La solenne Santa Messa votiva di San Giorgio – celebrata l’11 aprile 2026, Sabato fra l’Ottava di Pasqua, giornata dedicata alla Resurrezione, all’impegno Cristiano e alla fedeltà all’eredità Costantiniana – è iniziata con la Processione introitale, durante la quale quasi cento Cavalieri e Dame sono entrati nella cappella al suono dell’organo che eseguiva l’Inno al Re, richiamando in modo suggestivo il legame storico che unisce l’Ordine Costantiniano alla Real Casa delle Due Sicilie, sotto il Gran Magistero del Duca di Calabria in quanto primogenito farnesiano.


L’Inno al Re fu composto dal Maestro tarantino Giovanni Paisiello, uno dei massimi esponenti della celebre Scuola Musicale Napoletana nei suoi anni di massimo splendore presso la Corte di Napoli. Esso venne commissionato dal Re Ferdinando IV di Borbone nel 1787. L’Inno non prevedeva un testo originale cantato; si trattava infatti di una composizione solenne destinata alle parate militari e alle cerimonie di Corte, che ha mantenuto nel tempo la propria struttura orchestrale classica. Fu adottato ufficialmente come inno del neonato Regno delle Due Sicilie nel 1816.





La solenne Santa Messa presieduta dall’Ordinario Militare per la Francia, S.E.R. Mons. Antoine de Romanet de Beaune, Cappellano Gran Croce di Giustizia, è stata celebrata nella luce del Tempo Pasquale. La Liturgia della Parola ha invitato i partecipanti a contemplare il rinnovamento interiore della promessa del Cavaliere Cristiano: il brano tratto dal Libro dell’Apocalisse recitava «Ecco, io faccio nuove tutte le cose», mentre il Vangelo secondo San Luca proclamava: «Chi vuol venire dietro a me, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua».

La Cerimonia di Investitura è stata introdotta dal Veni Creator Spiritus, quale invocazione dello Spirito Santo, seguito dalla Benedizione dei mantelli da chiesa. Quindi, uno dopo l’altro, gli Ammittendi sono stati chiamati davanti all’altare per pronunciare i loro voti d’impegno davanti a Dio, al Gran Maestro e ai membri dell’Ordine. Con queste parole, ciascun Ammittendo ha solennemente dichiarato la propria appartenenza alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana, il proprio impegno a seguirne gli insegnamenti e a metterne in pratica i comandamenti; ha promesso di contribuire alla glorificazione della Croce, di sostenere i progetti umanitari dell’Ordine e di fornire assistenza spirituale e pratica ai confratelli bisognosi.

Questo momento, di grande intensità spirituale, ha ricordato che l’Ordine Costantiniano non è un titolo onorifico, né una semplice associazione filantropica, ma un Ordine religioso, una scuola di fedeltà Cristiana vissuta nella preghiera, nella carità e nel servizio, destinata a condurre i suoi membri alla santità.



Nell’Ordine sono stati accolti come Cavalieri di Giustizia il Barone Olivier de La Chapelle, il Visconte Yves Mourins d’Arfeuille e Godefroy de Romrée de Vichenet; come Dame di Giustizia la Viscontessa de Grenier de Lassagne, nata Sylvie Roux, e la Baronessa de Sambucy de Sorgue, nata Isaure de Mullot de Villenaut; come Cavalieri di Merito Alexis de Bézenac, l’Ing. Laurent Goeb e Noé Murat-David; e come Dama di Merito Clémence Troesch-Varlet.
Inoltre, sono stati promossi, in riconoscimento del loro lungo servizio, delle responsabilità assunte all’interno dell’Ordine e degli eccezionali meriti maturati al suo servizio, Don Brice Meissonnier quale Cappellano di Giustizia; e Jérôme Colcomb e Matthieu Chaine quali Cavalieri di Merito con Placca d’Argento.
Particolarmente significativa è stata la ricezione riservata al Barone Olivier de La Chapelle. In qualità di Presidente dell’Associazione francese dei membri del Sovrano Militare Ordine di Malta, egli ha accolto, nella serata, S.A.R. il Gran Maestro al ballo di beneficenza tenutosi presso il Cercle de l’Union Interalliés, a favore del pellegrinaggio internazionale del Sovrano Militare Ordine di Malta a Lourdes, a testimonianza dei legami fraterni che uniscono le grandi istituzioni cavalleresche Cattoliche.

Dopo la tradizionale foto di gruppo dei partecipanti, la giornata è proseguita in un’atmosfera familiare. Un ricevimento con cocktail, seguito da un pranzo, ha riunito Cavalieri, Dame, familiari e amici nei saloni della Scuola Militare. Queste ore conviviali hanno permesso ai neo-membri di conoscersi e di scambiare idee con le alte cariche dell’Ordine, nella particolare atmosfera delle grandi famiglie spirituali, dove le generazioni si incontrano naturalmente attorno a una lealtà condivisa.
Questo incontro ha offerto anche l’opportunità di presentare un volume commemorativo dedicato al decimo anniversario della Real Commissione per la Francia, dal titolo Ordre sacré et militaire Constantinien de Saint-Georges – Commission royale pour la France 2015-2025. Il libro è frutto dell’importante lavoro di Edouard-Nicolas Derinck, Cavaliere Gran Croce di Merito, ed è illustrato da Matthieu Chaine, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento. L’opera ripercorre la continuità storica della Sacra Milizia, a partire dalla leggendaria visione dell’Imperatore Costantino al Ponte Milvio fino alla presenza contemporanea dell’Ordine in Francia, e documenta lo sviluppo della Real Commissione per la Francia dalla sua fondazione nel 2015.
Nel pomeriggio si è svolta l’Assemblea Generale Ordinaria della Real Commissione per la Francia. Dopo la presentazione della relazione del Presidente e del bilancio, i membri hanno esaminato le attività svolte nell’anno precedente, approvato i conti e discusso le future iniziative benefiche.
Un momento particolarmente toccante è stato dedicato alla presentazione della donazione effettuata all’Associazione Opere Rurali, alla presenza del Presidente Generale Louis d’Astorg. Grazie al sostegno della Real Commissione per la Francia, l’associazione è stata in grado di aiutare due sacerdoti rurali delle Diocesi di Verdun e Besançon a sostituire il proprio veicolo – strumento essenziale per il loro ministero – e di sostenere due missioni parrocchiali di evangelizzazione nelle Diocesi di Soissons e Agen. Questo esempio concreto ha ricordato come l’impegno Costantiniano trovi il suo compimento nelle opere: servire la Croce, difendere la Chiesa e sostenere coloro che annunciano il Vangelo.
In questa giornata si è potuta apprezzare la fedeltà dell’Ordine Costantiniano alla propria vocazione: unire preghiera, tradizione, famiglia, carità e servizio alla Chiesa in un unico e coerente impegno. Sotto lo sguardo di San Luigi e la protezione di San Giorgio, i neo-investiti hanno ricevuto molto più di un mantello da chiesa: hanno ricevuto una missione.
