Giornata Costantiniana della Delegazione Abruzzi ad Atri

Sabato 13 giugno 2026, la Delegazione degli Abruzzi del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha svolto ad Atri, Città dell’Abruzzo marittimo in Provincia di Teramo, una Giornata Costantiniana, vissuta in un clima di fraternità, spiritualità e approfondimento culturale e storico, offrendo ai partecipanti l’opportunità di conoscere uno dei più importanti centri storici e religiosi dell’Abruzzo.

I partecipanti sono stati accolti alle ore 10.00 in Piazza Duomo, dinanzi alla maestosa Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta, simbolo della Città e autentico scrigno di arte, storia e Fede. Edificata tra il XIII e l’inizio del XIV secolo in pietra d’Istria, la chiesa conserva al suo interno un prezioso ciclo di affreschi risalenti al periodo compreso tra il XIII e il XV secolo, tra i quali spiccano quelli del coro realizzati da Andrea Delitio, maestro del Quattrocento abruzzese, raffiguranti le Storie della Vergine.

Dopo il saluto istituzionale e il benvenuto ai partecipanti, guidati dal Delegato, Nob. Emanuele Barone Muzj di Fontecchio, Cavaliere de Jure Sanguinis, con il Referente per la Provincia di Chieti, Dott. Annunziato di Campli San Vito, Cavaliere di Merito, il Priore Reggente della Delegazione, S.E.R. Mons. Lorenzo Leuzzi, Vescovo di Teramo-Atri, Cappellano Gran Croce di Merito, ha presieduto la celebrazione della Santa Messa, momento centrale dell’incontro e intenso tempo di raccoglimento spirituale, nel corso della quale è stato ordinato presbitero per l'imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di Mons. Leuzzi, Don Diego Di Donato, che attualmente presta servizio a Chieti.

Successivamente si è svolta una visita guidata del centro storico cittadino, durante la quale il Dott. Andrea Spada, Postulante, ha illustrato i principali luoghi di interesse storico e culturale, evidenziando il ruolo svolto da Atri nel corso dei secoli quale importante centro religioso, politico e culturale dell’Italia centro-meridionale.
Concattedrale Atri

Nella visita guidata è stata dedicata particolare attenzione al periodo in cui la Città, dopo la fine dello storico Ducato di Atri e l’estinzione della casata degli Acquaviva d’Aragona nel 1757, divenne città demaniale del Regno di Napoli, entrando a far parte direttamente dei domini della Corona.

Da quel momento Atri seguì le vicende storiche del Regno, poi Regno delle Due Sicilie, conservando il proprio prestigio civile, religioso e culturale fino all’Unità d’Italia. Nel corso della visita è stato ricordato come, sotto il governo degli Acquaviva d’Aragona, Atri costituisse uno dei più importanti centri dell’Abruzzo Ulteriore I, dotato di un ruolo strategico e di una significativa autonomia amministrativa. Con l’estinzione della linea dinastica, la Città perse la propria natura feudale per diventare un centro direttamente amministrato dalla Corona borbonica, assumendo una nuova funzione nel quadro istituzionale del Regno.

È stato inoltre evidenziato come, nel corso del XIX secolo, Atri abbia conosciuto una significativa crescita amministrativa e culturale. La sua rilevanza territoriale trovò conferma anche nel prestigioso progetto editoriale ed enciclopedico Il Regno delle Due Sicilie descritto e illustrato, promosso da Re Ferdinando II di Borbone, nel quale la Città occupava un posto di rilievo. Sul finire del secolo, il suo sviluppo urbano e istituzionale si manifestò nella realizzazione di importanti edifici pubblici, tra cui il Teatro Comunale, inaugurato nel 1881, e il Palazzo della Città, destinato a sede del Tribunale nel 1882.

Un ulteriore approfondimento è stato dedicato agli aspetti economici e sociali del territorio atriano nel periodo preunitario, caratterizzato da una solida economia agricola e da vivaci scambi commerciali che favorivano i collegamenti tra l’entroterra e la costa adriatica. È stato inoltre ricordato come la transizione dal Regno delle Due Sicilie al nuovo Regno d’Italia rappresentò, anche per Atri, una fase complessa, segnata da difficoltà economiche e da un diffuso malcontento legato ai mutamenti amministrativi, fiscali e commerciali introdotti dopo l’Unità.

Nel corso della visita è stato altresì ricordato il lungo governo degli Acquaviva d’Aragona, una delle più influenti famiglie nobiliari dell’Italia meridionale, che contribuì in maniera determinante allo sviluppo economico, artistico e istituzionale della Città, lasciando un’eredità ancora oggi visibile nel patrimonio monumentale e nelle tradizioni locali.

La visita è quindi proseguita presso il Palazzo Ducale degli Acquaviva d’Aragona, antica residenza della famiglia che governò per secoli il Ducato di Atri. Nel corso dell’incontro sono state ripercorse le vicende storiche della casata, una delle più prestigiose famiglie nobiliari dell’Italia centro-meridionale, che contribuì in modo determinante allo sviluppo economico, culturale e artistico della Città. Particolare attenzione è stata riservata alle figure più rappresentative della dinastia: Antonio Acquaviva, primo Duca di Atri; Giulio Antonio Acquaviva d’Aragona, celebre condottiero caduto nella battaglia di Otranto contro gli Ottomani nel 1481; Andrea Matteo III Acquaviva d’Aragona, uomo di cultura e mecenate del Rinascimento; e il Cardinale Troiano Acquaviva d’Aragona, eminente esponente ecclesiastico della famiglia.

L’approfondimento si è svolto presso il Giardino Ducale, noto anche come Giardino della Rinascita. Un particolare riferimento è stato inoltre dedicato all’opera e all’impegno culturale e storiografico di Nicola Sorricchio, i cui studi hanno contribuito in maniera significativa al recupero e alla valorizzazione della memoria storica di Atri.

Dopo il pranzo conviviale, accompagnato dalla degustazione di specialità della tradizione abruzzese, i partecipanti hanno proseguito il programma con una passeggiata presso la Villa Comunale, godendo dell’ampio panorama che dalle colline atriane si estende fino al Mare Adriatico.

La giornata si è conclusa con i saluti finali, lasciando nei presenti il ricordo di un’iniziativa che ha saputo coniugare Fede, cultura, amicizia e conoscenza del territorio, nel pieno spirito costantiniano di servizio, fraternità e testimonianza dei valori Cristiani.

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