“Gli Ordini cavallereschi tra storia e prospettive presenti”: incontro presso la chiesa di San Giuseppe dei Nudi – Cappella Magistrale Costantiniana in Napoli

Giovedì 16 aprile 2026 alle ore 17.30, presso la chiesa di San Giuseppe dei Nudi - Cappella Magistrale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, in via San Giuseppe dei Nudi 72 a Napoli, si è svolto il convegno di approfondimento culturale dal titolo Gli Ordini cavallereschi tra storia e prospettive presenti. L’iniziativa si inserisce nel solco delle attività culturali e formative promosse dalla Delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, con l’obiettivo di approfondire il ruolo storico e contemporaneo degli Ordini cavallereschi, evidenziandone la funzione spirituale, sociale e culturale nel contesto odierno, con la partecipazione di docenti, storici ed esperti di Ordini cavallereschi.

Il convegno si è aperto con gli indirizzi di saluto del Conte Don Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona dei Duchi di Laurenzana, Patrizio Napolitano, Cavaliere di Giustizia, Delegato per Napoli e Campania dell’Ordine Costantiniano; dell’Avv. Ugo de Flaviis, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento, Presidente della Fondazione San Giuseppe dei Nudi; del Dott. Roberto Razzano, Governatore Serra International Italia – Distretto 72; e dell’Ing. Domenico Salierno, Presidente del Rotary Club di Napoli.

Ha moderato il convegno il Dott. Domenico Dente Gattola, Cavaliere di Merito, Presidente Club Miglio d'Oro 1085 - Serra International Italia - Distretto 72.

Nella parte accademica del convegno sono intervenuti il Prof. Giulio Sodano, Cavaliere di Merito, Ordinario di Storia moderna all’Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli", Direttore del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali; l’Avv. Giro Pasquale Sepe, Cavaliere di Merito; e Roberto Tristano, Cavaliere di Grazia Magistrale del Sovrano Militare Ordine di Malta, Governatore Serra International Italia - Distretto 77.
Copertina

A latere del convegno si è svolta la donazione alla Fondazione San Giuseppe dei Nudi di un prezioso testo da parte del Dott. Gesualdo Marotta, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento, anche a nome della Delegazione di Napoli e Campania, alla presenza dell’Avv. Ugo de Flaviis, Presidente della Fondazione ospitante, del Conte Don Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona e del Nob. Antonio Masselli, Delegato e Segretario Generale della Delegazione di Napoli e Campania.

Il convegno ha rappresentato un’importante occasione di riflessione sul significato attuale degli Ordini cavallereschi, tra continuità storica e rinnovata missione nel mondo contemporaneo, per i Cavalieri, le Dame, i Postulanti e quanti desiderano avvicinarsi alla Sacra Milizia, guidati dal Delegato per Napoli e Campania della Real Commissione per l’Italia dell’Ordine Costantiniano, Conte Don Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona dei Duchi di Laurenzana, Patrizio Napolitano, Cavaliere di Giustizia, con il Segretario Generale ad interim, Nob. Antonio Masselli, Cavaliere de Jure Sanguinis; il Responsabile della Comunicazione ad interim, Prof. Antonio De Stefano, Cavaliere de Jure Sanguinis; e la Responsabile delle Attività Operative ad interim, Avv. Valeria Pessetti, Dama di Merito con Placca d’Argento, accompagnata dal consorte, Avv. Carmine Capasso, Cavaliere di Merito, Console Generale a Napoli dello Sri Lanka a Napoli. Presente anche il Nob. Alfredo Buoninconti, Barone di Santa Maria Jacobi, Cavaliere di Giustizia, Delegato per la Campania del Real Circolo Francesco II di Borbone.

Nell’introdurre i lavori del convegno, il Moderatore Dott. Domenico Dente Gattola ha messo in luce la pace come tema focale dell’anno. Ha ricordato come gli Ordini Equestri, seppur nati in ossequio a stringenti necessità quali strumenti squisitamente militari, si siano evoluti nel corso dei secoli, divenendo fulgidi portatori di pacificazione.

A seguire, il Conte Don Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona ha tratteggiato la natura della Cavalleria nel mondo Cristiano odierno, per cui, pur restando fieramente legati al passato, risulta doveroso per un Cavaliere volgere lo sguardo al futuro. Ha rimarcato l’importanza vitale dei corsi formativi, per fornire risposte concrete e caritatevoli alle difficoltà che le persone incontrano nella contemporaneità.

Successivamente, l’Avv. Ugo de Flaviis ha definito “suggestivo” il tema del convegno, poiché idoneo a verificare l’immortalità della vocazione cavalleresca, della cui notorietà attuale è suggerimento la diffusione della conoscenza del ciclo arturiano e della cinematografia di temi equestri. Ha richiamato l’instancabile contributo del volontariato, disponibilità e servizio che, per quanto abbia mutato il proprio target di riferimento nel corso dei secoli, serba intatta la sua natura cortese. La speranza è che la promozione della Cavalleria non resti un tema ristretto per pochi qualificati, ma divenga conoscibile ai più.

Intervenendo nuovamente, il Dott. Domenico Dente Gattola ha posto in luce come il ruolo dell’associazionismo non venga sempre adeguatamente riconosciuto, pur rappresentando ciò che la parte sana della società riesce a produrre di positivo.

Il Dott. Roberto Razzano ha precisato come l’appartenenza a tali Sodalizi non sia un mero esercizio di nostalgia. Queste realtà, pur nella diversità delle loro strutture e finalità, sono unite da un servizio comune e da una testimonianza di vita ispirata ai valori Cristiani. I servizi che si offrono non appartengono al passato, ma rispondono a esigenze attuali e urgenti. Il senso di questo incontro, ha osservato, è quello di guardare oltre l’apparenza e il prestigio dei simboli esteriori. La storia ci consegna un’identità, ma è nel presente che si è chiamati a viverla con autenticità, attraverso uno spirito fondato sulla difesa della verità, sulla solidarietà concreta e sulla formazione delle coscienze. È importante costruire comunità vive, capaci di unire appartenenza e azione, mantenendo sempre un equilibrio tra dimensione spirituale e impegno concreto. Concludendo, ringraziando il Serra Club Miglio d’Oro per aver promosso questo momento di crescita culturale e spirituale, ha sottolineato che la presenza del Serra Club sul territorio è una testimonianza preziosa di come, nella realtà Cattolica, sia possibile creare un dialogo fecondo tra cultura e dimensione umana. Un saluto particolare ha rivolto ai membri dell’Ordine Costantiniano la cui lunga tradizione e dedizione rappresentano uno stimolo per tutti a non stancarci mai di operare per il bene comune.

Infine, l’Ing. Domenico Salierno, Presidente del Rotary Club di Napoli, ha auspicato un fruttuoso collegamento operativo, assicurando la piena disponibilità ad accogliere inviti per collaborare in aiuto alle persone bisognose.

Intervento del Prof. Giulio Sodano

Il Prof. Giulio Sodano, ordinario di Storia moderna presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, ha presentato una prolusione storiografica.

Premessa la necessità di una più attenta e organica esplorazione accademica dedicata all’Ordine Costantiniano, lo storico ha affrontato il passaggio degli Ordini cavallereschi da strumenti bellici a portatori di pace, esortando a non celare la primigenia vocazione militare delle Sacre Milizie.

Nella complessa architettura della società feudale – ripartita, secondo l’antico retaggio indoeuropeo, in laborantes, clericos e bellatores – la Cavalleria sorse quale difesa di vedove e bambini. Da questa funzione nacquero le virtù di gentilezza, cortesia e vivere secondo giustizia.

Con l’epopea delle Crociate videro la luce gli Ordini religioso-militari, vere e proprie milizie monastiche poste a presidio della Fede e fiorite sui confini della res publica christiana: l’Ordine di San Giovanni (ad oggi Sovrano Militare Ordine di Malta) in Terrasanta, gli Ordini militari della Reconquista nella penisola iberica, e i Cavalieri Teutonici nell’Est Europa.

A riprova della marginalità di questi territori, il Prof. Sodano ha ricordato il paradigmatico aneddoto delle nozze tra Edvige di Polonia e il Granduca lituano Ladislao II Jagellone (1386). Al netto dei sodalizi sorti per ragioni squisitamente dinastiche (come l’Ordine della Giarrettiera), il Relatore ha spiegato come la modernità della Cavalleria si riscopra proprio nella sua evoluzione post-bellica. Alla contingenza della guerra, subentra infatti la fase della ricomposizione, per cui gli Ordini governarono territori da poco tempo pacificati, dedicandosi anche all’ospitalità ai pellegrini e all’assistenza agli infermi. Ancora oggi, dinanzi alle multiformi fragilità della società contemporanea, gli Ordini cavallereschi e le realtà di servizio sorte recentemente si rivelano capaci di penetrare i luoghi del bisogno con una capillarità e una dedizione per cui le istituzioni statuali possono risultare inappropriate.

Intervento dell’Avv. Giro Pasquale Sepe

La disamina dell’Avv. Giro Pasquale Sepe è stata volta a delineare i caratteri comuni della cavalleria.

Il Relatore ha iniziato il suo intervento con il riferimento al monito del mistico Beato Raimondo Lullo. Il filosofo maiorchino, nel suo Libro dell’Ordine della Cavalleria, narra infatti che, allorquando “dal mondo spariscono la carità, la verità, la giustizia e la misericordia”, l’umanità decaduta venne divisa in schiere di mille persone. Da ciascuna schiera fu eletto l’uomo in assoluto più leale, forte e d’animo nobile, cui venne affiancata la bestia più fiera, il cavallo: nacque così, rigorosamente scelto come uno su mille, il Cavaliere, chiamato a restaurare l’ordine divino.

Prima dell’avvento del Cristianesimo, ha rammentato il Relatore, l’uomo d’arme obbediva al codice dell’onore terreno. Si ritiene infatti che sia stata la Fede a infondere in questi eletti la gentilezza cortese, elemento che risulta essere il minimo comune denominatore delle variegate realtà cavalleresche della contemporaneità, come si evince dall’articolo del New York Times: “La cavalleria è morta! Viva la cavalleria!”.

L’Avv. Sepe ha concluso riferendo che la sua adesione all’Ordine sia stata spinta dalla peculiarità della Preghiera del Cavaliere Costantiniano. In essa, infatti, si prega di esercitare la carità verso i poveri e verso i perseguitati per la Giustizia, ai quali, unitamente ai poveri in spirito, è promesso il Regno dei Cieli. Massimo esempio di perseguitato per la Giustizia si ritiene essere proprio nostro Signore.

Intervento del Dott. Roberto Tristano

Il Dott. Roberto Tristano, Governatore del Distretto Serra Sicilia e Cavaliere di Grazia Magistrale del Sovrano Militare Ordine di Malta, ha incentrato in suo intervento sulle prospettive future della Cavalleria.

Il Relatore è partito dall’analisi del presente, richiamando le peculiarità di ciascuna Istituzione: dalla natura sovrana e religiosa dell’Ordine di Malta, al carattere pontificio dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro, sino a giungere all’Ordine Costantiniano, diventato patrimonio dinastico della Real Casa di Borbone, in eredità dai Farnese tramite la Regina Elisabetta, consorte di Filippo V, Re di Spagna e nipote del Re Sole.

In un contesto geopolitico segnato da diffuse incertezze, il Dott. Tristano ha individuato tre pilastri fondamentali: lo spirito religioso ancorato alle radici Cristiane dell’Europa, l’impegno umanitario a favore della pace e la promozione di un agire improntato alla lealtà. Il Relatore ha tuttavia precisato che tali virtù, se assunte singolarmente, rischiano di disperdersi: esse debbono convivere organicamente nella persona del Cavaliere. In quest’ottica, l’appartenenza a un Ordine risulta in grado di tradurre il generico impegno sociale in un’autentica e militante testimonianza di Fede, rispondendo alla comune chiamata alla santità.

Si tratta di un orizzonte operativo che, se in passato restava perlopiù vincolato alla nobiltà di sangue – fatte salve rare eccezioni legate al genio artistico, quali Caravaggio o Mattia Preti –, oggi ha l’opportunità di accogliere tutti coloro che dimostrino un’alta nobiltà d’animo. Da questa constatazione è scaturito l’auspicio finale di una sempre più fruttuosa sinergia tra gli Ordini cavallereschi e l’associazionismo del Serra International.

A conclusione dei lavori, il Dott. Giuseppe Mangieri, Presidente entrante della Serra Club Miglio d’Oro, ha ringraziato i partecipanti al convegno, mentre il Dott. Domenico Dente Gattola ha auspicato che gli Ordini cavallereschi restino un faro di virtù in una società odierna troppo spesso decadente. Quindi, ha consegnato dei gagliardetti del Serra Club Miglio d’Oro al Prof. Giulio Sodano, al Conte Don Gianluigi Gaetani, all’Avv. Ugo de Flaviis e all’Ing. Domenico Salierno. Infine l’Ing. Domenico Salierno gli ha consegnato dei gagliardetti del Rotary Club di Napoli.

Donazione
alla Fondazione San Giuseppe dei Nudi

A latere dell’incontri si è svolta la donazione di un prezioso testo alla Fondazione San Giuseppe dei Nudi in persona dell’Avv. Ugo de Flaviis, Presidente della Fondazione ospitante, da parte del Dott. Gesualdo Marotta, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento, alla presenza del Delegato e del Segretario Generale della Delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.

Il testo riguarda l’importate Documento di Affiliazione del Cav. Don Camillo de Marinis, antenato del Cav. Marotta, ammesso quale Confratello alla Congregazione del Regal Monte ed Arciconfraternita di San Giuseppe dell’Opera di Vestire i Nudi del 18 febbraio 1817, con allegato il rilevante libretto delle Regole e del comportamento della stessa Regal Arciconfraternita del 1804, ritrovato nella Biblioteca di famiglia del Cav. Marotta che ne fatto dono alla Biblioteca della Fondazione.

La donazione è stata molto gradita e apprezzata dal Presidente Avv. Ugo de Flaviis, che provvederà a farlo inserire nella Biblioteca annessa alla Fondazione, anche perché il documento costituisce e ricostruisce parte della importante storia dell’Opera di San Giuseppe dei Nudi.

Successivamente, guidati dagli addetti al museo, i convenuti hanno svolto una visita guidata al Museo di San Giuseppe dei Nudi, in cui è conservata la famosa “mazzarella” di San Giuseppe, la cui emozionante storia hanno ascoltato dalla voce degli esperti.

Inoltre, gli astanti hanno ammirato le bellezze pittoriche e documentali contenute nella Galleria e Pinacoteca – che custodiscono una collezione d’arte legata alla sua storia di istituzione caritatevole, sostenuta storicamente dalla dinastia borbonica – tra cui anche i quadri delle LL.MM. del Regno delle Due Sicilie e consorti quali fratelli della Congregazione. Tra questi il ritratto di Re Carlo di Borbone che testimonia lo stretto rapporto con l’Arciconfraternita, sancito da donazioni regali e dall’Avallo per la nascita dell’opera pia, che porta la firma del sovrano in data 30 giugno 1740. Nel ritratto, il Re Carlo è raffigurato con il cappuccio dell’Arciconfraternita su cui è cucito lo stemma e il motto dell’Ente, come anche i ritratti di Ferdinando IV di Borbone, Francesco I e Ferdinando II, raffigurati quali Superiori perpetui e protettori di San Giuseppe dei Nudi.

Per la redazione di questa notizia ha collaborato con il Cav. Antonio De Stefano, l’amico dell’Ordine Andrea D’Aloia. Il servizio fotografico è a cura del Cav. Antonio de Stefano, del Cav. Attilio Barone e dell’amico dell’Ordine Antonio Fittipaldi.

Serra International Italia

Serra International Italia è un’associazione Cattolica strutturata secondo il modello del “club service”, impegnata nella diffusione della cultura Cristiana e nella promozione delle vocazioni fondamentali della vita, in particolare al sacerdozio e alla vita consacrata.

I suoi membri, laici, testimoniano nella quotidianità del lavoro e della vita personale i valori della fede, sviluppando programmi di formazione spirituale, iniziative a favore dei giovani e sostegno concreto ai seminaristi e ai consacrati. L’associazione promuove una rete di amicizia e servizio che si traduce in azioni mirate alla crescita spirituale e alla diffusione di una cultura vocazionale nella società civile.

Come ricordato da S.E.R. Mons. Jorge Carlos Patrón Wong, Arcivescovo metropolita di Jalapa (Messico), Consulente episcopale di Serra International Italia, «custodire, stimare e amare la vocazione sacerdotale ha un senso profondo per ciascun cristiano: si tratta di una sensibilità che dovrebbe essere propria di ogni credente e di tutte le famiglie Cristiane».

Il Distretto 72 raggruppa i club di Lazio, Campania, Abruzzo e Molise: Roma, Latina, Viterbo, L’Aquila, Aversa, Miglio d’Oro.

Il Distretto 77 raggruppa i club di Sicilia e Calabria: Palermo, Catania, Acireale, Reggio Calabria, Rossano Calabro, Caltagirone, Oppido Mamertina/Palmi, San Marco Argentano-Scalea.

Fondazione San Giuseppe dei Nudi

La Fondazione San Giuseppe dei Nudi nasce nel 2005 con lo scopo di promuovere assistenza e solidarietà alle fasce più povere della popolazione, secondo lo Statuto fondativo del Real Monte e Arciconfraternita di San Giuseppe dell’Opera di Vestire i Nudi e Vergognosi, costituito nel 1740, con la missione di “vestire i nudi vergognosi”, ossia coloro che, pur indigenti, non erano in grado di chiedere aiuto pubblicamente.

Ispirata all’opera caritatevole dei fondatori Conte Francesco Cerio, Don Domenico Orsini e Don Nicola Antonio Carafa, la Fondazione continua ancora oggi a perseguire finalità di solidarietà e assistenza, intervenendo a favore delle fasce più deboli della popolazione attraverso aiuti materiali, sostegno agli anziani, tutela dell’infanzia e contributi economici per persone in difficoltà.

Accanto all’impegno sociale, la Fondazione svolge un’intensa attività culturale, valorizzando il proprio patrimonio storico-artistico e promuovendo convegni, studi e percorsi espositivi. Dal 2015 ha avviato un importante progetto di musealizzazione e divulgazione del proprio patrimonio, simbolicamente rappresentato dalla riscoperta della reliquia del bastone di San Giuseppe.

Attraverso collaborazioni con istituzioni accademiche e culturali, la Fondazione si configura oggi come un centro attivo di promozione della cultura e della solidarietà, contribuendo alla valorizzazione dell’identità storica e spirituale del territorio napoletano.

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