La Delegazione Napoli e Campania celebra presso la basilica di Capodimonte la solennità dell’Immacolata, antica festa nazionale del Regno delle Due Sicilie

Lunedì 8 dicembre 2025, nella ricorrenza della solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, Patrona del Regno delle Due Sicilie, la festa più popolare e più antica in onore della Beata Vergine Maria, patrona del Regno delle Due Sicilie, la Delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, di concerto con la Luogotenenza per l’Italia Meridionale Tirrenica dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, ha organizzato la celebrazione della Santa Messa nella basilica-santuario mariano diocesano dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio e Regina della Cattolica Chiesa a Capodimonte in Napoli. Ha presieduto la solenne celebrazione il Cappellano Capo della Delegazione, Fra Sergio Galdi d'Aragona, O.F.M., Cappellano di Giustizia, concelebrante Mons. Nicola Longobardo, Commendatore e Priore dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

L’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria fu solennemente definito come dogma di fede da Papa Pio IX l’8 dicembre 1854 con la Bolla Ineffabilis Deus. La ricorrenza dell’8 dicembre, una delle più importanti feste mariane della Chiesa Cattolica Romana, fu solennizzata per la prima volta come giorno di precetto da Papa Clemente XI il 6 dicembre 1708 con la Bolla Commissi nobis divinitus.

La basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio e Regina della Cattolica Chiesa si erge al centro dell’arco naturale che compone la base della collina di Capodimonte, guardante il centro storico di Napoli.
Madre del Buon Consiglio Capodimonte

Il servizio liturgico della solenne Celebrazione Eucaristica, che ha avuto inizio alle ore 18.30 con la Processione, è stato curato da due diaconi e quattro ministranti della Parrocchia, con il canto delle Suore Francescane dei Sacri Cuori.

La rappresentanza della Delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio era guidata dal Delegato, Conte Don Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona dei Duchi di Laurenzana, Cavaliere di Giustizia, accompagnato dal Segretario Generale ad interim, Nob. Antonio Masselli, Cavaliere de Jure Sanguinis; dal Responsabile della Comunicazione ad interim, Prof. Antonio De Stefano; dal Responsabile alla Cultura, Don Antonino Sersale dei Marchesi Sersale, Cavaliere di Giustizia, e dal Responsabile delle Sezioni Campane. Arch. Francesco Baratta, Cavaliere di Merito; con Cavalieri, Dame, Postulanti e amici dell’Ordine Costantiniano, La rappresentanza della Luogotenenza per l’Italia Meridionale Tirrenica dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme era guidata dal Luogotenente, S.E. Dott. Ennio Zerrillo, Cavaliere Gran Croce, accompagnato dal Luogotenente emerito, S.E. Prof. Dott. Giovanni Battista Rossi, Cavaliere Gran Croce; e membri del Consiglio di Luogotenenza, Presidi di Sezioni, Delegati; con Cavalieri e Dame.

All’inizio della Concelebrazione Eucaristia, dopo aver acceso la seconda candela del Tempo di Avvento, Fra Sergio Galdi d’Aragona ha rivolto un saluto al Delegato per Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e al Luogotenente per l’Italia Meridionale Tirrenica dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, e a quello emerito, oltre che ai membri dei due Ordini Equestri e a tutti i partecipanti. Ha evidenziato, che «in questo particolare tempo liturgico, la Chiesa celebra il mistero del concepimento di Maria, mistero che diventerà dogma dell’Immacolata Concezione e che, durante il commento della scrittura di stasera si potrà vedere come questo mistero fa parte della vita di tutti noi». Inoltre, Fra Galdi d’Aragona ha sottolineato i due ordini cavallereschi partecipanti, presentano molte similitudini relative alla storia e ai bisogni della Terra Santa, al sostegno alla Chiesa, ai poveri e ai bisognosi.

La Prima Lettura (Gen 3,9-15.20 – Porrò inimicizia tra la tua stirpe e la stirpe della donna) e il Salmo Responsoriale (Sal 97 – Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie) sono stati recitati da un Cavaliere e da una Dama dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. La Seconda Lettura (Ef 1,3-6.11-12 – In Cristo Dio ci ha scelti prima della creazione del mondo) è stata recitata dall’Avv. Alessandro Franchi, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento. Il Vangelo (Lc 1,26-38 – Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce) è stato proclamato da un diacono. Anche la Preghiera dei fedeli è stata recitata da un diacono.

Nella sua omelia, Fra Sergio Galdi d’Aragona ha esplicitato quello che i brani della Sacra Scrittura proposti dalla Chiesa per la solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, offrendo unoriflessione spirituale sulla figura della Tutta Santa Maria, Madre di Dio:

«Il dogma dell’Immacolata Concezione fu proclamato da Papa Pio IX nel 1854 con la bolla Ineffabilis Deus, anche se l’Immacolata Concezione veniva celebrata dai primi secoli della Cristianità. È nelle scritture che si trovano le ragioni della benedizione di Maria che la preservava dalla colpa originaria, privilegio dovuto in quanto futura madre del Salvatore.
Maria è stata preordinata da Dio a essere la madre del Salvatore e quindi in virtù dei meriti che avrebbe avuto nel dare alla luce Gesù, è stata preservata sin dal seno della madre dalla colpa originaria. La risposta a questo mistero la troviamo sempre nella scrittura quando l’Arcangelo Gabriele arriva da Maria e non la chiama per nome, ma “Ricolma di tutte le grazie che il Signore ti ha donato”.
Nella Seconda Lettura ci sono versetti bellissimi, che riguardano la vita di ognuno di noi. In Cristo ognuno di noi è stato scelto per essere santo. Ci sono stati due momenti in tutta la storia della Redenzione in cui ognuno di noi personalmente è stato presente nell’amore di Dio. Il primo è quello della creazione, pensato, voluto e amato da Dio senza il quale noi non saremmo qui oggi in questo momento storico e in questa realtà geografica. Il secondo è quando Dio si è caricato di tutte le colpe, delle colpe di tutti noi.
Ognuno di noi è stato presente nella mente di Dio, al momento della creazione e che Egli ci ha pensati singolarmente volendo che vedessimo la luce in un determinato tempo della storia ed in un determinato luogo del mondo. La nostra nascita non è casuale ma frutto di un progetto divino che si dipana e svolge nel tempo.
Come Maria ha detto “sì” al progetto di Dio, anche noi dobbiamo dire “sì” accogliendo la chiamata divina nella nostra vita, non solo nella gioia, ma anche nelle difficoltà, diventando portatori della luce di Cristo, fidandoci di Dio e agendo con carità e servizio, proprio come ha fatto Lei nell’Annunciazione, trasformando la nostra vita quotidiana in un cammino di fede e adesione alla sua volontà».

Al termine del Sacro Rito, Fra Sergio Galdi d’Aragona ha incensato l’Icona della Madonna esposta nel presbiterio, intonando il canto Tota pulchra es, un’antica preghiera risalente al IV secolo, rivolta alla Tutta Santa Maria, Madre di Dio. Il titolo deriva dal verso iniziale, che significa “Tutta bella sei”, in riferimento alla Madre di Gesù, concepita senza macchia di peccato originale. San Giovanni Paolo II, il cui moto fu Totus tuus (ego sum Maria), invocò Maria col Tota pulchra es in occasione della solennità di domenica 8 dicembre nel 1979 e nel 1985:

Tota pulchra es, Maria,
et macula originalis non est in Te.
Tu gloria Ierusalem,
tu laetitia Israel.
tu honorificentia populi nostri,
tu advocata peccatorum.
O Maria, O Maria!
Virgo prudentissima,
mater clementissima,
ora pro nobis,
intercede pro nobis
ad Dominum Iesum Christum.

Tutta bella sei, Maria,
e il peccato originale non è in te.
Tu gloria di Gerusalemme,
tu letizia d’Israele,
tu onore del nostro popolo,
tu avvocata dei peccatori.
O Maria! O Maria!
Vergine prudentissima,
Madre clementissima,
prega per noi,
intercedi per noi
presso il Signore Gesù Cristo.

A seguire, il Delegato per Napoli e Campania, Conte Don Gianluigi dell’Aquila d’Aragona, scortato da dal Prof. Antonio De Stefano e dal’Avv. Alessandro Franchi, Cavalieri di Merito con Placca d’Argento, accompagnati dal Cerimoniere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, ha recitato la Preghiera del Cavaliere Costantiniano:

Signore Gesù,
che Vi siete degnato di farmi partecipare
alla Milizia dei Cavalieri Costantiniani di San Giorgio,
Vi supplico umilmente,
per l’intercessione della Beata Vergine di Pompei,
Regina delle Vittorie,
del valoroso San Giorgio Martire, Vostro glorioso Cavaliere,
e di tutti i Santi,
di aiutarmi a restare fedele alle tradizioni del nostro Ordine,
praticando e difendendo la Santa Religione
Cattolica, Apostolica, Romana
contro l’assalto dell’empietà.
Essa diventi per me armatura di fede

e scudo di buona volontà,
sicura difesa contro le insidie dei miei nemici,
tanto visibili quanto invisibili.
Vi prego affinché possa avere la grazia
di esercitare la Carità verso il prossimo
e specialmente verso i poveri
ed i perseguitati a causa della Giustizia.
Datemi infine le virtù necessarie per realizzare
secondo lo spirito del Vangelo,
con animo disinteressato e profondamente cristiano,
questi santi desideri
per la maggior Gloria di Dio,
la glorificazione della Santa Croce
e la Propaganda della Fede,
per la Pace nel Mondo
ed il bene dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.
Amen.

Di seguito, il Luogotenente per l’Italia Meridionale Tirrenica dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, S.E. Dott. Ennio Zerrillo, scortato da un Cavaliere e da una Dama, accompagnati dal Cerimoniere, ha recitato la Preghiera del Cavaliere e della Dame del Santo Sepolcro di Gerusalemme:

Signore, per le Tue cinque piaghe
che portiamo sulle nostre insegne noi Ti preghiamo.
Donaci la forza di amare
tutti gli esseri del mondo
che il Padre Tuo ha creato
e, più degli altri, i nostri nemici.
Libera la nostra mente
ed il nostro cuore dal peccato,
dalla parzialità, dall’egoismo e dalla viltà
per essere degni del Tuo sacrificio.
Fa’ scendere su di noi,
Cavalieri e Dame del Santo Sepolcro,
il Tuo Spirito affinché ci renda convinti e sinceri strumenti
di Pace e di Amore fra i nostri fratelli e, particolarmente,
fra coloro che pensano di non credere in Te.
Donaci la Fede per affrontare tutti i dolori
della vita quotidiana e per meritare un giorno
di giungere umilmente ma senza timore
al Tuo cospetto.
Amen.

Terminata il Sacro Rito, ritornati processionalmente in Sagrestia, i partecipanti hanno pronunciato l’antica formula augurale latina Prosit (giovi o sia utile), per salutare i concelebranti al termine della Santa Messa, a cui ha fatto eco Fra Sergio Galdi d’Aragona, rispondendo con il voto augurale Deo gratias et vobis (grazie a Dio e a voi).

Il servizio fotografico è a cura del Postulante Avv. Vicenzo Esposito.

Foto di copertina: il quadro miracoloso della Madre del Buon Consiglio venerato all’interno della basilica di Capodimonte, che fu commissionato dalla Maria di Gesù Landi al pittore Spanò nel 1844.

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