo VI. Ha influenzato profondamente il Concilio Vaticano II, in particolare nella definizione del rapporto tra Chiesa e mondo moderno. In sintesi, Dott. Doria inquadra Maritain non solo come un filosofo neotomista, ma come un pensatore profetico capace di dialogare con la modernità e di influenzare la Dottrina Sociale della Chiesa.

L'8 dicembre 1965, alla cerimonia di chiusura del Concilio Vaticano II, Papa Paolo VI consegnò simbolicamente a Maritain, suo amico e ispiratore, il Messaggio agli uomini di pensiero e di scienza. Il Papa riconobbe il ruolo fondamentale degli intellettuali, esortandoli a continuare la ricerca della verità e a non scoraggiarsi, definendo la Chiesa loro alleata.
Jacques Maritain

La rappresentanza della Delegazione di Roma e Città del Vaticano è stata guidata dal Delegato, Prof. Giuseppe Schlitzer, Cavaliere Gran Croce di Merito, con il Segretario Generale di Delegazione, Dott. Michele Cantarano, Cavaliere de Jure Sanguinis, Segretario Generale della Cancelleria della Real Commissione per l’Italia; il Tesoriere, Conte Antonio Fioravanti Cinci Agricola, Cavaliere de Jure Sanguinis; il Referente per la Formazione Costantiniana, Prof. Enzo Cantarano, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento, Coordinatore del Servizio Podcast dell’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia; il Referente per le attività culturali, Conte Carlo Alberto Baracchi Tua di Paullo, Cavaliere de Jure Sanguinis con Placca d’Oro; il Consigliere di Delegazione, Nob. Michele Carrelli Palombi dei Marchesi di Raiano, Cavaliere Gran Croce di Giustizia; e il Referente per l’area dei Castelli Romani, Dott. Franco Iacobini, Cavaliere de Jure Sanguinis con Placca d’Oro.

Inoltre, hanno presenziato i Consiglieri della Real Deputazione, Cavalieri Gran Croce di Giustizia e Cavalieri del Real ed Insigne Ordine di San Gennaro, S.A.S. Don Maurizio Ferrante Gonzaga di Vescovato, Principe del Sacro Romano Impero, Marchese del Vodice, Patrizio Veneto, e S.E. Nob. Don Lorenzo de Notaristefani, Patrizio di Ravello; e Dott. Maurizio Bettoja, Cavaliere di Giustizia.

La Santa Messa

Nella sua omelia, Don Maurizio Modugno ha posto in rilievo l’importanza il brano del Vangelo proclamato (Gv 5,17-30 – Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole). Il Capitolo 5 del Vangelo secondo Giovanni riporta alcuni detti di Gesù che stanno alla base della Rivelazione: la sublime realtà d’amore che lega il Padre e il Figlio. “In verità, in verità io vi dico: il Figlio da sé stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati”.

L’agape meravigliosa della Trinità – ha osservato Don Modugno – viene rivelata agli uomini perché comprendano la Verità di Dio, “perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato” e perché la rispecchino nella loro vita: “In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna”.

Don Modugno ha sottolineato che la dinamica d’amore della Trinità deve essere un modello per la nostra vita: “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato”, e che la vita eterna è in noi già ora (dice “ha”, non “avrà”) se crediamo, se onoriamo il Figlio e attraverso di Lui il Padre. Così non dobbiamo temere quella che San Francesco chiamava “la secunda morte”, ha proseguito Don Modugno, ossia il giudizio negativo sulla nostra vita: il Padre “gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna”.

Quindi, Don Modugno ha ricordato, che i primi Statuti dell’Ordine Costantiniano, la Regola di San Basilio e San Bernardo, invitavano i Cavalieri ad attenersi ai precetti della carità evangelica e a viverli all’interno dell’Ordine e verso ogni prossimo, soprattutto il più debole (“l’orfano e la vedova”). E nel contempo a praticare la Santa Messa e i pii esercizi, soprattutto nel tempo forte della Quaresima. Teniamo tutto questo presente anche oggi, ha esortato Don Modugno, a centinaia e centinaia d’anni di distanza. “Cristo è lo stesso, ieri, oggi e sempre” (Lettera agli Ebrei, 13,8-9).

La Conferenza

Nella sua Relazione, dal tema Jacques Maritain intellettuale profetico, Dott. Piero Doria ha illustrato la figura di Maritain quale personalità che ha dedicato tutta la sua vita di studioso e di autore a promuovere l’insegnamento della democrazia e dei diritti umani.

Anche Maritain, come purtroppo il mondo di oggi, ha vissuto un periodo della sua vita particolarmente inquietante durante il quale in Europa si andavano sempre più affermando regimi totalitari e autoritari. Dopo la rivoluzione bolscevica di ottobre 1917, che apriva le porte al totalitarismo sovietico, c’è stato l’affermazione del fascismo in Italia (1922), del nazismo in Germania (1933) e del franchismo, in Spagna (1936), a conclusione di una violenta guerra civile. Tutti eventi che hanno in qualche modo caratterizzato e formato il pensiero teologico-filosofico e politico di Maritain.

Negli anni Venti del secolo scorso, Maritain divenne uno degli autori più letti tra gli studenti universitari cattolici (Fucini), introdotto dall’allora assistente spirituale della FUCI, Giovanni Battista Montini, che tradusse in italiano il libro di Maritain Tre riformatori: Lutero, Cartesio, Rousseau, edito dalla bresciana Morcelliana nel 1928.

Teorico della democrazia, il pensiero politico maritainiano, ha ricordato il Relatore, affondava le sue radici nella speculazione teologica e filosofica di San Tommaso d’Aquino, venne naturalmente avversato sia dal regime autoritario fascista, sia poi dal regime totalitario nazista. Fu, tuttavia, durante la guerra civile spagnola, che la sua azione – insieme a quella di altri intellettuali cattolici francesi e spagnoli – si distinse in maniera forte per porre termine alle ostilità tra repubblicani (appoggiati dall’URSS e da brigate internazionali socialiste e comuniste) e i nazionalisti di Franco (appoggiati dal regime fascista italiano e nazista tedesco).

Maritain, e quanti appoggiavano la sua azione, ha sintetizzato il Relatore, chiedevano ai due contendenti, repubblicani e nazionalisti, di interrompere le ostilità prima che una parte potesse prevalere sull’altra, sedersi ad un tavolo e fissare i termini per una giusta pace. Questo passaggio, nelle intenzioni di Maritain, avrebbe avuto il merito di interrompere la guerra civile in corso ma, soprattutto, in assenza di un vincitore avrebbe evitato la resa dei conti tra Spagnoli, cosa che puntualmente si verificò con la vittoria dei nazionalisti di Franco, e sicuramente analogamente si sarebbe realizzato se a vincere fossero stati i repubblicani.

Questo attivismo di Maritain lo rese inviso ad entrambi gli schieramenti, ha osservator il Relatore, ma soprattutto nemico dichiarato dei nazionalisti di Franco, che usarono espressioni particolarmente violente nei suoi confronti. Anche Oltretevere l’atteggiamento di Maritain nei confronti del conflitto spagnolo, già criticato per la sua opera Umanesimo integrale del 1936, destò non poca meraviglia soprattutto in quegli ambienti ecclesiastici vicini al fascismo e che salutavano con favore la presa del potere in Spagna da parte di Francisco Franco.

D’altra parte, ha aggiunto il Relatore, che negli anni seguenti questi stessi ambienti ecclesiastici identificarono nella Spagna di Franco lo stato cattolico confessionale per eccellenza, concetto che urtava in maniera evidente con il nuovo ideale storico della Cristianità espresso proprio da Maritain in Umanesimo integrale, accanto ad altri concetti, come la distinzione tra temporale e spirituale, e l’affermazione dei diritti della persona nei confronti dello Stato, e via dicendo.

Alla fine della seconda guerra mondiale, immaginando di fare un piacere al Vaticano, Charles De Gaulle nominò Maritain Ambasciatore di Francia presso la Santa Sede, rimanendo in carica per tre anni (dal 1945 al 1948). Furono anni intensi questi per Maritain soprattutto perché rinsaldò la sua amicizia con Montini e gli fece conoscere a fondo l’ambiente vaticano. Di questa sua presenza romana, il Relatore ha ricordato soprattutto l’istituzione, da lui fortemente voluta, del Centro Culturale San Luigi dei Francesi. Partecipò, inoltre, unico Cattolico, alla stesura della Dichiarazione universale dei diritti umani nel 1948, e grazie alle sue opere fu di ispirazione alla scrittura di numerose Costituzioni, compresa la prima parte riguardante i diritti, di quella italiana.

Nonostante questo, le opere di Maritain vennero sottoposte a più riprese all’attenzione del Sant’Offizio. Tuttavia, nei confronti del filosofo francese benché serpeggiasse questo malcontento curiale, gli attacchi provenivano soprattutto dal Sud America, non si era ancora mai giunti ad un attacco frontale nei suoi confronti. Con tutta probabilità, ha rilevato il Relatore, ciò si dovette alla presenza di Montini accanto a Papa Pio XII. Ma con la nomina da Sostituto della Segreteria di Stato ad Arcivescovo metropolita di Milano, senza porpora, cadde anche la protezione su cui poteva contare inconsapevolmente Maritain.

E si ebbero i primi attacchi frontali. Il primo di essi avvenne il 2 marzo 1953 con la prolusione del Cardinale Alfredo Ottaviani in occasione dell’apertura dell’Anno accademico del Pontificio Ateneo Lateranense. Pur senza mai citare apertamente Maritain, il Cardinale lesse alcuni passi del suo saggio I diritti dell’uomo e la legge naturale. A questo primo passaggio ne seguì uno successivo, nel 1954, con la pubblicazione di una recensione particolarmente critica del gesuita Antonio Messineo, edita in La Civiltà Cattolica, su L’uomo e lo stato, la seconda grande opera politica di Maritain.

Quindi, tra giugno 1955 e giugno 1957, con Montini ormai lontano da Roma e da Pio XII, su richiesta del Sant’Offizio vennero preparati dai Consultori della Suprema Congregazione dei Vota con riferimento ad alcuni libri di Maritain: il domenicano Garrigou-Lagrange, già grande amico di Maritain, presentava al Sant’Offizio un primo voto nel giugno 1955 e un supplemento al voto nel febbraio 1956. Quindi, era la volta di Sebastiano Tromp, gesuita dei Paesi Bassi, e stretto collaboratore del Cardinale Ottaviani, soprattutto durante gli anni del Concilio, a presentare un articolato voto sulle opere di Maritain nel maggio 1956.

Sempre, nel 1956, il già citato Antonio Messineo, pubblicava per La Civiltà Cattolica uno sconsiderato attacco contro l’opera Umanesimo integrale di Maritain, che suscitò la dura presa di posizione degli Ambasciatori presso la Santa Sede di Argentina e Francia e le reazioni di numerosi intellettuali e teologi che misero in evidenza la inopportunità di questi attacchi, soprattutto per il ruolo svolto da Maritain in passato come Ambasciatore di Francia presso la Santa Sede.

Più velata ma allo stesso tempo, al parere del Relatore, molto più efficace fu la risposta del teologo svizzero Charles Journet, poi creato cardinale da Paolo VI, il quale analizzando puntualmente le critiche mosse da Messineo le smontò una ad una facendo fare al gesuita la figura dell’incompetente. Un secondo articolo del Messineo, sempre contro l’Umanesimo integrale di Maritain, già impaginato e pronto per essere pubblicato il 15 settembre 1956, venne bloccato da Pio XII. Copie di questo fascicolo sono presenti sia nell’Archivio di La Civiltà Cattolica, visionato da Jean-Dominique Durand, sia nell’Archivio Apostolico Vaticano e sia, infine, nell’Archivio del Dicastero della Dottrina della Fede, ex Sant’Offizio che il Relatore entrambi ha potuto consultare personalmente. Ancora nel giugno 1957, ha aggiunto il Relatore il fascicolo Maritain, si arricchiva di altri due voti quello di Pietro Parente, poi cardinale, e quello del gesuita della gregoriana Charles Boyer, consegnato alcuni anni prima alla Congregazione dei Seminari.

Anche la Conferenza Episcopale Italiana nelle sue plenarie si occupò di Maritain e dell’influsso che aveva avuto sugli studenti universitari italiani della FUCI, chiedendo che fosse purificato il ramo laureati dall’influenza maritainiana. L’intervento di Montini, in questa occasione, fu fondamentale per preservare la Federazione da insensati provvedimenti come lo scioglimento.

Tuttavia, ha proseguito il Relatore, nei confronti di Maritain furono presi dal Sant’Offizio alcuni gravi provvedimenti come quello di impedire alla editrice Studium di stampare nuove copie di Umanesimo integrale, mentre altri provvedimenti fortunatamente rimasero solo sulla carta, come per esempio il progetto di pubblicare un’Enciclica contro le teorie maritainiane, ma anche di altri autori.

Nel 1958 il Sant’Offizio dava incarico al domenicano Rosario Gagnebet di redigere un voto nel quale a partire dai documenti dei Papi, da Gregorio XVI a Pio XII, esaminasse le opere di vari autori, tra cui Maritain, per verificarne la corrispondenza con gli insegnamenti dei pontefici. Questo documento, il Relatore ha ritrovato successivamente tra le carte del Concilio utilizzato, nella fase preparatoria dei lavori, dalla commissione teologica (leggi Sant’Offizio) per chiedere la condanna della dottrina Maritain. Anche in questa occasione, l’intervento di alcuni vescovi, futuri padri conciliari, e teologi, tra cui di nuovo Journet, fecero cadere l’ultima velleità curiale di vedere condannato Maritain e la sua dottrina.

L’elezione di Papa Paolo VI pose la pietra tombale ad ogni attacco nei confronti di Maritain e lo stesso, a conclusione del Concilio Vaticano II, consegnò al filosofo francese in Piazza San Pietro e davanti al mondo intero il Messaggio agli uomini di pensiero e di scienza.

Ancora oggi è difficile capire, ha osservatore il Relatore, i motivi di questo accanimento nei confronti del filosofo francese, ignoti perfino allo stesso cardinale Montini che pure seguì da vicino l’intera vicenda. Ora se per la parte curiale più retrograda Maritain restava per sempre un convertito, la maggior parte di essa riconosceva grandi meriti al filosofo francese e non solo quelli di uomo di Fede, ma in primo luogo quello di aver riattualizzato il pensiero di San Tommaso. Indubbiamente con le sue opere e, soprattutto, proponendo l’ideale storico di una nuova Cristianità, Maritain metteva in discussione e possiamo dire anche in crisi lo Stato confessionale spagnolo di Franco tanto caro ad Ottaviani e Pizzardo; il tema dei diritti, poi, e principalmente il diritto alla libertà religiosa andava ad infrangersi contro il principio assoluto che solo la verità ha diritto alla libertà e dunque nessun altra religione, eccetto la Cattolica, aveva titolo per esercitare questa libertà (ma noi sappiamo che il Concilio Vaticano II cancellò questo concetto, riaffermando definitivamente l’insegnamento della Chiesa secondo la stessa volontà di Gesù e proseguita fedelmente da suoi apostoli che la Verità-la Parola si propone ma non si impone); il concetto di extraterritorialità dei diritti che nessuno stato poteva invadere perché precedenti alla istituzione dello stesso stato e come recitano molte Costituzioni, compresa quella italiana, possono essere solo riconosciuti dallo stato stesso ma non concessi, e, infine, il concetto di democrazia insito negli insegnamenti maritainiani, tutti questi aspetti furono senza dubbio alla base di questa persecuzione, che tuttavia un risultato ottenne, quello vale a dire di negare la laurea honoris causa in scienze politiche a Maritain deliberata dalla stessa facoltà dell’Università Cattolica di Milano e fortemente voluta anche dal suo Rettore, Agostino Gemelli.

Oggi, ha concluso il Relatore, il pensiero di Maritain, guardando quanti piccoli Franco si aggirano nel mondo e fanno danni, sembra ritornato con forza di grande attualità. Ma la forza di Maritain è stata quella di aver studiato e compreso intimamente il pensiero universale di San Tommaso d’Aquino. Se non si conosce San Tommaso non si comprende Maritain. E se non si conosce la Parola, non si comprende Aan Tommaso. C’è un filo rosso, sottile che partendo dalla Parola, attraversa i secoli arriva fino a Sant’Agostino e prosegue con San Tommaso per arrivare infine a Maritain.

Al termine della Relazione, il Prof. Enzo Cantarano, Referente per la Formazione della Delegazione di Roma e Città del Vaticano e Coordinatore del Servizio Podcast dell’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia, ha proposto un intervento richiamando l’importanza fondamentale della formazione per Maritain sulla scia del pensiero agostiniano sull’argomento e di quello tomista sul rapporto tra scienza e fede.

Il Prof. Cantarano ha poi contraccambiato il dono di una copia del libro del Dott. Doria con una brochure contenente i testi dei suoi podcast su Jacques Maritain e sul suo pensiero pubblicati lo scorso anno a cura del l’Ufficio Stampa della Real Commissione per l’Italia sull’apposito canale Spreaker: Jacques Maritain, l’umanesimo integrale e la formazione Costantiniana e Il pensiero di Maritain alla luce della crisi delle democrazie: il ruolo della persona (20 dicembre 2024).

Al termine della Conferenza, il consueto vin d’honneur ha offerto un momento conviviale di scambio di pensieri e riflessioni da parte dei partecipanti.

Piero Doria

Dott. Piero Doria è storico della Chiesa dell’età moderna e contemporanea e storico del pensiero politico contemporaneo, officiale di ruolo dell’Archivio Apostolico Vaticano dal 2000.

Si è laureato in scienze politiche con indirizzo politico-storico alla Sapienza Università di Roma e ha conseguito sia il diploma in archivistica (Scuola Vaticana di Paleografia, Diplomatica e Archivistica) che il dottorato di ricerca in storia delle dottrine politiche e filosofia della politica (Sapienza Università di Roma).

È collaboratore del Dizionario Biografico degli Italiani, è stato docente di storia delle dottrine politiche (Università delle Scienze Umane – Niccolò Cusano) e Direttore della rivista Notes et documents dell’Istituto Internazionale Jacques Maritain. È, tra l’altro, membro della redazione della rivista CVII. Studi e Ricerche» del Centro Studi sul Concilio Vaticano II (Pontificia Università Lateranense); dell’advisory board del Cardinal Willebrands Research Center di Utrecht (Paesi Bassi); del comitato scientifico della collana Foedus; Direttore del comitato scientifico della collana Thesaurus.

Ha partecipato a diversi convegni nazionali e internazionali.

È autore di numerosi studi scientifici, tra cui La condanna della “dottrina Maritain” (Aracne, 2008): un lavoro che analizza le critiche e le opposizioni incontrate dalle posizioni di Maritain nel contesto Cattolico.

L’agile volumetto Maritain e i vescovi italiani (Pliniana, 2025), un’analisi della ricezione del pensiero di Maritain all’interno della gerarchia ecclesiastica italiana, riporta il saggio presentato dal Dott. Doria per il Convegno Les Maritains et Rome (II sessione, 8 e 9 aprile 2024) tenuto presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino in Roma in occasione delle Journées d’étude sans la perspective du 80e anniversaire de l’ambassade de Jacques Maritain à Rome, organizzato dall’Ambasciata di Francia presso la Santa Sede e da altri Enti. L’autore presenta chiare e competenti considerazioni, soprattutto di natura storica, sull’ influsso dell’opera di Jacques Maritain, la così detta “dottrina Maritain”, sulla cultura italiana, in modo particolare su quella accademica, e sulle reazioni generalmente contrariate a tale influsso, della gerarchia Cattolica, stemperate e, alla fine, tacitate dalla suprema autorità di San Paolo VI, amico di vecchia data ed estimatore profondo del filosofo e politologo francese. “Niente rivela in lui dello spirito subdolo proprio di chi insidia la Chiesa e la sua ortodossia. Maritain è un pensatore cristiano che, facendo affidamento sul suo ingegno e sulla sua cultura, affronta il formidabile problema della posizione e della missione della Chiesa nel mondo modero”.

Per oltre un decennio Dott. Doria ha lavorato sull’Archivio del Concilio Vaticano II redigendo un inventario analitico di prossima pubblicazione.

È, inoltre, autore di diversi studi su fatti e personaggi dell’Assise. Ha pubblicato il libro Storia del Concilio Vaticano II. Da Giovanni XXIII a Paolo VI (1959-1965) (Tav Editrice, 2016), che racconta i principali momenti e le varie fasi di quella indimenticabile stagione segnata dal Concilio Vaticano II.

Jacques Maritain

Jacques Maritain (Parigi, 18 novembre 1882-Tolosa, 28 aprile 1973) è stato un filosofo, teologo e pedagogista francese. Prolifico autore, Maritain scrisse oltre sessanta opere ed è generalmente considerato come uno dei massimi esponenti del neotomismo del XX secolo, nonché uno tra i più grandi pensatori Cattolici del Novecento. Il suo contributo è stato influente nello sviluppo e nella stesura della Dichiarazione Universale dei Diritti umani del 1948. Docente di filosofia presso l’Università di Princeton dal 1948 al 1960, insegnò anche presso il Pontificio Istituto di Studi Medievali di Toronto, la Columbia University, l’Università di Chicago e l’Università di Notre Dame. Fu anche ambasciatore di Francia presso la Santa Sede tra il 1945 ed il 1948. Allievo di Henri Bergson, si convertì al Cattolicesimo nel 1906 anche grazie all’influenza dell’amico Léon Bloy. Maritain fu tra i più eminenti filosofi che si adoperarono di avvicinare gli intellettuali Cattolici alla democrazia.

Messaggio dei Padri conciliari
agli uomini di pensiero e di scienza

Papa Paolo VI, l’8 dicembre 1965 nella cerimonia di chiusura del Concilio Vaticano II in Piazza San Pietro, consegna a Jacques Maritain il “Messaggio agli uomini di pensiero e di scienza” dei Padri conciliari. Pur nella sua brevità, il messaggio – di cui riportiamo di seguito il testo – pone in luce un aspetto centrale del rapporto fra fede e scienza, al sottolineare la convergenza fra ricerca della verità e ricerca di Dio:

«Un saluto tutto speciale a voi, ricercatori della verità, a voi, uomini di pensiero e di scienza, esploratori dell’uomo, dell’universo e della storia, a voi tutti, pellegrini in marcia verso la luce, e anche a quelli che si sono fermati nel cammino, affaticati e delusi da una vana ricerca.
Perché un saluto speciale per voi? Perché qui tutti noi, Vescovi, Padri del Concilio, siamo in ascolto della verità. Che cosa è stato il nostro sforzo durante questi quattro anni, se non una ricerca più attenta e un approfondimento del messaggio di verità affidato alla Chiesa, se non uno sforzo di docilità più perfetta allo Spirito di verità?
Noi dunque non potevamo non incontrarci con voi. Il vostro cammino è il nostro. I vostri sentieri non sono mai estranei ai nostri. Noi siamo gli amici della vostra vocazione di ricercatori, gli alleati delle vostre fatiche, gli ammiratori delle vostre conquiste e, se occorre, i consolatori dei vostri scoraggiamenti e dei vostri insuccessi.
Anche per voi abbiamo dunque un messaggio, ed è questo: continuate a cercare, senza stancarvi, senza mai disperare della verità! Ricordate le parole di uno dei vostri grandi amici, sant’Agostino: “Cerchiamo con il desiderio di trovare, e troviamo con il desiderio di cercare ancora”. Felici coloro che, possedendo la verità, la continuano a cercare per rinnovarla, per approfondirla, per donarla agli altri. Felici coloro che, non avendola trovata, camminano verso essa con cuore sincero: che essi cerchino la luce del domani con la luce d’oggi, fino alla pienezza della luce!
Ma non dimenticatelo: se il pensare è una grande cosa, pensare è innanzitutto un dovere; guai a chi chiude volontariamente gli occhi alla luce! Pensare è anche una responsabilità: guai a coloro che oscurano lo spirito con i mille artifici che lo deprimono, l’inorgogliscono, l’ingannano, lo deformano! Qual è il principio di base per uomini di scienza, se non sforzarsi di pensare giustamente?
Per questo, senza turbare i vostri passi, senza accecare i vostri sguardi, noi vogliamo offrirvi la luce della nostra lampada misteriosa: la fede. Colui che ce l’ha affidata è il Maestro sovrano del pensiero, colui di cui noi siamo gli umili discepoli, il solo che abbia detto e potuto dire: “Io sono la luce del mondo, io sono la via, la verità e la vita”.
Questa parola vi riguarda. Forse mai, grazie a Dio, è apparsa così bene come oggi la possibilità d’un accordo profondo fra la vera scienza e la vera fede, l’una e l’altra a servizio dell’unica verità. Non impedite questo prezioso incontro! Abbiate fiducia nella fede, questa grande amica dell’intelligenza! Rischiaratevi alla sua luce per afferrare la verità, tutta la verità! Questo è l’augurio, l’incoraggiamento, la speranza che vi esprimono, prima di separarsi, i Padri del mondo intero, riuniti in Concilio a Roma».

Foto di copertina: Jacques Maritain, circa 1930.

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