Santa Messa mensile di novembre

Domenica 8 novembre 2026, alle ore 10.30, verrà celebrata la Santa Messa mensile della Delegazione presso la Chiesa della Santissima Trinità–Santuario Maria Santissima Liberatrice in Viterbo. Nella chiesa, retta da otto secoli dai Padri Agostiniani, la Delegazione trova da anni il centro della propria vita spirituale e partecipa alle principali ricorrenze liturgiche della comunità.
Per questa XXXII Domenica del Tempo Ordinario, la Chiesa propone la lettura di un brano del Vangelo secondo Matteo (Mt 25,1-13 – Ecco lo sposo! Andategli incontro!).
Ai tempi di Gesù, la sposa aspettava nella casa dei genitori l’arrivo dello sposo. Dopo il tramonto del sole, lo sposo arrivava con un corteo nuziale per condurla nella propria casa. Alcune damigelle seguivano la sposa. Diverse ragioni potevano causare il ritardo dello sposo, come, per esempio, il protrarsi dei colloqui con i genitori della sposa sui doni e sulla dote. Il prolungarsi delle trattative era considerato di buon auspicio.
Nella parabola delle dieci vergini, tuttavia, l’attesa dello sposo assume un significato diverso. Si tratta, infatti, del ritorno di Cristo, e tutto è riassunto nelle parole conclusive: «Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora», cioè: «Siate pronte per l’arrivo di Cristo». La parabola potrebbe dunque essere introdotta così: «Per il regno dei cieli accadrà come per le dieci vergini che uscirono, con le loro lampade, incontro allo sposo».
Agli occhi di Gesù, è saggio chi veglia, cioè chi custodisce nel proprio animo il pensiero del ritorno del Signore e dell’ora della propria morte, chi vive ogni giorno nell’amicizia di Dio, nella grazia santificante, e chi si rialza subito se, per debolezza, cade. Da qui l’invito a vegliare, perché nessuno, all’infuori di Dio, conosce il giorno e l’ora.
Partecipazione all’Assemblea Diocesana

Domenica 8 novembre 2026, dalle ore 16.00 alle 19.00, la Delegazione parteciperà all’Assemblea Diocesana presso la Sala Alessandro IV del Palazzo dei Papi in Piazza San Lorenzo 8 a Viterbo, convocata dal Vescovo di Viterbo, S.E.R. Mons. Orazio Francesco Piazza.
Questo importante appuntamento di comunione, discernimento e partecipazione rappresenta un momento fondamentale di incontro e confronto per la Chiesa locale, chiamata a definire il nuovo Progetto Pastorale «Campanili in rete». Attraverso la revisione della struttura territoriale, la Diocesi intraprende un cammino di coesione e corresponsabilità per un approccio rinnovato alla realtà ecclesiale e ai suoi bisogni. «Come Chiesa locale ci attende a breve un importante momento di incontro e di confronto. Un cammino di coesione e corresponsabilità per un approccio nuovo alla realtà ecclesiale e ai suoi bisogni» (Mons. Orazio Francesco Piazza).
L’Assemblea avrà inizio con un momento di preghiera, seguito dalla relazione di Mons. Orazio Francesco Piazza e dalla presentazione della nuova organizzazione territoriale. Seguiranno i gruppi di lavoro foraniali, che offriranno un’occasione concreta di confronto e partecipazione.
Il Palazzo dei Papi (foto di copertina), simbolo storico di Viterbo, nacque per ospitare Papa Alessandro IV (1254-1261), nato Rinaldo dei Conti di Segni, il pontefice che nel 1257 decise di trasferire la sede della Curia pontificia a Viterbo, promuovendo l’ampliamento dell’antico palazzo vescovile. Diverse sue parti sono oggi aperte al pubblico, tra cui la splendida Loggia delle Benedizioni, detta anche Loggia dei Papi, eretta nel 1267 con archi ogivali trilobati che dominano Piazza San Lorenzo. L’Aula del Conclave, famosa per aver ospitato il primo e più lungo conclave della storia (durato 33 mesi), fu costruita dal Capitano del Popolo Raniero Gatti, membro della potente famiglia guelfa. La Sala Gualterio, interamente affrescata, esibisce lo stemma di Papa Clemente VIII e risale ai lavori voluti dal Vescovo Sebastiano Gualterio (1551-1566) per ampliare la Curia.
La Sala Alessandro IV è uno degli spazi storici e istituzionali situati all’interno del Palazzo dei Papi. Oggi la sala è adibita a prestigioso spazio polifunzionale per convegni, conferenze, mostre, presentazioni e rassegne culturali. Si trova nel cuore del complesso monumentale del Colle del Duomo, a breve distanza dalla celebre Aula del Conclave e dalla Loggia delle Benedizioni.
Santa Messa in suffragio dei defunti

Giovedì 12 novembre 2026, la Delegazione parteciperà alla Santa Messa in suffragio dei defunti dei Club, degli Ordini Equestri e delle Associazioni di Viterbo. La celebrazione, presieduta dal Vescovo di Viterbo, S.E.R. Mons. Orazio Francesco Piazza, si terrà alle ore 18.30 presso la Basilica di Santa Maria della Quercia.
Incontro prenatalizio
nell’anno giubilare francescano

Domenica 6 dicembre 2026, la Delegazione terrà l’incontro prenatalizio, quest’anno nell’VIII centenario del Transito di San Francesco (1226-2026). La Santa Messa sarà celebrata nella Basilica di San Francesco alla Rocca, in Piazza San Francesco 6 a Viterbo. Seguirà l’incontro conviviale.
Seguiranno ulteriori informazoni.
Nell’anno giubilare francescano, la celebrazione del Perdono di Assisi ha assunto un significato ancora più intenso, richiamando i fedeli a riscoprire il cuore del messaggio del Poverello: la misericordia di Dio come sorgente di riconciliazione, di speranza e di pace. In questo contesto di particolare valore ecclesiale e spirituale, una rappresentanza della Delegazione della Tuscia e Sabine ha vissuto con profonda partecipazione la solennità di Santa Maria degli Angeli, celebrata domenica 2 agosto 2026 nella Basilica di San Francesco alla Rocca, che ha inteso esprimere la partecipazione dell’Ordine ad una delle ricorrenze più significative della tradizione francescana, che ogni anno rinnova l’invito alla conversione del cuore, al perdono reciproco e alla testimonianza della carità Cristiana.
Basilica di San Francesco alla Rocca:
un luogo simbolo della storia della Chiesa
e del Francescanesimo


La storia della Basilica di San Francesco alla Rocca di Viterbo, uno dei più importanti complessi monumentali francescani dell’Italia centrale, è profondamente intrecciata con quella della Città dei Papi, che nel XIII secolo fu più volte sede della Curia romana e teatro di eventi destinati a segnare la vita della Chiesa universale.
La costruzione della Basilica ebbe inizio nel 1237, dopo che Papa Gregorio IX, con Bolla del 9 dicembre 1236, aveva donato ai Frati Minori l’area sulla quale sarebbe sorto il nuovo complesso conventuale. Il luogo prescelto non era casuale: su quel rilievo sorgevano infatti l’antico Castello di Sonza e il successivo Palazzo degli Alemanni, destinato ad accogliere le personalità provenienti dall’area germanica e, in più occasioni, gli stessi Pontefici durante la loro permanenza a Viterbo. Con l’arrivo dei Francescani, l’area assunse progressivamente una nuova identità religiosa e culturale, destinata a caratterizzare profondamente la storia della città.


L’interno della Basilica custodisce un patrimonio artistico e monumentale di eccezionale importanza. Tra le testimonianze più significative emergono i mausolei di Papa Clemente IV (prima foto sopra) e Papa Adriano V (seconda foto sopra), autentici capolavori dell’arte funeraria medievale, ai quali si affiancano monumenti dedicati a cardinali, vescovi e illustri protagonisti della storia ecclesiastica. La grande navata, la quadrifora absidale, gli elementi gotici e le numerose opere d’arte conservate all’interno fanno della Basilica uno dei principali luoghi della memoria religiosa e artistica della Tuscia.
Di particolare valore è anche il legame della Basilica con figure di primo piano della spiritualità francescana. Qui sono custodite testimonianze che richiamano San Bonaventura da Bagnoregio, Santa Rosa da Viterbo e numerosi altri protagonisti della storia dell’Ordine, mentre la presenza dei Frati Minori Conventuali continua a mantenere viva una tradizione spirituale che attraversa ormai quasi otto secoli. Ancora oggi San Francesco alla Rocca rappresenta un luogo privilegiato di preghiera, di studio e di pellegrinaggio, nel quale fede, arte e storia continuano a dialogare armoniosamente.
VIII Centenario
del Transito di San Francesco d’Assisi
La celebrazione del Perdono di Assisi nel 2026 si colloca nel culmine del cammino commemorativo promosso dalla Famiglia Francescana per l’VIII Centenario del Transito di San Francesco d’Assisi (1226-2026). Dopo aver ricordato, negli anni precedenti, l’ottavo centenario della Regola bollata, del Natale di Greccio, delle Stimmate della Verna e del Cantico delle Creature, la Chiesa è chiamata quest’anno a contemplare gli ultimi giorni della vita del Santo e l’eredità spirituale che egli ha consegnato ai suoi figli e all’intero popolo Cristiano.
Il Transito di San Francesco non rappresenta soltanto il ricordo della sua morte terrena, ma la celebrazione del suo pieno incontro con Cristo, al quale aveva conformato tutta la propria esistenza. La sua vita continua ancora oggi ad indicare una via di autentica conversione evangelica, fondata sulla povertà, sulla fraternità universale, sulla custodia del creato, sulla pace e sulla misericordia.
Nel tempo presente, segnato da conflitti armati, crisi umanitarie e profonde tensioni sociali, il messaggio del Santo di Assisi conserva una straordinaria attualità. La sua testimonianza invita ogni credente a diventare costruttore di riconciliazione, promuovendo il dialogo, la solidarietà e la dignità di ogni persona umana. In questa prospettiva, il Perdono di Assisi continua ad essere uno dei segni più eloquenti della misericordia di Dio e della speranza Cristiana.
La partecipazione della Delegazione della Tuscia e Sabina alla celebrazione del Perdono di Assisi nella Basilica di San Francesco alla Rocca ha rappresentato un significativo momento di comunione ecclesiale e di rinnovamento spirituale, pienamente coerente con la missione del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. Attraverso la presenza della rappresentanza territoriale, l’Ordine ha inteso testimoniare la propria vicinanza alla spiritualità francescana e riaffermare quei valori di fede, carità e servizio che costituiscono il fondamento della propria identità.
La memoria di San Francesco continua ad offrire alla Chiesa e al mondo una testimonianza di sorprendente attualità. Il suo invito a vivere il Vangelo con radicalità, ad accogliere la misericordia di Dio e a costruire la pace attraverso il perdono interpella ancora oggi ogni credente e richiama le comunità cristiane ad essere autentici strumenti di riconciliazione.
Per i Cavalieri e le Dame Costantiniani, tale messaggio si traduce in un rinnovato impegno a vivere la propria vocazione come servizio alla Chiesa, nella fedeltà ai principi dell’Ordine: la glorificazione della Santa Croce, la propaganda della Fede e l’esercizio della carità. La partecipazione alla celebrazione del Perdono di Assisi diviene così non soltanto memoria di una grande tradizione spirituale, ma occasione concreta per rinnovare il proprio cammino di formazione Cristiana e di testimonianza evangelica.
In questo Anno dell’VIII Centenario del Transito di San Francesco, la celebrazione vissuta a Viterbo ha ricordato come la misericordia rimanga il cuore del messaggio francescano e una delle vie privilegiate attraverso le quali il Signore continua ad operare nella storia. È un invito che conserva tutta la sua forza anche nel nostro tempo: lasciarsi riconciliare con Dio, diventare operatori di pace e costruire, con umiltà e perseveranza, una civiltà fondata sul Vangelo della carità e della speranza.
La Real Commissione per l’Italia celebra il Giubileo Francescano ad Assisi

In occasione dell’800º anniversario del Transito di San Francesco d’Assisi (1226–2026), Papa Leone XIV ha indetto uno speciale Giubileo Francescano, che durerà fino al 10 gennaio 2027. Durante questo anno, tutti i fedeli Cristiani sono invitati a seguire l’esempio del Santo di Assisi, diventando modelli di santità di vita e testimoni instancabili di pace. L’auspicio è che questo tempo di celebrazione giubilare straordinaria, che corona otto secoli di memoria francescana, sia vissuto come un’occasione per risvegliarsi dalla sonnolenza spirituale e dagli egoismi. Abbiamo bisogno che le nostre vite si esprimano in sintonia con la bella notizia del Vangelo.
Nell’ambito di questo speciale Anno di San Francesco, sabato 5 dicembre 2026 la Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio celebrerà l’VIII Centenario del Transito di San Francesco d’Assisi con una solenne liturgia eucaristica, che sarà celebrata alle ore 12.00 nella Cappella di Santa Caterina, nella chiesa inferiore della Basilica papale di San Francesco in Assisi.
